Il trailer di Avengers: Infinity War, basta, non ne possiamo più, questo Cinema mi crocefigge!

17 Mar

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Ora, esiste un termine per definire questi “film” della Marvel, ed è baloccaggine, cioè l’oziosità puerile, come da definizione del dizionario.

Storie tenute su con l’Attack, sceneggiature copia-incollate di zozzerie pedestri di dialoghi brillanti quanto la coscia depilata di una pornoattrice “patinata”, inzuppati di effetti speciali e CGI per dar fumo negli occhi agli spettatori inebetiti. Ma questi fumettoni piacciono e incassano, tonitruanti come Thor, di cui salvo soltanto la versione di Branagh, poi sbragata in tanti pedissequi sequel ed epigoni da lasciarmi innocentemente denudato come la signorina Scarlett Johansson prima che ascendesse al successo e prima che Sean Penn la “istruisse” a un rude sesso. Sì, una mezza zoccola! Diciamocela senza infingimenti!  Lei, falsa sorella, si infinge di non sapere che quella è solo una Black Widow che fa la Natasha molto bagascia. Ah ah.

Sì, sono un uomo che ha poco a spartire con l’odierna “modernità”, spesso nel tepore di sere crepuscolari fumo con estremo candore, accarezzando le statuine Thun di angeli che se la dormono beatamente in posizione fetale, sognando forse un Cinema più puro, un Cinema metafisico e astruso, ossessivo e maniacale di trascendenza. Sì, Cinema trascendentale, in ogni senso che ha questa parola spesso usata in maniera impropria, e anche Cinema trascendente, oltre l’umano concepibile, irrazionalmente folle, lisergico, cristallino come due corpi nudi e copulanti come Dio li ha creati di Twentynine Palms, un Cinema di uomini palmati ma per l’amor di Dio non fatemi rivedere Waterworld, un Cinema di donne palpate che ben “venga(no)”, un Cinema di palpitazioni esoterico e perché no anche elegantemente erotico, Un Cinema che io mi pappo in quanto sono il Papa.

Sì, ma quale russo, io russo solo di notte e riempio la stanza della musica polmonare di miei effluvi asmatici nel freddo di queste notti ancor gelide. E l’umanità bigotta io raggelo in quanto uomo che turba, poiché lecca i gelati anche quando le donne sono sessualmente sottozero. Io rendo pimpante ogni lingua e so parlare più linguacce, anche i dialetti più sboccati. Ah ah.

Sì, dalla mia terrazza di San Pietro benedico l’umanità di stolti, dalla verità distolta e nessuno può distogliermi dall’essere Hulk, irascibile quando la gente mi fa girare i coglioni, Ruffalo quando i miei ricci arruffo.

Uffa!

 

 

Io perdono tutti. Andate in pace, fratelli. E basta con le guerre.

Mi faranno santo o solo Iron Man?

 

di Stefano Falotico

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