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Il Falò – Origins: cronistoria di un supereroe, anzi antieroe alla Adrian o forse à la Joker innestato su malinconia, per fortuna, giustamente non arrestata


20 Jan

joker phoenix

 

 

 

Sì, in questo post elucubrante in merito alle memorie di un uomo che soffrì d’amnesia, sviscereremo in profondità le radici dell’albero genealogico che generò un personaggio erroneamente giudicato degenerato per colpa di pregiudizi da debosciati, il quale, rinato come l’araba fenice, mangia pure la faraona e non vuole arrendersi dinanzi a Yul Brinner de I dieci comandamenti.

Un uomo dalla morale più forte di Charlton Heston del capolavoro biblico appena menzionatovi, firmato da Cecil B. DeMille, divenuto oggi millenaristico grazie, si fa per dire, a idioti che lo trattarono da Cecil B. Demented.

Nomen omen, un omonimo cioè di Stephen Dorff. Interprete del film di John Waters sopraccitato, il quale anni fa s’eccitò con Pamela Anderson mentre il Falò andò matto pure per Marliece Andrada di Baywatch. Eppur venne considerato Keith Gordon di Christine.

No, a proposito di femminili acque, a me giammai piacque Alexandra Paul. Se proprio, in qualche puntata, non v’era l’Andrada, poteva starci anche con Carmen Electra.

Come dice il detto, non c’è due senza tre. Lo sapeva il ribelle Renato Zero col suo Triangolo ma io sarei affogato pure con le mie bermuda/e in Nicole Eggert tutta nuda.

Fu un mio ex amico a farmela scoprire al di là della sega, no, della serie di Baywatch. Mi chiese:

– Hai mai visto il film Blown Away? Be’, Stefano, diciamo che c’è una scema, no, una scena che vale tutto il pezzo, no, il prezzo del noleggio… una scena di scarso minutaggio e pessimo montaggio dove però v’è Nicole ottimamente montata, no, immortalata da un ragazzo con pelle di mortadella.

 

Invero, ne fui già aggiornato nelle mie notti più belle dei vostri giorni. Già vi dissi che, in tempi non sospetti, comprai tutti i film con Shannon Tweed. Una messa spesso a novanta, no, superbamente dotata di gambe scoscianti e rifatto petto, donna piccante per l’attuale Gene Simmons dei Kiss un po’ adesso arrugginitosi in modo poco spingente. Un uomo che un tempo amò Shannon con tanto di assorbenti e invece dovrebbe ora gettare la (s)pugnetta.

Sì, la mia tragedia partì molti ani, no, anni fa.

Quando, dopo essere stato il miglior studente delle scuole medie, m’innamorai di Bob De Niro di Taxi Driver. In questo capolavoro, Bob perde la testa per la stagista bionda. Se n’invaghisce e la idealizza.

Poi scopre, pur non scopandosi nessuna, che Jodie Foster è costretta a venderla per colpa d’un pappone mentre la Shepherd, pur di mangiare la pappetta, si scandalizza di fronte a un porno ma forse è più troia di Margot Robbie di The Wolf of Wall Street.

Sì, Vasco Rossì cantò… ehi, tu, delusa, attenta a chi troppo abusa.

Eh già, mie care e nuove ragazze da ex programma Non è la Rai, infatti, non penso che incontrerete uno bello e ricco come Leonardo DiCaprio.

Come Ambra Angiolini, non dovrete darla soltanto a Gianni Boncompagni, bensì anche ad Harvey Weinstein. Ambra sta con Allegri, che allegria!

Ad Ambra, infatti, io preferii Cristina Quaranta. Ancora la adoro. Le scrivo spesso su Instagram.

 

Ma che cazzo successe? Ecco, che cazzo!

Diciamo che m’accodai a dei nerd liceali che giocavano a Theme Hospital. Vale a dire dei Worms.

Avrei dovuto asfaltarli come in Carmageddon ma io sono un tipo romantico che perdona.

Loro si strussero per Liv Tyler e mi sfotterono, spacciandomi per la Liv di Io ballo da sola. Insomma, desiderarono distruggermi ma io sono Bruce Willis.

Mi dissero che ero fottuto nel mio castello dorato e di valore, insomma, Trappola di cristallo.

Fra l’altro, tornando a Shannon Tweed, avete mai visto il film Trappola d’acciaio?

Sì, possiamo dire che fui precocemente belloccio come Michael Paré ma, essendo troppo oltre le frivolezze adolescenziali, pensarono che fossi io invece Willem Dafoe di Strade di fuoco.

È meglio I guerrieri della notte.

In parole povere, tutti credettero che fossi schizofrenico.

Non capirono una minchia.

Quando, peraltro, mi rivelai, mi dissero che mi stessi inventando tutto.

Mi spiace deluderli e mi spiace anche dire la verità.

Malgrado abbia passato un incubo come Riz Ahmed di The Night Of, grazie al mio genio da Rust Cohle di True Detective, tutti furono smentiti.

Sì, ci sono i terroristi che vorrebbero murarti vivo come Caesar Vargas di Showtime.

Allora, ti bombardano di offese per suggestionarti e intimidirti.

Dunque, da solo non puoi farcela.

Io ho sempre amato i buddy cop movie, pure The Blues Brothers.

E mi spiace ancora una volta deludere…

Non sono Ray Charles ma non sono neanche John Belushi.

Non sono neppure Dan Aykroyd di Una poltrona per due.

Semmai tu, sì, sei una testa di cazzo che vive un’esistenza senescente, ascoltando La Mer e i cantanti degli anni cinquanta.

Mi pare sacrosanto che mi guardiate bene.

Ecco, diciamo che giocai a Calcio sino all’età di diciotto anni. Ora, la vedi bene questa pancia, no, panca di addominali? Incomincia a fare delle flessioni!

Uh, sei già stanco?

State già festeggiando l’anniversario di quel vitellone riminese del Fellini?

Mi date dello scemino perché non mi piace C’era una volta a… Hollywood?

Semplicemente perché siete vecchi e guardate solo indietro o magnificate una vita vostra passatista e nostalgica. M’illusi che foste più bravi. La verità è che siete tonti. E non vi è cura per la demenza.

E ricordate: il Falò. E ho detto tutto.

 

di Stefano Falotico

New Baywatch photo featuring Daddario, Rohrbach and Hadera!


02 Apr

baywatchphoto

Marliece Andrada, Playboy


15 Jun

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Caccia-turpe in pedalò nero nel Novembre verde su Estate alle porte nel “mio” da “infermiere” a rosse “croci(ate)”

Nella mia vita, fui “vivacizzato”.

Afferraron la mia capa i caporali e l’immersero a mo’ dei sommergibili sovietici. Così, russai sott’acqua, fra un sottaceto Saclà di mie “olive” nel “pesto”, impestato anche imprecando,  e guardai il Mondo da un oblò, come il circo(lo) vizioso di Gianni Togni, mangiando troppe caramelle in fondo all’amaro.

La colpa fu di Luna.

Luna l’incontrai allupato ma mi spelò, e il soliloquio non fu goduto plenilunio, bensì livido.

Al che, riemergendo, il capitalismo americano indagò nel “Pentagono” dell’ottuso mio poliedrico castrato.

L’FBI patenti m’affibbiò ma, affabulando, eh sì… la mia dura fibra e l’inguaribile sfiga, teneramente m’ottenebrai ancora(to).

In spiaggia adocchiai Andrada Marliece, la miglior bionda in bikini baywatch del mio supercar oramai cazzaro.

Ammiccai ma m’ammaccò. Manco il petto d’un Hasselhoff afoso nell’ingrigito andato d’erogeno agitato. Stopposo!

Eppur, a puttane non andai. Piluccando, agghiacciato mi “scaldai” e lo dimenai.

Non venni, sovvenuto altro svenimento. Sì, più che le sue “coppe”, nessun Sole ma solo gelato.
Accoppato, me le appiopparono di “mani”.

Consolandomi di masturbazione virtuale, virai ove vivo adesso.

Vivo? Meglio di te. Mi pari morto da un pezzo.

E ricorda: se tu spupazzi, calcola anche il debito della tua panza.

Su tal stronzata, che ha ragione da vendere, non mi svendo.

Al massimo, per carità, ti darò una “carezza” e la Caritas ti sarà “sangria”.

Si sa, il sagrestano nasconde l’ostia. E, fra un di-vino e un calice alzato, il prete innalza i canti delle calienti più “fedeli”. Nuziali?

Già, le cagnoline osanna nell’alto delle sottane, e ammansisce nel “rabbuiarlo” mentre i bambini vengon abusati in un catechismo già molto “educativo” del gran porcile collettivo.

La sposa di bianco s’agghinda, il padre la consegna all’altare e poi dice al marito imminente un lapidario: “Sono cazzi tuoi, invero mia figlia è Al Pacino di Cruising”.

Lui non capisce l’allusione a quel che “sotto” gli entrerà in cul’, cambiando i connotati suoi e le notti “bianche” a fine dei “gioghi” dominatori,  Le chiede un’omelia esplicativa. Che “sboccato!”. Durante la messa, esige già “metterla”.

Lei gli suggerisce di pazientare e prima “inanellarla”. La gente celebra il matrimonio, già tacciabile di peste e corna per tradimento da guardoni in compagnia di quelle del “borgo”, predicando bontà sulle bonazze, appaiate in congiunzioni eterne a dispetto delle (con)sorti che van in brodo davanti al poster(iore) dello gigolò Richard Gere attempato m’ancor “fattibile”, mai “fallimentare” ché Richie ha lo sguardo dell’uomo “verace” e impossibile… “fal(la)ce, di martello “pneumatico” in tal vuote su piogge mestruali e meteoropatiche d’afasia depressiva come il bagnato nel ciottolato della prostituta color “cioccolatino”.

Il Mondo è questo.

Tua sorella lo vuole?

Ah no?

Non ne avevo…
Il dubbio.

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