Archive for August, 2015

True Detective 2 il finale che (non) vi merita(va)te, tu, donna, non deserve, la serva serve, il Falotico che mi merito, tu, sgualdrina, non ti mariterai


13 Aug

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È finita la seconda stagione della serie “capolavoro” e già annunciano la terza, d’altronde non c’è 2 senza tre e quattro per quattro fa otto… episodi, quindi, stando al “quando”, sedici in tutto, esclusi i/le 24(h) di fuso orario, quasi in contemporanea con gli Stati Uniti, ché son 50, da noi non doppiati in differita alle ventidue e 10, minuto più e tu più robusto di quelli minuti, non sei secondo al “primo”, di 90 l’episodio che conclude le noir avventure di Velcoro e Frank il semi-gangster servito “freddo” sulla moglie rossa e caliente eppur non s(oddis)fatta… Ecco fatto, Pizzolatto rovina tutto, eh sì, facendo “mori’ ammazzati” tutti gli uomini e lasciando “scampo(li)” alle donne, per la gioia delle femministe, da cui il detto “te la do(ro) e siamo noi a mettervi al mondo che ci meritiamo”. Uomini, non ammogliatevi, “mollateglielo/a”. Da cui il “dato” di “fallo” che buon “morto” è meglio del buonismo femminile dell’amaro maritozzo, come questo finale che m’è stato sullo stomaco. Fe(ga)ti, ribellatevi, di rabbia ribollite, vogliamo l’ambigua destrezza ferita a vi(t)a di Cohle e non questo qui… da Colin e colica.

Querce secolari e figli handicappati sangue del proprio DNA, imprenditori che lo prendono dopo tanto aver fatto gli impos(i)tori. Tirata moralistica sulla (di)partita di Frank, con tanto di apparizioni simil-(mi)raggio fantasmatico del padre “violentatore”, scatenante la turba che spinse il povero a cercar fame, di greed assetato eppur indebitato. “Turbo”-lento di sequenza (in)dimenticabile, più che altro da bili(ardo). E le donne salveranno la Terra, in questo silenzio degli innocenti, perché the man is the cruelest animal.

Ma vaffancul’, che stronza(t’)!

di Stefano Falotico

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Liam Neeson e la (sua) Operazione Chromite


12 Aug

Variety-zziamoci e voi rateizzatevi, ratti e tassi che non pagate le tasse!

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Liam Neeson is play the role of U.S. Army General Douglas MacArthur in “Operation Chromite” (a.k.a. “Incheon Landing Operation”), a Korean-made blockbuster set during the Korean War of the early 1950s.

The film is to be produced by South Korea’s Taewon Entertainment. It will be directed by Lee Jae-han, and scripted by Lee Man-hee, who both have war film experience with hit “71: Into the Fire”.

Although Chinese movies are increasingly incorporating Hollywood talent, it is rare in Korea. Neeson has had a career revival following box office success with “The Grey,” “Taken,” “Battleship” and “The Lego Movie.”

“Operation Chromite” focuses on the heroic Korean troopers who carried out the covert “X-ray” operation that preceded the Incheon landing operation in the Yellow Sea. The landing shifted the momentum of the Korean War.

“We plan to go into the production in late September with a production cost of 15 billion won (US$12.62 million),” Taewon boss Jeong Tae-won told news agency Yonhap. He expects to hold a promo event on Sept. 15, the anniversary of the Incheon Landing.

A company spokesperson told Variety that “Operation” is preparing to start shooting in the second half of this year, aiming to release it in the first half of 2016. Production will take place in South Korea, with Neeson flying in for filming.

Other roles have not been cast, though top stars Lee Jung-jae (“Assassination”), Hyun Bin (“The Fatal Encounter”) are known to have received the script for the role of the leader of the South Korean intelligence unit. Another, Lee Beom-su (“The Beauty Inside”) is being considered for the role of the North Korean elite officer.

Il falco/Falò della notte: come (in)castrai un vile pornograf(ic)o su Facebook per direttissima e non suo (d)ritto…


06 Aug

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All’attardarsi di ieri sera, sullo “sfinir” di me, travolto da un’esistenza sempre più (cap)ricci(os)a dallo sfogliar una Prosciutto Crudo e non una Margherita, sovrastato dalla noia sapiente e di bulbo capelluto sudato per l’afa della calura estiva “spappolante” le mie meningi, mi son “scervellato” a beccar in flagranza di reato, e suo (s)porco ratto, un maiale (s)social(e). “Recapitando” alla sorveglianza di Facebook di “vigilar” e vagliare il suo (pro)filo… alquanto pervertito. Un “uomo” che, con screanzata e carna(scia)le(sca) arroganza, esibiva un’immagine del Ferrarino e un d(iari)o pieno zeppo di foto da “zuppa”, cioè orge di villosi pet(t)i nerboruti e “bunga bunga” con tanto di suo “primo” (pi)ano “ridente” e sfacciato. Una bacheca colma di sconcezze oscene e “cenine”, forse solo “cerniere”, da uomo davvero “colto”, di coiti rivoltanti da coliti e conati, di pompini svenduti come il latte fresco alla COIN e di copp(i)e scop(piett)anti su culetti sbattuti e pochi bacetti ma molta “violenza”.

Indubbiamente, per me, uomo di levatura morale parimenti grande quanto la moral guidance di Clint Eastwood, un “tozzo” da boicottare, bloccare, eliminare e m’immagino la sua “emoticon” quando, aprendo stamane FB, non ha potuto “aprirle” più, bestemmiando come un porcellone. Patta chiusa e sue patatine fritte. Eppur non gli si rizza con la Salsa, ballo latino-americano del suo turismo sessuale.

“Pen” gli sta. E, presto, gli giungerà a casa, dopo la postale al suo post(eriore), la polizia ad ammanettarlo e a metter(glie)lo “bono” per vil(ipendio) al pudore. Proprio un crimine “purissimo”, “pulito”.

Da “camice bianco” ad arrestarlo per aver (s)f(i)orato t(r)op(p)o. Dopo tante “tope”, che brutto intoppo, adesso sarà già tapp(at)o e non può più metter all’“orrore” una pezza. (S)toppa(to).

Di mio, punisco tal pezzi di merda e continuo a mangiar le pizze.

 

A tal maniaco (p)azz(o), invece, le sue feci e un nero sempre più pozzo.

Si chiama “inculata” di “mani” in te, bassissimo.

 

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di Stefano Falotico

Lo stagista inaspettato, un film che non ti aspett(era)i e la colonna sonora spinge


06 Aug

Questa melodia cangevole, delicata, che non stimola la diuresi, no, non fa affatto cagare, non è musica escrementizia da tossici in(n)al(z)anti ogni becera canna, ma uno stimolante “digestivo” per sopperire alle carenze psico-emozionali della nostra vita imperitura, combattiva (in) ogni dì di albe ceree e poi miracolosamente giovanili nei tramonti rossi della ser(r)a.
De Niro, nella sua recitazione sobria, misurata al “labbro”, che mesce il cuore al sapere “duro”, alla sua senile baldanza moderata da saggio navigato, ci mostra cosa significa la “melassa” dei nonni senza eccedere in sentiment(alism)i dementi.
Egli pondera le sopracciglia, le inarca con gusto “aspirante” collegato al cervello che respira di “narici” riflessive su occhi a mandorla che sanno quanto un Sol levante non è ancor vi(t)a calante e già insaporisce l’anteprima con una performance da secondo a nessuno.

di Stefano Falotico

The Young Pope di Sorrentino: svelato il cast completo e io, invece, non venni, diventai Pap(p)a(molle) e mona(co)


05 Aug

 

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Sorrentino: «I segni evidenti dell’esistenza di Dio. I segni evidenti dell’assenza di Dio. Come si cerca la fede e come si perde la fede. La grandezza della santità, così grande da ritenerla insopportabile. Quando si combattono le tentazioni e quando non si può fare altro che cedervi. Il duello interiore tra le alte responsabilità del capo della Chiesa Cattolica e le miserie del semplice uomo che il destino (o lo Spirito Santo) ha voluto come Pontefice. Infine, come si gestisce e si manipola quotidianamente il potere in uno Stato che ha come dogma e come imperativo morale la rinuncia al potere e l’amore disinteressato verso il prossimo. Di tutto questo parla The Young Pope».

 

Il CAST:

Jude Law è Pio XIII – Lenny Belardo

Silvio Orlando è il Cardinal Voiello

Diane Keaton è una SUORA!

Ludivine Sagnier, Madonna santissima che bontà, è Esther, moglie dello svizzero guardiano

Cécile de France è Sofia! Ah, è div(in)a.

 

Come ne Il nome della rosa, compresi il sacrificio dopo una delusione di mora, di amor perpetuamente (in)cast(rat)o.

E, predicando in piazza ai fedeli pazzi, senza cazzo, (non) impazzii.

Dalla lettera di San Falotico alla (mal)san(t)a:

 

Lauretta, non voglio disturbarti, turbarmi e intubarmi oltremodo, ma mi hai bloccato inspiegabilmente su Twitter, quando si stava dialogando amichevolmente di Calcio. Scalciamo le ipocrisie. Cristo! Repir(iam)o.

Ora, devo scoprire le carte, dopo aver visto una tua foto, in cui radiante sprizzavi gioia ormonale da tutti i por(t)i, incantandomi dinanzi al tuo viso estatico, mi son soavemente innamorato di te. Sappilo, è misteriosamente strano tutto ciò ma io credo nei colpi di fulmine e non voglio che la verità si adombri in una meschina falsità da giocoliere delle parole per conquistarti e volerti, sì, debbo averti, avere avere avere e di te non sarò av(ar)o. Maria, Ave, Pater Noster! Anche se, non conoscendomi, avanzerai pregiudizi disarmanti, disamorati, altresì offensivi nei miei riguardi. Guardami! Intingi la manina.
Sono un poeta che ha da offrirti, sbaciucchiandoti di sfoglia(re), sfogato e sfigato, le sue opere amorevoli, le sue scritture poetiche, vergate nel sangue delle astratte visioni talora cerebrali del mio cuor potente e le emozioni cavalcando di furia inesausta an(s)imate.
Ti (br)amo, concedimi un sorriso e ti sarò felice.
Non darmi uno schiaffo, dama, (d)am(m)i.


Ora, st(r)ingetevi un segno di PECE.

 

di Stefano Falotico, in odore di san(t)ità!

 

 

Mi piacciono Colin Farrell, Sergio Leone, Clint Eastwood: sono tamarro e/o frocio? No, mi piace anche Enrique Iglesias


04 Aug

Iglesias El Perdon

Una nuova filosofia perbenista si sta impossessando delle vostre anime timorose e castigate. La borghese visione flaccida della vi(s)ta, un po’ alla Paolo Mereghetti, il quale, a suo (ar)dire, parzial-mente stronca, come s(appiam)o, sia C’era una volta il West che… in America. E “irride” con boria alla Indio i gira(ment)i del mitico Sergio, secondo lui a volte macchinosi nelle scene di raccordo. Son (s)cene di cor(t)e(ggiamento)! Ma quale retorica, in quei panorami grandangolari v’è la perfezione modulata d’un Leone che ama con passione. Si chiama romantic(ism)o, così come il bel, “sciupato” Ray Velcoro/Colin Farrell, nel penultimo episodio di True Detective 2, non resiste al fascino “traumatico” della McAdams e comincia a “darci”… un (as)saggio, sbaciucchiandola in punta, “impunito”, di lingua, dopo qualche piedino… nel “succhiotto” a pelo, a pelle, dopo aver aspettato tutta la sera, no, la serie, di “che du’ palle, ora dammela”.

Nessun(a) El Per(d)ón… anzi, come un maschile Madonna mia quanto sei bona di reminiscenza allaCiccone su format(o) Sean Penn “al bacio”, all’amatriciana con molto vinello di sua Evita, e non (si) e-vira… “Vibra”…

Sotto la Luna, mentre il compagno muore trafitto in pancia da un killer che spezza ogni Splendore nell’erba… più cattivo del Volonté nostro di Per qualche dollaro in più…

E questo è sentir…

 

di Stefano Falotico

Il Festival di Venezia mi angoscia, mi “scoscia”, mi scoccia, sostanzialmente sono come Liam Neeson


03 Aug

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Ecco, non so se avete “colto” Liam Neeson nelle recenti foto che (non) lo ritraggono in giro per New York, i paparazzi non l’hanno “beccato” poiché egli è il fantasma oramai di sé stes(s)o, come dico io, ché non ci sono più da un pezzo, da un “pazzo”, faccio le puzze e mi mangio una pizza nonostante il fegato non “ci sta”, non c’è più, è scomparso, non “lo” vedo tanto bene, infatti, serve “solo per pisciare”, riposi in pace e non si dia “pene”.

Tornando a Liam, fa pena. Smagrito, scavato, macilento, fors’anche flatulento, sebbene lo stomaco sia sparito, spiritato, un (ecto)plasma vicino allo zero negativo, forse positivo, sembra che abbia l’AIDS.

L’eroe degli ultimi action non si muove tanto in forma. E nemmeno io, parafrasando Woody Allen, mi sento bene, eppur mi faccio sentire, forse senile, forse, più che alt(r)o, infantile, probabilmente adolescente, adulto o vecchio, quel che importa è il (porta)mento, chiaro dementi?

Ecco, facciamo un salto… a Venezia? Macché. Vedrei/drò solo (in)visi che si scann(erizz)-ano per una foto con la diva di turno, gir(in)i sfiancati da una vita tutto l’an(n)o sedentaria, assistenti sociali nei supplementari, no, supplenti dei portaborse sotto agli occh(ial)i, gente in caccia della star che non fa una vita da stella, vive sempre nella stalla e poi al Lido si (ri)specchia nel guadagnar un Guadagnino di “fango” sulle guance alla Tilda Swinton per A Bigger Splash di flash(ati). Che schifezz’, che monnezze.

Meglio Milian al Milan, il CalcioMercato impazza, a Settembre saremo nel vivo del campionato. Chi ha comprato l’Inter? Cary Fukunaga, extracomunitario orientale americanizzato, no nation, autore di film “ossuti”, inquietanti, di pancia, di “sfondamento”, di storie tese come un rasoterra alle palle, ma all’ultimo minuto s’è inserito il corto-“brevilineo” The Audition, divertissement costato un occhio della testa di DiCaprio, ché ha un testone che pesa 100 chili, deve dimagrire perché altrimenti si sogna il Pallone d’Oro, no, l’Oscar, eppur mi par imbalsamato seppur dorato, di culetto bronzeo a mostrar le chiappe chiare con la modella che “glielo” ritocca.

Comunque sia, questa è una grande bellezza, non c’è Sorrentino ma preferisco Sorrento a sorrata.

C’è chi è malato di core e chi non va di corpo, chi lo è di mente e chi sempre le prende.

Pig(l)ia(lo), e statt’ bonazzo un po’ sul frocino.

Ora, cari porcini, vi saluto col mio bacin’.

E vaffancul’.

Ma quale moro di Venezia e Leone. Povero agnello d’un Neeson, questo è morto.

Dentro o fuori, basta che (c’)entri.

Che c’entra? Ma ci azzecca! Vincerà Bellocchio!

Sangue del mio sangue!

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di Stefano Falotico

Genius-Pop

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