Posts Tagged ‘Stupro’

Il metodo Kominsky? Meglio il metodo Faloticus, uomo di fantascienza che odia le persone senescenti e anche le sceme, soprattutto i dementi


16 Oct


Rambo 5
Sì, ho perso la voce in questi ultimi due giorni. Nei quali ho vagato, di raucedine e laringite, fra il bagno a vomitare e la cucina a scucchiaiarmi antibiotici per curarmi i bronchi. Alla fine, le troppe sigarette hanno incendiato i miei polmoni e ho sputato sangue anche dalle narici. Stamattina, va leggermente meglio. Ho deambulato tra una febbre leggerissima però fastidiosissima, emicranie devastantissime… e diarrea futile del mio stronzo perpetuo a evacuare stronzetti migliori di voi, coglioncelli.

Sì, ho avuto un po’ di febbre. Toccando il picco massimo di 37 e 5. Che per me è come avere la temperatura a quaranta… Voi, è da una vita, che state a novanta.

Sì, in quanto sono uomo-lucertola come Jim Morrison, a sangue freddo, un Nosferatu freddissimo che può vantarsi di possedere un pallore migliore del colorito latteo di quella zoccola di tua moglie, una che a forza di farsi le lampade non ha avuto il tempo di cambiare il lampadario della sala ed è dovuta andare a farsi ingessare la testa di cazzo che è sempre stata, poiché il lampadario, scollatosi dal soffitto, è caduto a picco, centrandole il cranio e creandole un buco “verginissimo”. Sì, gli altri due, quello della vagina e del culino, è da tempo immemorabile che son stati lesi, totalmente trivellati, sfrangiati, sfiancati, abusati e innumerevoli volte fottuti. Sì, tua moglie non ha mai usato troppo la sua testa vuota dalla nascita, ma ha saputo riempirsi di molte tenerezze dure. Che le davano “gioia”. Fra una botta e l’altra cantava con Battisti, sì, viaggiare, evitando le buche più dure…

È donna che ora però può sfoggiare non certo un lindo bucato, che mangia da matrona i bucatini ed esibisce una testa bucata in tutto e per tutto, parimenti al braccio bucherellato di quell’altro troione di suo figlio drogato, totalmente andato, destinato a essere, come sua madre, soltanto più inculato di come già dalla società fu ben inchiappettato.

Quelli della mia generazione son totalmente rimbambiti. Passano il tempo a parlare di film del passato. E oggi inseriscono la news per cui Tilda Swinton è il “dottore” di Suspiria.

Che vita eccezionale. A settant’anni cosa faranno?

Io ho sempre adorato la scena di RoboCop in cui il grande Peter Weller “robotizzato”… becca due merde per le strade di Detroit. Che vogliono rapinare e stuprare una donna.

Al che, spara in mezzo alla gonna della donna e castra il maiale.

Gli amputa il pistolino e poi fa girare la pistola.

Quello che ho fatto io. Un po’ anche come Clint Eastwood di Gran Torino.

Di me taluni merde avevan detto che ero il down de L’ottavo giorno, il tonto Billy Bob Thornton di Lama tagliente e lo storpio Walken di New Rose Hotel.

A un certo punto, tutti quanti hanno realizzato che ero semplicemente un ascetico che se la tira e se le tira.

Sì, non ero, come disse il demente ai miei danni, il coglione che non sa che lui sogna di sbattersi anche quelle che vanno a messa.

Ma come mai è successo tutto ciò?

Perché non potevo essere un Falotico ma dovevo ascoltare musica grunge per decerebrati e fare le leccatine a qualche gattina.

 

E invece sono tornato più bello di prima.

Anche più duro… Anche più “schizofrenico”. Genialmente incurabile.

Ah ah.

E ascolto Springsteen. E il mio attore preferito è De Niro.

 

Cari lobotomizzati, sul canale 9 passa il programma Più sani, più sexy, più ritardati.

Il programma che vi accompagnerà di Total Recall per sempre.

Per quanto mi riguarda, andate a farvelo dare nel culo.

Tanto, sapete già che il vostro culo è stato da me bucato come tua madre dal lampadario.

Sì, tua madre ha avuto l’illuminazione!

 

di Stefano Falotico

Lo scandalo Weinstein getta un’ombra inquietante su tutta Hollywood, ma la vita vera è un’onda, anzi onta, continua


11 Oct

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Continuano le accuse nei confronti del mega-produttore, sua moglie chiede il divorzio e “qualcuna” sostiene che da “lui” è stata volgarmente stuprata, ricattata, manipolata. Insomma, le mani sporche del potere hanno fatto il botto. Ma era, sì, adesso è caduto definitivamente in disgrazia, un produttore ammanicato con tutto il sistema e allora chi ha lavorato con lui fa il finto tonto e prende le distanze dal “pasticciaccio”, affermando che non ne sapeva nulla. Intanto, fioccano altre denunce, altre rivelazioni scottanti e scabrose gettano maggiore, inesorabile fango sul produttore che, sino alla scorsa settimana, era fra i più stimati dell’intera scena di Hollywood e dintorni.

Ecco, fui ironico a proposito di tal scandalo, e la mia ironia, forse troppo cruda, cinica, ma estremamente realista, sebbene apprezzata da alcuni (e)letti che ne hanno colto lo spirito sanamente dissacrante e sdrammatizzante, da altri, moralisti della peggior specie ipocrita e falsamente “ingenua”, invece, non solo non è stata accolta, ma fischiata sonoramente. Chiariamoci allora una volta per tutte. Non giustifico il produttore, di cui nemmeno più si può far il nome, il suo comportamento trentennale è stato vergognoso e infame, ma non assolvo pienamente neanche tutta quella massa di attrici-ette e modelle che, solo quando hanno appreso dello scandalo che lo coinvolgeva, si sono esposte pubblicamente. Anzi, “pubicamente”. Insomma, trovo il fatto, anzi il “fallo”, assai disdicevole e non meno schifoso delle sue molestie. Cioè, provate a spiegarmi bene… emergono questi dettagli inconfessabili, fin ad ora insabbiati e celati, soltanto quando non si ha nulla da perdere? Perché prima, il nostro produttore, se tali confessioni fossero state riferite, avrebbe avuto il potere di stroncare le vostre carriere sul nascere e non vi avrebbe raccomandate? Avrebbe ostracizzato il vostro percorso “artistico?”. Incredibile. Ecco, ritengo tali donne assai false. Parimenti, forse, tacciabili di “indagini”. Non si è colpevoli soltanto quando si commettono le impunità oscene, ma anche quando, dietro “accordi di riservatezza”, il silenzio colluso all’omertà più raccapricciante, dietro agghiaccianti compromessi, si nasconde la verità pur di non venir lesi nell’ascesa verso l’alto. Ritengo che queste donne siano state bugiarde, menzognere, insincere, doppiogiochiste e ugualmente “criminose”, forse solo spaventate? No, non mi convincono. Che cerchino adesso, a “giochi d’adulti” fatti e da “strafatte”, di “disfarsene”, per ulteriore pubblicità, dando risalto alla vicenda per recitar la parte delle santarelline?

Insomma, sebbene ne sia spesso estraneo, conosco la realtà e queste finzioni, questi giochi di “dame” m’irritano e parimenti disgustano. Vergognoso il produttore, vergognose anche coloro che, dopo aver avuto favori e ottenuto “piaceri”, rivelano i piccanti dietro le quinte che hanno sempre mascherato. Solo ora dichiarano il vero quando, dopo quell’imbarazzante “sesso”, hanno già raggiunto l’ambito successo. Costi quel che “scotti”. Che triste mondo, che orrido spettacolo di travestimenti e balli, anzi “belle”, in “mascara”. Camuffamenti e sotterfugi, spintarelle… e tutte che ora si accaniscono a spingerlo… giù dalla torre. In una sarabanda peccaminosa e imbrogliante la dignità di sé stesse.

Sono un uomo di mondo. Queste cos(c)e son sempre successe, brutto a dirsi, ma mi stupisco di tanto stupefacente “candore”. Anzi, calore…

 

di Stefano Falotico

Bill Cosby è colpevole o no? Processo annullato, e lui se la sghignazza, in altre “s(lin)guazzerà”


17 Jun

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Bill Cosby non è stato assolto ma la giuria, come in The Night Of, dopo ore e ore di sofferta meditazione, ponderando bene, non ha raggiunto l’unanimità, e dunque Cosby potrebbe essere sottoposto a un altro processo. Ipotesi però abbastanza remota visto che, se una volta non si è riuscito a dimostrare la sua assoluta colpevolezza, tanto “vale” non procedere contro di lui per la seconda. E dire che se n’è fatte non solo di seconde, ma anche di quinte, lui, robinsoniano pieno di dollaroni, uno degli uomini più ricchi del mondo grazie a quella serie, e che serie! Una sfilza, mica tanta sfiga eh eh.

Io credo onestamente che sia colpevole. Però le donne ammettono che erano “consenzienti” quando le drogava e quindi Cosby, a suo modo, meriterebbe un posto “raffinato” fra le volpi. Uno stupratore che sapeva “farci”.

Oggi, non è stata bene presa la mia uscita su Avildsen, e ancor meno saranno apprezzate queste mie considerazioni. Ma si sa, la vita scorre come sempre e, mentre la signora Rosselli dà da mangiare ai piccioni, Cosby continuerà a dar da mangiare al suo “picciotto”.

 

di Stefano Faloticoil_diavolo_e_max_01 00589003

Clint Eastwood è Dio, io sono grande quanto lui, lui è grande quanto me


20 Sep

Gran Torino

Come in Gran Torino, me ne sto appollaiato nell’uscio di casa, sputando sentenze, in memoria del Van Cleef/Sentenza. Borbotto, rimugino come Jep Gambardella de La grande bellezza e sto attento che i teppisti bulli, presto non tanto “belli”, non abusino delle verginità delle culture diverse, ché l’Oriente è “(fu)Cina” di contemplativa estasi e non dovete turbarla col vostro Cinema tamarro di spari, botte, bottarelle, puttane e zoccole di “sorca”. Non “traviate”, troioni, i giapponesini con gli occhi a mandorla, non infangate le lor purezze con le vostre visioni “vincenti” d’arrampicatori occidentali del vostro west d’eccidi indiani, non torchiateli, altrimenti divento un torello. Sì, non fatemi imbufalire, ragazzetti mocciosi con le vostre sciocchine “lecca-lecca” che adorano succhiarvi l’uccellino mentre, oltre allo “sfilatino”, la manina infilano affinché possan esser stantuffate nel già lor lercio buchino. Questo schifo, nei drivein, si protrae “duro” ogni an(n)o. E io lo aborro! Sì, sono il fratello di Palahniuk, cari babb(e)i casa e chiesa delle ipocrisie e della patina dolciastra con cui avete inculato il mondo di balle e poca realistica poesia. L’avete insudiciato di regole manichee e qui, io vi dico, che se la vendetta non appartiene alla vostra cultura è solo perché vostra figlia non è mai stata stuprata, lo sapeva l’Indio, a cui glielo facemmo di Per qualche dollaro in più.

Ad esempio, ieri ho incrociato uno di questi esaltati giovincelli sbarbati che fan tanto i “fighi” quand’invero giocan ancora con le Barbie. Ecco, a costui, ho posto una domanda, e lui, come volevasi dimostrare, m’ha risposto “tosto” in tal mo(n)do:

– Se ti ammazzassero la tua fighella, ti vendicheresti?

– Sarei, sì, molto arrabbiato ma, col tempo, perdonerei perché non credo che la vendetta porti a qualcosa. Nessuna legge del Taglione mi porterebbe, comunque, a risarcire il danno. Accetterei, seppur a fatica, l’ingiustizia e al male patito non aggiungerei la mia ira.

– Ah sì? Tu perdoneresti? Ecco, ti offro un caffè.
Al che, entrammo in un bar “malfamato”, uno di quei posti dove potrete trovare una bagascia al p(r)ezzo d’un bacio “macchiato-caldo” al cappuccino e scontrino fiscale della sua baldracca-matrona.

Questo “intellettuale della minchia” bevve il caffè ma io gliene offrii un altro, cioè ordinai per me un “parimenti” caffè e, bollente, glielo versai in faccia.

Lui, dapprima, si scottò, quindi infuriato si scaldò.

– Ti spacco! Io ti spacco, figlio di una grandissima putaaa…

E io, scoreggiandoli con estrema, indubbia ironia elegante: – Vedi che, se provocato alla temperatura giusta, diventi anche tu Cattivo? Rispetta Eli Wallach e non raccontare stronzate. Tu sei uno di quei “palle-mosce” che si vendicherebbe anche se soltanto avessero “tosato” la tua bambolina. Quindi, cretino, ora ti offro un Cremino. Poi, se non l’avrai digerita/o, ti cago nel cesso.
L’intellettuale “tu mi stufi” mi denunciò ma, mi “dispiace” per lui, deve aspettare almeno tre decadi prima che io venga processato per tal “caso”. Prima, ho altre pratiche per le quali, da questa società fascista, sono condannato.

1) Ho rubato un “pollo” semi-frocio a una gallina frigida della piccola borghesia e, anziché (s)fotterlo, gli ho cucinato un roastbeef. Lui m’ha querelato perché non è stato cotto al punto giusto.

2) Una che fa sempre fitness m’ha “denunziato” perché ho scritto sul suo diario Facebook che la dovrebbe smettere di mostrare i suoi muscoli per attirarsi le simpatie del “mascolino” muscolo “tirato”.

3) Mi son beccato dell’impotente da un leccaculo della casta “ricca”, e gli ho reciso il pisello, cucinandomelo con pasta e lenticchie. Lui adesso non rivuole indietro il pisello ma pretende che gli serva, su un piatto d’argento, il mio cetriolo. Al suo avvocato, ho offerto, per patteggiare, sì, questione di “piatti”, un’insalata con l’acciuga di sua moglie.

 

Gli altri casi non starò a citarveli, sono cos(c)e che si risolveranno con delle sane sberle.

 

(Im)morale della storia: non sputate nel piatto in cui mangiate, perché io sputo prima di te. Infatti, “valgo” uno spu(n)t(in)o.

 

di Stefano Falotico

Cane di (p)a(gl)ia, code di ca(va)llo, (ri)torsioni dei bracci “destri” del branco non desto


11 Sep

03330522La violenza fa parte, dagli albori dei temp(l)i, della nostra società e della nostra Costituzione san(t)a e robusta, miei mezzo busti “belli” in giacca e “ovatta”. Dovreste sentire le la(cri)me di rabbia dei cani quando, deturpati della loro inviolabile eppur v(i)olata via integrità (im)morale, calpestati dall’ipocrisia menzognera e omertosa passan dalla parte del tor(t)o, perché i tor(t)i, di mille abusi, non solo facili in faccia torte, falciati vengon sempre dalla feccia che volle che “non venissero” e si sven(tr)assero.

Così si ribalta il crimine perché i belli, dopo esser stati pelati, “plagiati” e “piallati” dalle lor caudine (f)orche a base di carnascialesche or(g)e, non ci stettero, la (r)esistenza intellettuale crollò dirimpetto ai lor “for(t)i” (marchia)tori, stigmatizzanti la “debolezza” ove c’era purezza.

Stupri mentali, mobbing psicologici per le coscienze da immobilizzare tanto da renderle così (irremovi)bili dal lor poi d’ira muoversi ché le offese di darsi una mossa e “svegliarsi” attaccaron le vergini, intimandole, poiché già “timide”, al suicidio.

Argomento complesso… di colpa, di brutti colpi quello della violenza.

Quale degenerato la genera, quale “genio” la partorisce, quale scemo la semina, quale male si moltiplica al patito, giammai partito (non) d(om)a(n)i. E se non dai, principe non sei, non puoi esserlo, non devi avere perché “av(ar)o”.

Si (di)mena, cari “ameni”.

Amen(o) che…

Ammonimento!

Questa non è idiozia, è sacrosanta, “malsana” giustizia!

D-i-o!

 

di Stefano Falotico

Il falco/Falò della notte: come (in)castrai un vile pornograf(ic)o su Facebook per direttissima e non suo (d)ritto…


06 Aug

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All’attardarsi di ieri sera, sullo “sfinir” di me, travolto da un’esistenza sempre più (cap)ricci(os)a dallo sfogliar una Prosciutto Crudo e non una Margherita, sovrastato dalla noia sapiente e di bulbo capelluto sudato per l’afa della calura estiva “spappolante” le mie meningi, mi son “scervellato” a beccar in flagranza di reato, e suo (s)porco ratto, un maiale (s)social(e). “Recapitando” alla sorveglianza di Facebook di “vigilar” e vagliare il suo (pro)filo… alquanto pervertito. Un “uomo” che, con screanzata e carna(scia)le(sca) arroganza, esibiva un’immagine del Ferrarino e un d(iari)o pieno zeppo di foto da “zuppa”, cioè orge di villosi pet(t)i nerboruti e “bunga bunga” con tanto di suo “primo” (pi)ano “ridente” e sfacciato. Una bacheca colma di sconcezze oscene e “cenine”, forse solo “cerniere”, da uomo davvero “colto”, di coiti rivoltanti da coliti e conati, di pompini svenduti come il latte fresco alla COIN e di copp(i)e scop(piett)anti su culetti sbattuti e pochi bacetti ma molta “violenza”.

Indubbiamente, per me, uomo di levatura morale parimenti grande quanto la moral guidance di Clint Eastwood, un “tozzo” da boicottare, bloccare, eliminare e m’immagino la sua “emoticon” quando, aprendo stamane FB, non ha potuto “aprirle” più, bestemmiando come un porcellone. Patta chiusa e sue patatine fritte. Eppur non gli si rizza con la Salsa, ballo latino-americano del suo turismo sessuale.

“Pen” gli sta. E, presto, gli giungerà a casa, dopo la postale al suo post(eriore), la polizia ad ammanettarlo e a metter(glie)lo “bono” per vil(ipendio) al pudore. Proprio un crimine “purissimo”, “pulito”.

Da “camice bianco” ad arrestarlo per aver (s)f(i)orato t(r)op(p)o. Dopo tante “tope”, che brutto intoppo, adesso sarà già tapp(at)o e non può più metter all’“orrore” una pezza. (S)toppa(to).

Di mio, punisco tal pezzi di merda e continuo a mangiar le pizze.

 

A tal maniaco (p)azz(o), invece, le sue feci e un nero sempre più pozzo.

Si chiama “inculata” di “mani” in te, bassissimo.

 

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di Stefano Falotico

Viviamo di attori, società che, di anno in (c)a(r)ni, cambia i suoi idoli, ma Marlon Brando è sempre lui, lo cantava il Liga mentre io ballo il mio bel De Niro su Grease alla Travolta/Woody Allen


10 Dec

De Niro Cape Fear

Credo che il mio viso sia inviso a tutti, soprattutto a me stesso. Non lo sopporto perché, quando la barba mi rado, i lineamenti le donne al s(u)olo (di me) radono. I capelli, oggi, son più radi, insomma, il mio viso ha occhi “penetranti”, pen(s)osi al radar, quasi al ragno per come tesso la tela ma Penelope si fa i peni, che “pen(n)a”, anche i “peli” dei porci. Eran invero e, falsa Troia, i proci ma io, così raso(io), talvolta mi buco i pori mentre gli altri, dopo averle (im)bucate, neanche puliscono il “bucato”, cioè quello di sesso più drogato. Ma comunque (s)tira. Oh, “issa”, evviva l’“Ulisse” di Joyce ché, a forza di s(t)ud(i)ar Omero, mi spaccai le tempie e crollai a pezzi di donne altrui, perdendo la testa, gli om(er)i, i testicoli e non me ne spos(s)ai nemmeno una, fosse stata almeno “un(i)ta” al tempio.

Insomma, ero un “uomo”, a suo tempo. Ora, non sapendo che cazzo fare, le donne non facendomi neppur un baffo, subisco la beffa di “temprarmi” a studiar il mistero del mio “templare”, famoso cavaliere che cercò il Sacro Graal e finì in tal società maniaca ove, a “mano a(r)mata”, tutti si masturbano sui cazzi degli altri, ridendo delle tue (s)fighe. Insomma, son tutti guardoni, li sgranano e poi, “granuloso”, ciò, cioè, fa uomo con le palle, come “erige” la società guerrafondaia in cui il valor della “patta” è “(s)fondare” a “bott(an)e” di granate. Meglio una granita, fidatevi, ho sempre preferito il ghiaccio a questi uomini che si “scaldano”.

Finitela d’incazzarvi, adorate il mio (s)cazzo e non ci sian cazzi che tengano. Di “mio”, si mantiene bene, nonostante patisca pene dell’“infermo”.

Sì, sono depresso e ricevo consigli di vita(mina) da uomini più conigli di me. Lor vanno con le conigliette, di mio rimango un “playboy” che, anziché saltar addosso al “balconcino”, pen(s)a al salto giù dal bancone.

Non amo il branco, sto a galla a f(at)ica, che fico della Madonna, uso le branchie, ogni sera preparo un branzino, “limonandolo” un po’, prima di arrivar alla frutta. Sbuccio la mia “banana” e mi mangio il fe(ga)to, mentre gli altri, nella ce(r)n(ier)a delle “buffe”, le stantuffano, “spruzzandovi” sopra le lor (p)esche.

Mi rimane in gola… l’esca, (m)uffa, esco po(r)co, smagrisco per indigestione e, dalla nausea di tal mondo can(nibalistico), a mo’ di teschio, il fondo della “bile” raschio. Chi non rischia, rosica? Allora, giocate a Risiko e buona guerra di “troie”. Di “mio”, amo “scaccolarmi”, sì, lo scacco(lo) è meglio della “dama”. Ama o non m’ama? Fate piedino, meglio Pierino e pure Bud Spencer, il Piedone, un pugno, ma quali festini, evviva il fisting, mi fate una p(r)ugnetta, nel sedere… un’altra pedata. Pigliatela. Succhia!

E bevi dalla cannuccia! Prova a darmi un succhiotto e preferirò un Chinotto. Ora, chinati, donna, e fammi la “spremuta”. Premi, “spinge”. Che Arancia(ta) “meccanica”.

Mi dan del misero, allora canto “Mistero”.

E ci facciamo male, se la pressione sale.

Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina… cosa ci prende?

A me tu non prendi. Manco per u’ caz’. Si chiama faccia da culo.

Ora, ci rendiamo conto che Ruggeri ha vinto con questa canzonetta? Questo vi dà l’idea del paesello di piselli(ni) coglioni in cui vivete. Di mio, sono Boss. Continuo a preferire Springsteen ai froci.

Cruising, però, spacca, cari spacciatori di luoghi comuni.

Da cui “Streets of Philadelphia”, colonna sonora di uno a cui le “suonano” che però le canta ai cani che lo trattarono da cane, la storia di un uomo licenziato perché accusato di essere “invalido” sul lavoro quando invece il suo avvocato, un negrone Washington non da Negroni, li farà neri, ficcando dunque i cattivi delinquenti in modo “AIDS”. Ma quale Clinton e le stanze “orali!”. Evviva Obama nella vostra ambigua “White House”, mulatta/o!

Della serie: non c’è (d)an(n)o e un Demme, senza il “seguito” più elegante de Il silenzio degli innocenti…

Doppia inculata con “super cazzola” e buon Amici miei, faciloni… da Fantozzi Così fan tutte…

Con me, cascaron male. Che “cascamorti”. Pensarono di fottermi, mi fotterono e io li fottei sul mio True Detective strafottente. Mi ferirono ma se la videro nera, infatti, in questa Italia di magna magna, sì, van a mess(alin)e ne(g)re, dopo che stan, lo esige lo Stato, per “fede”… nuziale, con una di “buon partito”, nella razz(i)a del razzismo di facciata solo se Naomi Campbell non te l’ammolla… notti non in Uno/a “bianca”.

Per questo De Niro è un genio, è uno stronzo.

E fa molto Cady… can(dito), Juliette Lewis e il ditino di pollice “su”, Pollicino o il lupo cattivo, miei (sp)orchi?

Da cui ogni “febbre del sabato sera” in mio assomigliargli come il finale de Il prestanome, in cui il grande Allen dice a tutti gli ipocriti di andare leggermente… ove sapete.

Ho le allucinazioni, “fumo” troppo?

Sarà.

Di mio, so che un culo così non te l’ero mai “fatto”. Fattelo! Fattone! Sì, è (s)fatta! Che f(r)itta(ta!

Ecco, le palle, criminali.

D’altronde, va di “merda” l’espressione del cazzo “Come ti farei, sei da stupro”.

Questo è il mondo che avete creato, idioti, e vi sta come un vestito “rosa” di Cohle.

Vaffancul’!

Satanisti, adoratori di questa società demoniaca, ecco il cane che non ti aspetti.
Fatemi bau bau, sarò ancor più lupo! Si chiama buio, luceoscurità o bua?

 

di Stefano Falotico, un uomo che non racconterà mai balle

 

Allen PrestanomeTravolta sabato seraRust Cohle

Com’è cambiata la società – “Evoluzione”, da James Dean a James Deen, il pornoattore


13 Oct

Eh sì, inutile fare delle “dietrologie”, il Mondo “progredisce”, abominevolmente indietro, in una corsa all'”oro” (spermatico) che disgusta, di seme virtuale “sente” ed è sempre meno senziente. Gli scemi…
Dal “bruciato“, vividissimo James Dean, “icona” innanzitutto dei pugnaci valori puri giovanili, a tutti i scardinati “tabù” di un “Net” al WC

Oramai siamo “sovrappopolati” d’immagini davvero “soffici”, di “cum” e videocamerine piazzate nelle zone “proibite”, poi “mandate in onda” nella diretta del web.

Impazza, come dico io, la follia, e ti “sbattono” in faccia un’immondizia di carne “macellata”, nell’esibizionismo ove anche il più primitivo omuncolo può vantare il suo spazio di “celebrità”, Perché “accontentarsi” di 15 minutes alla Andy Warhol, quando può “dilatarli” e “soddisfarla” a “30” in versione hard?

Come siamo arrivati a tutto ciò?
Grazie al conformismo dell’idiozia di massa.
A un certo punto, (c’)inventano questo “bel” strumento e la “connessione” del “Tube” catodico e scatologico.

Così, da “semplice” mezzo informativo, il “sistema” si propaga “capillarmente” di capillari “venosi”, di pene eretto, di donne denudate… che basta un “click” su “Enter” per confermare che hai la maggiore età, senza neppure “accedere” con la credit card. Quindi, “puoi guardare ma (non) toccare” (versione avvocato del diavolo di monologo pacinesco da “diabolico” delirio “onanista”) quel “croccante”. La patata di Siffredi va “salata”. Perché le sue “donne” sono “modelle” da “insalate”.
Sì, oltre il “piccante”, oltre i limiti dell'”umanità”. Anche Rocco ha la sua età, e ha ancor più “gatte da pelare”…
Fino a una ventina d’an(n)i fa, questo c’appariva improponibile, tanto che le pellicole “normali” venivano censurate solo perché mostravano un ardito “semiculo” nel “semi(nar)duro”.

Bertolucci fu “ritirato” solo per il “burro”, nell’ipocrisia terribile di un’Italia tremenda, che “arse” i suoi ultimi tanghi.

Che “fango” sulla pelle. Che “ritocco” a ringiovanire…, che vecchiume!

Oggi, c’è davvero di che ridere.

Killer Joe viene al solito sforbiciato per un “pompino” effettuato col “pollo”, quando poi tutti han il “permesso” di “sbizzarrirlo” nell’youporn e più porky’s.
In quest’Italietta ove tutti van ad “amare” e ad “acclamare” il “capolavoro”, così da me “nominato” (“ispirandomi ai “glandi fratelli delle “sorelle” alla Marcuzzi di “orgasmi” alla “Moto Guzzi”), L’Innominato benedì Lucia col “martelletto (opera imprescindibile d’ogni moralista cristiano), in quelle poltroncine il “poltrone” mangia il suo “sandwich” con le “salsine”, detto “famoso” (underhot dog, “paninaro” farcito con quella “crauta” della sua cruda “fidanzata”, tamarra alla “maionese” nei suoi fast food di “sveltine” con un altro durante la “pausa pubblicitaria” fra un Tempo e “chi più ne ha, più ne metta!”.

Così, senza neppure accorgercene, siam “arrivati” dal grande James Dean “venendo” a Deen James, magrolino d’occhio strabico e strabuzzato, sempre “accompagnato” da Escort che “caldeggiano” la sua “gioventù” bella che “fottuta”. Bellissima, una “gnocca della Madonna”.
Praticamente una “segretaria” che va con l’avvocato degli appalti edili, ove l’avvocato “ribalterà” l'”appartamento” con “lei” di “lento”, mentre l’operaio da tarantella “stuccherà” d'”imbiancatura” coi “pennelli”, uno a “dipingere” e l’altro a (s)tingere.
Dai la “cera” e togli la cer(nier)a…

In edicola, ripropongono Gran Torino a soli 9 Euro.
Compratelo!

E non “scass(in)ate” la minchia!

Ché Vito Catozzo, al secolo Faletti Giorgio, sapeva già tutto di Harvey Keitel e del suo cattivo tenente…

Ho detto tutto…

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Gioventù bruciata (1955)
  2. La meglio gioventù (2003)
  3. Redacted (2007)
  4. Porky College: un duro per amico (2002)
  5. Scent of a Woman – Profumo di donna (1992)
    Visto che “sparata?“.
    “Tale e quale” all’eiaculazione dei mignottoni!

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