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Martin Scorsese, David Lynch, Isabella Rossellini, il mio rossetto


24 Oct

Un mio amico è stato licenziato senza motivo, per “scelta redazionale” e a me va di dedicargli un pezzo controllato, sobrio di malinconia, anche se li spaccherei tutti

Prima lo sfogo “media(to)” dalla (circo)stanza dei bottoni, poi il pezzo da novanta della melanconia, quindi mi tolgo la cintura e te l’allaccio al collo!

Sì, un amico abbandona giocoforza un programma televisivo. In verità, non è mio amico, insomma… io lo considero tale, lui non si ricorda neppure chi sono.
Ci siamo incontrati nei primi mesi di quest’anno, quasi già andato, come tutto il resto della Terra d’altronde. Roba da terriccio quest’umore “allegro”, sembran contenti ma son atterriti. Stiamo sull’attenti. E l’anno prossimo sarà bisestile, sai che palle. Pure un Febbraio col 29 oltre ai soliti 69 patetici di quelli del 68, che fottuto mappamondo. Infame ché solo parlan an(nu)almente di sesso sboccato giorno e notte, appunto, luoghi comuni a iosa nel 360 delle “emerite” cazzate.
Si fan chiamare egregi, le donne son signore ma stanno coi minorenni.
I signori son dottori ma metton il dito nelle ammalate, detta anche “toccatina prima che te la dà s-venente”. Acquolina in bocca? No, una padella in fronte.

Al che, scrivo questo.
Se lo reputate triste, c’è sempre la chat erotica. Basta che non mi rompete il cazzo.

Un mio pezzo di oggi:

torna tutto, passiamo in rassegna i ricordi, altalena di momenti belli e brutti, ire e panta rei, tutto passa. Alcuni son stati licenziati, altri scomparsi, questa vita riserva sorprese, alcune (s)gradite, gradi e invidie, gelosie e il rancore che non s’addormenta. Specchio delle fugaci opacità. Pensieri immalinconenti, noi trascoloriamo e domani l’alba si tinge d’altro religioso silenzio, forse incenso misto alla mistica delle rinascite, firmamento di gioie acute, altre lotte, perdite e strazi. Altro casino e amori a puttane. Un gran viavai ed è il circo per ripartire, lo show e chi decide per te il ruolo d’affidarti. T’ingarbugli o smarrisci per un attimo il sorriso, neve sulle tue iridi naturali, vivide e tristemente appannate. Ma non scoraggiarti, non innervosirti, scendono le sere ma altri giorni saranno rinnovati, altissimi e veri.
Forse è un’illusione, forse è solo la verità della vita.

Concluderei così. Piglio una pistola.
E mi sparo in bocca? No, la pistola è tua e quindi il padrone del suo cervello sei tu.
Comunque sia, questa vita è una stronzata. Non so se sia stata ma mancano molti mesi all’Estate. Oh, che hai da lamentarti? Due mesi fa lo era.
Dovevi lavorare? E allora? Meglio prenderla con ironia.
Componendo quest’altro sconforto, sei fuori da ogni compartimento in mille pezzi farfuglianti, a (t)ratti inculanti. Sai che comfort. Non so comportarmi ma porto la faccia.
La battuta serale serve a toglier la battona di torno e dar nel culo a chi non mi abbatte, sì, uso il battiscopa, “famoso” sp(i)azzare per polveri che voi “annusate”, oh miei drogati!

Sarò breve, conciso e quanto mai fenomenale in questa da poco scoccata Mezzanotte. Anche se è pomeriggio o alba di ieri mattina?
Futile è il temporale (tra)passare.

Cingetevi in preghiera, figli delle puttane.
E benedite il mio calice.

Vergo io questa voi ché vi sia “penetrante”:

Fratelli della congrega, mentre voi state sempre a cazzeggiare con zoccole di mal partito e amici finti già partiti, in senso funebre e metaforico, io scrivo e presto uscirò con un altro libro a voi anale.
Chi ha pazienza d’aspettarlo, attenda quel che gl’entrerà quando meno se l’aspettava.
Sì, son colui di cui pensi d’aver capito tutto e invece d’un cazzo, ficcante, te lo pigli così com’è.

Io non cambio, io son dentro il tuo cavo.
Scava scava ché continuerai a mangiar cavilli, spiami da cavia(le), ricorda il “cavallo”.
Sì, questa vita è stata un’ipocondria, forse un pachiderma, non so se un ippopotamo, molte volte l’ho preso nel popò ma sogno con le favole di Barbapapà.
Secondo me quelle illustrazioni son meglio di Picasso. Un mezzo esaltato astratto che impapocchiava le tele di schizzi a formato della sua testa squilibrata. Un testardo misogino intestarditosi nel superomismo. Una capa di rapa, dei quadri di crepe, meglio i faraglioni di Capri. E al babà preferisco un napoletano verace senza creme delle creme.

Scusate, si è fatto tardi, mi aspetta il patibolo.
Poi, salirò in Paradiso. Dio è Dio perché patì ancor prima che il Mondo nascesse.
E decise che Cristo doveva ripetere lo stesso disegno apocalittico.

Se quest’ultima v’è parsa una stronzata, lo è.
Il problema è tutto qui?
Guarda che le altre “righe” non sono male.
Ed è per questo che sono stato punito, perché non sono “malvagio” bensì pulito.

Vai a ripulire tua sorella. Ce n’, “lì in mezzo”, di d(r)oga.

Ah ah.

Ricordate: come vi sfotto io, nemmeno me stesso al suo.

Ora, che c’entra Scorsese? Che c’entra la Rossellini?
Insomma, diciamo che era un cesso quando stava con Martin. Migliorò con David Lynch. Ed è figa da morire ne La morte ti fa bella. Da non confondere con Dellamorte dellamore. Quel Dylan Dog non vale la sua cagna, a cui preferirò sempre Anna Falchi. Ai tempi, Anna era dei “miracoli”, faceva resuscitare i mor(t)i, sebben fosse bionda. Torniamo da “tori” alla castana Isabella. Delle cosce da “scudisciartelo” per ore, salvo controfig(ur)a, appunto, di quell’altra super patonza di Catherine Bell. Sì, quella a culo nudo non è Isabella ma la bellissima Bell.
E il “tuo” bela. Sognandole a pecora. Tu vai a sbucciar i “pelati”. Dai, non te la dà neanche la patata della pummarola in coppa. Torna a far… la commessa alla Coop.
Beccati l’assistenza sociale del CUP. Capito? Io non ti concupirò.

Insomma, Dennis Hopper di Velluto blu mi fa un baffo.
Kyle MacLachlan riman un cane attore del caz’, non c’è Lynch che possa “salvarlo”.
Dovete linciarglielo. Ci provò Liz Berkley di Showgirls ma Kyle la “schiumò” al “sapone” (de)tergente, erigendoglielo in piscina di frizzanti “bollicine”.
Kyle è sempre stato un marpione. Un libertino da Marsigliese, non da lavande di quello di Marsiglia.

Solo Nic Cage è stato benedetto da David. Il suo Sailor di Cuore selvaggio è l’unica cosa guardabile del parrucchino.

Ah ah. Comunque sia, bona Laura Dern a tutti. Ormai è vecchia ma Chris Isaak la conobbe di wicked games.

Ho detto tuto? Sì, chi ha orecchie blue velvet intenda (anche sotto le tendine…, ove il lupo sgraffigna “a graffi-t-o” degli “affreschi” ululanti), chi ha Eyes Wide Shut pensi a “scopare”.

Su questa “minchiata” sesquipedale, ti lascio coi palmi di naso e vado a impalmarne un’altra. Da cui le losangeline palme di Mulholland Drive. Sì, Naomi Watts e Laura Harring son in quel film lesbiche perché mi “conobbero”.
Una volta che assaggi un uccello come il mio, metafisico d’Inland Empire, la vita è una “coniglietta” assieme alla fine di Lynch.

Sì, da quel Leone a Venezia, si è seduto in pantofole e s’è adagiato sugli allori.
Si chiama Alzheimer o non lo “alza” più?

Per fortuna, “smanetta” sui video dei Duran Duran. Ecco, siam passati da Eraserhead alle seghe mentali di David sulla sedia a dondolo.

Più che Elephant Man, oggi David è semplicemente un tonto.

Da cui il celeberrimo detto del Falotico: prendo tua moglie Sheryl Lee e, di fuoco cammina con me, mentre bevi il vinello vicin al camino, me la trombo.
Sono Bob di Twin Peaks? Di mio, ho altri fantasmi a cui pensare.
Per esempio, la vicina. Pensavo fosse morta dieci anni fa, e invece urla ancora alle riunioni condominiali.

Le ho regalato una copia di Strade perdute. Ha scoperto che sua figlia se la fa con l’uomo misterioso e che il marito è Patricia Arquette.
A conti fatti, non è più una vita ghezziana da After Hours, ma c’è da lavar la moquette.
Basta un poco di ammoniaca e la (s)figa va giù.

Mary Poppins? No, Robin HoodRubo ai ricchi per dare ai poveri.
Però son tutti più ricchi di me.
Finiamola così. Più che Errol Flynn, sono in calzamaglia alla Mel Brooks.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Tra le nuvole (2009)
  2. Per qualche dollaro in più (1965)
  3. Motel (2013)

Tarantino è Dio solo per noi (e)letti, il resto è una porcata


07 Oct

Odio il “tarantinismo” appaiato a gente da McDonald’s e fighette da Grindhouse, a prova di morte son a tal letame i catrami più letali

Abbindolati come una famiglia di matti, che costrinsi a traslocare dal lor loculo di nani, trascinandoli in tribunale, ove un epilettico guaì castigato delle sue “mortali” immoralità calunnianti, “gioiscon” sempre prodighi di buonismo, affil(i)ati alla retorica del nostro “bel” paesello ove si volteggia ilareggianti a costume frivolo del sempre più da (s)chiappe sode frivolezze. S’abbarbicano alle Barbie, poi portan a spasso il barboncino e deridono i “barboni” come me, menefreghista tremendo, scalpitante “piede di porco” in tutti incasellarli nello “stradario” su tanto divaricar le lor da polletti cosciotte. Sudatevela!

La dovete smettere d’inneggiare a Tarantino in maniera superficiale e da figate. Io lo salverei solo perché mette di buon umore col culo da sfondare di Bridget Fonda e per un Kurt Russell misogino a iosa. Uno che fissa, (am)mira le gattine dalle unghiette smaltate, dunque capricciose per la salsa di “patatine”, quindi ammicca e le “ammacca”. Morirà ammazzato per troppo schianto di una scalciante puttanella “surfista”. Ma il gioco valeva il candelotto dell’acceleratore, di queste riprese “artigianali” in cui Stuntman se la ride da matti, le corrode, è un corrotto che spacca il culo a tali ragazzine poco acqua e sapone ma da “carburare” formato mitomane virile su ciuffo alla Elvis Presley mattissimo. Egli sgattaiola, le mata, troneggia meglio dei tronisti omosessuali, è un “idraulico” del “pistolone”, schiaccia di gas e mangia ogni merdosa schifezza in modo flatulente, borbottando di bocca lurida da “puro” lercio su misura in giubbotto d’antan. Afferra la cretina per la cornuta ch’è, “tradisce” il “gentil” sesso ed è sgarbato nello sgambetto. Inchiodandola di frontale su spiaccicarle il rossetto più sanguigno. S-fotte, incula di “tamponate”, sguscia nel traffico, si ferma a un motel e se “lo” tira di “bruto”, terrorizzandole tambureggiante, ballando a bestia in sano ficcarsele anche sol d’occhiolino lesto più d’una sveltina. “Troieggia”, è un puttanone mai visto, solletica i piedini, annusa poi il suo ditino, se l’infila a striscia di coca e va poi a bersi una Fanta, scommettendo sulle natiche destre di un’altra per un sedile “posteriore” d’annata.
Stunt è un maiale, su questo non ci piove, ed è (s)corretto sia così. Secco, “suicida” con tendenze omicide, (auto)distruttive dentro abitacolo d’un abitar a culo.

E ricordate: chi non rispetta Stunt, sarà una mignotta da ospedale di Planet Terror. Mi par inutile quella protesi, mia Rose, son io che ti mitraglio. Adesso, raglia e bevilo a collo.

Sì, Stunt è cattivissimo e guai a scherzare con la mic(c)cia accesa. Non gettate benzina sul suo farle arrosto, vi cagherete addosso ingrati e, nella graticola, “arrossirete” di paura.
Tremate, non potete frenarlo. Cascherete come le pere cotte delle vostre fidanzatine ammoscianti, e succhierete il suo alluce a mo’ di orsacchiotte pelose. Il suo succhiotto lascia il segno, vampirizza di carisma alla Kurt.
Alla cazz’ in cul’. Si reca a un Burger e sgonfia un bullo di vero bacon nel “cioccolato caldo” a suo bue. Bagnando la sua testa per un “biscottino” servito a tavola “fredda”.

Quindi, s’eclissa nella Notte, ma prima “schizza” sulla barista. Lasciandola a bocca aperta.

Robert De Niro, portategli (ris)petto


01 Oct

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Non mi toccare Bob De Niro, strepitoso Al Caponeuntouchable”, altrimenti divento Andy Garcia/Giuseppe Petri detto agente cazzuto George Stone, che fa più giusto di “pietra”, meglio Nemcova Petra

Quanto state sindacando sul De Niro, irriconoscenti. Soltanto perché, come dico io, ha sba(di)gliato qualche film? Forse troppi e deve or rattoppare una carriera sin ad allora perfetta che, sfilacciata, va ricucita? Sì, ma cucitevi la bocca prima di sentenziare con tale ironia da bifolchi. Voi dimenticate tutto delle persone, figuratevi se son artisti, come me, il venerabile per eccelsa eccellenza di sua maestà, Stefano Falotico l’irraggiunto, più che altro adirato, genio contemporaneo, maestro come il Bob del camaleontismo, oggi a “neo” inspiegabilmente sempre più somigliante su guancia opposta, dalle virtuose trasformazioni fisiche, ieri “imbolsito” per turbanti depressioni a fegato macerato, domani poliedrico d’appetitose “flessioni” su donne “ginniche” nell’amplesso “pieghevole” del suo oscillar d’addome in bacino “spronante”, offerto in “santità” a una mia giunonica spossantissima eppur “gelosa”, “gelatina” a ficcante midollo spinale. Sì, delle donne son il lampante affascinarle d’occhi impermeabili ai loro diretti… “Vaffanculo!”, sparati mentre, sfottenti, scopano un altro fetente d’occhiolini “provocanti” su dritto “farmela” a fendenti e a fettine. Ma, sebben abbattuto talvolta, all’albeggiar del mio pen(ar)e, non mi rammollisco, miei molluschi e, anziché farmi cagare in testa da tali “piccioncine”, spargo la mia mollica di uccello “svolazzante”, con crosta di far a tutti la cresta e però poco “marmelleggiando” di “crostata”. Va di moda lo smielato e io per le donne son l’amaro cioccolato, “quello” che si “scioglie”… a latte scremato soprattutto delle mie ginocchia non drizzanti in mezzo di gnocca ma di patate chef del “bollito” e speranzoso di (ri)cotte.
A parte “tutto”, me la passo bene. Ieri, ad esempio, una zoccola mi ha contattato. Ma non pensate “male”. Non voleva il “bonifico” per contrattare, oserei dire “contrire”, il mio po(r)co “volarlo” a lei violata di vaglia postale, bensì mi chiese un con(s)iglio in merito al figlio di Berlusconi. Mi spiegò che, nonostante i tanti soldi a lei  da luielargiti, non riesce ad “agitarglielo”. Sì, il suo rimane “gelato” e, anche se lei allarga, non può farsi allagare… dai suoi “baiocchi”. Pier già abbisogna perciò della pompetta.
Con grande nonchalance, “illuminai” la nostra “Chanel”, Escort canadese su (s)cannarli nel “francesismo” più che a luci rosse al verde “salato”, che appunto non riesce a far salir quel di Pier…, uno che sta con la PR nell’r moscia del moscissimo. Mocassino “pulito” e poco di “frassino”, nonostante i “casini” del padre e del suo “indebitato” puledrino.
Che “poveretti”.

Dissi a Chanel, culo di mogano, che non deve “scialare”, quel di Pier deve come tutti “sciar”. Oltre alle vacanze a Cortina, bisogna subito allungarglielo, per (ar)renderlo direttamente proporzionale alle lunghe bugie del “dritto” Silvio.

Tale padre e tale dev’essere il figlio “internato”. Si potrà correre il rischio di una precoce eiaculazione e avremo un nuovo “eretto”, ops scusate volevo dire “eletto”, ma i letti saran corrotti come vuole la puttana d’Italia.

Dopo tal prolissa prefazione, faziosa di sinistra a “farli” d’ambidestro su crociati tumefatti, posso ora tornare al Bob. Siete troppo fascisti!

Anch’egli però non fu non esente da peccatucci. Va ammesso. Bob comunque non è uno da “messe”. Sa dove metterlo sempre. Corre voce infatti che, durante le riprese di C’era una volta in America, si diede da fare di “fallo” nello sfogarlo a Moana Pozzi, giunta sul set per un “tresette” anche con Leone Sergio e Fellini il porcone. Da cui il detto “Cinecittà, l’Hollywood sul Tevere e bucatini all’amatriciana con tanto di trattorie su troia d’osteria”.

A parte ciò, e la Sinclair che acclarò il suo “puttanesimo” nella scappatella-scopatona fra un ciak e l’altro di Ronin, De Niro non potete toccare. Bob è unico. E non scappella mai. Ah ah. Anche quando c(r)ol(l)a.

Lasciate stare i film erronei. Preoccupatevi dei vostri orrori e finitela di recitare. Non siate erotomani sugli attori, Bob vive di nere e allori. Quindi di rendita. Anche se si svendette.

Non siete credibili né come attori della vostra vita né tantomeno di come non lo “menate”, causa (s)figa.

Se tanti brutti film ha infilzato per così da voi bellocci farsi infilare, non prenderei sotto “gamba” appunto Stardust, perché il pirata è “gaio”. Ma può incularti di spada.

Ai vecchiacci rifilò proprio il Buon pastore.

A un pessimo Manuale d’amore ha di “contraltare” una palpatina del senone della Bellucci. Non accettò per De Laurentiis e i suoi milioni di Euro ma per quel “popò” di Monica.

P.S.: Monica Bellucci sta ora col miliardario “sconosciuto?”. Ed è costui il “miser(ro)dito fra moglie e marito Cassel?”.
Sì, ma considererei anche il “sedere” del Falotico. La verità è questa. Conobbi Monica mentre Vincent giocava, in pausa lavorativa, con Vincenzo detto “Scopa rubamazzo”, omosessuale imbattibile.

Ne approfittai per una briscola con Monica. Il miliardario è “venuto” dopo. Era già rotto tutto… sì, il mio profilattico si spaccò a Monica “spaccata” e abortì per salvarmi il culo.

Il resto della mia vita è stata da “schizzato”. Ogni sera le scrivo lettere infuocate ma Monica incendia il ricc(hi)one.

E io, quindi, devo mangiare le orecchiette.

Cosa c’entra Andy Garcia? Lui sì che non è Louis Gara.

Onestamente era un bell’uomo dal sapor medio-meridionale, oggi fa cagare di gozzo nei filmetti “alimentari”.

Il culo di Claudia Gerini e il cinemino italiano inculato


01 Oct

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Al Cinema italiano “odierno”, odioso, preferisco “Nocturno” e un Dracula al bijou!
Il “Cinema” italiano? Oramai una merda. Castellitto è un mediocre e viene invece considerato l’erede dei grandi “tragici” commedianti di un Tempo. Per forza, abbiam dato “valor” da “critica” a Selvaggia Lucarelli, una che con le tette ficca “stellette”, allattando la massa “lieta”, asciutta e (s)contenta. Claudia Gerini viene considerata “attrice” solo perché il suo culo, in ogni senso, si sta ingigantendo. Tutto qui? Mi par poca cos(ci)a. Se proprio dobbiamo buttarla “alla buona”, recuperiamo Gloria Guida. Se dobbiamo avvitarci in filmucoli ridicoli, quasi quasi è preferibile Alvaro Vitali. Almeno, non scassava la minchia e le sparava grosse, peto e ripetizioni da “scolaretto”. Non faceva ridere però scoreggiava “di classe” incorreggibile, appunto, rispetto a questi “elegantoni” falsi di oggi. Platinati, da rotocalchi, finzione totale della piattezza fiction. Nel Cinema bisogna farselo, non inchiappettare il pubblico “abbonato” e da rabbonir con bonus di bonazze e menate varie per tramar italioti fra un po’ di peste, tamarri, omosessuali somari alla Bova, pestaggi da pasta al pesto, corna coniugali e sempre i congiuntivi con riprese “ravvicinate” pseudo-documentaristiche al volgar che va per la maggiorata su Filippo Timi già rincoglionito e Giannini ridotto a “doppiare” appena (non) appare.
Insomma, vado a cucinare. Almeno, il filetto non è un filmettino.

Scandal, il caso The Canyons


11 Aug

Lo scandalo del prossimo an(n)o. Preferisco i miei sandali, anche se non sono Passion nel peplum alla Mel Gibson ma Mad Max però di “saldatore” alle troie e ai loro tori, in quanto “interceptor”

Fratelli della congrega, ivi riuniti in triste meditazione che però ci sarà saggezza al fin di divenire oltre tal sciocchezza ch’è la società “contemporanea”.

La predica di codesto dì è questa qui, intitolata così…

Non piangere sul latte versato, noi versiamo il canone della Rai, ma siam vessati dalle “verghe” di tal taglientissimo, agghiacciante verismo odierno alla Giovanni Verga, ove i fratelli s’accoltellan’ e anche Mascagni vien trattato da ca(g)nino!

Guardate il Maestro! Fatevi schifo se non scagliaste la prima pietra! V’impietrirono per colpa di San Pietro. Cazzo!
Un farabutto, lo fu, lo sei… Io la so…! Pietro andava a puttane e ora ha la “chiave” del Paradiso. Aveva ragione Lucifero a farsi i cazzi suoi! Pietro imbrogliò di atti apostolici come in Parlamento! A Chigi ci vuol questo “servigio”, il saltimbanco tra la Carfagna “infognata” e Monti a novanta!
Per an(n)i il “Cinema” italiano è stato porco. Con Tinto Brass a spacciarsi per cineasta. E ora ben gli stan le nostre aste a canestro del suo culooo!
Canaste, canaglie, noi siam vampiri e non c’abbattere con l’aglio. Che vuoi tagliare? Ecco il rastrello al tuo asino che raglia!
Ecco cosa merita Stefania Sandrelli!  Un eBay su miei colpi al “buio”.

Perfino il calvo calvinista sceneggiatore di Scorsese, Paul…, s’è corrotto nell’hardcore “ludico”.
Prima era morale, ora è voyeur dei rapporti orali, completi e appunto anali! The Canyons!

Mi accorgo, a malincuore, che le mie rivelazioni si sono profetizzate. Il Mondo di oggi è l’ebetudine fatta a stampo degli stolti, perfino Paul Schrader appunto si è dato al porno con James Deen. Mi tengo tutta la mia “gioventù bruciata”. Il resto mi sembra una rehab da Lindsay Lohan.
Zoccola!

Sono il cane Rin Tin Tin che abbaia alle top(ai)e, perdindirindina! Basta con queste biondine! Tu sei il perdente! E ti faccio… imbrunire a calante, non “colante”, su collare nel tramonto di montarti!
E pagherai con tanto di frantumati denti! Ecco il demented!

Questa società, sì, ha rotto le palle. Va spappolata! Ecco il “mascellone” deragliato!

Arrivata la botta? Com’è? Tremenda? Una “Figata!”. No, te lo ficco e ti spacco pure la faccia da “figo”.

Mi tengo il vero Dean, non questi puttanieri per le ragazzine e le milf.

Dunque, vaffanculo!

Sono un Taxi Driver, il resto mi par una boiata!

Ah ah, le donne non voglion esser carne da macello e si “pentono” nelle clausure. Ma se non la danno in fretta e “furia”, gli uccelli si stancano e poi van solo a mangiare carne d’agnello ordinata alla macelleria.
Sì, a Est ti castrano, i castrati sono a sud fra piedi sudati, tua sorella è sorca, a Nord ci son le scandinave e, scardinando il ghiacciaio, tuo fratello si droga ad Amsterdam sballato.
Io sono il bastardo e bastian contrario nel “bastone”. Io alle tue “a bestia” preferisco dartele di resti.
In quanto i cani arresto, di rustico mangio alla rosticceria.
Altro che dolcetto!

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Playlist cattiva


04 Aug

La playlist più stronza della Storia, non solo di FilmTv.it, tre utenti che se ne “sbattono” ma sarebbero da “internare”

Partiamo subito col dire che non è offensiva ma onestà morale di un Uomo al di sopra d’ogni legge storica e mai tale, come me, sarà concepito: fresco, schizzante, sul matto andante, fottuto dalla nascita in quanto di un altro Pianeta, detentore dell’unica sfiga che rende il sapiente un “deficiente”: il genio assoluto in un’umanità di frivolezze e prese con la scossa.

Amai ma non voglio più amare, meglio farsi i cazzi propri. Altrimenti, solo divorzi da pagare e litigi da sfatare. Alle fate preferisco Falotico, al Sesso a due l’onanismo che mente di “naso”.
Invero, è grosso ma cresce più di te “cresciuto”. In quanto grande, non fui capito, in quanto il capo decise di accalappiarmi per il suo cappone.
Me ne fotto tante ma son fatti miei. Se lor poi son delle fatte, mi han già (stra)fatto. Quindi, si “bucassero” con un drogato, di mio prediligo il “cappio”.

Dato che son state infrante le regole della comune convivenza della “comunità” dal “playboymaso, utente di cui dileggeremo più avanti le esecrabili, “trionfanti” conquiste (sicuramente femminili ma non so di quale “specie”), in pompa magna, io che non magno nulla eppur Alessandro grandissimo, qui mi permetto il lusso, con tanto di lussazioni alle spallucce e “Mi fate venir’ du’ palle”, di sbertucciare gli utenti che dovrete indovinare.
Solo un’indicazione, il primo della classifica è stato già citato, anche se Cita, la scimmia di Tarzan, ha più sex appeal delle sue amanti, che “intravedo” leccanti ma poco adoranti la sua banana.

1) M che sta per? Esemplare di frustrato latente, adora farsi allattare dal gentil sesso, più forte di lui a dargli “manforti”. Filibustiere della Cornovaglia “romantica” in quel dell’Italietta “spadaccina” del famoci du’ spaghi, fenomeno dello sfottò allineato al gusto fetido di massa (nomen quasi omen d’ominidi), par che arranchi nell’arte d’arrangiarsi, fra un pigliamola a novanta e vettovaglie con bavetta alla bocca.
Metodico fanatico dell’onanismo, stacanovista di tal “piacere” solitario, sfila le conigliette dal suo cilindro ma spesso non esce neanche bianco, in quanto raggrumato d’asso senz’ass re(g)ale e quindi castrato di fegato logorato, non “produttivo” di scrotal sacca ma in “saccoccia” e il pelo del sacco per una vita, tutto sommato, da Mulino e “parapiglie”. A tutt’oggi, mezzo disoccupato con tanti cazzi per la testa a carico e poche fighe a caricarlo. Solo a sfogarlo.
Una Escort non può aiutarlo. Nonostante le molte “pagate”, non riesce il Cuor a “sollevar” per colpa delle multe.
Eh sì, se ne paghi tante, c’è il p(r)ezzo da pagare. Sono io, di merda, che ti abbatto e (non) cago.
Hai pisciato fuori dal vaso, mio m…

2) Inside Man di Spike Lee porta il suo nick, si dichiara cinefilo ma invero è cagnolino sempre rabbioso e dunque “in calore” per incagnite zizzanie.
Egli cerca uno spazio in tal Mondo infausto, paraculando di qua e di là fra poche botte e molte inculate.
Contatta tutti in cerca di amicizie che possan allargar il giro. Ma, fra un giretto a Matera e uno di vacanze romane, sol che sassi prende in testone.
Vagando nel “riempitivo” a surrogati virtuali in quanto solaris è nel vuoto mental deprimente e poco a premer in mezzo per (com)baciarle.
Questione di feeling. Lui “la” vede così…

3) Donna repressa fa rima con mezza calzetta? No, assonanza da semi-assonnata sognatrice con la strega Oriana Fallaci.
Insomma, donna di pochi “falli” ma fallace in quanto acciuga e magra come le alici, astiosa come l’accidia, cioè ecco a voi Tina Pica.
Da me, solo che pigne e un bignè in faccia.

Morale delle contese, delle faide, delle faine e delle fav(ol)e:

molti pensarono che il Principe qui sottoscritto, una volta riaffaciatosi alla “dura realtà”, sarebbe stato trasformato in un maiale come da tradizione millenaria dei porcili di fig(li)o in fighette.
Invece, mentre la gentaglia deride, io a Settembre uscirò con un altro libro capolavoro, in quanto adesso perfin elevato a Re, oltre Stephen King, eh eh.
Questi qua, invece, han perso i “colpi” non solo in figa m’anche della biro della lista della “spesa”. A quanto ammonta il lor danno da “montoni?”.
Li smontiamo subito. Offrite lor della birra sporca, son da osterie!

“Sentite” condoglianze, lo “sbronzo” per antonomasia.

 

 

Rita Rusic, la culinaria cool del culturale a suo Ercolino in pareo


25 May

In una società balorda, son l’eccelsa stravaganza canzonatoria col mio piumaggio altero e altamente menefreghista, in tutto (s)prezzo del mio colorito a te non annuito ma, annerito, annebbierai

Che io viva oramai sui monti eccentrici del genio inconsueto, è verità conclamata, e aderisco a ispida vostra invidia di prosapie mendaci con per di più mie smorfie da giullari “evasioni” in mezzo a questo casino di “vaselline”.

Lo so, sputatemi ma domani sarete spaccati in faccia, osannatevi in gonnelline castigate a vostro prostrarvi ché io mi gusterò la crostata, tenendo rizza la cresta di marmellata e domani montata.

Sono un montato ma non mi vedo sposato, né tu sarai mai mia. Già t’ho adocchiato, mentecatta da strapazzo. Ai galli tu aneli, ma io inanello altri deliri, spennacchiando le galline, ché farneticar m’è lietezza in vostre sconcezze con tanto di chicchirichì.

Vivo per volontà ai mar(gin)i e invoco l’oceano al fin che siate “imboccati” fra le sue piovre nascoste nei “cespugli” della Notte lorda, mentre poi volo nella tundra e sgambetto in tuta, suonando il liuto per le vostre bocche aperte, sottilmente provocate, dolcemente in(o)culate. Allocchi, come vi sfotto io neanche tua madre a (s)premerti d’Edipo, tuo padre è alla sua serva di tutti i servigi, scopando solo a terra.

Annoto un’argentina e le piazzo un calcio secco nel tanga, altro che Tango, sono il Cash a fracassarla,  recapitandola sulla Luna, ove vivanderà i panni sporchi intergalattici a dispetto del mio santo di cartine tornasole.

I conti non mi tornano, il tornio non mi plasma nell’argilla e non argino il mio gigantismo, incapsulato in una nave spaziale per orbitare su una Venere ed esserle “marziano”, alienandola con tocchi essenziali di fanciullezza oggi e domani ficcarla nell’immondizia da “buco nero”. Che cesso, devo solo incassarlo! Altrimenti, sono cazzi. Di altri. Il mio merita Saturno.

In vita mia, ho letto tanti di quei libri che tua sorella non ne ha presi altrettanti, e gioisco di manne dal Cielo per essermi liberato dagli stronzi e ora poter galleggiare, con fra l’altro anche il diritto di galera a tali teste di svuotati testicoli se ancor vorranno imprigionare la mia libertà e volerla appallottolare per quattro biglie del comunque non imbrigliarmi.

Tu sei un bignè, io ti mescolo sul capo il caffè e ti lavo con tanto di ano nei miei vulcanici schizzi di “lava” nel buco tappato.

Insomma, se m’incontri, sai che non riceverai sconti e lo scontro sarà attrito a sbatterti negli antri ove gemerai, mio anatroccolo.

Sono colui che ti scaccola e disincrosta le tue “benedette” ostie, in quanto ostello del mio bianco cavallo in te “divaricato” e non aperto di mente. Mio religioso di acque sante, ecco il santone nel tuo culino. Demente sì, e io ti punii senza neanche accoltellarti di pugnali.

Mi piaccio così ché matto te lo metto lì. Sempre, in quanto prendo la tua donna e la spingo in manicomio, con te a urlare perché vuoi che impazzisca di più.
Lei o la maionese? Prediligi il ketchup? Ok, basta che ci siano le patate e ogni “salsa” è carne arrosto o al “fuoco” ardente in quanto bocconcini ai denti?

No, gli eschimesi scopano solo un tre quarti al mese perché lo tengono al freddo.

Quindi, freddati e frena il tuo pelo. Ricorda che la tua donna ha bisogno di coccole in quel loculo. Oblò.

Ecco chi sei. E hai incocciato la tua zucca.

Di terzo nome faccio Gustavo, di “soprammobile” mangio il mascarpone con la scarpetta e tu precipiti dalla scarpinata con la mia forchetta e un bavaglio “a col(l)o”.

Sì, son questo.

Piglio il pigiartela anche in pigiamino e caccio peti a innaffiare l’aria dell’intimo sapore “vernacolare”, in quanto dialettica “gargarismo” dei germi vostri intestinali a mio girino e orgoglio fra questi gergali volghi.

A proposito, alle vongole preferisco il goloso.

Al caramello, il mio uccello fra le Camel.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Point Break. Punto di rottura (1991)
  2. Acapulco, prima spiaggia… a sinistra (1983)
  3. Gilda (1946)

Inculata


11 May

L’erotismo vostro di maniera si “accorda” alle mie “buone” maniere di corde ad “ammainarvelo”: tre capolavori in cui il “gallo” canta e crolla di trave(rso), incollando i criminali “a collo” e collare!


Prefazione a non me nell’assuefazione

Vige nel Maestro un’attitudine, un’elevatezza tale da fregarsene dei piccolo borghese che macerò nei più biechi, beceri e “reali” specchi delle loro frustrazioni. Noto, con “piacere”, che tal porcile di cazzari non fa niente per cambiare, ma insiste su una linea ancor più infantile, adocchia addirittura rifacimenti anche di sé pur di non evolversi, aggrappati da quattr’occhi nel mio balenar d’un batter d’occhio ai balenotteri, a cui le diedi e le do, giorno e Notte. Ché a me nessuno le canta, figurarsi le streghe, son io il cacciator di tal megere!

Sto “stempiando” al che, carpendo la mia testa, capii le ragioni pelose della mia anomala alopecia invero virilità di cui, anche tu, che sei omosessuale, ne soff(r)i da (s)pelato, il tuo ciuffo fa “plof” e il lavandino è pieno di peli pubici. Fai schifo!

Sono un pensatore, il cervello si agita e “qualcos’altro” si ferma “seduta stante”, in autoerotismi di “bocca buona”, riflettendo se darmi a una sega o alle motoseghe nella “recisione”. Meglio delle segucce che siete.

Son sempre indeciso sul da farsi, se snodarlo o annodarmi, se impiccarmi o “appiccarlo”.

Invero, raggiante s’offrirebbe volentieri ma le ragazze son come “tira” il vento.
Oggi ti leccano, domani ti succhiano… per rubarti solo le tasche. E fra l’altro non intaschi nulla.

La Nutella consola il “soliloquio”, qui poco Sole. Anche pochi gradi all’ombra, i militari però m’infiammeranno, inculandomi di “baionette” all’ettolitro che fu… “mitragliante”.

Stamane, in ascensore, la signora Bazzaco tese la “mano” da vecchietta per “sciogliersi” ai primi raggi della senile per il giovane da sedurre.

Ma spinsi… “ALT”, fermando il suo rosso bollore in un “Arrivederci” e porta in faccia sullo “bloccarla”.

E coltivai una piantina verde, con fiatone da “scala” e poco calda nel prato estivo ove “estasiarlo” come le api sul mio “miele” dal nettare annesso a quel che, spesso, è (o)messo in quanto provoco l’orticaria solo per una carie che ho ma di carezze non dà, eppur è farfallina per un fallo più “dissanguante”.

Ah, sono una mosca, e col basco vado “camminando” nella mia vasca da bagno. Sciacquandomele a iosa di “paperello”.

Tre film da tenere in auge quando è “in umido”.

Sì, sfiniamo la piccola borghesia che rammenda e rammenta sol la mente che non ebbero. Accusiamoli di (ver)gogna e innalziamoli a salami con tanto macellarli.

Perché contro di me neanche colui che fu.

In quanto Io sono Iddio!

Captain Phillips

Ne “discussi” ieri. Scelta atipica capitar di Capitano su Tom Hanks.

Quando Dustin Hoffman ha il pizzetto “cattivo” che spacca il culo ai veri cattivi dietro una paciosa marea…

Moby Dick, tutte le versioni nel “marino”

A babordo, abbordiamola!

Ci sta come una rosellina.

Tua madre ama il fagiolo del suo covar le uova

“Imperdibile” capolavoro annunciato la cui trama posso anticiparvi:

una vecchiaccia non scopa, suona al vicino ma lui le prepara le strapazzate mentre sua figlia è pazza e vuole le penne all’arrabbiata!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. La chiave (1983)
  2. Porky’s – Questi pazzi pazzi porcelloni (1982)
  3. Il grande Gatsby 3D (2013)

Il Cinema del culo


06 May

Film girati col e “a culo”: anal… isi “logica” di capolavori cubisti e anche puttan(at)e che valgono l’evacuazione flatulente assai eiaculante quando il cogitare è meglio di “pensare”. Insomma, film fighi contro l’aerofagia ch’eppur è un “bel vedere”, pelli(cole) sculettanti!

Tinto Brass fu “specialista” dell’ovvio desiderio virile in “là” quando ovula oppure rotondità ad “alveare” per il nettare iniettato fra mela, miele e tette, lungo di nasino e occhietto volpone, e che va a finire, da animalesco “cineasta” che abbindolò la massa, “lì” sempre protesa anche se è un vecchietto con la protesi.

Eh sì, “tira” avanti Tinto, nonostante l’ictus, è un ornitorinco. Per voi porcospini.

Un “mostro” Tinto, patito del “mostrarlo”. Un grassone che assunse il peggio di Fellini, “dilatandolo” al “vas(ett)o” dell’erezione onnipotente da regista erotico solo di visioni mosce come l’impotenza di Ercole dinanzi appunto al culo di Arianna David dopo f-at-iche di Sisifo scalate, afa scalata e una “montata” lattea da montar a 90 post(eriori) cinquanta miss concubine ammesse. Che messaline! La saliva! Salì. Dalì. Dai!  Davide e Golia Gabriella di gambe che furono “fluidificanti” per il Berlusconi “stirante”, “ammirato” in poltroncina “levigata” sul sorriso “cazzeggiante” di “meeting” e corna del suo “eminente” summit trasmesso Fede-lmente d’emittente demente. Emilio! Programma cul… turale ad “alto” tasso a voi fottuti già di scatola scatologica in quest’escrementizia destra che vi pigliò per il deretano con il “Cavaliere aitante”, mascarato invero orco per le porche sinistre.

Lo so, lo sanno anche i militari che, in quelle notti “nonniste”, sognarono d’evadere dal filo spinato e “mitragliare” col muscolo “maschio” rafforzato sugli spinaci anabolizzanti per la donna dei sogni “schizzanti”.

Tre film girati (in tondo), pure masturbazioni…
In senso figurato e anche di figone che valgono il “prezzo” dello “staccartelo”.

L’Achille del Kitano, piede minore d’una battaglia di Troia (ogni allusione è citazionista)

Artista riflette se impazzire o farci un lungo… metraggio con maionese e pomodoro spiaccicato al suo clown cinese. Preferirà disfarsi delle sue opere, allestendo quest’operetta apprezzata solo da un pazzo maniaco del Takeshi senza cazzi per la testa ma con gli addominali “tartarughe” da Bruce Lee. Kitano volle rinfrescarsi dal suo stilema malinconico ma affrescò solo i nostri coglioni “scroscianti” su applauso formato durezza yakuza. Sì, film che dorme e non prende pesci, film lumaca e sleeper in senso senza slurp di “gustoso”. Il vostro incubo peggiore, miei fan del Beat.

In questo film, si vedono botte…, pennelli, quadretti, sketch, lottatori di Catch, lottatori di sumo meno sodomizzati del presunto “creativo” che se la suda ma non guadagna né il suo pene e neanche la pagnotta.

Il corpo dell’anima

Il poster te lo “impiastriccia”, invero trattasi di film più profondo d’una superfici(anal)e Raffaella Ponzo come dipinta da Sanzio Raffaello in quanto Natura superfica della Madonna da “ingoiarla” alla banana.

Arriviamo alla frutta!

Capolavoro sottovalutato che alcuni videro solo perché attratti dall’immagine di (s)fondo.

Ammetto che anch’io noleggiai il VHS per “spassarmelo” senza guardare oltre ma, “ritmando” nel rimanere “incollato”, avvistai più di un fondoschiena magnetico. Il contenuto non è una ombelicale Venere siffatta ma da “indagatore” d’un dramma romantico intimista del delicato “toccare” corde pericolose, il Sesso senz’età, e anche la giugulare di Roberto dinanzi alla magnificenza della Ponzo coi “meloni” su labbra sue secche dei limoni di Sicilia.

Comunque, anche Antonella Ponziani ha un gran didietro.

Questo è “firmato” Salvatore Piscicelli. Antonella, da Pozzessere, viene trivellata sempre “domestica” nel tinello.

Morale della “nera”… fava… arrossita. Cappuccetto!

Poi scoprii di più e mi diede… lo slancio. Mi lasciò e rimasi con una locandina di nuovo autoerotica da lupetto senza la lupa.

Ah, che “uva”, che vulva!

La ragazza che giocava con il fuoco

Giocò e si scottò, tanto da bruciarsi, come si suol dire quando una si “scalda” troppo vicino al camino e alla sua freddezza di ghiaccio da “mezza vita”, essendo una non calmina freak. Un po’ di cervello fritto ma di patatina molto piccantina. Ella urla al criminale “Sei stato scoperto!”, poi se lo scopa sotto le coperte. Non è molto coerente. Sparato su patta spalmata in un sol bocco(lo)ne! Anche se è rasata!

Invero, Rapace fu rapacissima a “quagliare” la strada verso Hollywood, per una carriera “abbottonata” sulla rampa di…? Slaccio! Tutti i “missili” entrarono nella sua galleria da ex ragazza persa, ora per l’uomo che, dopo averla “vista”, si riprende al… “glande”. Detto anche mandorlato croccante come il taglio dei suoi occhi e anche fra le mutande “ammiccanti” da Sala(n)de(r). Spettinatrice dell’ispettore “doppiopetto” da thriller “cadaverico” come i laghi della Scandinavia “sciolti” da lei “affogata”. nei delitti e lettoni. La Lettonia!

Ridley Scott lo sa. Tradì la Facio con Noomi per un “Prometheus” di promesse matrimoniali cornificate  nella “fantascienza” del blade runner rovinato da questa Rapace Alien-a. Detta anche Nostromo della caramellina alla caravella nella scoperta dell’America su bestemmiato Vangelis di non Santa Maria pasquale… La conquista del Paradiso!

1492? No, un 69!

Attualmente, Ridley e Gian(n)ina sono in ca(u)sa a “spartirsi” l’inculata reciproca.

Nostradamus sapeva.

I duellanti è la storia veggente, proietta in avanti, di come Ridley patirà troppi panni da lavare e anche piatti “a tenzone” del suo birbante tizzon’ a modo “sciabola forestale”. Un Robin Hood, nudo.

Chi protegge il testimone?

Chi, appunto, ti parerà il culo!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Culo e camicia (1981)
  2. Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)
  3. Caribbean Basterds (Caraibi & Bastardi) (2010)
  4. Fatti, strafatti e strafighe (2000)
  5. Cul-de-sac (1966)
  6. Acque profonde (1996)
  7. Cult (2013)

Anche San Silvetro è stato celebrato celermente senza celerini, cerini e cerotti


01 Jan

Aspetto questi “capolavori” del 2013, definiamoli semplicemente “film stronzata”

 

Abbiamo festeggiato di panettone “salato” con tanto di salamoie e “salame” nell’augurio del bacetto d’una donna “apprensiva”, speriamo in un buon anno dai mille propositi e non da prostata.
Mi curai dal “Cancro”, sverginandomi nel “Pesce” di moltiplicazione “Gemelli”, ma rimango teso:

– Tesoro, cosa c’è che non va?
– La tensione si sta “ammosciando”.
– Ma ci sono qua io a “tirarti su”.
– Siamo sicuri?
– Sì, basta toccare nelle zone “affievolite” e malate, ferite e affrante, poi “tutto” sarà visto in modo positivo.
– Da quale posizione?
– Io sotto, tu sopra.
– Si potrebbero evitare questi “ribaltoni” da “zabaione?”. Preferisco il cornetto “croccante” senza “crema” che potrebbe “debordare”. Sì, precauteliamoci dal macchiarci. Già, c’han sporcato la faccia, “cioccolatizzandola” di “gelatina”. Quindi, sebben tu “voglia”, io non ne ho più.
Ho già dato, ora mi devo dar ad altre…
– Fottiti, stronzo.
– Sì, in mancanza di qualcuna, mi sa che finirò con l’autoincularmi. Tanto da una vita “va” così.
– Ecco, guarda le stelle.
– Prima la stall(on)a.
– Porco schifoso, a che vuoi alludere?
– Alla Luna?
– Non sarò la tua lupa. Ulula in altre “trapunte”.
– Voglio solo il tuo “firmamento”, non filmerò il nostro “video” per guardoni al “telescopio” che “microscopizzeranno” noi che scoperemo al “finissimo” di “scoppiarselo”. La galassia è lattea, tu alletti, sai?
– Il mio letto non l’avrai mai. Datti al gagà.
– Rosso di sera, bel Tempo si spera. Io ce l’ho sempre di questo colore. Quindi, mai disperare, mai bramare ma di porpora imbrunire…
Il tramonto incontrerà una da montare.
– Bastardo, basta!
– Puttana, svestiti!
– Come ti permetti?
– Mi permetto questo e “altro”. Dai, racchia, dalla a chi ti merita!
– Ti denuncio!
– Ma che vuoi denunciare. Tu vorrai solo il mio uccello dietro queste provocazioni del tira e molla. Ma, fra il dire e il mare, io non sarò il tuo amante amaro. Pigliati la cannuccia dell’aperitivo e sgonfiati quel canotto di seno siliconcello, mia cara coglioncella.
– Chiamo il mio ragazzo.
– Quale?
– Che vorresti dire?
– Manco solo io all’appello. Tutte le altre “cappelle” si son già “inginocchiate” nella tua “benedetta”. E, bene-dando, li hai maledetti.
Dio mio, che non si dica in giro. Ché non si dia se il dì vuoi che non ti dannerà per un ano che solo di fegato t’analizzerà.
– Sei proprio una merda.
– Di mio, lo so. Di tuo, non Credo.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Quello che so sull’amore (2012)
    Muccino Gabriele. Come ha fatto costui, che tartaglia, compra il Kinder e accavalla da Bruno Vespa meglio della Brambilla, a farsi “valere” a Hollywood? E soprattutto perché queste tre superfighe pazzesche (Biel, Thurman, Zeta-Jones) hanno accettato di rendere e ridurre il dur Butler come Silvio, il fratellin piccino?Il dubbio sarà sciolto nella melassa quando verrà “rilasciato” il 10 Gennaio.
  2. All You Need Is Kill (2013)
    Serial killerizza la famosa canzone dei Beatles sul “Love”, in una Guerra e Pace senza fine.
    L’andrò a vedere per una sola ragione. Ogni Giorno, Cage (come, Nicolas? Ah no, Tom Cruise… di nome Bill) ripete infatti la stessa battaglia. Fra le sparatorie, spero che ci ripropongano tutte le volte che si “bomba” Emily Blunt. Scena ripresa da vari “punti di vista”.
  3. Joe (2013)
    Ecco proprio il nostro Nicolino, in versione “fallita” come sempre.
    Ora, credo che potremmo trovarci di fronte a un signor Cage. Il migliore, quello pazzo e nevrotico.
    Se sopporterete due ore di frustrazioni e alberi tranciati, potreste reggere e brindare un “Andò così, domani sarà joe-viale, sui viali con Giovanna, ancora”.
  4. La grande bellezza (2013)
    Sono un fanatico patito di Sorrentino ma che c’azzeccano Verdone e la Ferilli? Mi ricordo di quando “calendarizzai” il culo di Sabrina nel mio “spogliarello scudettato mentre Lei, appunto, sculettava nei “fori” romani, e di come anch’io usavo il borotalco.
    Ma sono “cresciuto” e adesso amo Servillo. Come me, scrittore che bazzica un po’ qui e un po’ là.
    Con tanto d’ombra da Pasotti Giorgio a ricordarmi che non devo eccedere in quanto, come Giorgio, per molto Tempo senza ricotta.
    Sì, un pasoliniano.
  5. Terza categoria (2012)
    Tutte le donne accorrono quando c’è Stefano Accorsi.
    Anche quelle del “corso” A voglion passare al suo “piano” da lato B maschile eccitante su sorriso “Laetitia Casta”.Film infimo, d’ultima…
  6. RazzaBastarda (2012)
    Gassman Alessandro come regista.
    Peraltro, nella vita privata va a zoccole, e qui fa il reietto.Che ve lo dico a fare? Si può prendere sul serio uno così?
    Si desse alla Ferrarelle. Dai, dai. Bollicinizzasse!
  7. Passione sinistra (2012)
    Mah, più che sinistra, Valentina è una che va “politicizzata” nel “mezzo”.
    Senza troppe “elezioni” ma, appunto, erezione.

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