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C’era una volta in America, meglio il doppiaggio originale con De Niro e la voce di Amendola oppure meglio De Sando?


10 Jun

Max Noodles

 

Ebbe’, questo film immane, e chi non lo considerate tale, come Mereghetti, merita la forca…, ecco stenta a trovare la sua versione in Blu-ray definitiva. Lo scorso anno, per la Eagle Pictures, nella collana Indimenticabili, è stata rilasciata quella che doveva essere finalmente la versione perfetta, e invece il riversamento delle immagini è stato nuovamente, ahinoi, abbastanza granuloso e la compressione è stata esagerata, smodatamente strozzante la fotografia di Tonino Delli Colli. Solo qualche anno prima, in occasione della reintroduzione delle scene aggiuntive, era uscita la stessa “versione estesa” della Warner Bros, una mezza schifezza. Le scene aggiunte furono immondamente sottotitolate, creando un effetto straniante, per via della morte di Ferruccio Amendola che non poteva dunque ridoppiarle, mentre Sergio Fantoni, che dava la voce a Max, è tutt’ora in vita ma già quattro anni fa era troppo vecchio per poter adattare la sua voce a un James Woods, sì, nelle scene finali invecchiato, ma non gutturalmente arrochito quanto lui. Così si optò per un doppiaggio ex novo dell’ultima ora, con la voce adesso collaudata del fido “deniriano” Stefano De Sando e quella possente di Luca Ward per Max.

Devo dire che, visto con le nuove voci, questo doppiaggio in extremis non è affatto male, anzi, in alcune scene secondo me è perfino più pertinente dell’originale.

Anche se la voce di Giuseppe De Sando, detto Stefano, è troppo matura e rauca nelle scene in cui De Niro è soltanto trentenne. Assolutamente stona. Mentre nel finale è molto azzeccata, a mio avviso, quasi meglio di quella di Amendola. De Sando v’infonde maggiore pastosità e il suo timbro è più triste, malinconico e duro.

di Stefano Falotico

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