Archive for March, 2013

Quel “Poor Man” del Boss Springsteen


18 Mar

 Ascoltate idioti e imparate!

“To the Wonder”, nuovo Trailer


18 Mar

Datevi al Wonder di Terrence Malick, metafisici dimenticherete il vostro fisico anche se la Kurylenko è una gran figa e, fra le “alghe”, è la mia Olga, sì, le po(r)go nella marea di…

Mont Saint-Michel(in), il “pneumatico” alza e “sommerso” dell’uccell’

Dopo molta depressione, compresi che la compressa era solo una “spremuta” per non “premerle addosso”, così riemersi e “lo” misi

Prefazione per le “azioni”

 

Fight Club, rivoluzione scatenata di scalpi anche “nobili” ai nubili e agli scapoli, e alle scapole delle s-palle messe a mollo e “ammogliate” al mio “molo”, banchina serena contro…

… il branco nel sedere sedatissimo! Adoro il mare e non le merde!

Non arretro un istante dinanzi all’ostinazione dei fascisti. Oh, fasciano e sfasciarono, ammutolirono e vollero ammainare. Invece, ordino una pizza marinara e varie “pizze” a mozzarella del condimento a tali dementi “alla romana” con le rumene, che corron a tutta birra, nascondendosi ché impauriti dalla mia “capricciosa”. Sì, io rumino e son gramigna. Vuoi estirparmi ma cresco con più folta “foschia” ove pascoli le tue nebbie

Che sia una società di stronzi “galleggianti” che sbatton in galera chi non è escremento… si sa, dunque, se la salsa è lo sfottò contro il saltimbanco che “imbalsamarono”, io saltai “balsamico”, “al basilico” esaltato della zizzania, sui banchi delle scuolette dalle regoline rigide, e ammansisco le “scolarità” di quest’ilari che tante arie si dan(na)no. Anali e ingordi, soffron della goliardia più perniciosa a cui spruzzo il pesticida su ogni altro “bianco” omicidio. “Fumata nera” del mio aspettare la proclamazione del mio Papa, irriverentissimo nell’“intonacarli”, scardinando i codici vetusti di chi scardinò i gradini del mio “Altare”. Ah, la Patria e Mussolini, d’affinità “elettiva” molto “encomiabile” a Hitler, il progenitore di tutte le teorie che inneggiarono per il “movimento”… “ardente” della razza “superiore”, e bruciaron vive tante anime. Coi denti! Sì, condiamoli! “Cotoniamoli”.

L’ovatta è “ometto” ai tuoi elmetti. Chi volevi omettere? Mettiamo la tua testa a posto!
Comando io, sono Schwarzenegger di Commando! Implacabile come Ben Richards, mio “caro” richie. Io t’arriccio e ti “striscio”. Altro che le tue camicie “da quadro”. T’accerchio e patirai i cerchi alla testa. Tu non credi più a nulla, neanche a quelli di grano come in Signs.
Sgrani gli occhi e lanci “granate”. Io ti segno, io ti marchio, io ti rado al suolo. Tabula rasa contro l’appiattimento dei tuoi “caldi” piatti! Ti sparecchio, ti sparo e t’assordo nelle orecchie. Ecco il “tampone” al timpano!
Ecco le “campane”.

Da animali saran puniti dalla Bestia. La Bestia vive di Notte e “vegeta” sulle streghe con le scarpe tutte rotte, è dirompente e ti rompe il musino, a cui “affibbio” appunto, e non cicatrizzerai con punti di sutura (so che “sudi freddo”), la fibra mia di tutta libbra. Non valgo una “Lira?”. Sì, infatti son lirico, ho sempre privilegiato la poesia agli avamposti e la trincea a chi trancia. Dunque, due più due fa quattro, e io ti spezzo in cinque. Potrei anche esagerare, moltiplicando il “fuoco” all’ennesima potenza ché, “elevata”, come la tua “nobildonna”, domino, fregandomene dei tuoi monopoli.

Sono un “pollo?”. Sì, mi rosolo da apollineo, e ti appiopperò il mio “cappero” in te che m’hai “stufato”. Affarista “afoso”, arido che non affabuli, con la fabbrichetta “regolatrice” dei pian(t)i.
Tu e le tue “linee”, t’allineo io! Ecco chi va contro le “mode” e a modo suo è smodato al tuo “galateo”, mio “galantuomo”… al galà, al tuo Jerry Calà canterino, al tuo gagà. Al tuo “gelato”, preferisco il “pistacchio” che pastrocchia, accecando i tuoi “occhietti”.
Ai mielosi, il “caramello” dello sbudellarli! Il carro armato ai tuoi “bombardamenti” da damerini.
Alla dama, gli scacchi. Ti scaccolo “matto”.

Vuoi mettermi i paletti? Recintarmi? Ecco il paletto. D’avorio e di tutto mio livore, proprio conficcato nel tuo Cuore, “eretto in san(t)ità” per noi, vampiri e licantropi, ancestrali e “celestiali”.
Mi reco dalla tua ragazza, non vale un cazzo:

ciao, a parte gli scherzi, m’osservo allo specchio. Sono di viso carino e di “visiera” sportiva ma le tue gambe già spezzano il sogno di baciarti con fluidità. Corporea… “accorpami”. Ne estrarrei il mio oro e non piangerei notti amare, diluendo il lubrificante in carburanti “a scoppio”. Ma cosa ne sortirebbe? Il “mio” di malasorte.  Mia Venere di Milo, non farmi la fine di Sandra. Da felliniana a rifatta. Si sa, quando s’incunea, allegro e birbantone, dentro lo scivoloso triangolo dell’amore, da te esposto, esibito di libido “depilata”, otterrei “torreggiante” una Donna non terragna di chiatta ma a inchiappettarmi nella “dieta” ai miei testosteroni. Come Schwarzenegger uso l’anabolizzante, in quanto Governatore della mia testa con un solo muscolo da pompare, il cervello. Se pompassi “atleticamente”,  in te “gonfiata” d’amplesso, saresti sicura che non scoppierei? A piangere? Sì, sempre di liquido si va a parare quando “lo fai” o quando non me la dai. Mi “liquidi”. Pretendi il quid pro quo, cioè il maschio per gli “scambi(smi)”.  Dai dai, sono un folle che cavalca con spirito “ignobile”, non essendo un milite ignoto e di notti spesso tragicomiche. I miei amici contattano il manicomio ché a tutte le “pantere” vorrei “sfilar” i guanti, per carezze di mano “fredda” a surriscaldare il mio palmo di naso, sempre agghiacciato da un rimaner all’asciutto con tanto di pastasciutta, cioè gli spaghetti dell’americano a Roma, Sordi e perfino “mutilato” con una sola forchetta e non il forno di prelibatezze “attorciglianti”, dicesi conchiglia del ripiegare al primo, (da) solo, e mai procedere a “spezzettar” la carne con le patate fumose di focoso “speck” affumicante.
Al fulmicotone, invece, continuo a fulminarvi di ogni Donna. La Donna, coi suoi tacchi direttamente proporzionali, quando alti, ad alzarmi… l’umore, amo le bassotte cagnoline, le pienotte da cannolo, le mezze misure quando “eccedo” di troppa durezza non livellata alla media della “norma”. Sono eccelso, t’accendo, basta con le domestiche tranquillità d’incensi… “e gloria”. Ficcati il mio “glorioso”. I normali, no dico, soffermiamoci. Non fermare questi calori. “Odora” nella sinuosa tua rosa. Normale è un impiegato che spende la vita a guardare film “romantici” in cerca delle pratiche di divorzio. In pratica, è diviso già a metà, e non lo “spartisce”. “Va messo” bianco su bianco, in caso di eteri della stessa razza ipocriti col manifesto di Campbell Naomi, sul nero se omosessuale, sulla giapponesina nel “caz’” se  preferisce e “alliscia” le letture di Mishima per il
missile Tsukamoto.

In poche parole. Quando t’ho vista, ho avuto voglia di correre. Basta col “Corriere”. Sì, tu maratoneta, in bicicletta su pants a provocare quelli con la panz’, minigonna  fotomodella in casa sulle pos(at)e dei “pattini” per attizzare il ragionierino in pattine che vuol “posartelo”.
Come posso dirti che, dopo ciò, uno Sputnik è partito d’embolo ai miei vasi dilatatori?
Vuoi sputarmi?
“Fallo”.
E lecca con garbo.

Firmato, l’Uomo che incula

Non aspetti altro.
Morale: l’umanità è morta dentro, vai a morire ammazzato!
Altrimenti, da me, riceverai mazzate!

Ecco il “mazzolino”.

A parte le “porcate”, Donna apri il “boccaporto”, sono il tuo Ben “pene” Affleck nei tramonti “rosso” di sera

Amo Malick Terrence ma ho una mia teoria su costui, cineasta che non discuto ma che (non) fotte.

I suoi film sono “impalpabili”, immagini bellissime quasi “cartoline di Venezia” innamorata fra canali e barchette. Sono eleganti, non ci sono teppisti con le borchie né le “borse”… sotto gli occhi.

I suoi attori, da Richard Gere in primis, sono dei figoni per store ai confini della realtà.
Rabbie giovanili, a metà fra la pazzia e lo spupazzarle, ma Malick è un depresso cronico.

Sfatiamo molti falsi miti sulla depressione, oh mia “Dea”.

Per anni ne patii, soffrendo come un cane, fra l’altro mi bastonavano. Poi, urlai “Basta(rdi)!” ma m’azzannarono da lupi. Così, mi rifugiai concavo nella spelonca, tutto spelacchiato e dal pelo poco rizzo.

Ma rizzai in piedi, sì, sono un feticista delle caviglie muliebri. Appena una Donna “bascula”, “crollo”.

Svengo e le son “veniale”. Se “trascina” il piedino per solo 30 secondi “netti”, tutto tutto “viene” senza bisogno neanche di toccarmi.

Più metafisico di così, non (ci) piove. Che “piovra”. Duro come il piombo. “Volante” come gli aerei a Piombino.
Sognando di piombarle addosso a mo’ di un razzo nella sua “Luna”. Ah, che calotta, ti chiami Carlotta?
Ti darò… calore in quella “zona”, non lamentarti del buco dell’ozono.

– Stefano, stai in forma, ma ti avverto. Allarmati. Avrai una ricaduta.
– Ah, per forza. E che sono Ercole? Anche Ercole, dopo 50 sui cui culi “affondò”, s’ammosciò.
Non puoi resistere per sempre… “a lungo”.
C’è anche la pausa “caffè”. Per ora, premi sul “Red”. Registrami nel tuo formato “archivio” di chiavetta.
– Non sei cambiato. Sempre il solito marpioncino.
– Sì, posso toglierti il maglioncino? Preparami i “maccheroncini”.
– Toglimi le mani, schifezza!
– Evviva Lavazza, più lo mandi giù e più ti tira su!
– Sei un porco vizioso!
– Viziami dai. Sevizia. Fammi da zia!
– Zotico!
– Ne ho piene degli antibiotici. Ora voglio, “erba voglio”, la “canna” della tua “bioetica”.
Devo imboccarti. Fatti rimboccare le coperte. Scopriti. Scopami.
– Ma io ti distruggo, cazzo.
– Hai capito. Distruggilo!

Sì, il Cinema di Malick è un surrogato.

Occupiamoci, da “disoccupati”, di cose serie.
Insomma, le cosce son “deserte” per colpa di troppi lavoratori in miniera che non posson “badarle” ma sbadilano. Non darmi del bidone, ho risorse impensabili. Infatti, mi trovi nella città perduta. E tu, deperito, non fare il tecnico. Ho dell’edilizia da “mattone” su ancor più matti e mattarello in testa alle tue matrone da poltroncine, da “piastrellare” sulle mattonelle, in quanto, se pisci fuori dal vaso, io ti cago da pipistrello. Nessuno mi caga? Allora, andassero a cagare!

Come procede, dottore, il nostro, speriamo non impervio, ma focosamente spericolato, avventurarci in Poe Edgar Allan. Non è che incontreremo un alano nella grotta in prossimità della Rue Morgue? No, la strada è irta per il successo, che è il participio passato di “succedere”, quindi, se succederà saremo non dei cessi da Sanremo.
Perché odiamo i “Salirò” e di saliva non saliamo. Non assaliteci, vassalli. Forza, “monchi”, il vascello ci salverà. Salpiamo per nuovi lidi, basta con questi “idoli”. Idolatri, Iddio vi bruci, noi ardiamo di Passione, ma Cristo non è povero, mai. Velli d’oro, svelti, vi divelleremo. Credete in qualcosa o no? Ah no? Allora, annacquateli nel fiume, questo è il Comandamento numero undici:

“Se non credi, crepi, travolto dall’apnea”.

Se non mi credi, sei già morto.

Ricordate: come vi affogo io, neppure le fighe che “innaffiate” con foga.

Ah ah. Sono una forza. Sono la forca.

Non sopporto molti bolognesi. Parlano così: “Ha lasccciiiaaato una sciiia”.

Sono uno sciatore, io lascio e, se m’incazzo, t’allaccio pure.

Senza “Sì” di pronuncia “SCI”.

Mollo la presa, sono un cliffhanger. Amo Lee Van Cleef nella Fuga.
Ci “bendiamo” assieme e beviamo.

Evviva la Sicilia, Terra del Sole!

Ove, da dietro le colonne, spunta chi t’incolonna.

Oh, mia Donna, son un po’ stempiato, ma ti sacrific(c)cherò nel Temp(i)o, con tanto di “piano” alla Bontempi.
Che bontà!

Che limonata di agrumi. Ah, si raggruma il sangue! Forza, saraceni, chiudete le saracinesche.
C’è una puttana per cena!

E tu, mentecatto, “accattatela!”.

Finale col “botto!”

In fin dei conti, son sempre stato un maledetto. Mi ricordo che i miei coetanei raccoglievano le “farfalline” dal prato mentre io, “stuprato” sul divano, “infilavo” Fuoco cammina con me del Lynch “linciavo” su quel fondoschiena madornale di Sheryl Lee. “Liscio liscio” andava ch’era un Piacere “arrostito”. Ah, quella bionda drogata, da “sottosopra” fra doghe di legno, altro che i “Malavoglia”, una da Verga e basta, senza dolori di Werther.

Una Sheryl così, ti rendereva irruentissimo e bisognoso di “morfina”.

Oggi, di tutte le gnocche son il nocchiere. E, se qualcuno mi critica, invidioso della mia “potenza”, gli spacco le nocche in quanto son “premuroso di coccole”.

Mi chiamano il “Cioccolato fondente”. Sì, fra poco si celebra la Pasqua e le uova fan brodo di galline.
Ah, ne avete di zampe. Io le scarto e “ovulo” senza lasciar “macchia” fra le lenzuola.

Sono l’“Ascensione” in Maddalena perché v’insegno una regola: se non “lo” alleni, poi si allenta la “tensione”. E finirete con le “cere” in processi(one).

Sì, la mia candela è “fiammante”. Sono il “fenomeno” in mezzo alle mutande.

Lo so, Lei lo sa, lo sanno tutte e le “benedisco”. Con tanto di “abluzione”.

Miei deficienti da polluzioni notturne, datemi una Sheryl e non m’accontenterò.
Voglio anche Sharon Stone dei bei tempi, quando lì in mezzo era bollente, accavallante per il “cavallo”.

Ora, non avalliamo alibi, ce l’ho solare come il Sole a Mezzogiorno, risorgimentale come dalla Mezzanotte in poi.

La mia proprietà intellettuale è indelebile, e non la cancelli coi tuoi sorrisi “al bianchetto”, meglio una “Notte in bianco” dei bianchi col colletto e bavosi, i ludri son luridi, io son arido a costoro, ai quali riderò in faccia, sputando anche “in-vis(t)o” a Cristo!

Il dialogo medio dell’italiano “alto” è questo.
Immaginate quattro scamorze incravattate al ristorantino “Spumantello del manto d’orzo”:

– Hai visto che figa?
– Dio mio. Da schianto, da urlo. Ululo. Mio Gesù, ce l’ho già duro. (S)vengo, ordinando polpette.
– Che poppe. Da “brindare”.
– Sì, un brindisino “portafortuna” ai nostri “gioielli”.
– Com’è ingioiellata. Sarebbe tutta da “disgelare”. Chi azzarda la prima mossa?
– Io. Si “scioglierà” subito. Le presento il conto, da “Conte” a raccontarle frottole per la sua “frittella”, grazie alla mia carta di credito. Me la cremo tutta! Di “canini”.
– Sì, al sapore “mascarpone”.
– Affonda il Savoiardo!

Ecco, tale schifezza è la società, non solo italiana. In Italia, son sinceri. In America, si nascondono dietro il “trollare” ma “rullano” più droghe per le troie.

Nello spazio “Commenti” delle attrici “adulte”, leggiamo robe come “I want fuck you, my darling, so badly!”. Poi, come lavoro, sono i messi di Barack Obama.

Sì, il bed and “breakfast” su “furious”. Sezione Vin Diesel, cosce e motori “lussuosi”.
Ove il lust fa rima con “pasto”.

Di mio, sono un impiastro, preferirò sempre Quei bravi ragazzi al “pentirmi”.
E Joe Pesci al “pesce”. Le donne te “lo” friggon in padella. Prima vogliono la Cadillac, poi pure la lacca e l’“H” di quando “entri” e “spingi” sull’acceleratore, fra preliminari, orali e i soliti “rituali”.
Giochi d’attrazione a cui “ripiego” nel “dispiegarmelo”. Dicesi fottute seghe che mi fanno una pippa.

Una mi “riverisce”: – Uno come te becca a boccali di birra.

Risposta secca, di labbra secche: – Becco solo un lavoro da becchino. Ai morti dentro, preferisco il cimitero. Almeno, vicino ai loculi, puoi leggere un buon libro senza farti distrarre dai cul(aton)i.

– Ah, figurati. Sei molto interessante, invece.
– Sì, ascolto Bruce Springsteen. Infatti, sono come De Niro, un Boss sotto stress.
Ah ah, come “uomo” non interesso mai. Prima o poi crollerò. Sono un poeta e romanziere, forse la mia atipicità piace a livello intellettuale ma non a livello “fisico”. La mia mente è troppo grande per i miei trenta centimetri.
Che credi? La sofferenza delle “astinenze”, prima o poi, induce alla metafisica. Come già avvenne da anni in cui non “venni”. Mi sveno per una “mission”, la Letteratura e il Cinema.
Sono Mendoza nel Jeremy Irons. Un gesuita bello ma, alla cui vista, le donne, chissà perché, urlano “Oh Signore, per carità!”.

Quindi, oltre a non beccare, non “pecco”.

– Ma se non pecchi, finirai “spaccato”.
– Sì, amo le spaccate delle arti “marziali”.
Dovresti averlo notato?
– Cosa?
– A forza di “aprirmi” troppo, non apro la cerniera.
– Te la apro io. Stai calmo…
– No, guarda ma non toccare. Tocca ma non gustare. Sono Al Pacino…
– Il Diavolo
?
– No, alla diavola. Cotto allo spiedo.

Stamane, ricevo un’ammonizione, ma com’è possibile? Sono io a usare il “cartellino rosso”

Avvertenze per l’uso, dunque avvertimento, Falotico. Varie ragazze son state tempestate da messaggi troppo carini. Viviamo nel 2013, non nell’Ottocento. Quindi, o manda lettere come “Voglio fotterti”, oppure la elimineremo dal sito perché questo è l’andazzo. Che a lei piaccia o meno. Non giochi al pagliaccio se non vuole finir ghiacciato.
Sia meno romantico e più fig(li)o di puttana. Le ragazze amano il lesso non il lessico. Col lesso, che le mantiene, posson pensare al cesso da pulire senza sbattersi troppo. Son delle fesse ma non giri attorno alle fessure, fessacchiotto! Le ragazze esigono l’orsacchiotto per i ciucciotti, non le labbra raffinate. Affili il “tiro”.

Come “la vedi?

Lo vedo.

Cosa? Il “visone”. Non posso “comprarle” però la “pelliccia”.

 

Raramente, un trailer viene allestito dal regista in persona. Ma il regista è Terrence Malick, factotum anche della promozione alle sue pellicole.

 

Molto discusso all’ultimo Festival di Venezia, ecco le nuove immagini della Magnolia Pictures di To the Wonder.

 

Molti critici, forse frettolosamente, l’hanno stroncato, pensando erroneamente, a mio avviso, che non si possa girare solo un film “cartolina”.

 

Che ci vuole una trama, un “traliccio” dei personaggi e che, per quanto la fotografia sia magnifica, non si può basare la Bellezza solo sulle sensazioni visive.

 

Perché no?

Questo metro di giudizio chi l’ha stabilito?

 

Da malickiano puro, affermo il contrario e lo sosterrò, sempre, a spada tratta.

 

 

La fav(ol)a del Piffer(ai)o magico


16 Mar

Io Ozio e spargo sulle vostre natiche l’olio roventissimo, miei odiosi

Il suono frastornante ai vostri sonniferi!

Per amare una Donna, bisogna (d)osare con molta calma “apparente” se, alla parete, non vuoi essere “impiastricciato”, nel senso d’autoerotismo “schizzato”

Prefazione elegantissima, biglietto da visita di stile da “cane” con gli stivali

Centro di riabilitazioni psicotiche alla demenza collettiva, da decollare con tanto di fiocchettino… a neve, e virato al bero, ai loro papillon “papali(ne)”, su impallinarli di “pillolina”

La vita, quando si apre al furor più agonico di te rannicchiato, illumina i neuroni “in onore” del rachitismo mentale dello squallore di cui è ammorbato il Mondo peccatore. E allora il “pesce piccolo”, mirato da “mire” e bersagli(eri), si tramuta in un divorator, livoroso squalo. Titanico che, dalla sommersione d’apneica ossigenazione, respira a branchie pulite, lontano dal branco del gregge cacciatore “ondoso” e d’affamati pirati barbarici, spurgando le colpe dei “neonati” che s’arrogarono la fame d’abissali pasti(cci) a “bandiera” della “reverenziale” lor “forza superba” per mangiare il “plancton” affinché piangesse, scellerati cannibali d’antropofaga cupidigia “marina” e frivola, superficiale e crudele alle budella stesse attorcigliate dei fegati “abbuffati” nei buffet(ti).

Quando Moby Dick (il)leso, nel suo “delfinare” mesto e contemplativo, d’aguzzini rancorosi come Achab, il frustrato, meravigliosamente si trasformò nel “mostro” di Loch Ness, e che tormenta/o alle pasciute serenità della “tranquilla” loro “dorata” navigazione canzonatoria e goliardicamente “golosa”. Oratori, vi sputo la lisca. E, liscio, mi defilo dalla fila indiana, infilzando le panzé da incazzato, corazzato panzer. Ah, mie panzoni…, vi slaccio i bottoni e v’imbottisco nel trombarvi. Tromboni! Ecco i rombi, ecco Rambo!

Si rabbuia il Cielo, le nubi annunciano la tempesta, tuoni mordono la “termodinamica armoniosa” dei vili villici, tanto contenti a imbandir festicciole sul ponte di “maestri”.
Gli alberi scricchiolano, un cigolio “sospetto” è già profezia della calamità.
Terribile come Dio vilipeso nel suo diritto al libero arbitrio, insindacabile, inviolabilissimo del suo Giudizio universale, con Michelangelo a “forgiare” la scocca vitale a tali primitive, grezze carni “affilate” nell’obbrobrio imperdonabile del mai risanato errore alla radice della “mela”.
Tanto ambirono al Paradiso che, terrestri, furon mortificati all’eterno non più lindore della Bellezza ora a scolparsi per riscolpirsi come quando il Padreterno li spedì al Purgatorio del Pianeta degli orrori sacrificati per poi scegliere i meritevoli e giudiziosi.

No, ferali sanguisughe vollero detronizzare il mio puro, sanguigno e vitalissimo, non avvitabile e non in cravattino, “naufragare” di cavallina in “matta” frenesia del Cuore, ma ne sortiron solo un più malvagio sortilegio.

Mi torturarono, inveiron con la veemenza più blasfema d’oscenità a ogni decoroso e intimo pudore, “sessualmente” soddisfatti nelle loro leccornie da lecchini e giovinastri del “salmastro” esser salamandre fredde dallo scodinzolar di code “lecchine”.

Tale violenza provocò solo un rafforzamento, non persuadibile alla stolta volontà vanitosa d’“ammanettarmi” e “incarcerarmi” alle loro croci pagane da ben (ap)pagati.

Io corro sempre più a manetta e “a manesco”, manigoldi ingordi! Vi sporco! V’inforco, porci!

E si liberò dunque, sprigionata come da meandri arcani, messianici di furia e potenza di fuoco, una così devastante autorità insopprimibile, scagliata come saetta bruciante proprio contro tali nani d’innata inanità. “Lattai” dell’allegria e del prenderla come “viene” altrimenti t’appendono, dipendenti alle prostituzioni del sistema solo a (ri)torsione di tutti i loro repressi desideri che, prima o poi, sfoceranno “a dirotto” nel rimpianto più punitore e supplicante perdono agli autoinganni, “imbrogli”, “ristoranti” di troie e trattorie di ta(g)li(e), mai sbrogliar appunto la lor ma(ta)ssa, ai raggiri, ché tanto anelarono, di giretti e “giravolte”, a inannelar tutti nel reparto da “biodiversi”, quanto patiranno l’esperimento “laborioso”, orrido del “virtuoso” laboratorio delle schifezze che pastrocchiarono, lavandosene poi le mani. “Pulitissime” merde, da cena e ghiotto applauso alle scene(tte). Scemetti!

Mai m’annichilirò a questa borghesia di dinastia puzza anchilosi, e ne sarete costernati.
Ché, di mio esser costellazione alle mie stelle, non attenuo la morsa né il vostro rimorso.

Cambio mille aspetti, miei caporali col “pettorale”, oggi delfino, domani volpino, ieri lupone, nell’immenso immarcesibile, mai nella vostra “marcetta” marcissima, un filibustiere da bellimbusto, a irridere il vostro brusio, i vostri arrosti, la vostra “rosticceria” da “pasticcieri”, le vostre puttanelle da quattro soldi e bustarelle.

Eccovi servito lo stronzo.

In quanto, potrete mandarvi ad Alcatraz ma, una volta “evaso”, ti romperò di nuovo il cazzo!

Corteggiamento così: meglio la tua “giraffa” da leone che “a pecora”, la tavola ove ci si “scalda”

Essendo il Gatto, fortunello ad arricchire gli altri e non tanto a “rimpolpare” il mio, girovago e osservo i polpacci delle donne

Ridacchio “sotto i baffi”, annuendo alla micetta ché mi sia “miccia” vicendevole.
Lei annusa da lontano, m’inaridisce e, oltre alle mie narici soffocate, il mio “pelo” si chiude a riccio.
Così, maledico il “ricco” che le “arruffa” la gattina, dopo averla conquistato con una riffa clandestina.

Ah, quindi faccio comunella con un immigrato e miriamo Miriana, sapendo che starà sempre con “uno” più “ammirevole”. Ci complimentiamo col “suo” e ci spostiamo, da “spostati”.
Poi, entriamo nella bettola ove cenano, “estraiamo” l’aceto dall’insalata di tal patatona e “contorniamo”  il suo “uomo” a colpi d’accetta “rosolante al sangue”. “Al dente”.
Lui prova a disincagliarsi dalla presa, perché (non) ci sta, come il “nostro” fra le mutande sul punto d’ebollizione!
Scaraventiamo le posate e “lo” posiamo alla sua futura “sposa”. Che frutta!
Urlando: “Questo è il pane integrale, l’antipasto prima della lasagna con la besciamella! Veniamo da Ragusa ed ecco il ragù bollente”.
Il cuoco, spaventato, in preda a spasmi e a “spaghetti” del nostro aglio, olio e “peperoncino”, chiama i carabinieri, che giungono in soccorso della “cotta” dopo mezz’ora di ritardo, causa cattiva digestione post caffè amaro delle loro “sfighe” di barzellette.

Il casino è un menu “senza prezzo”.

– Che sta succedendo qui?
– No, non succede nulla, già successe, insomma fu un (suc)cesso senza neanche un succhiotto.
– Che cazzo state dicendo?
– Insomma, c’apparve da “pappare” ma è tutta carne e niente arrosto, meglio la zuppa di questa donnetta con la zucchina vuota. Meglio la polpa del pomodoro alle sue “poppe”.
– Cioè? Non ve la siete “cucinata?”.
– No, abbiamo ordinato una bistecca.
– Quindi, i vostri “stecchini” non sono entrati?
– Scusi, ci scambia per omosessuali? Non è una questione di ossobuchi. Vale a dire, arriviamo alle “ossa” del nocciolo. Meglio la noce moscata di questa noce di cocco.
Meglio il cocomero di voi merli. Meglio la “melina” di Pelé al “melone” di questa che non “speleremo” mai. Fa ribrezzo anche ai minchioni!
– Minchia.
– Sì, siamo i cattivi tenenti. “Tenetevela”. Noi ci “manteniamo”. Siamo dei “duri”.
Come la scorza dei limoni di Sicilia.
– Ah, delle cape toste.
– Sì, meglio del capoufficio. Ora, facciamo colazione con un cappuccino.
Incappucciateli tutti, in modo “cremoso”.

La mia iniziazione erotica fu l’apripista del “pirla”

Dopo essere stato sverginato “a forza d’urto”, di(s)cesi anche “svezzamento scassatutto”, il mio cervello sbandò, perché non compresi, ah quante compresse e pressioni, che la mia prima ragazza avesse sbandato per uno che non sbavava neanche se si fosse trovato di fronte a una modella con venti chili di tette su cento Km di gambe nelle rotondità D’Indianapolis alla Kardashian Kim.

Al che, “su di giri”, svalvolai, innamorato pazzo alla Celentano e, dalla flora batterica intestinale, leggasi “fegato” rosicante per le donne “rosate” da altri, a cui s’affiliava anche la bestia nell’antro del suo ventre, ballai con le “ballerine” formato scemenza per troppo precipitoso “liquido seminale”.
Sì, mi s-postai dall’immobilità “sabbia mobile”, detta anche “Sto affogando senza affogarlo”, al prostrato- “crostata” del “Bagnato troppo per inumidirle di voluttà”, previo denuncia di troppa “cannuccia”.

Uno “nato con la camicia”.

Le donne, venute a conoscenza, del mio “lungimirante”, cominciarono a recarsi sotto casa mia, versione Demi Moore di Rivelazioni, cioè “stalking” attrazione fatale dello stupro “invertito”, ove giocai al Michael Douglas “mignon”, rimpicciolito nonostante le mie “dimensioni”, del loro basic instinct Milf. Le donne sanno “fingere”, non mi riferisco agli orgasmi di Meg Ryan, che la virilità feriscono, ma alla natura stessa, a prima vista, (“mano”) morta. Prima s’accasano con uno che le “sostenga”, cementano le basi della “solidità”, poi di pilates si rassodano quando il portafogli è già p(i)en(o) di “riempirla”, quindi si rivolgono ai giovani vogliosi per ritrovare la “freschezza” della menopausa più “femminista” a spronar la carica, la vacca, delle estetiche “plastiche” ancor in cerca di slanci da immortalare di “mortadella”. Che flirt, che lifting…

Ne patii… “quelle” dell’Inferno. Mai avevo appurato la mia sensualità fino a quando una maschiaccia mi “evirò” del tutto. Bella era bella, ne voleva di brutto.
Il mio fisico, crollando dopo il “colando” del “collante” strappandole i collant per lo “stappar’”, da integerrimo, di-“venne” svenato. Mi “svuotarono” non solo la scrotale sacca. “Mi piaci un sacco, sei come la Nutella del Saccottino”…  Lo presi in saccoccia, ordinai un take away al cartoccio. Diciamocela, da ragazzo veniale di peccatucci all’onanismo fin a “ingigantirlo” per tardone che desideravano le insederassi col “tappo”. Meglio il pollo al limone del cinese da “gelato fritto”.

Che schifo. Il mio corpo subì il contraccolpo, che “botta”.

A pera, lo stomaco però ingrassò nel Pinguino, altro che Batman. Il mio pipino “lievitò” da pupone, e i pipistrelli incitarono il mio Tarzan a esser l(i)ane con tutte le Cheeta. Per la banana scimmiesca.

Dopo un po’, dopo “molte” montate, me ne nauseai. Il mio naso tornò Pinocchio, e regredii di nuovo. Cercando pace dei sensi nelle letture buddhiste dei tibetani, sperando che codesti rilassassero il mio troppo “tirarmelo” in ogni ano. Queste “paesane” da balocchi stancano. Le devi portare al luna Park e, oltre alla Luna, pretendono di s-tenderti con lo zucchero filante. Se fai il serio, ti “danno”… del prete. Quanti danni. Che montagna russa! Occhi fuori dalle orbite, mignotte fra le “grotte degli orrori”, sì, le streghe per il tuo Strudel.

Prima adorano il “saliscendi”, l’uccello che “ascende” pur entrando in “galleria”, poi ti rendono un vampiro perché son state loro a dissanguarti. Eh sì, amano il sanguinaccio. Fai solo la figura del “salame”. Senza piccante ma “picchiatello”.
E non batti chiodo. Così, t’iscrivi a un partito comunista, eh già, la falce e il martello.
Batti il ferro finché è “caldo?”.
Mah, qua non c’è cassa.

Più che un kiss kiss, prevedo un  cuscus. Ingranai per la “quinta”, m’ancor prediligo il “riso” del grano scemo-la.
Il bacio alla francese direbbe couscous, un barese “Cì è cuus?” (chi è questo?), una magrebina mi renderebbe meno “di magra” e più manzo, sfoglio le margheritine in cerca solo del mio “papavero”.

M’ama o non m’ama. No, l’hanno staccato alla “radice”. E ora come “faccio” a ritornare “fiorellino?”.
Rimango con le mani in mano del mio pisello.

Le aste del mastice nell’offerta di “attrici” da canasta e da vostri “canestri”

Eccomi a voi, dal pulpito a predicare sui vostri mendicanti prepuzi.
Bene, apriamo il “piatto”, aprite le patte:

– Questa è Megan Fox. Vale un “beneamato”. Partiamo. Si parte da 15 Euro.
– La compro io a 100.
– Nessuno “alza” di più?
– Bene, Chris Walken di New Rose Hotel s’aggiudica, volpone, la vulvina!
E ci scapperà il perfetto pompino.
Applauso!

Il vendicatore dei ratti e dei nani, educati alla pigra piccola borghesia cafona che sarà “spedita”, in modo spedito, al mio iellarli e nella caverna, segregarli senza lieto fine dei “rimaneggiamenti” buonisti ma cattivo nel modo più crudele, in quanto “piffero” del mio libero flauto che “scodinzola” dì e Notte nel “perdigiorno” al Piacere erotico

Tanti beoti che elevate a “emblema” di quest’orrendo cheto vivere, ove i savi e i saggi vengon spacciati per parassiti malsani, in quanto innatamente ribelli di lor altera alterità, come dico io.
Cacciati, assediati, da “scovare” per “scoparseli”. Sì, affinché sian servi riverenti da pavimentare con calunniosa demenza.

Ma, come Topolino di Fantasia, la mia immaginazione è ingorda a divorare tali roditori, topi di fogna sempre ossessionati a “sforacchiare” le topine. Si balla! Di scopate!

Un’idiozia che flagella le coscienze più vivaci con reprimende tremende al loro spontaneo viver(si) giovani. Per “atterrirli”. Ma potremmo terrorizzarli? Certo, col potere ritorto ai torti nostri inflitti. Avete or voi le fitte? Ancora le frittelle? Ah, la ciambella non è riuscita col buco… di culo? Mi chiami “sfigato?”. Stai attento che non t’infanghi. Il toro è torrido, e addenta il tuo “torroncino”. Vivi sulla torre della gerarchia? Ecco allora il “torello” alla tua casetta. Tu incasini e io ti scassino, con tanto di miei mocassini da “pagliaccio”. Non puoi incasellarmi. Ehi, tipo da caserma, pigliati la serva!
Giovinezze, sì, annichilite da ricatti imbecilli affinché si prostituiscano agli ordini (urine?) costituiti (i “ricostituenti” per sedazione ad “addolcire?”) della comune frivolezza.

Talvolta, nascono esemplari “maledetti”, non “adatta(bil)i” a questa bile che dovremmo digerire.
Esseri sotterranei da elevar in trono suadente il proprio dissotterrato essere.

E scocca il pandemonio, l’ira di Dio ad afflizione, e “affissione”, riversata (in lagrime) a tali impostori, poco “composti” ma sempre “difesi” dal paravento delle “difese immunitarie” dell’immunità “legale”, dietro la quale combinan porcate di porcile ai loro sorci per la “sorca”.

Costoro van “infornati”. Tanto cretini che, “cremati”, di stessa scrematura saran “cremino” (non) da leccare. Il nazifascismo, che emargina, va di parimenti cicatrice assai “cucito di bocca e boccone”.

Il mio piffero tira soave, “divaricato” e mellifluo, soprattutto “fluido”.

Si chiama libertà, quella minata dall’ignoranza, dal pregiudizio e dalle ideologie dei “forti”.
Di mio, so che potrete sforzarvi a “forzar” la mia fortezza, ma v’indebolirò di vendicativa punizione inaspettata.

Piaciuta la reazione? Ah no?

Allora, una razione di pugni poco razionali.

Sono spietato, e succhio i vostri s-piedini.

La prossima volta, attacca chi non t’attaccherà al muro e ti strapperà la piccineria tua, mio piccioncino.

Sono colui che vive oltre le topaie, non rattopparmi altrimenti te lo appioppo!

Ora, potete spararmi, ma prima sparatevelo!

 

  1. Il Gatto con gli Stivali (2011)
  2. Il pifferaio di Hamelin (1972)
  3. Fantasia (1940)
  4. Harry ti presento Sally (1989)
  5. Black Rain – Pioggia sporca (1989)
  6. Full Metal Jacket (1987)
  7. El Topo (1971)

Predizioni cannensi


15 Mar

Prime indiscrezioni per il Festival di Cannes! Basta, cannaioli! Sono il “babà”, e senza liquore abbaio da “partenopeo”, in quanto di peti adorate il prete ma (non) intingete nella “Palma

Gatsby 3D con DiCaprio “fenomenale” di Fitzgeraldluhrmaniano” un tanto al kitsch “ammodernato” al barocco, inaugurerà la kermesse, fra miss in minigonna e il muso di chi perderà.
Fratelli della congrega, sbilanciamoci già ancor prima delle proiezioni ufficiali, proiettiamo di piroette per scommettere su chi, alla gara, partecipando, non sarà vincente.
Uno solo… highlander, brandendo il trofeo dorato non so se ricordato dai posteri, senza dubbio scriverete, voi giornalisti, tanti “leccaculo”-post pur di ammanicarvi, ruffiani, alla corte del supponente “Corriere”, con Lucarelli Selvaggia, fra una tetta e l’altra “scollante” di “balcone”, a preparar le pappine “reali” da “Papa” “regalina-analina” come le sue cosce “liquirizia” su andamento “celebrity”.
Now, my name is mine. E tu, maiale, non sei me. Tu sei mia, micia, dai che accenderemo la miccia.
Ammicco e tu mi sei “amica”. E, “amichevolmente”, guarderemo i film della rassegna, mentre mi strofinerai, “finissima”, la mano senza “seghe mentali” da Ghezzi, ma “rizzo” per lo “scrosciante” che sale glorioso da “Montées des Marches”, “montante” e (in)fermo poltroncina di seta…

Tu, Polifemo, di Cinema capisci i tuoi paraocchi. Fra l’altro, nei hai solo uno, che vuoi “giganteggiare?”.
Non comprenderai mai il “gigionismo”. “Accidenti”, accecatelo! Questo Polifemo è solo uno spettatore non gradito alla Lars von Trier. Mi mette melancholia ‘sto antichrist! Ninfomani, anche di fianchi! Se occhio non vede, Cuore non duole, tu che cazzo vuoi? Che tristezza!
Il tuo “Omero” nel senso dell’eroe dell’“Odissea” o l’osso che “spezzi”, “addentandomelo?”.
Ah, Donna! Preferirò sempre i tuoi tacchi al tallone d’Achille! Ti chiami Ilaria? Dunque, io ho letto “L’Iliade”, ho una spada, “Troia”, che a quella… allude. Quando cala la Notte, dal “cavallo” esce e sa “mescerlo”. Che infil(z)ata!

“Fiato alle trombe!”.

I proci son avvertiti, i greci s’aggregheranno agli spartani per una “spaghettata” di tarallucci e vino, e io, il paciere, posso a te, Elena, “riposarlo” nello “spossartela?”. Guarda che “arco”, che “tiro”, che poetici “sospiri”. Ho un fisico (all’)asciutto e olimpionico, prediligo la “staffetta” ai cento metri, ma ce l’ho di “trenta”, il “bastoncino” che riparte nella “patata bollente” per l’“allungo” a tagliar la… “mela”.

Quale meta e altra metà. Dio ti fulmini! Sono Zeus, non sono una meteora. Sono l’immortale.
Dunque, in modo immorale, “faccio una” che mi va a genio. T’ammazzo di botte, mia amazzone!

Applauso!

A parte, la parentesi “storica”, rimembrante il “membro” dei promiscui, “eleganti” ellenici, pensiamo alla “manifestazione”. Tu, perché “lo manifesti?”. Ti denunceranno per oltraggio al pudore del “pub(bl)ico”. Lo scandalo va visto in sala, non toglierti i sandali anche se guardi un peplum perché la tua religione non te “la concederebbe”. Non “venderlo” a saldo.
Va sventolato e, appunto, “rinsaldato”, solo quando sei certo che, saltandole addosso, non ti salteranno le palle, causa frantumazione dei testicoli di (im)prevista (contro)mossa “femminile”.
La donna sa quando osare, quando “arrossartelo” ma devi procedere con cautela se vuoi che la “candela”… “venga” rossa. Altrimenti, solo commozione. Cerebrale e non, come un film da “lagrime amare”. Un film che piacerà a Giona Nazzaro o al nuovo Amedeo Nazzari?

Giona, talora, anche nelle “tarde” ore, spara cazzate, Amedeo piace ai cazzari!
Sì, quelli che si masturbano sulle gambe della “conduttrice” e poi se “lo tiran” da intellettuali!
Della minchia! Si spaccian per pensatori liberi, ma “dai!”, “liberatelo!”. Se no, poi piangete il “melodramma” senza “miele”.

Già… “si fanno” i nomi di grandi registi. E tu, prostituta, pensa al Cinema, non al pene, ragiona in grande, sgrana la vista, non “sgranocchiar” il “glande”. “Elevati”. Porca puttana!

Chi ti credi di essere? Sofia Coppola? Tu sei da “cappella!”. Ma non sei suora. Sappilo! Tu vuoi solo “(s)tapparlo!”.

Oltre ai sofismi di Sofia, col suo “cinema” platinato con “chiccheria” su chiacchiere inutili d’annoiati indigeribili come la bile del “Somewhere”, ecco pochi ma importanti nomi che potremmo vedere.

1) Jim Jarmusch, il numero uno di sempre.
2) Roman Polanski.
3) Paolo Sorrentino.

E, soprattutto, speriamo in una buona Malavita a tutti.

Luc Besson sa!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Venus in Fur (2013)
    Lou Reed conosce il sedere della Seigner nel polanskiano.

    Tu, stai seduto!

  2. Malavita (2013)
    Tonino è francese.
    La Pfeiffer, una francesina. De Niro, un Jones di sfida.
  3. La grande bellezza (2013)
    La Ferilli è vacca, Verdone è oramai svaccato. Servillo si salva!
  4. Il grande Gatsby 3D (2013)
    Se non hai mai letto questo libro, datti alla mut(u)a.
    Altrimenti, come Gatsby, perderai un amore e troverai la pace dei sen-s-i.
  5. Twelve Years a Slave (2013)
    Bello e più bono, Fassbender e Pitt.
    Due maschi a confronto. Fa schifo, a prescindere dal regista.
    Il cast è una castroneria. Poi, Brad ha denti da castoro.
  6. Only God Forgives (2013)
    Dio dimentica, io perdono. Mi va bene, quindi nessuna vendetta del cazzo! Una lavata di testa, sì. Beccati le sforbiciate boxing sul boxer.
  7. Behind the Candelabra (2013)
    Anche Michael Douglas è una checca. Dovevamo sospettarlo.
    Il candelabro si scioglie nel Damon Matt-o di andargli (di)dietro.

    Ho detto tutto.

    Che puoi (pre)tendere da Soderbergh? Utilizzò Sasha Grey, attrice che studiò alla corte dei cordini sadomaso, adesso un ingrigito Douglas di parrucca per scandalizzare da Liberace i parrucconi.

    Mi sembra un film che andrà a culo. Buona la prima.

“Phil Spector”, Making of and Premiere


14 Mar

 

Debutterà a breve l’attesissimo Phil Spector di David Mamet, di cui estrapolo il “Dietro le quinte” dell’HBO, “a viva voce” proprio di Mamet, che c’anticipa la strana, intricata vicenda del “brutto pasticciaccio”.

Phil, vittima, carnefice, mostro, assassino, vittima del sistema giudiziario, genio o enigma assoluto che nessuno sviscererà mai?

   A incarnarlo, come sapete, Al Pacino, già ampiamente lodato dopo le prime proiezioni alla stampa, entusiasta della sua performance, da molti subito definita “tenebrosa” e inquietante, perfettamente aderente al ruolo richiesto.

Noi italiani, al momento, per quel che c’è dato vedere, possiamo “ammirare” le “ridicole” tante capigliature di Al/Phil. Possiamo considerarla però, senza dubbio, un’interpretazione degna di menzione e premi ai prossimi Emmy.

Intanto, ieri Notte, s’è tenuta la “Prima”. Al Pacino, accompagnato dalla sua giovane e bellissima “fidanzata”, c’è apparso in grande forma.

      

Il Milan chiavato nel Giorno del Signore Messi Conclave


12 Mar

Scrutinio inappellabile: quattro pappine e a casa di Berlusconi a brindare con delle sgualdrine. Dai, è andata così, il ritorno è stato boomerang!

Lo so, diavoli milanisti sorretti al grido di Diego Abatantuono viuuulenza!, serata tragica per voi, poveri illusi. Speravate davvero che la partita truccata in casa fosse un lasciapassare per i quarti di finale. Ma io profetizzai la disfatta, a nulla valse la combina a scopo elettorale di Silvione. Il Signor Messi, di tutto punto, puntò la porta dei vostri sogni e li sigillò con plateale sbattervi al muro del vostro Inferno in Terra straniera, ove Barcelona è il ribaltone di tutti i vostri festini.

Quando il vostro umore, lo so, è calato di brutto, masturbatevi nel belloccio jackal Gere Richard e noleggiate la Donna negata di Foster Jodie, outing delle vostre colpe da falsi frati.

Fra il “sesso forte” di Richard Gere e quella “debole” di Jodie Foster, scegliete una minestra “calda”

Richard Gere è invero un ermafrodita, infatti è protagonista de La frode, la sua sessualità è “arbitrage”…
Ora, non sono mai stato patito di Richard. Le donne, durante la visione di Pretty Woman, s’imputtanivano al cinema, assumendo la Julia Roberts d’ogni loro conversione, da finte monache frustrate, ad asserire che il maschio “brillante” rende la donna apatica, e “ligia al dovere”, una prostituta d’alto bordo…, scatenando la femmina repressa dei loro matrimoni fallimentari ma desiderosi d’un “fallo” Gere non da ghiro come invece il marito nella letargia del suo erotismo (in)castrato fra impiegatizie “bollette” senza il bollore della Luce Enel, la fiamma “elettrica” del peccaminoso “colpo di fulmine” che fu ma non “ce l’ha più”, sparito in un “flash” d’effetto blackout

Sinceramente, non ho mai compreso perché al gentil sesso piace Richard. Sì, oggi “va” Clooney George, e la rassomiglianza è identica: entrambi “signori” un po’ brizzolati su tintura grigiognola e sorriso a carati, sempre attorniati da modelle nel loro “impegno” d’attori “seri” fra melodrammi svenevoli e rigide cravatte da labbra di “cuoio” profumo “cuoricino”.

Richard fu fidanzato con Crawford Cindy, poi la sposò, la spupazzò e consegnò i suoi nei a Robert De Niro. Non mento, pare che Condy e Robert abbian avuto una relazione “epidermica” dopo la separazione della Crawford da Richard, per un amplesso sveltina di Bob nella sventolona.

Di tale “mistero”, fra le lenzuola, ne discusse anche Bruno Vespa, fra una verruca e una grattatina da “mani pulite”.

Il neo è “abbronzato” come Barack Obama, De Niro adora le nere, come da Grace Hightower e precedenti altre tresche nella selva nera, appunto, ma si concesse una “botta” di “girovita” con Cindy, conclamata puttana ch’è stata con mezza Hollywood. Sì, il fascino silhouette su gambe chilometriche che tentarono anche la strada della recitazione, con risultati penosi.
Cindy, sei solo una che succhia i peni, lascia stare il “Ciak”, torna all’ovile, i tuoi ovuli son sempre “rossi” per “quelli” mai flaccidi. Non sperare nel “balzo”, gli spermatozoi “aprono” più possibilità…

Richard, eccetto qualche titoletto, non ha una grande filmografia. Pellicole ove spesso fa proprio il figo fra le fighe ma non rimedia una gran “figura”, cinematograficamente parlando.

Espone il suo volto “inappuntabile” che le punta tutte ed è inespressività su fronte di rughe bilanciata nell’ammiccamento di classe. Non recitativa ma da padre “puta… tivo nelle uvine-vulvette”. Gli tira… ma non centra quasi mai i “bersagli” della Critica. Il suo alito non puzza d’aglio, anzi è deodorante su dentifricio “smacchiante”…

Con questo Arbitrage ha rischiato però la nomination all’Oscar. Infatti, il ruolo era stato pensato per Al Pacino, che declinò dopo aver preso “contatti” con Susan Sarandon. Una dal seno grosso ma dall’antipatia che “ammoscia”. Lo sa Tim Robbins, a costei ammogliato, appunto, per molti an(n)i, ma poi scoprì che le sue ali della libertà non potevan esser tarpate da una vecchia quaglia “aguzzina” delle sue vogliettine anelanti un anal, e non d’anellini all’anulare, a Rita Hayworth per il “buco” dalla gatta… “buia”.

Sì, me lo confidò privatamente: “Stefano, Susan me lo imprigiona. Quando si toglie il reggiseno, non ci vedo più dalla fame ma, quando la mangio, devo ficcarle… un cuscino sopra. La sua faccia rovina tutto. Il mio uccello è galeotto…, sono un Kinder Fiesta, (pre)tendo il ripieno di marmellatina su glassa di cioccolatino. Basta con gli amici di merenda…”.

Gli consigliai di attuare le pratiche di divorzio e, nel frattempo, “darselo” al “manuale” d’atti impuri da American Pie.

Insomma, un dead man walking…
 
Ne La frode, Richard interpreta Silvio Berlusconi. Un affarista “Tangentopoli” che vuole la poltroncina e pure le “tope”.

Alla fine, verrà ricoverato, “rovinato”, al San Raffaele.
E Vasco Rossi lo consolerà così:

Respiri piano per non far rumore
ti addormenti di sera
ti risvegli con il Sole
sei chiara come un’alba
sei fresca come l’aria.
Diventi rossa se qualcuno ti guarda
e sei fantastica quando sei assorta
nei tuoi problemi
nei tuoi pensieri…

Qualche volta fai pensieri strani
con una mano, una mano, ti sfiori,
tu sola dentro la stanza
e tutto il mondo fuori

In attesa del Papa a salvar capra e cavol(fiori), il Conclave sa…, v’illumino d’attori “viziosi” e dunque non da “eleggere”: Richard Gere e Jodie Foster, un ex puttaniere ora “tibetano” alla Dalai Lama e “una” che “la dice tutta”

Jodie Foster è lesbica in quanto “ammutolì” di più la sua Hannibal Lecter da silence of the lambs dopo lo “Sport” con Keitel Harvey del Taxi Driver.
Foster Jodie vinse due Oscar perché, dopo lo stupro di Sotto accusa, non tollerò Buffalo Bill

Eh sì, Buffalo era manesco e violento con le donne, e Jodie “glielo” catturò. Buffalo voleva cambiar Sesso eppur “lo” aveva, anche se ne nascondeva… la “proboscide”.

Jodie gli sparò ma il trauma fu irreparabile.
Così, lasciò l’FBI e si occupò completamente della sua femmina. Dopo tante “freddure”, meglio il domestico calor’.

Conobbe una Donna di facili costumi e partorì un figlio.
Ora, com’è possibile questo?
L’inseminazione artificiale la mise incinta. “Artificiale” sta per la sua relazione “vulcanica” col rude, “erudito” ed “eruttivo” Crowe Russell. Jodie “la” gelò ma tenne celato il suo rapporto “clinico” con Russell, detto “L’uccellone”.

Sì, anche le lesbiche vengon “colpite” da uno che le faceva… “sangue”.

Da quest’avventurella, nacque Innocenzo. La madre, Jodie appunto, costrinse il figlio a non farne voce con nessuno, gli tappò la bocca.

Da cui il film Il silenzio degli innocenti.

Dopo essere stata salvata dalla prostituzione minorile, grazie a Travis Bickle, Iris è più “rossa” di prima.

Povero Innocenzo. Che Male ha fatto per “meritarsela?”.

A differenza di questi due “palle”…, io “le” corteggio così, in modo da “estenuarle”, salvo venir fracassato…, eh sì Cassano, le donne voglion i mobili di frassino e il “nero” mogano, io non ho dei grandi modi. Parafrasando Totò, la Donna è mobile e io le son mobiliere. Il loro “spogliatoio”.
Infatti, mi fanno secco, e intanto si “rinsecchisce”. Poco “raschia” ma il “barile” è “bidone”

Becco una, mi “sbecca”, che zoccola!

Sì, per te sono piccolo, ma offriresti l’amicizia a un brillante e creativo scrittore, poeta, romanziere? Mi chiamo Stefano Falotico, non ti sto mentendo. Puoi trovare le mie opere su ibs.it e prenderne nota, anche Notte, magari, se vorrai, scherzo. Dai, voglio “schizzare!”.

Sei molto bella, lo sai, ne sei cosc(i)e(nte). Devo, senza cortesie ma con Piacere, instaurare con te un rapporto (e)pistola(re), lasciamo stare gli episcopali, sì, meglio l’andamento lento di Tullio De Piscopo con tanto di “clarinetto” alla Arbore Renzo. Non fare però la Mara Venier, no, il mare mio è amante e non amaro. Meglio l’amaretto di Saronno.

Il biscotto “duro” ripieno di liquorino.

Finii coi coglioni “strapazzati”. Sì, lei si tolse la cintura di castità e la incastrò al mio “bacino” molto “castrante”.

Applauso!

Figlioli della congrega, un consiglio: se cercate una ragazza che sia una “figliola” e non possedete uno yacht, meglio così. Tanto era una mignotta!
 

Ora, ritardato, sbuccia la mela, lascia stare i suoi meloni a me.

Cari pazzi, sono il pupazzo. Carissimi milanisti, belli come il cazzone del Berluscone, io inculo alla Lionel.

Eh sì, siete degli Oreste Lionello, belli.

Il Bello sono io, come Depp. Infatti, mi sparerete negli occhi.

 

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Aspettando il Messia (2000)
  2. La messa è finita (1985)
  3. C’era una volta in Messico (2003)
  4. Milano calibro 9 (1972)
  5. I diavoli (1971)
  6. Messo comunale praticamente spione (1981)
  7. Golfo del Messico (1950)

Totoiano da Silver Linings Playbook


12 Mar

Robert De Niro è Don Griffin


11 Mar

ROBERT DE NIRO

as Don
launched his prolific motion picture career in Brian De Palma’s The Wedding Party in 1969. By 1974 he had won the New York Film Critics Award for Best Supporting Actor in recognition of his critically acclaimed performance in Bang the Drum Slowly and from the National Society of Film Critic for Martin Scorsese’s Mean Streets.

In 1974 De Niro won the Academy Award® for Best Supporting Actor for his portrayal of the young ‘Vito Corleone’ in The Godfather: Part II. In 1980 he won his second Oscar®, as Best Actor, for his extraordinary portrayal of ‘Jake La Motta’ in Scorsese’s Raging Bull.

De Niro has earned Academy Award® nominations for his work in five additional films: as ‘Travis Bickle’ in Scorsese’s acclaimed Taxi Driver; as a Vietnam vet in Michael Cimino’s The Deer Hunter; as a catatonic patient brought to life in Penny Marshall’s Awakenings; in 1992 as ‘Max Cady,’ an ex-con looking for revenge, in Scorsese’s remake of the 1962 classic Cape Fear; and as a father to a bi-polar son in David O. Russell’s Silver Linings Playbook.

In 2009, De Niro received the coveted Kennedy Center Honor for his distinguished acting. He also received the Hollywood Actor Award from the Hollywood Film Festival, which he won again in 2012, and the Stanley Kubrick Award from the BAFTA Britannia Awards. In addition, AARP The Magazine gave De Niro the 2010 Movies for Grownups Lifetime Achievement Award.

De Niro was honored with the Cecil B. DeMille Award at the 2011 Golden Globe® Award. He also served as the jury president of the 64th Cannes Film Festival.

De Niro currently stars The Weinstein Co.’s Silver Linings Playbook and will be seen in CBS Films’ Last Vegas, Relativity Media’s Malavita and Warner Bros.’ Grudge Match.

De Niro recently starred in Focus Features’ Being Flynn, Grindstone Entertainment’s Freelancers, Millennium’s The Killing Season and Red Lights, New Line Cinema’s New Year’s Eve, Relativity Media’s thriller Limitless, Little Fockers, the third installment of the highly successful Tribeca Productions’ Meet the Parents launched his prolific motion picture career in Brian De Palma’s The Wedding Party in 1969. By 1974 he had won the New York Film Critics Award for Best Supporting Actor in recognition of his critically acclaimed performance in Bang the Drum Slowly and from the National Society of Film Critic for Martin Scorsese’s Mean Streets.

In 1974 De Niro won the Academy Award® for Best Supporting Actor for his portrayal of the young ‘Vito Corleone’ in The Godfather: Part II. In 1980 he won his second Oscar®, as Best Actor, for his extraordinary portrayal of ‘Jake La Motta’ in Scorsese’s Raging Bull.

De Niro has earned Academy Award® nominations for his work in five additional films: as ‘Travis Bickle’ in Scorsese’s acclaimed Taxi Driver; as a Vietnam vet in Michael Cimino’s The Deer Hunter; as a catatonic patient brought to life in Penny Marshall’s Awakenings; in 1992 as ‘Max Cady,’ an ex-con looking for revenge, in Scorsese’s remake of the 1962 classic Cape Fear; and as a father to a bi-polar son in David O. Russell’s Silver Linings Playbook.

In 2009, De Niro received the coveted Kennedy Center Honor for his distinguished acting. He also received the Hollywood Actor Award from the Hollywood Film Festival, which he won again in 2012, and the Stanley Kubrick Award from the BAFTA Britannia Awards. In addition, AARP The Magazine gave De Niro the 2010 Movies for Grownups Lifetime Achievement Award.

De Niro was honored with the Cecil B. DeMille Award at the 2011 Golden Globe® Award. He also served as the jury president of the 64th Cannes Film Festival.

De Niro currently stars The Weinstein Co.’s Silver Linings Playbook and will be seen in CBS Films’ Last Vegas, Relativity Media’s Malavita and Warner Bros.’ Grudge Match.

De Niro recently starred in Focus Features’ Being Flynn, Grindstone Entertainment’s Freelancers, Millennium’s The Killing Season and Red Lights, New Line Cinema’s New Year’s Eve, Relativity Media’s thriller Limitless, Little Fockers, the third installment of the highly successful Tribeca Productions’ Meet the Parents franchise, Filmauro’s Italian romantic comedy Manuale d’amore 3, Nu Image Films’ psychological thriller Stone, and 20th Century Fox’s Machete.

His distinguished body of work also includes performances in Elia Kazan’s The Last Tycoon; Bernardo Bertolucci’s 1900; Ulu Grosbard’s True Confessions and Falling in Love; Sergio Leone’s Once Upon a Time in America; Scorsese’s King of Comedy, New York, New York, Goodfellas, and Casino; Terry Gilliam’s Brazil; Roland Joffe’s The Mission; Brian De Palma’s The Untouchables; Alan Parker’s Angel Heart; Martin Brest’s Midnight Run; David Jones’ Jacknife; Martin Ritt’s Stanley and Iris; Neil Jordan’s We’re No Angels; Penny Marshall’s Awakenings; Ron Howard’s Backdraft; Michael Caton-Jones’ This Boy’s Life; John McNaughton’s Mad Dog and Glory; Kenneth Branagh’s Mary Shelley’s Frankenstein; Michael Mann’s Heat; Barry Levinson’s Sleepers and Wag the Dog; Jerry Zaks’ Marvin’s Room; Tony Scott’s The Fan; James Mangold’s Copland; Alfonso Cuarón’s Great Expectations; Quentin Tarantino’s Jackie Brown; John Frankenheimer’s Ronin; Harold Ramis’ Analyze This and Analyze That; Joel Schumacher’s Flawless; Des McNuff’s The Adventures of Rocky and Bullwinkle; George Tillman’s Men of Honor; John Herzfeld’s Fifteen Minutes; Frank Oz’s The Score; Tom Dey’s Showtime; Michael Caton-Jones’ City By The Sea; Nick Hamm’s, Godsend; John Polson’s Hide and Seek; Mary McGuckian’s The Bridge of San Luis Rey; DreamWorks’s Shark Tale Jay Roach’s Meet The Parents, and Meet the Fockers, Barry Levinson’s What Just Happened, Jon Avnet’s Righteous Kill and Kirk Jones’ Everybody’s Fine.

 

De Niro e Pacino e il loro cattivo rapporto col vecchio West


10 Mar

Cronenberg ci metterà lo zampino?
Sì, De Niro sarà Sam roniniano e Pacino un Serpico con la stella di latta, fra le sparatorie

Il Falotico non è male. Egli è contro il Male, e non racconta mai balle fra quelle di fieno, il che è buono, oltre al brutto e al cattivo. Osservate le sue movenze “monocole” da “bendato” su fondina federa(le), cacciatore di taglie e dunque bounty killer contro ogni ingiustizia sociale. Egli smuove le palpebre al sonno marlowiano su carisma alla Marlon Brando de I due volti della vendetta

Eh sì, il grande Bob è stato Jack Walsh, e Pacino il suo “piedipiatti” Vincent Hanna nella sfida da rivali e antagonisti “acerrimi” a chi sia il migliore della loro generazione.

Hanna, poliziotto duro come un macigno, che non sa gestire le sue relazioni amorose e con una figlia in prossimità del suicidio, una Natalie Portman prima che sbocciasse un po’ cigno nero, nella sua sessualità matura e non adolescenziale da complessata e intimorita, da polsi recisi del suo fiorellino, Hanna, non l’omonimo film di Joe Wright, nonostante le analogie “ribelli” della pargoletta selvatica e acerba, ma uno che, oltre alla “sparata” di Scent of a Woman, bracca Neil e gli dà filo da torcere. Heat, un capolavoro epocale, nessun Michael Mann sarà mai così denso e corale, così malinconico alla Peckinpah, un mucchio selvaggio di stronzi e stronzate, di donne fedifraghe, traditori, rapinatori Giuda, tavole calde col “ketchup” dei cazzi propri impazziti simil maionese.

Ma sia De Niro sia Pacino, a prescindere dalla grandezza loro indiscutibile, hanno una “pecca” nella filmografia da intoccabili mostri sacri.

Sì, Jack Nicholson lo fu nel western, anche Dustin Hoffman, per non parlare di Robert Redford.

Alla lista degli attori fighi su anni ’70 formato James Dean, mancano i loro “speroni” all’appello.

Guardare per credere:

 

Ora, che c’entra Cronenberg? Come i cavoli a merenda? No, come il cappero da ficcarti nella tua “marmellata”.


Ami Cronenberg? Allora sei uno space cowboy come Clint Eastwood nel Tommy Lee, l’ex amante di Pamela Anderson, Jones è solo Grace…

Ogni Notte, “aggiusto” il video porno di Kim Kardashian e poi lo “scarico” nel “Tubo”… delle spazzature. Voi, tra le fogne, ne rinvenite i “rimasugli” e morsicate questo fondoschiena mulatto “sbiancato” da Nerone, “uno” che bruciò Roma e in “lei” divampò

Non giriamoci attorno, “tutto” ruota attorno alle rotelle. Se ti “manca”, diventi picchiatello e usi solo il “martelletto”. Lo sa bene Roncato Andrea ad Acapulco ché la prima spiaggia a sinistra “glielo” rese “usurato”. Un disoccupato da usurai, nonostante appunto lo “usasse” nel fai da te “autonomo”. Egli lo slogò, di bava boccheggiò e poi, senza “affogarlo”, affogò.
“Cosa” voleva? La figa? No, lo stipendio per non dipendere dal “pene” penoso suo “senza palle”.

Sì, uomini e “maniscalchi”, lo so, desiderate le donne scalze. Ché scalzino il lavoratore frustrato in voi “domato”. Quando cala il tramonto, “qualcos’altro” monta. Il vostro lupetto, di giacca e cravatta, si snoda nudo per notturno “nuoto”. “Inumidite” i calori repressi e lei v’è “compressa”, come le pastiglie dei farmaci antidepressivi ad addolcire la rabbia che, salendo, non v’è ascendente d’ingegno “elevato” ma sempre più “prodighi” alla figliola vostra “prona”.

Marco Ferreri fu ferrato in “materia prima”, la carne della Caprioglio… Con un Castellitto senza ore di religione. Fellini, invece, allettò la sua pancia, “arcuando” la videocamera a “deformità” muliebri di mule dal culo enorme. Di Titta e tettone “Gradisca”. Amarcord… Federico era da manicomio, un pervertito onanista con “d(i)ritto” di guardare oltre il lecito, intimidì Masina Giulietta fin a rovinarla “spiritica”. Bastavano un paio d’aspirine per dimenticare i suoi tradimenti con Marini Valeria, la “bambola”.

Brass Tinto tinse Koll Claudia dopo la “chiave” in Sandrelli Stefania. Una “sorca” d’attrice che ha fatto… fortuna, una “bona”… sorte, mie “sorelle”.

Il Cinema americano è sempre stato pieno di voyeur, Hitchcock era troppo grasso per Kelly Grace, così usò il “binocolo” per “entrarle” nella finestra sul cortile. Sì, la corteggiò per anni ma s’innamorò, non corrisposto, di James Stewart. Tutt’ora, quest’intrigo interzionale è un caso irrisolto e misterioso dei loro “uccelli”.

Perfino Kubrick Stanley s’ossessionò nelle orge e trattò Nicole Kidman da Ilona Staller.

L’unico, che non s’è mai sputtanato, è David Cronenberg. Perfino in Crash fu “robotico” a spezzare le gambe a queste donnette. E le dissezionò da maschilista come lo stronzo James Spader, una faccia da pappone come poche.

Cronenberg sa la verità. Non è un falso romantico, “schizofrenicamente” delira videodrome con permeante Spider alla nostra eXistenZ. La vita è una history of violence, chi si rifugia nelle madonnine  è sol che blasfemo all’odore della sua anima.

E non comprenderà mai l’apoteosi rinascente d’una zona morta.

Sì, Tommy Lee è una merda. Tommy Lee Jones un “duro” che si scioglie, Eastwood un sergente, David è Golia.

Sì, la “donna” è come l’albicocca. Il “nettare” pretende, miei preti, la pesca

Lettera d’approccio ma riceverò un abbraccio, ho il braccin’ corto e son Popeye, “cari” Bruti poppanti, tu sei brutta e pure rutti ma sei da spingere… giù dal “balconcino”

Ora, 3 figli sono un problema insormontabile e ci differenzierà sempre un tuo aver già esperito e forse non più sperare mentr’io son disperato, arenato e non voglio allenarmi. Però, se tu allenterai la tensione di questo fresco seno florido a me dirimpetto, ecco che il “ma” potrebbe crescere d’onde anomale e mischiarci nel turbinante esser mio turbo ad accelerare e cambiare “posizioni”. Sopra io, dominando dal “basso” del ventre nostro agli ombelicali amori avventurosi e a mic(c)ia  “sventolante” la roccia nitida che saprai plasmare a tua immagine immagini-fica. Immaginalo… quest’attimo, com’“evolverà” e s’insidierà nel “fortino” tuo insederato, il “mio” forzuto “sforzato” di s-palle robuste nel Machete da Robert Rodriguez anche alla messicana, ché colombiane son pute le donne da “puntare” quando non festeggian solo la colomba ma “sfogliano” il “panettone”, sì, canditi libidinosi e a(tt)izzanti come il tizzone dell’an-no ch’augura un Futuro migliore.

Ove c’è la campagna, le mie “campane” suonan la carica, e m’ammattisco da cavallo folle, ché nessuna cernierà celerà il mio cane a difesa del Vi(ll)aggio. Paolo fu Paperino, oramai vendono solo le “topoline”, e Mickey Mouse?
Ah, PC cord al cervello senza less-ico. Rivogliamo Lassie! Quello che abbaiava per Liz Taylor!
Sono il tuo Steve McQueen, tu la mia “regina” ma non la carta igienica. Cowboy ti “recinto”. Toglimi la cintura, fatti mettere incinta, mia Cita! Guarda che “scimmia!”, mia scema!
Di patir, “emorroidale”, son già che stato scarnito da questo Mondo non più alla John Carpenter, oggi “(c)essi vivono” nel Male. Io sono ancora il Signore.

Il Signore è il seme (cum) in the mouth… of madness, army of darkness raimiano per amplessi anche sui rami.

Sì, sei flora batterica o famelica della mia fava zoo?

Torniamo a “bang” seri, figli di puttanazza.

Cronenberg sta preparando una pellicola di tal trama, ridotta all’osso di plot e pallottole secche come quando le cagate storte.

Il film s’intitolerà Il Grinta mangia il Ringo e dà la caccia al ragno Gringo.

La storia è questa: Pacino, nella parte del Gringo, rapisce la Donna del suo amico per la pelle, De Niro, Il Grinta.

La tiene in ostaggio e pretende un risarcimento per rinsaldare la vecchia amicizia andata a puttane. Appunto.
De Niro non ci sta che il suo ex amico dia della puttana a sua moglie, e non capisce le ragioni dell’estorsione. Rincasò per scoparsela, ma il letto non odorò coccole dopo gli duri zoccoli da carpentiere-falegname.
Sul cuscino, invece, una lettera firmata dal manigoldo Il Gringo:

“Ho sempre invidiato la tua vita con quella zanzara che ti fotti. L’altra sera, amico, ci siam scolati tre bottiglie di whisky ma devo dirtela tutta. Ero ubriaco e mi tirava. Le prostitute del saloon non mi piacciono, e neanche la matrona, grassa e viscida come una com(m)are amara calabrese. Tua moglie sì, m’è sempre garbata. Ho sempre voluto infilarglielo fra le gambe ma, per via del patto fraterno da brothers, e della patta tua da rispettare di blood, non me lo son mai permesso… Sarebbe stato un lusso che avrei pagato caro. Ma ieri ho acciuffato tre fuorilegge dalla taglia onerosa, così ho fatto cassa e bottino, e ho pensato di darle una botta(na). Tu, amico, sei uno che vuole solo la botte piena e la moglie, appunto, ubriaca. Lei, la sento, ha voglia di maschio da rodeo, c’è del calore dietro la sua apparenza da domenicale impecorita nel gregge degli ortodossi. A pecora, starà meglio.

Firmato il bastardo,
cioè Il Gringo, da non confondere con El Indio di Volonté.

Pace agli uomini di buona volontà…”.

Così, incazzato nero come Django, Il Grinta tornò a tirar fuori la “pistola”. E cavalcò le praterie di tutta l’Indiana, anche fra gli indiani, pur di scovare Il Gringo e ammazzarlo a sangue freddo.

(Qui interviene il genio di Cronenberg che dà di matto di mdp schizzata)…

Nel cammin di mezza via, incontra Elizabeth McGovern di C’era una volta in America. Sì, un Dante Alighieri alla Proust.

E, stavolta senz’alcun “stupro”, la corteggia e la sposa.

Poi, manda una lettera di commiato alla moglie, che ora sta con Il Gringo:

“Troia, vaffanculo! Non mi meritavi. Meritati Il Gringo. Auguri e figlie femmine…, tu sei donnaccia, quindi là in mezzo non c’è… un beneamato, Il Gringo è omosessuale. Sappilo. L’ho saputo prima d’incontrarti.
E, come vedi, l’ho inculato di nuovo”.

 

Il Gringo aveva fatto male i conti…, Il Grinta è sempre stato molto più dotato di lui.
In tutti i sen(s)i…

 

 

 

The End.

 

 

 

 

Pasqua(le) di Lino Banfi


10 Mar

 
Pasqua è alle “porte”, consigli da “uovo” a ogni Uomo: la società non cambia? Ah no? Allora, anodino” le cambierò i connotati, con tanto di notaio

Prefazione masochistica d’un Uomo non “chiesastico” e che non deve chiedere mai “scusa”, infatti sono “chiuso”

Stamane, su capello ammosciato di sfibrata apatia, abulico uscii dalla macchina, con addosso un giubbotto già non omologato ma sapor “omosessuali” da Crusing pacinesco. Fui provocato ma la provocazione sortì la sorte “malvagia” del mio imbastire un bastimento di bastonate ad appenderli al “chiodo”

Sì, giretto affamato di caffè, in quanto sete della mia fontana giammai tersa, tesissima, nel fegato ribollente, “macchiato freddo” con allattarmi da cane maculato a macchioline opache su pelo rizzo, facilmente irascibile, non domabile e anzi “guinzaglio” alle “briglie sciolte” dei soliti farlocchi imbroglioni.

Dal nulla, “signori” nessuno offesero i miei capelli ma pretesi che si scusassero seduta stante. Le risate continuarono e assestai il mio “assetarmi” delle loro labbra “incappucciate” da Ku Klux Klan del branco, ove il singolo si sente più forte quando la derisione avviene in compagnia, nei pressi della campagna, ove posson nascondere il tuo cadavere, coprendolo  di “schiuma” da “cremosi”… cappucci(ni)…
Eh sì, prima avevamo i forni crematori nazifascistoidi per bruciar vive le anime “ebree”, mai ubriache ai fanatismi sciovinisti della razza “superiore”, oggi abbiamo invece la “tattica” che, con poco tatto, difesa dagli occhiali da Sole, che fan “Terzo Reich” contro ogni “racchia” nelle chiacchiere su bicchierini “a collo” per decapitazioni “caporali” a decollare, è nera di rabbia in “montatura” lenti distorte dell’annerire, appunto, ogni bianco candore, indossando il “montone”.

Non guardo i “gran” premi delle moto, premo immobile.

Al che, un tizio, stempiato su gel “ghiribizzo” di frustrazioni visibili nonostante la “visiera”, sfoga il suo impiegatizio “bersi da bar annoiato e a culo”, dunque tenta un omicidio a vista d’occhio “indiscreto”. Il delinquente… “insospettabile”.

Mi fermo, lo intimo educatamente a smetterla, ma persevera e anzi aumenta la “dose”. Rincara il nostro “caro”.

Nelle sue vicinanze, da me distanti anni Luce, altri due manigoldi “golosi” e accidiosi da capitalisti allo sbeccare chi, come il sottoscritto e qui presente sempre assente, è vulnerabile perché non pecca di cattivo gusto. Eh sì, io bevo bevande liete e dolci, questi gli alcolisti anonimi su “intoccabilità” al reddito pro capite della vita “sana”. Sono dei salutisti… S’ingozzano e poi ti sgozzano se non mangi il loro “bacon”. La tavola “calda” del loro porco al prosciutto. Eh sì, gli ex paninari.
Indossano camicie sfavillanti su sorriso “inamidato”, armato di pregiudizio razziale e ideologico da cibo in scatola della loro corrosiva carnalità “Simmenthal”, la plastica del barattolo mentale a sigillare e chiuderti la bocca nell’inforchettarti sulle loro pa(pi)lle.

Son “tosti” eh?

Quindi, alzo la cresta e chiedo subito spiegazioni:

– Puttaniere, come si permette di “fumarmi” così nella sua Marlboro “a cuoio capelluto?”.
– Sparisci scemo, o ti spariamo-“aspiriamo”.

Bene… entrai nel locale, ordinai, oltre al caffè, la prima pagina “sportiva” con Boateng “rude” fotografato alla “fighissima” Satta Melissa.
Con cautela, tagliai i bordi dell’articolo, pagai l’Euro, “sorvolando” sui pantaloni attillati d’una timida amante delle sue “tettine”, la serva della “cassa” per lo scontrino “fiscale” al suo “(rasso)darla” fra un aperitivo e un “peperino” appena appena di pene “sbronzo”-stronzone, “prestissimo” uscii con nonchalance “profumo provocante” Chanel Preston a “schianto” contro queste pornografie immonde, e attaccai il mostro a lettere cubitali delle sue “cubiste” su cui sbava.

Sono un cubista. Se la gente “normale” non ama le mie astrazioni fantasiose da diverso, non posso “incularlo” in maniera “adatta” al suo “trombar” tutti e tutte, ma “tifare” al Diavolo milanista del suo “militarismo” berlusconiano. Si definisce la “Legge-leggi qua-leggero” del Taglione. Lui le strappa il tanga, io gli strappo le mutande coi denti.

Mi faranno santo?

Non sono cazzi vostri. I vostri sono sempre “duri”. Di mio, preferisco la “sfiga”.

E insisto nella S iniziale di Superman, Clark Kent d’apparenza contro le “panze” di supponenza.

Il notaio prenda nota. Altrimenti, si fa Notte. E, si sa, se la Luna è piena, io le ho “piene” ululanti, quindi mi trasformo nell’Uomo Lupo.

Applauso!

La promozione è meglio della bocciature, ma ogni “ripetente” ha delle bocce come l’“insegnante” Edwige Fenech. Ve lo dice un Uomo “avaro” di “quella”, Vitali Alvaro, qui a voi “offerto” per la veglia di Pasquale… Zagaria, detto “artisticamente” Banfi Lino

Chiamo a raccolta i miei amici.

Direttamente da questo sito, LAMPUR:

“Lei Battaglia, complimenti. Il Mondo è cinico e noi non ci stiamo.
Dobbiamo sfruttare, e far fruttare, la fantasia, se a picco non vogliam colare nelle afasie.
Eh sì, ci tengon al collare queste nostre donne coi collarini. Esigono il maschio da dentatura Colgate ma non sanno neanche coniugare i loro rapporti coniugali. Affastellano solo fra le stalle.

Ecco, Lei ha auto-pubblicato un libro. Sappia che lo comprerò se, attraverso lulu.com, vicendevolmente mi scambierà un segnale di Pace.

E cioè: se vuole che salga alla Destra del Padre, i soldi aiuterebbero a non finire all’Inferno”.

Poi, di stessa analogia, mando a Raimondo i nostri (mappa)mondi:

“Caro mi(a)o Raimondo, Pasqua è vicina e, come ogni Anno, i fan fedelissimi celebreranno l’ascensione mia nelle tante anche mie discese.

Sì, alle donne “scendo” di punteggio, i punti di sutura son innumerevoli, il sudore freddo non si (rac)conta. Ai miei compagni, scende la catena. Infatti, son finiti quasi tutti in carcere solo per aver portato avanti una vita da poveri Cristi.
Incarnai la depressione spogliata di vanità, un falò…
Ma, dopo l’evento, di ovetti, parenti e serpenti, caccia(t)i costoro, gli impostori, dal Paradiso mio Perduto, il signor MiltonAvvocato del Diavolo, ha intenzione di redigere questa nostra perla sul Cinema. Ha ancora giorni di Quaresima per pensare bene a un titolo che possa catturare i nostri apostoli e stupire ogni Maddalena. Si sacrifichi di cervello e le nostre anime se n’allieteranno come la Cena Gioconda di Leonardo.
M’auguro che non sia l’ultima, mancan gli spiccioli da miseria e nobiltà.
Forse, è più figo DiCaprio. Mangia tutti il nostro Leo. Anche Miriam Leone…

Affido infatti a Lei, a te, l’onore e il privilegio dell’accuratezza con la quale saprà, indubbiamente, forse a Gubbio, cittadina limitrofa al Santo di Assisi (che c’assista…, noi tassisti ché la Madonna c’accompagna), optare per un title, appunto, d’effetto miracoloso e resurrezione lirica a nostro moto e a modo Risorgimento, spesso incompreso dai Savonarola coi Savoiardi, ma stavolta spronato e insurrezionale d’amore per l’Arte. Soprattutto per le donne. Speriamo di spuntarle.
I loro spuntini del nostro cotto a puntino…

Che ci spompi(ni)no…, e il Giordano le benedirà.
Il Cinema, già, mannaggia, è una Donna allestita in trame all’origine divina della vita mannara e Maremma maiala!

Infatti, quando vedo il fondoschiena Imax di Catwoman, il Permaflex la sogna flessuoso di corazza da pipistrellone”.

Scarface vi ricorda i “valori”, bugiardi!

Pacino, di De Palma, sapeva… Non si può ridurre l’esistenza a mangiare, bere, dormire e scopare.
Se ci metti pure il lavorare, la frittata è pronta…
Sì, l’altra sera, ho cenato con Michelle Pfeiffer. Adesso, ha qualche ruga, ma “tira” ancora.

– Ciao Michelle, come ti va?
– So sempre miscelare per essere una “donna”.
– Lo so… Posso, cortesemente, baciarti le guance?
– Se lo chiederai, per Piacere, ti sarà “acco(r)dato”.
– So anche “quello”. Ma non so se poi “resisterà”…
– Cosa vorresti dire?
– Vorrei “dartelo” subito, azzardando di più.
– C’è gente al ristorante, moderati.
– No, basta con la pastasciutta e con le verdure, passiamo al “dolce”.
Verrà la “frutta”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia (1974)
  2. Pasqualino Settebellezze (1975)
  3. Rapa Nui (1994)
  4. Un pascolo tranquillo (2011)
  5. Guerra e pace (1956)
  6. Totò cerca pace (1954)
  7. Uccidete la colomba bianca (1989)

Genius-Pop

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