Posts Tagged ‘Il cavaliere pallido’

Il ritorno di John Rambo, il ritorno del più grande revenant di tutti i tempi


26 May

Chiedo venia se talvolta mi sveno. Soprattutto mi sventro eppur mai mi svendo.

Che anni straordinari questi miei ultimi da cinematografaro letterato adoratore di Eastwood

Ma quale sfigato! Ma quale rincoglionito! Ma quale andato!

Io son bello che ritornato, sempre dannato e come il miglior vino d’annata, perfino azzimato, altolocato, sempre un po’ incurabilmente toccato, non so se guarito o forse stasera dalle gambe di una donna stupenda inguai(n)ato.

Sì, mi piacciono troppo le donne. Mi piacciono talmente tanto che, al primo due di picche, mi spacco più dei vertiginosi spacchi delle gonne più maliziosamente seducenti.

Sapete che ho scritto a una donna su Instagram felicemente fidanzata? Ah, sul felicemente avrei dei dubbi. Sarebbe, credo sarà, molto più contenta e soddisfatta se lasciasse quel baggiano con cui sta, quel baccalà senz’arte né parte e incontrasse Steve Everett di Fino a prova contraria, cioè il sottoscritto.

Ho scritto questo:

«Sei grande per me, cazzo, è brutta la grandine. Sei impegnata, non so se da lui impregnata. Se non stessi già con questo, il quale comunque credo che tanto a posto non s(t)ia, ti corteggerei a morte e tu crolleresti. Sì, so che con me coleresti…

Ti regalerò mille rose, forse anche 1000, 3 periodico, libri smaglianti come la tua pelle incantevole e intarsiata nei tuoi abiti aderenti alla perfezione stilistica delle tue cosce appassionanti come un romanzo eroticamente avventuroso e incalzante. Lascia che io sia per te incazzato.

Spero che il mio viso focoso potrò incorniciare fra le tue labbra ardimentose, incastonando la mia capacità linguistica al frontespizio della tua copertina, dopo la copertina esorbitante davanti ma soprattutto estasiante nel retro abbacinante.

Mi concederai almeno un bel ballo? No, eh? Mi darai invece una sberla. Che botta pazzesca, che sventola da capogiro».

Sì, quanti incontri magnifici che ho fatto negli ultimi anni.

Con Davide Stanzione scrissi qualche anno fa, quando ancora non era diventato inviato giornalista di Cinema e recensore raffinatissimo per Best Movie, il libro Nel neo(n) delle nostre avventure.

Un libro viscerale, sentito. Immaginifico. Scegliemmo di non usare il formato giustificato affinché il nostro impaginato fosse allineato alle linee sconnessamente editoriali dei blog.

Giustificateci.

E con Davide Viganò, che oggi si è sposato, questo qui.

Amici carissimi, chiedo venia a tutti. Sì, lo ripeto. Negli ultimi giorni, profondi trambusti esistenziali hanno scosso il mio melanconico torpore e mi sono dimostrato leggermente aggressivo nei riguardi di voi tutti.

Mi conoscete. Quando le burrasche emozionali inondano la mia anima spesso già di suo amareggiata, basta una frase storta per rammaricarmi ancora di più e buttarmi giù.

Ieri sera, leggendo la notizia secondo la quale Eastwood realizzerà The Ballad of Richard Jewell per la Warner Bros, mi sono ricordato, ah me, povero smemorato e spesso sciagurato, di questo libricino perlaceo.

Un mio omaggio sentito e dorato verso un uomo da me adorato. E venerato.

Nessuno credo che lo abbia comprato ma è una poesia amorosa onesta come la poetica del Clint, il regista da me onestamente più amato.

Ecco, sulla qualità cinematografica dei seguiti di Rambo possiamo discuterne. No, non sono granché.

Ma quante emozioni in First Blood.

Sapete, la vita va avanti. Alcuni miei amici sono tragicamente morti, non so quanto vivranno ancora i miei genitori.

Non so nemmeno quanto vivrò io stesso.

E questo è quanto.

Quanto sono melodrammatico, quanto sono bestiale.

Quanto sono romantico, aromatico, forse oggi malinconico, domani da manicomio, invero solo il leggendario Falotico.

stallone rambo 5

 

di Stefano Falotico

I social a volte mi rendono Bob De Niro/Michael de Il cacciatore


16 May

de nio cacciatore

 

Sì, il mitico Michael Vronsky di uno dei massimi capolavori di Michael Cimino, The Deer Hunter.

È usanza affermare che i social distorcano la verità sulle nostre identità. In gran parte, ciò è vero. Tutti tendono a esibire il meglio di loro stessi, nascondendo le loro magagne e celando, anzi incellofanando e mettendo in cella le loro reali personalità dietro profili apparentemente inappuntabili.

Ad esempio, impazzano i selfie di gruppo ove combriccole di pseudo-amici invidiosi si fotografano con le boccacce di fuori e su Instagram si postano mentre ballano ubriachi e scatenati in discoteca, a ritmi di movida e tequila.

Ebbene, questa è finta felicità, dunque felicità mortifera, tristezza oserei dire pestifera. Invero, queste tetrissime, gelosissime compagnie di amici che dunque amicali non sono affatto, eh sì, son formate da persone che rispettivamente si odiano a morte.

Modelle iper-competitive che si fotografano assieme a modelle più belle di loro. E si scambiano delle micidiali, omicide leccate di culo nello spazio dei commenti: sei magnifica, cara, sempre la numero uno.

E l’altra: no, la “meglio” sei tu. Ti adoro.

Intanto, se una si becca dieci Like rispetto alle altre, le altre urlano silenziosamente come delle matte isteriche, pensando nei loro cuoricini spappolati… ma guarda quella puttana, ha davvero molto più culo di me. Sbavano per lei. Maledetta, addà morì! Deve fottersi!

Ah ah.

Sì, leccate spesso di ammirazione lesbica oserei dire sadomasochistica. Trucidissime queste qui. Imbarazzante il loro livello d’ipocrisia, la loro enorme scontentezza spacciata per allegria e birra in compagnia.

Uno spettacolo raggelante peggiore del film I ragazzi della notte di Jerry Calà.

Sì, i maschi poi son pure peggio. Sembrano i tre bambagioni di Ore 15:17 – Attacco al treno del Clint Eastwood quando questi coglioncelli stanno a ballare ad Amsterdam nel locale notturno.

Per fortuna che nel finale si salvano la faccia e salvano pure i passeggeri della carrozza presa di mira dal terrorista. Un radicalizzato perché, essendo stato rifiutato da una modella simile a una di quelle appena succitate, non s’è eccitato e s’è scaldato.

Voleva solo essere il suo lover e invece è diventato un mondiale hater. Voleva bombarla e ha finito col comprare un mitragliatore. Voleva un bacio alla francese e ha desiderato invece ammazzare tutti quelli diretti a Parigi.

Aveva, appunto, preso di mira Laura, la modella senza nessuna laurea, da predatore carnefice, sì, ma aveva altrettanto preso male la mira sulle povere vittime perché i tre amici glielo ficcarono nel culo.

Ma cose da matti…

A proposito di Eastwood, come saprete, ho pubblicato la saga del Cavaliere. Disponibile sulle maggiori catene librarie online. Il protagonista di questi miei folli romanzi si chiama Clint. E, per chi avesse dei dubbi se sia ispirato a Clint, si beccasse la copertina de Il cavaliere di Madrid.

Se invece andrete su IBS.it, sotto la pagina de Il cavaliere di Alcatraz, troverete la recensione entusiasta di un ragazzo di nome Ettore.

Sì, è stato proprio Ettore a incitarmi di scrivere il seguito, Il cavaliere di Parigi. Chiedendomi se potessi inserire lui stesso nella mia storia. Coi dovuti aggiustamenti. E così ho fatto, concedendogli una scena surreale ove lui, incarcerato, viene a botte col vero Joe Pesci. Vera pazzia falotica.

Peraltro, in questo libro c’è pure Federico Frusciante. Sì, proprio il nostro beniamino cinefilo. Da entrambi, vale a dire sia da Ettore che dal Frusciante, ho avuto il consenso d’ironizzare sui loro personaggi. Naturalmente, prima di pubblicare il suddetto testo, ho fatto leggere loro le parti che li riguardavano. E, grazie al loro beneplacito, al loro nullaosta, alla loro naturale liberatoria, l’ho sfornato.

Al che Ettore, divenendomi molto amico, mi chiese in quel periodo consigli sulle ragazze che bazzicava.

Come fece John Cazale con De Niro ne Il cacciatore.

– Dammi un consiglio. Che ne pensi? È la mia migliore amica.

– E vuoi che rimanga la tua migliore amica o vorresti che dalla splendida amicizia si passasse a qualcosa di più intimo e consistente?

– Che vorresti dire, Stefano?

– Detta come va detta. Ti piace questa tua migliore amica?

– Moltissimo.

– Moltissimo sta per che te la vorresti scopare?

– Ma no! Ma cosa vai a pensare?

– Penso quello che in verità pensi tu ogni volta che v’incontrate. Forza, siimi sincero.

– Ecco, in effetti, voglio scoparla.

– Hai una sua foto?

– Vuoi vederla?

– Certo.

– Ecco, ora te la mando. Che ne pensi?

– No, non mi piace. È volgare.

– Come volgare? Ma se è stupenda.

– Secondo me è una mezza zoccola.

 

Ecco, solo per colpa di questa stronza(ta), la nostra amicizia è finita. Non so se Ettore e la sua migliore amica siano oggi diventati marito e moglie. Quello che so è che De Niro ne Il cacciatore è un amico che, mentre Chris Walken piange distrutto al fronte, lui se ne sta tutto dentro la sua donna. Sì, secondo me, quando De Niro è tornato in Vietnam per salvare Chris, Chris ha capito che Bob, nel frattempo, si era scopato la loro migliore amica.

 

E si è sparato. Questa vita è una continua guerra fratricida. Non state in trincea come fake su Facebook.

Vogliamo vedere se avete le palle di metterci la faccia.

 

di Stefano Falotico

The Mule, il poster di Eastwood e i miei libri ai posteri da “mulo”


24 Oct

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Be’, io son sempre stato un mulo. Una persona restia alle regole, ed ecco allora la gente a urlarmi asino, datti una mossa! E invece ho sempre preferito starmene di “traverso”, inseguendo la mia birbante, eastwoodiana poetica. Da uomo delle stelle che, a tarda notte, si alza ed emette una scoreggina che non arrechi disturbo ai vicini. I vicini, dovete sapere, son sempre dormienti anche quando non dormono. Nelle ore diurne, lavorano con forza e vigoria ma il loro cervello, io vi dico, è da una vita spentissimo. Forse, non è mai stato attivato. Un sonno che dura dal momento del loro concepimento, un sonno eterno. E sperano di arrivare alla pensione per riposarsi e dormire del tutto, nella beota vecchiaia più lurida, nella pigrizia mentale più inaudita. Pigliando per il culo i giovani e masticando i fegati lerci della loro pusillanimità.

Io son sempre stato abbastanza, anzi, molto diverso dai miei coetanei. Mentre loro, in “pompe” magne, eran lì, pubescenti, in qualche pub a gozzovigliare triviali, a farselo ciucciare dalle ciucce, io me stavo acquattato, tranquillo e asciutto, come i pannolini Pampers, con la cannuccia in bocca a suggere il vero Cinema poetico di Clint. Sì, ero un grande “poppante”. Un topo brillante, un visionario, diciamocelo, aitante. Tu, invece, quando baci una donna, non esserle alitante. Ma soffiale tutto il tuo cuore con gran calore. Siile ficcante e dentro di lei consenzientemente, leggiadramente v(i)olante come un aliante. Plana su quelle colline e sorvola ogni tettina in maniera spruzzante. Da alcune sarai reputato sprezzante ma l’importante è dar loro del (f)rizzante.

Clint, a mio avviso, è un mito. Gli ho dedicato un libro, un po’ folle nel mio stile, Ghiaccio arcano di romantici occhi, che potrete trovare su lulu.com.

Questa la sinossi, asini…

Un turgido omaggio al Cinema monumentale di Clint Eastwood. Indimenticabili i fotogrammi dei suoi epocali, biblici, titanici capolavori, argentei, plumbei, crepuscolari, plasmati in un magnifico libro autunnale ma potente, che plana nelle sue iridi azzurre e ci abbaglia con classica eleganza. Poetico e intagliato come liquida pietra modellata nel Cuore romantico di Clint. Raffinato, di gran classe.

E la mia saga del Cavaliere, da quello di Alcatraz a quello di Madrid, in vendita sulle migliori librerie online, compreso Amazon-Kindle e IBS.it, trattano di un personaggio che si chiama proprio Clint. In effetti è lui. Come potete vedere nella copertina de Il cavaliere di Madrid.

Un uomo che, con giacchetta di jeans, cammina nei vostri vicoli ciechi e non crede alla superstizione del gatto nero. In quanto uomo “mulo” che se ne fotte con enorme charme. Fregandosene delle vostre maldicenze e dicerie poiché, nella penombra della sua elevatezza, abbisogna solo di un po’ di dolcezza, poi di rudezza e forse anche di sputtanare le schifezze.

Un uomo Falotico. Oggi un po’ zotico, domani patetico, poi fantastico. Un uomo artistico e mai tristemente scolastico. Alcuni mi danno dello psicopatico, del semi-autistico e del nevrotico, altri, quelli che mi amano, mi danno dell’ipnotico.

Mah, di mio, in questi giorni ho la gola a pezzi. Colpa di un brutto raffreddore. E sto prendendo l’antibiotico.

Fratelli, amate il gotico, ché qui si fatica e questa vita “figa” è sempre più caotica.

 

 

di Stefano Falotico

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