Posts Tagged ‘Liam Neeson’

JOKER: Rated R… Joaquin Phoenix è superiore a Leonardo Di Caprio, sì, lo penso davvero, non è una bestemmia da “disturbing language”


23 Aug

phoenix padroni della notte

Sì, Joker ha finalmente ricevuto la censura. Era d’uopo. Bisognava aspettarselo.

Questa è una notizia esaltante. Pagliacci, jolly vari, uomini senza dignità, uomini spogliati del vostro amor proprio, uomini accusati di viltà, donne additate come irrimediabili sfigate irrecuperabili, donne deflorate della vostra innata innocenza purissima, uomini che ne passaste troppe, sì, mi riferisco sia figurativamente a quelli che, dopo troppo sesso e troppi flirt inutili, son divenuti nichilisti e persi, sia a quelli che invece non furono amati da nessuna, nemmeno dalle loro madri, dunque ricevettero dalla vita solamente dolori e tostissime batoste crudelissime.

Uomini amari, uomini che amate La Mer, uomini rammaricati che non volete più le maniche rimboccarvi perché tanto non servirebbe a un cazzo ripartire daccapo se non a pigliare altre sberle e pugni in faccia, non dovete assolutamente reagire dirimpetto a quest’immane delusione ch’è stata la nostra vita tragica.

Dobbiamo buttarla a ridere, ironizzarvi sopra e sdrammatizzare lo scempio compiutoci da una società ingrata e belluina, grazie alla stupenda, ilare virtù dei nostri blues brothers fintamente demenziali e sapidamente cretini. All’apparenza coglioncini, in verità vi dico assai svegli e volpini.

Uomini cioè che hanno il pelo sullo stomaco e, malgrado le cos(c)e siano andate malissimo, sì, dobbiamo essere realistici e oggettivi, senza poetizzare, romanzare nulla, poiché noi odiamo i consolatori buonismi e la retorica a buon mercato, detestando e pigliando a testate gli psicologi perché tanto c’imboccherebbero soltanto di caramelline zuccherose, rabbonendoci con psicofarmaci inibitori delle nostre, vivaddio, sanissime pulsioni non certamente santissime, meglio così, guardiamo in faccia la realtà per quella che è. Senza nasconderci in piagnistei superflui e patetici. Deleteri e controproducenti.

È stata una vita orribile, mostruosa, un horror continuo. Un percorso esistenziale talmente sfortunato d’averci illuminato nell’esistenzialismo più fantastico.

E, come Travis Bickle di Taxi Driver, camminiamo funerei nella notte più cerulea, donando baci bollenti a donne parimenti inculate da questa vita misera e puttana.

Ah ah.

Dunque, la smettessero quelli che cercano solidale compassione e la stima altrui attraverso false leccate di culo ignobili.

Noi riconosciamo, di onestissima Mea Culpa, che indubbiamente il nostro cervello andò a farsi fottere molti anni nel didietro, no, addietro.

Ma il nostro battagliero spirito guerrigliero inarrendevole, la nostra caparbia temerarietà da Armata Brancaleone di folli condottieri, eh sì, ci condurrà verso altre sfighe immani e disumane.

Non fatevi illusioni, ah ah.

Esiste la felicità? Ovviamente, sì.

Però, come giustamente asserì il mitico, imbattibile Totò, la felicità perpetua non esiste e non può esistere, a meno che voi non siate degli idioti.

Poiché la vita è oggi un petalo di rosa e una donna armoniosa forse tua leggiadra, romantica sposa, domani è il suo amante segreto che scoprirai troppo tardi quando lui l’ha messo sia a lei che a te in quel posto.

Non ci sono cazzi. È così. State in occhio. Non credete di essere arrivati e non fate dunque i gigioni come Leonardo DiCaprio.

Volete la verità?

A me Leo DiCaprio piacque molto in Voglia di ricominciare.

Sì, fu bravissimo in questo film. In Titanic fu invece bellissimo.

Sì, sono un uomo etero, non credo eterno, prima o poi creperò ma debbo constatare, senza vergogna, che se fossi stato una ragazzina ai tempi in cui il film di Cameron uscì, guardando Leo a prua e a poppa, eh già, avrei avuto in sala la fighella tutta bagnatina e avrei sognato di fargli un pompo.

Sì, è per questo che all’epoca le sale furono allagate, no, affollate. Ed è sempre per questa ragione che restaurarono Titanic in 3D. Per rendere l’orgasmo più oceanico, al fine di ottenere un affondamento totale di questo pubblico di borghesi sdolcinati che si emoziona(ro)no per du’ baci sulle note di Céline Dion.

Siamo uomini ghiacciati che succhiano un ghiacciolo, degli iceberg inaffondabili, probabilmente solo annacquati.

Ah ah.

Basta, questi non sanno nemmeno che cosa sia la vita dura. Leggessero piuttosto Louis-Ferdinand Céline. Sì, siamo uomini oramai offuscatisi nel Viaggio al termine della notte.

Ma quali yacht, motoscafi e varie mignotte. Questa realtà non c’appartiene e non c’apparterrà mai!

Dunque, prendete quel Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street e sbattetelo dentro.

Costui è solo un viziato, un nababbo, uno che va subito ridimensionato.

E la smettesse Leo DiCaprio con le storie di vendetta.

L’uomo vero perdona gli errori altrui, non è altrettanto punitivo come gli scellerati che gli commisero danni irreversibili e, oserei dire, irreparabili.

E che è quel film The Revenant?

E poi… in Gangs of New York, Leo fu un pirla mai visto.

Combinò un casino della madonna solo perché suo padre, Liam Neeson, combatté per lo spirito santo ma fu trucidato da un macellaio…

E a che servì? Tanto Leo fu/è credente come il padre ucciso. Perciò, Liam forse ascese a un mondo migliore.

Mentre l’omicidio, caro Leo, è un peccato capitale, un reato gravissimo. E si finisce all’inferno se si ammazza un Butcher sebbene possa comprenderti e capire che l’incazzatura sia stata fortissima.

Ci sarebbe anche da dire questo. Se fossi stato al tuo posto, Leo bello, avrei lasciato che, dal paradiso, Liam si fosse vendicato da solo. Dimostrò infatti innumerevoli volte che è capace, quando vuole, di resuscitare come in Io vi troverò, come ne La preda perfetta, cioè di risorgere dalla ceneri della sua walk among the tombstones.

Non sei credibile come uomo, Leo/Amsterdam Vallon. Torni a New York per innamorarti di Cameron Diaz? Ma è una zoccola.

È stata con tutti in quella città. Perfino con Day-Lewis. Cioè, fammi capire bene, tu accoltelli mortalmente il Butcher per poi sposare e avere figli maschi con una che gliela diede solo per due gioielli in più?

È una borseggiatrice, una meretrice, con tutta probabilità è come quella bionda di Alighieri Dante, vale a dire Beatrice, donna che a prima vista sembra che possa regalarti l’idillio, sì, la vedi e pensi… che figa di dio. Poi scopri che t’ha portato dritto all’inferno. E lì rimarrai conficcato per l’eternità a scervellarti, sbudellato dalle fiamme del tuo peccato. Sì, la vagheggiasti ma non la trombasti. E sei finito fottuto.

Ma che schifo! Vedi, Leo, poi non prendertela se lei, sconvolta e in stato confusionale, diventerà come Anna Maria Franzoni. Shutter Island docet.

Sì, non impazzisti dopo che tornasti dal lavoro e assistetti all’orrore commesso da tua moglie. Secondo me, fosti già prima da manicomio.

Io, una con la faccia di Michelle Williams, non l’avrei sposata manco se mi avessero dato i soldi che ti diedero per girare The Beach. Una gran porcata!

Sì, la Williams la prendono quasi sempre per parti da folle, schizofrenica, isterica, depressa cronica.

Obietterete qui, voi, volendomi correggere. Dicendomi che interpretò anche il ruolo di Marilyn Monroe.

E state sbagliando ancora. Secondo voi, la Monroe fu una donna felice?

Fu solo una poveretta in mano a omaccioni che sfruttarono la sua bellezza magnifica. Compreso quel puttanazzone di Kennedy.

Che donna disgraziata! Morì impasticcata per colpa di questi figli di troia! Diciamocela!

E ne vogliamo parlare del suo primo marito? Quel cazzone di Joe DiMaggio? Io avrei preso quella mazza e gliel’avrei data in testa. Sulla capa come De Niro/Al Capone!

Sì, Leonardo DiCaprio è sopravvalutato.

Meglio Phoenix.

Quest’uomo disagiato Da morire, questo ragazzo spaurito e timido da Innocenza infranta, questo Johnny Cash vivente, questo Cristo da Maria Maddalena!

Don’t Worry, figlioli! Mettiamo su Bob Marley… be happy…

We Own the Night!

 

di Stefano Falotico

La burocrazia è il male ma noi siamo cuori selvaggi


27 Jun

cuore selvaggio cage

Io conosco questo passo a memoria, ovvero:

la burocrazia è un male come il cancro, un allontanamento dalla direzione dell’evoluzione umana di infiniti potenziali e azioni differenziate e indipendenti, verso la parassitarietà completa del virus.

Passo strepitoso di William Burroughs de Il pasto nudo, il libro preferito di Kurt Cobain e pure il mio, escludendo ovviamente i miei, oserei dire superiori ai libri di chiunque.

Burroughs è stato il maestro per eccellenza del delirio più squinternato fattosi genialità pura.

Come vi scrissi qualche giorno fa, la Historica Edizioni ha pubblicato nella sua antologia di racconti un mio piccolo scritto, intitolato Disturbo denirante.

Sfacciata e sofisticata presa in giro nei confronti degli arroganti e superficiali psichiatri che, sulla base di un paio di mie dichiarazioni sentite e sincere, addussero sbrigativamente che soffrissi di disturbo paranoico delirante. Io dissi loro semplicemente che mi ero creato il mio mondo di gioie e che delle gioie di molta gente, apparentemente felice, invero abominevole e cinica, non ne volevo sapere.

Io non ho paranoie, mai avute. Quelle le ha il novanta per cento delle persone, in particolar modo di questo Paese ove tutti spettegolano, bramano malignamente il male altrui affinché il prossimo, assediato dalle loro crocifissioni e dalle loro perverse persecuzioni, abdichi alla loro religione ideologica all’insegna della falsità morale più ipocrita, dunque illogica.

Sì, sono Andrew Garfield di Silence. Ma, a differenza del suo personaggio di nome Rodrigues, neppure Liam Neeson di Taken mi persuaderà a soccombere all’idiozia collettiva.

Potrà puntarmi una pistola contro e io, dirimpetto al suo giustiziere della notte, pronuncerò quest’esaustiva, lapidaria frase, freddandolo subito:

– Signor Liam, giri altri film come Run All Night e Un uomo tranquillo e veda di non farmi girare qualcos’altro.

Non sono la sua Preda perfetta, sennò sarà lei a farsi una bella passeggiata cimiteriale come il titolo originale del film appena citatole, A Walk Among the Tombstones.

 

Ferreo, integerrimo, moralmente intransigente, nessuno mi convincerà ad accettare le regole naziste di un mondo andato oramai da tempo immemorabile nel loculo ma soprattutto a culo.

Sì, se perfino Liam Neeson di Schindler’s List mi volesse salvare e dunque mi consigliasse vivamente di rinunciare ai miei valori per non essere bruciato nella fornace di una società che screma ed emargina, spella e arde ogni speranza romantica, a costo di venir distrutto dalle mie stesse utopie ardimentose e ardenti, a costo di rimanere solo come un cane bastonato nell’implorare pietà a dio, non mi lascerò macerare dai macellai dell’anima.

Detto ciò, sì, nel mio racconto Disturbo denirante narro brevemente di come fui ammaliato da colui che meglio di chiunque altro incarnò God’s lonely man, ovvero Bob De Niro/Travis Bickle di Taxi Driver. Consequenzialmente, ipnotizzato dal suo carisma esistenzialista e dostoevskijano, mi ammalai profondamente di melanconia lontana anni luce da ogni frivolezza mondana.

Furono anni di manie ossessivo-compulsive nei quali, agonizzante, sognai soltanto un angelo biondo che mi riscaldasse in maniera paradisiaca per addolcire tutte le mie scottanti ansie.

Per molte ragazze presi bestiali cotte ma anche oggi mangerò pane e cicoria, pastasciutta con la ricotta…

 

Sì, non fatevi fottere da queste ragazze squillo che, dietro falsi profili, su Facebook vi contattano per fregarvi i soldi:

– Ciao, mi sembri una brava persona. Mi piacerebbe conoscerti.

– Piacere, Stefano.

– Il piacere sarà reciproco assai presto se vorrai…

– Tu che fai nella vita?

– La parrucchiera. Vorrei farti barba e capelli.

 

Bannata. Trattasi, come sapete, di prostituta che si spaccia per acconciatrice…

Dunque di una donna sconcia che elemosina notti squallide pur di arrivare a fine mese quando, in realtà, la sua vita è già finita dopo la prima volta…

Sì, diciamo una sciampista delle doppie punte moralmente in conflitto fra loro e del punto G della sua personalità doppia da donna apparentemente bella di giorno e coi clienti più brutti e frustrati di notte.

Detto ciò, ecco…

Ho inviato il bonifico alla casa editrice ma non è bastato. Hanno voluto la scansione digitalizzata con tanto di conferma di lettura.

Eh già, bisogna sempre attestare.

– Lei, Falotico, è critico cinematografico. Ma non è laureato al DAMS. Lei lo deve attestare, testone, altrimenti io la prenderò a testate, non giornalistiche.

– Scusi, eh, io sono giornalista amato perfino dai giornalisti. Chieda al giornalaio la copia de Il Giornale ove è stato pubblicato un servizio spettacolare, nella pagina degli Spettacoli, riguardo il mio libro su Carpenter.

– Allora lei è un Genius romantico!

– Non si era capito?

– Mah, non tanto a dire il vero. Mi tolga una curiosità, però. Qual è secondo lei una delle migliori interpretazioni di Nicolas Cage?

– Ovviamente quella in cui Nic canta questa.

 

 

Vi era bisogno di chiederlo?

 

di Stefano Falotico

dodici fatiche asterix maguire casa del sidro

La cattiveria sardonica di un genio immacolato che odia le falsità buoniste ed è un rocker, nel senso di Joe? No, nel senso di cane Spaniel Inglese col pan di Spagna del cock maggiorato


17 Feb

busterTOP-800x54551989070_10213102055768897_1713394606223130624_n

Io mi sto facendo delle risate che nemmeno il diavolo sa.

Ma non è da ieri, nemmeno da un mese, sono anni immemorabili che la risata sta assumendo contorni infinitamente strepitosi. Perfettamente allineati alla mia visione cinicamente romantica. Che per molto tempo imbecilli con poco sale in zucca vollero addolcire, ammantandomi di etichette affibbiatemi per puro diletto sadico.

Loro pensavano di conoscere tutto di me, io invece io ho sempre saputo di loro, non dando nell’occhio. Infatti, m’avevano scambiato per cieco. Io ci vedo benissimo. E, senza battere ciglio, sotto i baffi mi sparavo un divertimento immenso. Sì, son baffuto come l’ex frontman dei Queen.

Dio salvi la regina? Sì, lo sceneggiatore di The Queen, firmato Stephen Frears, è Peter Morgan. Lo stesso che, assieme ad Anthony McCarten, ha scritto Bohemian Rhapsody.

Ho detto tutto.

Credo che gli inglesi siano proprio delle teste di cazzo.

La signora Elizabeth Alexandra Mary, più comunemente nota come Elisabetta II, è uguale a mia nonna. Entrambe, nella vita, non hanno mai lavorato. Ed entrambe campano ancora.

Soltanto che la prima è arci-miliardaria, si fa servire e riverire dal maggiordomo della minchia, i disoccupati da film di Ken Loach muoiono di fame ma l’acclamano, distraendosi nel tifare Manchester City mentre la loro moglie ha il Cancro. Invece mia nonna ha sempre vissuto in un tugurio da farti venire il tumore ai polmoni. E suo marito, cioè il mio ex nonno, allevava le galline. Poi, vendeva le uova scadute al mercato.

Entrambe fan buono brodo? No, solo mia nonna che almeno, a differenza della Regina, sa cucinare. I suoi tortellini sono ottimi. La Regina non usa nemmeno la carta igienica omonima. Sì, la Regina non è una donna normale. Lei non caga come tutti/e. Lei è dinasticamente una pulitissima merda e basta.

Una stronzata di donna.

Insomma, noi italiani staremo messi male. Abbiamo al governo degli analfabeti e dei puttanoni.

Ma in Gran Bretagna, e non mi fate bestemmiare contro la Brexit, stanno a pecora. Sì, come le pecorine che pascolano nelle verdi valli della Nazione limitrofa, l’Irlanda.

The Commitments, comunque, è un bel film. So già che adorerò The Irishman e mi piace da morire Liam Neeson. Ma non fatemi vedere quel Bono Vox!

Fa l’umanitario con gli anelloni placcati oro al dito. Ho detto tutto. Mister ipocrisia per antonomasia.

Infatti, gli U2 son sempre stati molto amati dalla gente ricca che, per discolparsi un po’ dai loro privilegi spesso immeritati, di tanto in tanto vanno a manifestare in stile Sunday Bloody Sunday.

Sì, cazzo, c’è anche quel film Domenica, maledetta domenica. Che cosa? È di Oliver Stone? Ma no, quello è Any Given Sunday. Questo è di John Schlesinger.

Esordio attoriale di Daniel Day-Lewis. Day-Lewis è un ibrido. Sì, un britannico con cittadinanza irlandese.

Nel film Nel nome del padre e The Boxer è irlandese DOC. Talmente rabbioso che appartiene all’IRA.

Anche in Gangs of New York mi pare irlandese. Sì, un macellaio dal sangue freddo.

Questo è un maiale che scanna tutti, anche Liam Neeson. Ah ah.

Sapete che vi dico? Sono meglio le islandesi. Sembrano tanto fredde, eh sì, in Islanda si gela, ma sono più calorose.

Sì, per anni sono uscito con degli idioti. Che, pensando di avere a che fare con un timidone, un imbranato patologico di natura fantozziana, con un taciturno “malato” di melanconia, mi trattavano, che ve lo dico a fare, da coglione.

Loro giocavano a Sin City e io già avevo un debole per Jessica Alba.

Sì, alla prima veneziana di Machete, ho visto Jessica Alba dal vivo. Ho conservato il suo pregiato culo in qualche mini-VHS. Se volete il filmato, datemi cinquemila Euro.

Ma comunque è una bambina, Jessica. Non fa per me. Dopo che te la sei bombata, come passi la giornata con questa qui? Aspettando di prendere sonno, facendo le boccacce su Instagram o Snapchat? Mah.

I primi giorni ci può anche stare. Al terzo giorno, diverrete schizofrenici e crederete davvero alla minchiata della Genesi.

Finito che Dio ebbe di creare il mondo, io mi sono sempre chiesto: ma come ha passato il tempo?

In questa galattica noia abissale e spaziale, ebbe solo un attimo di umanità. Inseminò la Madonna via etere. Sempre meglio che in vitro. Poi è capace che i figli vi nascano con problemi genetici. A proposito di geni e credervi onnipotenti.

Voi, uomini, siete solo dei nani partoriti male. Pieni di paure, di superstizioni, spettegolate, vivete d’invidie. E subito speculate sulle vite altrui.

Ad esempio, una ha letto il mio precedente scritto, ANGELO DEL BAVAGLIO e tale femminista, ragionando a cazzi suoi, turbata oltremodo quando ho detto che sono misogino, mi ha contattato:

– Ciao Stefano, come stai?

– Bene, grazie. Tu?

– Io sono eccitata.

– Perché? Finalmente la Mondadori ha accettato il tuo manoscritto?

– No, sono sdraiata a letto senza mutandine. Ti piace, vero? Forza, scendi dal pero. E succhiami le pere.

– Ah, però. Sei già alla frutta a trent’anni. Guarda che a settant’anni, bella mia, non so se ci arriverai. Non puoi andare avanti di dessert. Il diabete non ti darà tregua.

– Su, non fare il frocio. Sai la verità? Tu non sei misogino e nemmeno superiore. Sei un porco, una bestia ma non hai il coraggio di ammetterlo. E ti spacci per pensatore libero.

– Non ho il coraggio di mettertelo, sicuramente. Posso ora mangiare un kiwi? Grazie, buona serata.

 

Sì, sono terribili queste ragazze. Se sfoderi un po’ di sana virilità, anche solo a parole in uno scritto, appunto, s’incazzano e provocano per appurare se sei davvero elevato o solo uno che vuole elevarglielo.

Dev’essere stato quel movimento stupido del MeToo a fotterle del tutto.

Comunque, ora dico la mia sulle rockstar.

Jim Morrison era un maschione, anche un minchione. Si era dato da solo l’appellativo di Re Lucertola. Quindi, era “viscidissimo”.

Mick Jagger è una scimmia. Sì, avete presente quegli scimpanzé di Quark con Piero Angela?

Mick Jagger si differenzia da loro solo perché le donne dicono che è sexy. Sì, certamente.

Io conosco, ad esempio, Michele Iagghero, napoletano detto Mickey perché lui si crede Mickey, appunto, Rourke e invece non ha neppure i soldi per comprarsi e mangiarsi una banana.

Seppure sia povero in canna, non è il tipo a cui, come si suol dire, a vederlo non gli daresti una lira. No, no.

È alto, ha un gran fisico, sa ballare e ha una bellissima voce. E le donne, appena lo vedono, impazziscono.

Ma lui non può invitarle a cena, allora queste mettono su le canzoni dei Rolling Stone.

David Bowie? No, non era omosessuale. Era “trisessuale”. Sì, Life on Mars. Prima di scendere coi piedi per terra, David faceva l’amore con le saturnine. Uno Zeus. Un Giove. Poi è andato con la venere nera Iman.

Di mio, giocavo da piccolo a He-Man e ho giocato poco con l’imene. Ma me la meno.

Eddie Vedder non ho mai capito cosa sia e fosse. Piaceva ai ragazzi che hanno fatto la stessa fine di Emile Hirsch di Into the Wild.

Sì, quel rock malinconico da effeminati che si spacciano per duri.

 

Insomma, ce la possiamo dire?

La prossima volta andate a prendere per il culo vostra sorella.

Evviva Elvis the Pelvis!

 

di Stefano Falotico

Liam Neeson, ascesa di un uomo tranquillo ma non tanto all’asciutto…


07 Feb

cor07-1

_DSC0737.ARW

Innanzitutto sparatevi questo. A proposito di film sulla vendetta alla Liam…

Negli ultimi mesi, ho scritto una miriade di cose su Liam Neeson. Cercatele, son sparse dappertutto nel net. Lei, donna, pulisca il WC. E legga qualche libro. È ferma all’ABC. Vota la DC? Non esiste più, adesso tutti son politici dietro un pc.

Liam, un uomo bello. Tosto e duro. Duro, durissimo, vero signora?

Quest’uomo sempre più m’impressiona e, ripeto, la sua metamorfosi attoriale ha dello spaventoso stupefacente.

Lui che fu Oscar Schindler ma non vinse l’Oscar e fu assai amato da Uma Thurman. Con lei non fu “miserabile” ma a quanto pare un darkman dall’uccello lupesco, come in The Grey. Sì, Uma ha scopato mezza Hollywood ma un uccello come quello di Liam sostiene che non l’abbia mai più visto Non l’abbia in quanto quello di Liam l’abbacinava e di notte abbaiava, latrava anche nella latrina di orgasmi lerci, ululava, insomma cazzeggiava.

Un uomo davvero Kinsey e infatti, nel succitato capolavoro di Spielberg, lo sa bene Ben Kingsley. Lui fu Gandhi ma Liam non è mai stato ascetico. Diciamo che spesso lo ha asceso. Mica scemo…

Fra americane, africane, ariane, ebree e nere. Non ha pregiudizi razziali. Lui le “salva” tutte nel suo fornificarle in maniera “crematoria”.

Sì, Liam va detto. È sempre stato un maiale. Metaforicamente, in quei femminili for(n)i e non. Basti vedere il suo ruolo ne La ballata di Buster Scruggs. Raramente ho assistito a un porco del genere. Ammazza il povero ragazzo monco, buttandolo giù dal ponte. Non si vede questa scena ma è chiarissimo che lo affogherà. Perché Liam, una vola trovata la gallina dalle uova d’oro, dopo aver spennato tante gallinelle che ovulavano dinanzi al suo marcantonio, non è certamente nella vita privata il Prete di Gangs of New York o Ferreira di Silence. Ma un bucaniere da Gun Shy – Un revolver in analisi. Più che altro uno che le guarda in cagnesco, un Rottweiler in anale…

Lui riesce a farle tutte gridare e tira fuori… la voce anche alle mute e alle lesbiche. Basti pensare a Jodie Foster di Nell.

Liam, a mo’ di Andrea Roncato/Patacchi “capo ufficio pacchi”, dà a ogni donna la “curetta”.

È un uomo che resuscita ogni frigida. E sulla sua porca, no porta, c’è scritto Vendesi miracolo.

Liam non è un uomo, insomma, da Mission ma ama le missionarie e tutte le (im)posizioni. Le donne, inginocchiate, lo benedicono e stanno a pregarglielo in poca santità senza remissione di ogni immissione…

Sì, Liam possiede proprio uno spadone, una luccicante Excalibur. Infrangibile, potentissima. Un ciddone!

A parte le porcate, Liam è davvero un glande, no, un grande.

A eccezion fatta di qualche stronzata, la sua filmografia negli ultimi anni è stata strabiliante.

Quasi esclusivamente confinato a revenge movies alla Io vi troverò ma son variazioni sul tema davvero cazzute.

Una sfilza di fighe, no, figate di genere. Da La preda perfetta a Run All Night, da L’uomo sul treno a questo Un uomo tranquillo. Film osannato dalla Critica americana.

Sì, pare un ottimo rifacimento…

E ricordate, donne e anche uomini: Liam vi fa da capo a piedi e soprattutto, gentil sesso, lui ci dà, se la rifà e nei suoi “remake” spacca…

Peraltro, non ho mai visto un uomo così caldo quanto freddo come Liam.

Era sposato, come saprete, con Natasha Richardson. Donna che a me piaceva molto. Infatti, in Cortesie per gli ospiti di Paul Schrader, nell’albergo veneziano me la sarei fottuta sotto le veneziane. Mica come Rupert Everett. Quello, si sa, è dell’altra sponda. Sì, non sa bagnare le donne.

Dovete sapere che Natasha morì tragicamente. E Liam, sbattendosene… il cazzo, un mese dopo era già sul set di un nuovo film.

Che uomo di merda. Lui non sente proprio niente, non soffre delle disgrazie altrui, morta una se ne ficca un’altra. Come se nulla fosse.

Con enorme tranquillità, senza battere… ciglio.

Liam non elabora nessun lutto, non cade in depressione, bensì pompa con più pressione.

Insomma, diciamocelo, cazzoni.

Se non ci fossi io a farvi ridere, che sen(s)o avrebbe la vita?

Io vi tiro su. Anche quando mi buttate giù.

Sono però come Liam. Al freddo e al gelo, scivolo nella notte in quanto uomo di tante botte.

Soprattutto quelle mi date.

 

di Stefano Falotico

Di mio, credo di essere totalmente Liam Neeson de L’uomo sul treno


02 Jan

mis14 vin10 comm04

Sì, un uomo ricattato da una donna che si crede furba e invece fa figura del cazzo.

La Farmiga, una che sceglie Neeson la formica per fotterlo col ricatto inculante. E invece, alla fine, Neeson glielo piazza con tanto di Frecciarossa e sguardo da duro… che sogghigna sotto i baffi un… mia dolce bambina, pensavi di aver trovato il coglionazzone e invece hai fatto la figura del troione.

Sì, adoro Liam Neeson, un uomo cinico, sprezzante, uno che salva gli ebrei da puro Schindler ma non salva lo storpio di Buster Scruggs. Sì, un grandissimo. Che supera di gran lunga Al Pacino/Kevorkian. Pacino, il dottor Morte, praticava l’eutanasia ai malati terminali, Neeson placa le sofferenze immani di quel povero ragazzo scalognato. Sì, tanto era una vita di dolori atroci intercostali. Un monco che recitava la pappardella a memoria per farsi mantenere ma che, realisticamente, era già predestinato ad annegare…

A dilaniarsi in desideri carnali inappagati. Ché anche se avesse pagato una prostituta non poteva farsela.

Nato sfortunato.

Quelli della mia generazione, ad esempio, son quasi tutti degli handicappati. Questo va detto, bando alle ciance.

A tredici anni ascoltavano gli Oasis e le puttanate dolciastre di Liam Gallagher. Altro che Neeson Liam, appunto. Roba per bimbetti col ciuccio in bocca che speravano di sverginarsi precoci con ragazzine più illuse di loro, delle ciucce che ciucciavano. Ah ah.

Poi, si diedero a tutti quei giochi per dementi da riviste come The Games Machine. “Sparatutto” alla Doom, Duke Nukem, giochi di ruolo avventurosi come Broken Sword. Ma fin qui ci poteva stare.

Il peggio era quando, distrutti da genitori bigotti, frustrati come non mai nello sfogliare margherite e sognando di deflorare qualche fiorellino delle loro palindrome compagne di scuola, già invero aridissime, sfogavano tutta la loro indole repressa, da vere “bestie”, spappolando la gente in oscenità come Carmageddon.

Non avevano neanche la patente e immaginavano di essere Nic Cage di Fuori in 60 secondi, guidando come dei matti in Grand Theft Auto. Scontrandosi in frontali paurosi con la loro professoressa d’italiano delle superiori che arrestava subito il loro aver rubato la promozione, rimandandoli nella strada senza via d’uscita di una vita già stoppata in partenza. Sì, adoravano film come Non aprite quella porta, riconoscendosi nello schizofrenico-psicopatico di turno soltanto perché quella lì… non apriva a lor le gambe. Tornavano a casa, dopo questo netto rifiuto, spaccando tutto e mettendo su musica metallara di merda. E via di altre frustrazioni incredibili, ascoltando i Nirvana, bevendosi tutta la merda di MTV, odiando tutti.

Ce la vogliamo dire? Lenny Kravitz è un genio. Ah ah.

– Stefano, toglimi una curiosità. Ma come ha fatto un cesso come te a scoparsi quella lì che ha un culo come Marisa Tomei?

– Le ho detto… cara, se dovessi morire domani e mi venisse… data l’opportunità di scegliere a piacimento una qualsiasi donna per fare l’amore l’ultima volta in vita mia, ecco, avrei una scelta ampissima. Fra modelle della biancheria intima, pornostar incredibili e via (di)scorrendo.

Ma sai, sceglierei te.

– E lei c’è stata?

– Sì, perché no? Non aveva un cazzo da fare quella sera. E ha scelto il mio.

 

 

di Stefano Falotico

Il cambiamento impressionante di Liam Neeson


21 Dec

00311506 mibit

Sì, l’ho scritto varie volte, qui e in altre sedi.

Liam Neeson mi ha lasciato stupefatto. Adesso si è dato al Cinema “commerciale” e mai avrei potuto immaginare che il signor Schindler potesse diventare un eroe d’azione così credibile e carismatico.

Anche se la sua parte noir era già stata messa in luce, e scusate il gioco di parole, in Darkman.

Permettetemi d’inserire questa mia breve disamina su Run All Night, un film certamente non da storia della Settima Arte ma un thrillerone decisamente corposo e ottimamente girato.

 

 

di Stefano Falotico

In giro, si dice che Liam Neeson abbia una bella pistola…


19 Dec

Liam Neeson Sexy

E son girini…

Sì, pare che sia una specie di lupo più tosto di quello di The Grey, molto scorsesiano.

Uma Thurman, che è stata una delle sue amanti, sostenne, imbarazzata, che non aveva mai visto qualcosa del genere.

Un tenebroso, come si suol dire, che viaggia spericolato tra fulmini e lampioni, poi si apre a sorrisi al lampone ed è anche un grosso volpone.

È la classica faccia di cazzo che fotte in maniera straordinaria Vera Farmiga ne L’uomo sul treno. Un finale bestiale.

Sì, pare che l’altra sera, senza sprezzo della vergogna, sia entrato in un bar e con delicatezza infinita abbia detto alla cameriera:

– Sì, possiedo una faccia da culo rinnovata, gioviale, beatamente sensuale per deliziosi amori al bacio con leggiadria fumante e deliziosi tocchi di carezzevole vostra bramosia gustante ogni piacere più leccante la mia beltà avviluppante e galoppante, son uomo-cavallo di lana in tal gregge di pecorine avvilenti e frust(r)anti e, mentre voi vi (s)montate, io mi scaldo d’intimità morbide e setose, da lupo di barbetta ovviamente pelosa, forse sono odoroso, so che siete smaniose della mia leccornia per far a vostro marito le corna spinose, eppur io rimango solo a me caloroso e non inforno nessuna rosa, poiché metafisico Nosferatu pallido e ombroso.

– Scusi, voi?

– Sì, do sempre il voi a una donna. Se lei invece volesse darmi del tu potremmo allargarci in una pluralità amorosa. Accorciando le distanze, anche se spero di allungarle qualcosa nella mia stanza.

 

Proprio una faccia da sberla!

Ricordate, Liam Neeson è un enorme lover e indossa pure il pullover.

Un uomo misterioso. Nessuno sa un cazzo della sua vita privata. Nessuno, tranne qualcuna.

Vi pare una stronzata? Anche Taken lo è. Eppure ha incassato tantissimo.

 

– Cosa volevi dire con l’ultima frase?

– Quello che ha detto.

 

di Stefano Falotico

L’Oscar al maiale dell’anno goes to Liam Neeson di Buster Scruggs e io divento sempre più grande


08 Dec

47684760_1222413031257472_4280988324207788032_n

47681403_1865418233556472_2309099556496736256_n

Sì, in queste ore alla Fiera Più libri più liberi, nello stand della Historica Edizioni, è esposto anche il volume di una raccolta di racconti che annovera, ovviamente, un mio scritto.

Come si può evincere da queste foto.

Ecco, premettiamo quanto segue.

Io, come Bruce Willis con Maria de Medeiros di Pulp Fiction, cazzo, mi ero raccomandato.

Dopo che il mio racconto fu selezionato fra quelli vincitori, comunicai all’ufficio stampa che vi era un ripetizione che andava cortesemente corretta.

Ovvero, l’incipit è questo:

Salve,

mi presento.

Sono un ragazzo di trentotto anni e, fra un paio d’anni, supererò la soglia dei quarant’anni e, ahimè, entrerò anagraficamente nella fascia d’età oramai adulta al cento per cento. E non posso negare che questo traguardo mi angusti non poco. Io mi sento ancora giovanissimo, un perenne adolescente in questo brillante e poi opaco viaggio che è la vita nel suo imperterrito inondarci sempre di emozioni. Alle volte negative, talvolta felici e liete. Che ci riaprono alla vita e c’irradiano di grande estasi.

 

Ecco, questo doppia mia vita di doppia vita appunto non mi piaceva. E dissi loro di modificare la seconda vita… con esistenza. Dunque, che ci riaprono all’esistenza…

Oggi ho trentanove anni e non trentotto. Ma il racconto fu da me spedito quando appunto ne avevo 38.

Più avanti, vi è un refuso. Dalla fretta, non mi accorsi che, anziché scrivere leggermente, scrissi leggeremente.

Un errore leggero ma va corretto.

Poi… affranto dalla depressione. Sì, tutto sommato ci sta. Come riportato dalla Treccani, affranto dalla stanchezza, dalle delusioni…

Sì, può andare.

Dopo di che… sentii un indicibile svenimento.

Uhm, insomma, lo svenimento non è una cosa che propriamente si sente/a. Era meglio se avessi scritto… mi sentii svenire.

Ma sì, è licenza poetica svenevole.

Fatto sta che è stato pubblicato così. Compratelo e non rompete i coglioni.

 

Ma, nel mentre dei miei festeggiamenti, mi è sovvenuto ancor in mente Liam Neeson de La ballata di Buster Scruggs. Uno dei più grandi maiali della storia. Mai visto un porco del genere. Credetemi.

La scena finale del terzo episodio dell’antologia dei Coen è qualcosa di veramente terrificante. Liam, dopo aver scoperto la gallina dalle uova d’oro, è proprio il caso di dirlo, si accorge che il ragazzo monco del suo “circo degli orrori” non gli serve più a un cazzo. Così, fa un’ispezione. Raccoglie un masso da terra e lo getta nel fiume. Per vedere se l’acqua è sufficientemente profonda…

Ho detto tutto…

Povero ragazzo…

Eh sì, amici. La vita fa schifo ed è anche bella. Uno pensa di aver trovato La preda perfetta e invece scopre che il Falotico non è il monco di Buster Scruggs ma Liam Neeson.

Non quello appunto del suddetto episodio coeniano, perché questo lo è lo stronzone, e neppure quello di Io vi troverò. In quanto non sono una persona vendicativa.

Sono al massimo Liam di Run All Night.

 

Sì, detta volgarmente, questa si chiama antologica inculata.

Complimenti per la vostra figura di merda.

Sì, un demente così non l’abbiamo mai visto.

Un Babbo Natale che protegge i bambini e dice porcate magnifiche alle belle, ricciolute passerine.

Insomma, una bella oca questo Falotico, no, volevo dire Neeson. Altro che coglione, questo ha un grosso ciddone.

 

Ora, per finire. Avete capito, dopo aver letto il libro del mio racconto, a quale film con DiCaprio si riferisce il giorno del miracolo del quale fui investito e che scatenò tutto questo casino della Madonna?

Provate a ricordare, no, volevo dire indovinare.

Aiutino?

C’è Liam Neeson, cari butcher…267B7B0900000578-0-image-a-64_1425949768503MV5BNGViNjIzYWItMzFkNS00N2EyLTk1NmEtOGM2YmFkNmIxNzE0XkEyXkFqcGdeQXVyNjUwNzk3NDc@._V1_

 

di Stefano Falotico

Proposte allettanti ma non andrò, alla fin fine, al Festival di Venezia


02 Aug

Fratelli Coen

Sì, scrivo per una rivista di Cinema e mi sta dando enormi soddisfazioni rendere pubblico il mio sapere sulla Settima Arte. Non sono infallibile, e nemmeno vorrei esserlo. Ho le mie pecche, le mie lacune ancora da colmare, tantissimi film che non ho mai visto e tantissimi che, spero, se la salute sarà dalla mia parte, di poterne vedere in questa mia vita che m’ha riservato delusioni immani, cosmiche e tragicomiche, ma anche deliziose sorprese, attimi di slancio e vitalità poderosa, talmente esuberanti da far quasi spavento.

Non sono perfetto, anzi, sono lontanissimamente lontano dalla perfezione. Ma la perfezione non fa parte dell’essere umano, che talvolta esonda, dà in escandescenza, s’infuria, s’adonta, iracondo vien schienato e, umiliato, s’adombra. Cadendo in stati depressivi incommensurabili in cui, per non soffrire troppo, auto-ingannandosi, tante frottole si racconta.

Mi affido alle mie risorse che, vi garantisco, ci sono eccome, navigando come un dannato in quest’esistenza giammai doma. Fatiscente, sull’orlo del crollo nervoso e quindi di nuovo miracolosamente in piedi. Che avrei da raccontarvene, ma in fondo a chi mai frega delle vite altrui? Presi, come siamo, dalle nostre ambizioni spudoratamente ciniche, da competitivi arrivismi frivoli, da baciamano ruffiani per accaparrarci la simpatia del prossimo e, così facendo, rinneghiamo la parte vera e romantica di noi. Affiliandoci a una prostituzione di massa che, sappiate, col tempo scontenta e lascia esangui, moralmente svuotati, in balia di emozioni vanesie e superflue. E dimentichiamo di esser nati unici nelle nostre personalità, forse respinte, ostracizzate e schernite, ma pur sempre nostre e indivisibilmente non biunivoche. A volte, sono profondamente empatico e mi commuovo, ci sto male se qualcuno a cui tengo soffre e si dispera, altre volte son troppo preso dai miei casini personali per poterlo alleviare, consolare o dargli una mano. Non che sia egoista, ma debbo badare anche a me. E mi sono accorto, con costernante rammarico, che quando ho bisogno io di un aiuto nessuno risponde alle mie richieste mentre, contrariamente, appena mi è possibile, io son a lui presente. Ed è un gioco sleale e traditore che mi sta sfiancando. Ma ho tanti difetti, sono un peccatore come tutti. È capace che per due mesi sia ascetico e contempli gli uccelli fuori dalla finestra che amoreggiano discoli e birbanti con le loro passerone, in altri periodi mi scalmano e le mie energie son talmente tante da soffocarmi. Perché non si creano, con chi mi sta accanto, le istanze e le sinergie giuste, il feeling per un reciproco rispetto e una stima disinteressata e amorevole.

Ma ho deciso. Anche quest’anno non andrò al Festival di Venezia. Il programma in calendario è uno dei migliori di sempre, e tanto mi stuzzicava, debbo ammetterlo impietosamente, l’idea di poter vedere il nuovo esperimento dei fratelli Coen.

Quest’anno, inoltre, potrei avere addirittura l’accredito stampa e risparmiare un bel po’ di soldini. Tanti davvero. Ma è tardi per organizzarmi, gli alberghi costano un occhio della testa e dilapiderei in solo undici giorni i miei bei risparmi. Tanto i film proiettati al Lido prima o poi escono in sala e saranno distribuiti. Certo, potrei vederli in anteprima, ma al momento sono occupato da altre cose.

E voglio stare un po’ in pace, auscultando il mio cuore, fra attimi di sublime poesia, momenti in cui rincitrullisco e altri in cui non più m’inibisco.

Eppur va, insomma, ah ah, tra un film con Gary Oldman e un’altra botta, presa, data, ricevuta, incassata, forse solo incazzata.

Ho imparato a non giudicare dall’apparenza. Prendiamo appunto questi due. A vederli così sembrano due idioti, due cessi d’uomini. Non sempre, a mio avviso, hanno azzeccato il film giusto, ma preferirò sempre i Coen a un paio di puttanazze.

A quanto pare, nel cast di The Ballad of Buster Scruggs vi è anche Liam Neeson. Che uomo!

di Stefano Falotico

Sono un Gary Old-Man con la caratura carismatica di un Liam Neeson d’annata, fui dannato, non so se bello, sicuramente amo la mia sfacciataggine


03 Feb

Darkman Neeson Dracula Bellucci Leon Jean Reno

Sì, è oramai indubbio che Oldman vincerà l’Oscar. Non si può mettere in dubbio. Lui che fu Dracula e Beethoven, e per Besson fu lo scalmanato Stansfield e il folle Jean-Baptiste Emanuel Zorg, dopo una carriera da “talpa”, arriverà alla vetta e finalmente sarà consacrato. Sì, sacramentiamo questa vittoria. Bando alle ciance, sì! Eleviamolo in gloria, e non è un film di John Cassavetes!

Ma perché, mi domando io, nessuno ha mai scritto una biografia sul coriaceo Liam Neeson? Attore all’apparenza monocorde e monolitico, eppur dotato di un carisma ben conosciuto dalle cosce di Uma Thurman, che pare amò in maniera nonstop la sua virilità lupesca da uomo grey. Mai grezzo ma elegantissimo, compassato, di gran stile. Sì, quest’uomo sul treno faceva impazzire le donne, perché sembra che sia stato sempre molto “dotato”, qualcosa di bestiale nasconde fra le sue gambe e dalla voce portentosamente macha ve ne sareste dovute accorgere subito. Eppure, nonostante fu il giusto Schindler, non è mai stato visto di buon occhio dai premi, tanto che non ha mai vinto un cazzo, in maniera inversamente proporzionale alle dimensioni vincenti del suo “membro”. Le donne, come belle statuine, dinanzi al suo titanico “Rob Roy” si allettavano a giocare di sex toys. Ed erano notti da vero Darkman…

Sì, sono parecchio affine al fine Neeson, uomo di finezza incalcolabile quanto, come detto, di “lunghezza” incommensurabile. Molte donne davanti al “mio” s’intimidiscono, ma poi soavemente ne gioiscono. Ed è qualcosa di “frusciante” e “scorrevole” che non si ferma un solo istante. Da qui la natura da licantropo del mio uomo perso nei “boschi”.

Sì, sono sfacciato e dovreste esserlo anche voi. Anziché rincoglionirvi con pessimi film fumettistici, datevi a qualcosa di pop nel popò…

 

Sì, run all night, e (s)corre alla grande, di glande e glassa.

Adesso me la rido grassa. Anche se amo quelle magre.

 

Insomma, mie Jovovich, il quinto elemento è musica melodiosa per le vostre amate immortali. Vivaddio immorali.

Non siate maestri delle puttane, ma amate le mie puttanate!

Adesso, vado a cucinarmi un risottino. E ancor rido.

 

 

di Stefano Falotico

THE FIFTH ELEMENT, Gary Oldman, 1997. (c) Columbia Pictures/ .

THE FIFTH ELEMENT, Gary Oldman, 1997. (c) Columbia Pictures/ .

Amata immortale

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)