Posts Tagged ‘Valeria Cavalli’

Bilancio di fine anno di un uomo sfinito eppur non finito, (non) molto fine, che mangia il cotechino della Fini e che ama gli amplessi non lessi


28 Dec

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Credo che parecchi turbamenti nella mia vita nacquero, sorsero, “sgorgarono” quando vidi i primi minuti di un film intitolato Il caso Martello. L’attrice Valeria Cavalli accoglie il marito a casa dopo una giornata di duro lavoro, lui è un po’ indurito dallo stress, lei pensa già a indurirglielo, poi gli dice che vuole invitare degli amici a cena e che vorrebbe i tartufi, e il marito risponde che costano un occhio della testa. Lei, in accappatoio, si smalta le unghie, lo bacia voracemente e non aveva fatto neanche in tempo a pulirsi di bagnetto che si “bagna” di linguetta, quindi dissolvenza incrociata col marito che “spinge” fra le sue cosce ardenti, e lei che lo intima a essere più delicato, perché sente male… Infine, nella scena successiva, il marito a torso nudo, con la moglie che dorme, guarda dalla finestra una prostituta che viene avvicinata da un cliente, mentre la notte sprofonda nello squallore più assoluto.

Non so, tutto ciò è qualcosa che mi ha sempre messo di malumore. E ancor, alle volte, mi sveglio nel cuor della Luna più buia con in mente quell’amplesso violento quanto tristissimo. E vado poi in cucina a prepararmi un caffè.

Insomma, fin da quando ero poco più che puberale, pensai che mai avrei voluto diventare come quella coppia finto felice. Due borghesi sciupati da una quotidianità grigia e impiegatizia, con lei probabilmente casalinga, che si “rallegrano” in qualche “bottarella” audace per sfogarsi dalle noie di un’esistenza poco rapace. Sì, quella scena è uno dei motivi principali che mi ha “spinto” a sentimenti anti-borghesi.

Con questo che voglio dire?

Che il mio anno, sebbene poco entusiasmante, di libri si è corroborato e di feroce fantasia il mio animo prelibato, spesso illibato, ho invaso. Non sono un invasato sebbene rimanga a molti inviso.

E oggi ho coniato una frase storica degna della testa di cazzo che sono: nella fragilità delle mie intemperie, mi tempro, le matite tempero e soffro di mal di tempie, ah, che brutto tempo!

Alla Coop, ho comprato un ottimo cotechino, ma forse alla vigilia di Capodanno mangerò/berrò un brodino. Stappandomi un Crodino. Sono un uomo “crudino”, ma resto un bel volpino…

D’altronde, l’uomo più ricco in Italia è Ferrero. Lui non ha mai lavorato in vita sua e guadagna miliardi grazie a noi che mangiamo il cioccolato. Ho detto tutto…1420541253555_massimo_ferrero_7

 

di Stefano Falotico

(M’)introduco


21 Oct

 

Chi sono? Chi sarei se non fossi, il mio (mai) fui, ma fumo…

È giunta l’ora d’introdursi, mi son “sparpagliato” un po’ in qualche post, sì, sì, sparpagliamoci!

Una questione di punti di vista, sguardi, tremolio di una certezza scema, un’emozione selvaggia.
Cinema.
Sono sempre stato affascinato dalla scoperta, dall’ebbrezza, dalla gioia.
Dall’impari lotta di esplorare l’intima Natura dell’esistenza, per come appare, per come è, perché se un occhio sa guardare, il Cuore, che dà la Luce alla mente, non è solo un’illusione.
L’impari lotta di conoscere l’esistenza e rimanerne, sublimemente, inevitabilmente sconfitti.
Nessuna spiegazione, nessun messaggio da offrire, solo aver vissuto.
Non essere un turista ebete con lo sguardo perso.
Nel vero vuoto, materiale, comodo, piccolo, inespansibile.

Asciutto, un po’ bagnato, nell’occhio “Valium” della vita…

Questo sito è dedicato al Cinema.
Qui troverete un ricco database informativo del cazzo.
Il resto sarà storia, speriamo… ché tanto i brutti film si dimenticano prima di dormire.
I film, diletto e tormento, agonizzante rottame putrescente è
l’Uomo senza passione, senza odore di sé.
Va al cinema, si beve un film e mangia il suo uccello fritto, come prima, senza scosse, solita routine, solita squallida-monotonia
apatia.

Stefano Falotico (garantisco io per tutti gli eletti che m’han eletto nel loro “letto”)


Ecco il database (si pronuncia com’è scritto, uccidiamo gli anglismi cazzo, è latino per la miseria)
Un Data-base ordinato per regista e per attore, che vi terrà informati, si spera, sempre che non muoia il sottoscritto (e comunque qualcuno mi darà il cambio, come sempre avviene d’altronde, conobbi un calzolaio che fece Arte con i cartoni, guarda un po’).
Ora, mi chiederete, come mai hai scritto i dati in inglese allora?
Non è vero, ci sono anche i dati in italiano. Anzi, sono italiano, Abatantuono nei suoi più entusiasmanti “t(u)oni”.
Insomma, è un grande show, siamo in diretta 24/24ore col satellite intangibile ma mutante dell’azione terrestre.
Nessun global spot, solo un patchwork, prendiamo quello che ci capita in mano e ricostruiamo ex novo.
Ci dobbiamo far capire, ma poi siam proprio sicuri che l’importanza dell’Arte sia comunicare qualcosa?
La soluzione dell’inconscio?
Come prima, solo con qualche immagine in più stampata nel cervello.
Nessuna induzione, so cosa vale la pena per vivere e cosa lasciar stare. I salotti non mi son mai piaciuti, neppure i mezzibusti e la polvere sui libri.
Ciak, sbrigatevi, prima che qualcuno dica “Stop, la rifacciamo con la controfigura”.


Steve o Stefano, chiamatemi come volete, basta che vi muovete.


Lo stile adottato dal sito è volutamente semplice, semplicissimo in maniera parossistica. Non credo che alla gente gliene freghi molto della forma di un sito, ma del contenuto.
Personalmente guardo la sostanza delle cose, eccetto per l’Arte, e dunque per la vita.
Come dite? Non avete colto? Rimettete il nastro indietro, bla e bla, insomma per farla breve, il sito è questo, o vi accontentate e mi date tempo di espanderlo e rimodernarlo, o cxxxi vostri.
Qui non si vendono culi, diamine!
Se cercate quelli andate sul sito della signora Affleck, all’epoca era la Lopez, detta J. Lo.
“Turpiloquisco?”.
Può darsi.

In realtà, queesto sito, da un Dreamweaver “saltellante” è passato a un Word Press di gran “ciurma”.

BENVENUTI.

Detto fra noi, qui in “fondo”, molto in fondo in fondo che si fionderebbe, “sfondando”, la mia Donna preferita indossa un modello “cavallo”.

   Che gambe appena “accennate” in calze liscissime come il suo velluto su cui “onireggiar”, caldi, appena (dis)fatti. Mamma Mia!

   Rossa, rossissima & madida per incandescenze d’un carpet lussurioso, maturità per i tuoi “ematomi”.

   Per un omonimo “stilista” che la “spogli(a)”.

   Altro che “alla Ferrarelle”, è sempre colorata alla Ferrari, Valeria accavalla, anche se cade, la sinuosa caviglia n’è “incerottizzata” come segno del “reato”, dai miei “cavalli”.

Applauso!

Firmato il Genius, anche Pop, talvolta.

 

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)