Eroticus Pennywise

21 Jun

Stefano Falotico ha pubblicato, tramite Kindle, “L’eroticus Pennywise”, James Gandolfini è morto, Johnny Depp è quasi cieco da un occhio e tuo fratello è un finocchio! Compratemi!

Giusto questione di ore, di lancette che corron, e sarà disponibile su vostre piattaforme un altro prodigioso joint stellare della mente del Falotico. Irresistibile e instancabile, stacanovista della fantasia, per illuminarvi da vite grigie! Vi terrò al corrente, salvo che il mio conto bancario dei vostri soldi sia lautamente pagato. Ah ah!

Il Falotico persevera con “accanimento incagnito” nel suo letterario percorso, fra un nuovo capolavoro in uscita a Settembre, bizzarrie sparse qua e là, con una nuova creazione “mefistofelica”, di savoirfaire.

Ah, per forza, publishing fai da te. Chi fa da sé fa per tre, tu invece ti fai e nessuna, del tuo “andazzo”, ti farà! Cia cia cia (io lo stacco di balletto) e la segretaria da me riceve sol che boccacce!

Meglio il can arruffato Chow Chow di questo Mondo annacquato! Quel cane sa come esser “griffato” senza seguir le mode, Egli è signor che non abbaia quasi mai, in quanto razza ammutolita dinanzi ai suoi simili, gli uomini.
Molti arrabbiati! Che sbraitate! Leggete e museruola ai musoni!

Finitela d’accanirvi appunto se la malasorte v’è contro. Al massimo, ordinate un porno per “rilassarvi”. Ah ah.
Son “maligno” di linguino, son volpone a voi col bastone. Ah, tanti son giovani d’aspetto ma già di testa vecchi come i farfalloni. Il papillon v’è gustativa pa(pi)lla, sgranate e non “bombardate”. Terroristi, avete subito un’involuzione. Da terragni a “mine vaganti”. Ah ah! La vita va gustata e non angustiatevi per le ingiustizie se prima del giusto guardarvi allo specchio non v’osservate da vicino. Anaffettivi, cinici e con la colite.
Dai, decollatevi se giudicate chi beve a collo. Non è da una bottiglia che si “canalizza” un genio.
Voi di scolo scolate, miei scolaretti ma rosicate. Ah ah, quanto tutto vi bevete.
Mangiate a sbafo e ridete sotto i baffi ma come potete pretendere di “tenderlo” se non v’è più freccia al vostro gengivale arco? Ah, che bava, soffiati il naso. Non starnutir se sei cornacchia, non adocchiar se poi fai l’allocca.
Oche, ecco allora un “orco”. Colui che deglutisce le vostre amarezze e, da questi esangui rimpianti, sbocca di via d’uscita. Ah, non chiamate la sicurezza, ho il culo assicurato.
Non oscuratevi per me, schiaritevi le ottiche… binarie dei vostri ragionamenti (con)torti.
Ah, in faccia a te la torta spiaccico e pasticcio di dolcezza. Con riverenze, vi porgo l’estrema unzion’ di condoglianza. Ah, che doglie! Ma quando mai partorirete opere così birbanti miei burattini roboanti?
Ah, abbottonatevi prima d’uscire, potreste terrorizzar anche i piedi(ni) nel terriccio.

Terremoto! Son motorino di cervellone, miei tromboni! Son lo schianto contro il luogo comun dello scontato.
E, per di più, alla mia età ancor gioco agli autoscontri e non pago il pedaggio a chi si diverte con sadici pestaggi.
Appestato sarai tu, ingurgitati il pesto e non darmi del lebbroso. Io non sono peste, pestifero sì agli stronzi!
Luciferino e mai fortilizio come il vostro vuoto escrementizio!

Ah ah, il Pennywise è qua. Non abbaiargli, cagnaccio. Egli non puoi calunniare. Non abita nel tuo canile ma di parole t’è canino. Come sei carino! Ah ah.

Teppista, prima di sparare, controlla la pistola della tua invidiosa impotenza.
Turista, prima di fotografare una scosciata che, a novanta, prega in ginocchio sua “Santità”, attento alla saliva del mio “zoom” alla tua “messa a fuoco”. Ah ah! Son San Pietro, ho io le chiavi del Paradiso, miei effeminati!
Maschilista, non fare il femminista per ingropparti delle facili femmine, accondiscendenti per ingenuità al “plagiarle” in zona “erogena” tua “ascendente”. Prima, curati dall’ascesso se vuoi che non ti sbatta a lavar i cessi.
Giornalista del nostro “Stivale”, non copiare dai taccuini altrui per spacciarti da intellettuale che cammina impettito. Solo Monica Bellucci, può permettersi di accoppiarsi con me, di “stilar” i tacchi e impettirsi quando le entro di “inchiostro”. Ah ah, anatroccoli, come siete fessacchiotti!

Sì, tutti al cinema a identificarvi nell’uomo d’acciaio. E poi giù a buttar recensioni “brillanti” per la corsa all’oro del “superuomo”. Di mio, uso il mantello solo da Dracula, colui che succhia con la “S” di saliva.
E sale… vola sempre più su anche quando io sto giù e Lei mi porta fra le nuvole. Ah, lo innalzo. Immolazione! Aviazioni! Che azione centrifuga e che fighe centrate! Mica de centrini, ne ho di centimetri!
Ah ah, quali fumetti, miei affumicati di retorica da strapazzo. Strapazzatele… le uova son tonde come voi tonti.
Ah ah, e io vi giro in tondo, sgraffignando vostra moglie di rotondità.
Son “Pio” di pulcino da Padre di Giovanni Rotondo? No, non son San Giovanni Paolo Secondo ma avanzi un altro an(n)o. Ah ah! Miao, miagola! Ah ah! Bau bau, non aver paura ché soltanto, in solitaria, sono colui che bussa non solo due volte. Ah, che giravolta!
Il mio pelo non mette la testa a posto, si (radd)rizza a raggi vulva, e sapete perché? La testa deve stare “in mezzo”, in profondità… ah  ah! Concavo e nella cavità. Ah ah!
Lì se la gode e sempre più golosa è voglia che, arrossita, usufruisce del parassita…
Ah ah! No, non sono un montato, Lei però è montata. Ah ah! Pensa alla maionese, a farla… impazzire ci pensa quel che “mattarello” è gustosamente matterellone in quel bucone.
Non spiar dal buco della serratura. Le serre van innaffiate! Mentre io, in sella, arraffo di arruffata e spruzzo poi quand’è calda come la “botanica” serra d’effetto “ozono”. Ah ah!

Con le donne, adotto la zona mista, un po’ “didietro” con loro sulla “difensiva” e poi io d’altro contropiede (s)piazzante. Ah ah!

Sì, che te lo dico a fare, “grufolava” Pacino in Donnie Brasco al cagnolino Depp Johnny. Uno dell’FBI con la fedina nuzial’ “intonsa” eppur da penal’ per aver tradito l’amicale.

Non ammiccare. La tua amica è miciona. Ah ah!

Un “animale” quel Johnny. Mah, Johnny avrebbe bisogno di una cura da “Bracco”, Lorraine de I Soprano.

Povero Gandolfini, grande caratterista morto di heart attack. Azzo! Gli son saltate le coronarie! Bene, a me saltano accorate. Accollati i mortacci tua. Donna, scollati i collant.
Il collare te lo do io! Io incalzo, io son liscio lisciatina.

Ah ah!

Son scherzi che si fan al Cuor?

Ah, Dio abbia in gloria James, un attoron’ coi fiocchi, appunto.

Di poche ore fa, la rivelazione shock… (anafilattica o assonanza della filantropica…?) di Johnny Depp.

Dichiara che è quasi cieco oramai da un occhiolino. Dall’infanzia, la sua vista s’è appannata.
E oggi sta peggiorando da scent of a woman.

Questa non l’ho capita? Devo “inquadrarla”. Ma come? Non eran gli occhi la figata del Depp?
Anche lui è uno sfigato preso per sguardo “penetrante” ma si scopre ch’è solo strabico? Non è che farà la fine de Il Pinguino di Batman? Sì, Tim Burton doveva scegliere Depp.
Compare in ogni suo film, tranne nella parte che gli sarebbe venuta deforme senza uniformarsi alle deformità del suo strabuzzare recente.
Ah, cose da orbi. In effetti, l’andatura sbilenca ne I Pirati… era un’immedesimazione “piratata” da Keith Richards o Actor’s Studio della sua cataratta fra le cascate…? Ah ah!

Naviga la barchetta, tu non lanciare aeroplanini. Son di carta, non avrai mai un castello gotico. La regina vuole il dark, non il fricchettone.
Dunque, meglio il Falotico. Egli esorcizza la morte alla Takeshi Kitano, vi fotte senza “darlo a vedere”, e ai Depp preferisce un altro libretto. Ai finti malinconici, il suo Hana-Bi perché tu sei ancor fermo all’ABC.
E quindi che cazz’ stai a di’? Vedi che con me non attacca ma Lei “strucco?”.

Accattare! Accattoni!

Folle e visionaria raccolta di pensieri “loschi” in notti fosche e maculate d’annusar in glabri diamanti d’essenza fantasmatica…

Sì, attingendo a uno dei personaggi meglio inventati da quel geniaccio, quasi quanto me, di Stephen King, vero spauracchio da decenni delle certezze borghesi, anzi pittandomi in sua anima sbruffona e coagulata in rughe attenuate e telluriche, di rugiada in occhi neri corroboranti, qui il Maestro vostro è incolume e ancor immunità in suo decadentista monumento, elargendo a vossignoria, spesso distratta da troppe ratte, un’altra perla di raro e pregiatissimo valore, cioè appunto “L’eroticus Pennywise”, prima puntata d’una serie (forse… se il Tempo e la concentrazione non carenti m’accarezzeran d’altra certosin pazienza, scrupoloso puntiglio e ferma destrezza…) dedicata a tutto ciò che avreste sempre voluto dire sul sesso ma neanche affidandovi a Woody Allen ne ricavaste giovamento. Per carità, ligi voi al dovere, siete sol che menzognere megere! Ah ah!

Qui, il Falotico, in tal assaggio privo di smancerie, miei che m’odiate in quanto nemesi su sputi d’idiosincrasia, qui io asserisco che mi son superato. Sì, già sorpassai ogni confine dell’immaginazione quand’appena adolescente, in primissima pubertà fioccata, deturpai l’amor vano a favor della fantasia innamorata.

Mai fioco ma focoso! Col fiocchettino del “bambino”. Ah ah! E ficcante adulterino! Ah ah.
Che datteri quelle cosce, nettare di suggere sin al midollo spinale dell’esistenza e delle mai mie sfinite “resistenze”.

Attimo fuggente? No, intimo detergente!

Ah ah!

Romantico per vocazione, di “cattiva” condotta mai i voti prenderò ma il volo presi nello scoccar d’Icaro e giammai arso. Imbocco te e in bocca a Lei lo conduco… Ah ah! Mi sei cara?
Ah, no? Ecco la cintura di castità a 24 car(i)at(id)i. Ah ah!

Imparate, apprendisti e non più a depistarmi, ardite al duellar con chi v’è alto anche quando eleva il “basso” umorismo nel mescolarlo ateo d’alveare nobile e gagliardo.

Vegliardi, sveglia!

Falotico, un Uomo d’allevar in tal valle di villici. Come dice Lui, non abita in ricche ville ma, anche nell’agnosticismo di notti ignote, strambe e sfiancanti, roboante n’è manto infuocato dell’anima nel suo arricchimento. Spu-dorato! Ah ah!

Risorse inimmaginabili egli scova dal cilindro, poliedrico d’estrosità e impagabile eccentrico in questo Mondo dai parametri concentrici. Egli non è mai greve m’acutezza anche quando appare negli spiragli delle tapparelle.
Scopa come un coniglio e non ne caverai un ragno dai buchi… Ah ah! Egli puoi scovarlo solo se la tua di me si scotterà. Quell’attrazione fatale mi sarà allor letale, e ci saran altre gatte da pelare! Ah ah!

Sì, Egli annusa con Nutella chi d’amplessi non è poi così appetitoso ma merda, per spronarlo alla fame innanzitutto del non sol “lì” di pensieri lordi gravitare.

Craterico, un eruttivo fra voi ch’eruttate e, di borbotti tediosi, v’attanagliate di lesivo imbavagliarvi a vicenda, per ambir a cene da vincenti, invero insipide.

Ah, il Falotico sorseggia sangue ed è divinità in tal baccan’. Dio oggi bacco e domani bacchettone, però contro i moralisti in quanto non è un “topo” da vender all’asta alle donne da canaste per il “tipo” tosto di “girarrosti”.

Egli sa quando il rossetto… cola…  e se n’imporpora su labbra smaltate di “fresco”, sventola sol le tovaglie e sulla sua testa ci son molte taglie. Non è da sezionar al taglio delle chirurgie plastiche anche se esteta fra gli edonisti.
Estetista, sei troppo rifatta. Fammi far da la tua “paziente”. Io uso il bisturi a mo’ di turbo. Duro! Pungente, in fondo sei un delinquente se non mi permetti d’ometter quel che si apre al riempimento! Ah ah!
Io tappo e stappo, al tappeto!

Egli dall’horror trae spunto, “estraggo” per spuntarla…, dunque leccarla tutta. Ah, che leccornia di (l)acca. Come scoccan le albicocche della sciocca cagnolina ché non avrà da me coccole se prima non si acconcia. La finisca di scaccolarsi se vorrà che io dentro m’accovacci.

Perché son buongustaio dei piaceri raffinati e dal pelino fine su prose talora poco “posate”.

Eccesso fra una società d’incassatori e appunto incazzati, provocatore a ripetizione fra tu che evacui un peto e guardi sol le “misure”… d’una tenerona, Falotico t’è onda frigorifera se il ghiaccio non sarà al dente di purezze tue bollenti.

Il sesso va scaldato, il condizionatore non raffredda l’Estate, il “gelato” è al limone “al bacio”.

Pezzi di stracciatella, io vi stracciai solo col mio neurone da cono, cornuti!

E, quando comprerò una gelateria intera, ancor integro sarò yogurt cremoso su amarene succose, fragoline permalose ma da permeare, e v’incazzerete verdi di rabbia sol come il pistacchio.
Sì, voi tentaste d’addolcirmi ma steccaste a erigere steccati. Io vi do i punti e sempre più c’è distacco in tutte le vostre appiccicate. Ah ah! Ma chi volete impiccare?! Chi vuoi picconare?! Son io che le prendo a martellate di marmellata. Ah ah! Tu “la” agogni, sgomiti (eh sì, il gomito del tennista) ma io sgommo mentre tu guardi 21 Grams. Ricorda, WatsonNaomi Watts ama l’erezione a mille volt. Da te non ne vuole. Ama King Kong, non le scimmie. Quindi, Stephen King, che non è elementare per niente. Non c’è nulla da fare.
Come ve lo faccio io, lo sa tua sorella! Ah ah!
Naomi sfoglia la banana e, tra le frasche, urla con Tarzan. Sì, poi daremo in pasto il suo tanga agli Orango Tango del Togo. Agli africani, preferisco il ripieno di cioccolato al latte. Sono un cocco al Bounty.

Hulk è qui in carne e muscolo di bicipiti in tante discinte, tu sei uno che s-fotto. Saresti Ercole? Ma vai a darlo via, va’ va’! Il cul’

Ricordatelo: leccar a lungo andar non val’ se valoroso non ce l’hai anche grosso.

Cosa? Mi riferivo al cervo, miei cervellini che ragionate con l’“uccello”.

Ah ah, il Pennywise è qua, ve l’ha fatta.

E ora voglio la peperonata più pernacchia su smorfia da Pinocchio.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Scent of a Woman – Profumo di donna (1992)
    Glielo faccio vedere io cosa significa esagerare!
  2. L’uomo d’acciaio (2013)
    Non eravate pronti a capirmi subito.Vi dovevo prima spaccare miei generali. Le regole fasciste le date alle vostre bimbette.
  3. Rocky V (1990)
    – Toccami e ti denuncio.– Vammi a denunciare.– Rocky. Gliel’hai data una bella lezione, eh?No, padre. Questo è solo l’antipasto, anzi, “scontiamogli” pure il primo. Il secondo, più dolce con caffè amaro e senza frutta, glielo daranno i secondini… vede, padre, un conto appunto è se dà del fallito a me tale bamboccio ritardato. Che dopo aver sfruttato, appunto, ha iniziato a deridere… un altro paio di conti in sospeso… è se offende persone di sessant’anni.  Peraltro, appoggiato nell’orrenda malefatta, un’atrocità per usar un “eufemismo”, dal padre. Uno che, alla sua età, avrebbe dovuto capire cos’è la vita. “Lui” la celebra e la “recita”… ah ah!
  4. Gran Torino (2008)
    – Che vuoi fare, Walt?- … Ci siamo padre, a costo di morire.

Tags: , , ,

Leave a Reply

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)