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Ricordo i tempi in cui ero sexy “slabbrato” come Colin Farrell, e invece sono diventato ancor più Crazy Heart


16 Apr

Colin Farrell

 

Sì, tempi lebowskiani, miei drughi, quando con un po’ di pancetta da birra alla Jeff Bridges mi muovevo da cantante country delle mie ansie nel firmamento di donne grulle e forse “brulle” che, salvandomi dai bulli, mi concupivano per la mia voce roca e per il mio occhio malandrino che profumava di barba ispidamente solleticante… insomma, ero già sbullonato.

Ma quei tempi sono finiti e annaspo, mentre la gente gozzoviglia io sto a fumare una sigaretta Chesterfield nella cantilena dei miei ritornelli che han oramai perso lo “stornello” che fui. Non “inforno” molto, ma questa vita è una fornace, e non so come fuggirne. Diverrò Christian Bale dell’altro film del Cooper, sì, Out of the Furnace, e nel frattempo metto a bollire le patate sui fornelli. Ma quale fuoco della vendetta, qui comincia a fare di nuovo caldo. Sì, Bologna in questo periodo è afosa. E già rimpiango, non solo il bell’omo che fui, ma anche lo scorso inverno, ove mi accoccolavo sotto le lenzuola e ronfavo, sognando di morire nel sonno come un elephant man.

Sì, il futuro che oggi mi si prospetta non è dei più prospettici. Provo a vederla da diversi punti di vista ma sostanzialmente non ne vedo una. Sono tutte maritate con degli stronzi e io continuo a mangiare maritozzi con la panna, addolcendo il ribollio delle batoste cuocendomi un toast.

Sì, uomini veri, tostatevi nella musica scacciapensieri, ove con la mente puoi andare dove vuoi da pianista sull’oceano.

Sì, non ho mai indossato i jeans strappati, ma portavo sempre la camicia alla Colin Farrell, blu sul noir, forse sul melanconico con occhio dolce, inducente alla carezza. E un po’ cazzone.

Insomma, beccatevi questa foto. Una foto in cui la faccia mia smunta era “emaciata” solo di sex appeal da Pacino Al degli anni settanta.

Comunque sia, prevedo per pranzo un bel bocconcino…

Ce la possiamo dire, senza infingimenti, come si suol dire? Sono spesso un cesso ma, in mezzo agli stronzi, sono un cesso che non fa cagare ma stimola al bel canto fra i cani.

Sì, una bella faccia da culo. Ah ah.
E me ne fotto.

 

– Ehi, vecchio… cos’hai pescato?

– Una sogliola e una trota? Tu invece?

– Una zoccola.

– Le zoccole stanno nei seminterrati e nelle cantine.

– No, le zoccole stanno soprattutto al mare e al fiume. Sarà per questo che preferisco la collina.

– Comunque, questa sogliola me la cucinerò fritta in padella. Tu invece?

– Stasera mangerò al Burger King. Devo cucinarmi la cameriera.

 

di Stefano Falotico

 

 

Falotico

Colin Farrell, vero True Detective di ogni covo femminile


23 Sep

 di Stefano Falotico

Mi “smaschero”, adoro Colin Farrell, uno stronzo “maniaco sessuale” come me, un crazy heart fottuto…

Sì, mi vien un orgasmo quando il grande Colin spunta sul palco della pellicola di Scott Cooper e, assieme al mitico Jeff Bridges, decadenti cantano un “country” da far bagnar tutte le mutande, coi suoi occhi neri, languidi, “penetranti”, con questi suoi jeans attillatissimi, (s)tirati, avvolgenti in camicia slacciata su ugola “stonata” che mette pepe e dà calore alle tardone “là sotto” in brodo di giuggiole, che ambiscono al suo “cavallo” dondolante, in un Farrell dal “cameo” epico, come la tortina gustosa da papparsi in un bocconcino, da stronzo di classe con posa da “caramello”, cari miei lentissimi cammelli, voi ballate il liscio e lui invece lo fa… scudisciante, in mezzo a sudati cuscini, miei panzoni da cuscinetti e da donnette frustrate nel cucinotto delle patatine senza “salsina”, no, Colin è l’incarnazione del sale e sempre più al gentil sesso offre un “dolce tiramisù”, zuccherando di “cucchiaiate” leccanti con tanto di sputo per rifottersele (det)ergente, d’andamento “saliscendi” tutta notte e tutto in fondo(schiena), sin  danzar cantante dei po(ve)ri e iper-eccitante su ammiccamenti delle sue palpebre “basculanti”, servito alle “sciolte” come uno schiumoso cappuccino dal cappello freddo, cinico di codino e succhiante con occhiolino birichino già “stantuffante” tutti i buchini.

Sì, sono uguale a Colin Farrell.

Per molti an(n)i, gente invidiosa del mio cazzo tentò d’attentare alla mia erezione e da me l’ha solo invece, con più (im)potenza, preso in culo.

Questa è la lezione, miei borghesacci, questo è un tamarro d’eccezione che se le scopa da colazione a ce(r)n(ier)a su pisciarvi in faccia con (ig)nobile (s)fondato del suo lì in mezzo a dimezzarvi.

Io non son smielato, infatti sono solo nella mela.

 

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