Schumacher sta morendo, acceleriamo il traguardo di fotofinish, ah ah

30 Dec

Racconto cattivo di “fine” an(n)o: se Schumacher il “campione” creperà di trauma cranico in coma, io lo rispetterò quanto l’umanità di barboni dell’anima… parola di nostro Signore

Introduzione cinematografica d’una triade filmica prima dell’aldilà, da me asperso in “santità”
Trinità per un anno nuovo felice, come no e comma Cobra, di mia vivacità mentre gli altri sguazzano nella mentale povertà, compresa una pazza che m’ha inviato l’amicizia su Facebook per finire bruciata come il vecchione

Sono un crociato, incrocio fra un ibrido di quadrifoglio e un pensiero diretto, come un gancio sinistro, senza troppi complimenti. Un pugno allo stomaco, il prezzemolo che mette il pupo al pepe nel (dis)gusto di massa.
Vi racconto questa. Venerdì sera, su quello sciagurato postaccio di nome Facebook, ove anch’io ne son iscritto per qualche affratellato nel riscaldarci i cuoricini con “virtuali” chicche cinefile e scambi di foto propulsive di culi estatici, vengo contattato dal solito profilo falso. Tale Lucia, da non confondere con l’omonima santa, mi manda l’amicizia “in camuffa”, leggasi appunto foto (in)esistente. Si mette a parlare di maghi potenti del padovano, di un certo stregone nero, non so se negro, di nome “pauroso”, Sirvillo. Ché sia parente(si) vocale di “i” al posto della “e” del celebre attore sorrentiano qual Toni?
Al che, dichiara di conoscermi, esponendomi per filo, per spago, per “segno” e una foto “demoniaca”, su volto coperto, di spacco in gonna “moscia” in quanto racchia perfin in un’altra incarnazione, che io sarei morto due anni fa. E oggi sono un reincarnato, destinato al sacrificio carnale, da svolgere in una “cattedrale” nei (ci)pressi di Torino, un rito attraverso cui sarò inculato da una testa di cazzo coi piedi caprini perché diventi Leonardo DiCaprio di noi altri.
Al che, prima di bloccarla e segnalarla (attualmente è in casa di cura, e lì sì che ne vedrà di demoni…), le rifilo una mia foto “inconfutabile”: me travestito da Robert De Niro nell’esserle polanskiano. Lei rimane sconcertata, incrocia le dita e bestemmia nel collegarsi di cam, chiedendo conforto a un suo amico scimunito, che le regge la frigidità.
Ma la strega non scappò, il suo modo bieco di ottener da me una scopata finì in suo manicomio, ove le beccherà a lunga vita. Ah ah!
Perché ricordate: ogni San Silvestro mi fa un baffo, essendo Titti, “Pulcinella” che perde il pelo ma non il vizio d’ingabbiarti, cara gatta morta. Io son napoletano!
E ora tre film da rivedere. Perché non li avete capiti. A forza di scambiarli per dolciastri, finirete impagliati come la megera fanatica sopra citata, sotto fottuta, e tanto “eccitata” che morirà sedata.

Capodanno a New York

Nella vita bisogna essere cinici come questo De Niro in papalina. C’è sempre spazio per redimersi. Intanto, succhia Halle Berry, fingendosi moribondo e di mano “allunga”.
Arriverà Hilary Swank e fingerà di essere stato un buon Pater Noster.

L’ultimo capodanno

Credo che Marco Risi abbia sol girato film finti su stupri, strozzini e strozzapreti.
Il suo “cinema” vale per questo fotogramma: uno dei pochi che ci mostra, come Dio comanda, la figona di Monica Bellucci. Una che è tanta! Senza mutande!

La fabbrica di cioccolato

Film per le feste. Questo Depp eccentrico, in confronto a me, è un dilettante. Gli ficco in bocca lo zucchero filato, lo lego e ascolto Michael Jackson.

La Formula Uno è la prima inchiappettante, schiantante formuletta per babbei che seguono le corse automobilistiche, riempiendo di soldi i “geni” del circuito neuronale, adesso spappolato nonostante il casco, a lor poveracci nell’elevar in “gloria” uno che, giustamente, morirà in modo beffardo…
Sì, tanto va il maiale di “prenderle strette”, coi soldi guadagnati grazie al porcon Briatore e Ferrarino rosso, che presto lo “celebrerò” di medaglia d’oro, davvero funeraria in primo “posto” del mausoleo al cimitero dei “famosi”, ora sfumati in cielo… su testa rossa!

Ah ah!

Tutti i fanatici di questo “sport” per rimbambiti, quasi peggio della boxe, si stan stringendo nella “cappella” dell’alta Savoia.
Schumacher, Michaelino della Michelin, ricoverato in condizioni cliniche gravissime, e spero si aggravino, nel reparto d’animazione, in un ospedale della bassa Francia, prima di salire “lassù”, spero laggiù, vedrà comparire, vicino al suo lettino già in branda “eterna”, un “angelo” a “benedirlo”, il sottoscritto nel regalar lui questa “sacra”, estrema unzione di gran “calore”:

Caro Schumi,
questa è la Lettera apostolica, nel ficcartelo di posteriore, di San Paolo alle tue costole del cervello, offerta in sacrificio per te.
Che cazzo hai fatto nella vita di così grandioso da poterti permettere un’idolatria infinita?
Un bel nulla. Tu non sei stato nessuno. Stimo più il barbone del Ponte di Galleria, in quel di Bologna vicino alla Stazione Centrale, perché non ha mai fatto soldi girando in macchinuccia per un milione di tedesche che lo spompinavano in maniera “mondiale”. Oserei dire pneumatica a gonfiante, sgommandolo! Ah ah!
Tu sei valso quanto Hitler, da ariana razz(i)a “vincente”.
Quindi, sono qui a “baciarti dolcemente” sulla f(r)onte del Peccato. E salirai destrorsamente! Ah ah!

Addio. E Dio sono io. Ci vediamo presto.
Non sperare in qualche “luce bianca” di miracolo post coma.

Questa è la realtà. Non ci son santoni a pararti la botta d’urto.
Salutam’ a mammatamilfona germanica che darò in pasto a Spielberg Steven.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

 

  1. Scent of a Woman – Profumo di donna (1992)
  2. Drive (2011)
  3. Driver l’imprendibile (1977)
  4. Crash (1996)
  5. Driven (2001)
  6. Un attimo una vita (1977)
  7. Schindler’s List (1993)

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