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“Letterina” di fine anno di un uomo che vorrebbe la letteron(z)a di buon a… o


30 Dec

Bright_Screen_stills_rec709_full.015814926112311_10216139669352772_647402712551495725_n26056035_10210317087586433_8612675766724974877_n

Sì, l’anno si sta concludendo e non è stato sempre piacevolissimo, a tratti davvero disdicevole e ripugnante e in alcuni attimi credetti “bene” di varcare la soglia terrestre di quest’umanità terragna per atterrare come ragno nella “tela” di un aldilà intessuto di più sana e santa creanza. Sì, di malsana testa e di sana pianta volli “piano” planar e colar a picco, sperando che dalla caduta potessi decollarmi, perché rimanere offesi non piace a nessuno. Ma son stati pensieri fuori di testa da mezzo uomo in quegli istanti senza rotelle…

Non offendetemi, oramai le offese io svicolo, svincolando in un cieco vicolo con una donna che, di “buon occhio”, non mi tratta da finocchio e ama il mio “pinocchietto”, perché le mie bugie han le gambe corte… nell’accorciar, dunque ingrossare in lei il mio penetrante “naso” lungo… ah ah.

A parte gli scherzi, sì, Bright è bruttino, ma non una schifezza come la “critica” statunitense ha detto.

D’altronde, chi più chi meno, siamo tutti orchi un po’ reietti, figli di una società che induce all’indisposizione, cinica e fascista, e ogni giorno dobbiamo lottare orgogliosamente per rimanere umani fra abusi, scellerati arbitri(i), manichee ideologie buone solo ad arricchire i già ricchi, e così spesso ci chiudiamo a riccio e non amiamo i boccoli d’oro di nostra moglie, perché quel ne(g)ro sa che è una gran figa… Al che, ci tocca scacciar i malocchi, come quello della “fata turchina” nel finale che strizza a un possibile sequel l’occhiolino. E, occhieggiando oculati, camminiamo invigorendoci a ogni nuova alba di gioie perentorie, insindacabili, scoraggiandoci “scoreggianti” a volte per troppo mal di nostri fe(ga)ti malamente galleggianti in una realtà surreale, che non crede più agli elfi di noi uomini elefanti che ci vogliamo emozionare coi sogni ardenti, arditi e ardimentosi. Piluccando attimi d’inusitata passione mescolata a sane goliardie con amici virilmente stronzetti.

Joel Edgerton dimostra, inoltre, di essere un ottimo attore, davvero, e nel finale è talmente goffo e impacciato di recitazione comicamente sopraffina da meritare comunque gli applausi.

Insomma, pensavo molto peggio. Bruttino lo è, ma lo potrei ribattezzare un signore degli anelli appallottolato in una notte di ordinaria follia, perché alcune atmosfere, i caseggiati e le strade di questa Los Angeles cupa e bifolca assomigliano a quelli del film di Schumacher.

Dal canto mio, anche un po’ dal can(tuccio) mio, mangio i buoni cantucci toscani, pasta dolce mischiata sapientemente a mandorle e pistacchi, da sgranocchiare dopo una lauta cena di pizzetta e brodo coi tortellini, cibo fresco e salutare… alla faccia di chi ti sta sullo stomaco.

Nel prossimo anno, un entusiasmante progetto letterario mi aspetta, e mi metterò subito all’opera per operar di editing attento e scrupoloso sul mio capodoperona, cari paperoni.

Oggi, ho messo su Facebook una mia foto recentissima. E, come volevasi dimostrare, uno alla mia vista ha esclamato un minchia, sei uguale a De Niro!

Insomma, conoscere a memoria la filmografia del Bob sarà pur servito ad esserne quasi un fisiognomico sembiante.

A buon rendere, e ricordatevi: non arrendetevi, anche se non volete di vostro conto rendere.

D’altra parte, chi s’arrende è perduto, tranne se sventola bandiera bianca, perché solo nella purezza immacolata si può scrivere il futuro.

Sul fatto che io sia un puro, non vi scommetterei di miei atti “impuri”. Perché la mano non va messo mai sul fuoco, ma ove “attizza”… e fa sì che tu possa esser sempre “erto” in qualcosa che sa bene “raddrizzarti”.

Il resto è moralismo e pedagogia d’accatto(ni).

Lo sapeva bene Simonetta Pravettoni che, strisciando la notizia, faceva sì che il “penettone” fosse una delizia. Ah ah. E Greggio amava le pecorine fuori dal gregge…

Io non son uomo grezzo eppur mi rizza…

Ognuno ha la sua versione dei “falli”, perché peccatori siamo tutti, è un dato di fatto, miei strafatti.00475814

 

di Stefano Falotico

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