Cannes 2016: che i “critici” critichino le opere migliori a (s)favore della qualità (s)oggettiva?

22 May

 

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Solita storia, solita solfa. Il film di Sean venne totalmente, inopinatamente eppur di molte sfavorevoli opinioni, stroncato, bistrattato, deriso, “ucciso”, “oscurato”, cancellato immediatamente dal concetto di beltà. E a spadroneggiare son “solo” Jarmusch con la sua “leccata” sofisticatezza “minimale”, ché fa tanto figo e “delicato”, e la sorpresa Verhoeven con un film spiazzante eppur forse, a tavolino, di pr(ogr)ammatica…, “studiato”  a tavola…, stavolta per far felici coloro che avevano (in)giustamente macellato il suo Basic Instinct.

Chi vince(rà)? La giuria, spesso, non si fa “compare” né corrompere dai giudizi della “critica” e alle volte ci stupisce, regalando i premi maggiori a film appunto dalla “critica” massacrati. In verità, ciò accade di rado. Rarissimamente, infatti, film distrutti dalla stampa vengono poi omaggiati della Palma e delle “specialità”, peraltro “contentini” per non far incazzare chi (non) meritava.

La cosiddetta critica. Ah, il discorso va fatto a monte. Bisogna soffermarsi, dunque tornare indietro, appunto alla parola “bellezza”. Cosa loro… ritengono e reputano degno di bellezza, tanto da volerlo insignire di “onorificenze?”.

Mi par strano che il film di Penn sia così brutto come, di luoghi comuni e “coste azzurre”, si dice in quel di Cannes. Qualcuno, addirittura, proprio d’oltralpe, l’ha definito un masterpiece. Questione di gusti, di piace ciò che va a genio. E in questo caso Penn non è andato nel “piacere” di quelli a cui, molti, non è piaciuto. Film senza garbo, han proferito, film “hollywoodiano”, come se poi fosse un difetto infarcir la pellicola di qualche spruzzata retorica. È un mondo in(f)etto e Penn forse lo guarda con lucido (s)gua(r)do. In fondo, è meglio il vicino di casa “ubriacone” e puzzolentissimo, oppure un compagno di lavoro incipriato e in ghingheri che, sotto la facciata perbenista, nasconde scheletri nell’armadio più orripilanti di Penn con la sua “aprezza” e i suoi “insopportabili” zoom e ralenti?

Rallentiamo i giudizi, pen(s)iamo. E, nel frattempo, ricordiamoci che (non) tutti i premi sono delle stronzate.

A buon rendere…

E uno stupro di Verhoeven con la Huppert, attrice “alta”, è logico che “vinca”.

 

Insomma, personalmente, dopo mille “vittorie” e delusioni “patite” nella mia (r)esistenza, posso orgogliosamente dichiarare che un culo eccita sempre anche chi è, in cor(po) suo, un “eunuco”, e che i soldi van dietro ai “Soli”.
Il resto son le cazzate.

 

 

di Stefano Falotico

L’ultimo dei minuti, cioè gli smunti, i “migliori” allenatori di Calcio per le mie ossa

19 May

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Bando alle ciance, apriamo questo post cinematografico-calcistico con un’ovvietà ch’eppur (non) lo è.

In esultante maschilismo amaro, “mesto” in cappuccini appunto miscelati “sobri”, in una pesantezza di stomaco ch’eppur dimagrir mi fa, “alzo” quest’aforisma “lungo” e “duro” in memoria di voi, io Ulisse in mezzo ai porci, no ai froci, no ai porci.

In verità vi dico che, dopo mille (ri)flessioni, giungo sempre alla conclusione che molte donne, senza giustificazioni di sorta e sorca, zoccole sono. E sempre lo saranno.

Così sia scritto e così vengan… (s)fatte.

Ora, prendetele a Calci(o).

Sì, non solo William Hill sa che il Calcio sconfigge ogni barriera sessuale, razzista, omofoba, xenofoba che è la stessa cos(ci)a, e nazista-fascista. Lui è il Calcio! E, scommettendo, perderete anche la faccia, oltre ad aver smarrito la f(at)ica in quel “corner”. Una punizione di “calibrata balistica”, di sfortunata cabala, di presa per il popò di una (con)sorte fedifraga, appunto cornificante mentre alla mattina, con l’amante, mangia il cornetto nel vostro uomo ammorbidito come un “cremoso” croissant.

Sì, io sono un eremita che, nel suo “seminterrato” d’angosce, conosce le cosce meglio di chi ne “fruisce”, perché egli non sa che il frutto “prelibato” della “mora” è la morte sua. Questa dicasi stronza(ta).

– Ciao, sono Stefano. Come va, Eleonora? Ah, capisco. Stai sempre in quel “marcamento a zona”.

– Come ti permetti?

– Io mi permetto questo ed “alt(r)o”. Ti espello anche dopo averti pelato di “pressing”.

– Sei tu che stai diventando pelato. Calvo!

– Evvica il Ca(l)cio sui maccheroni. Forza Italia! Vaffanculo.
Abbasso la cornetta e lei ancora mi fa cornuto.

Ma passiamo a cos(c)e serie.

Ventura è il nuovo allenatore della “Nazionale”, a Mourinho offrono 15 milioni di Euro all’ano sfondato suo, “grande” special one del cazzo, e Rafa Benitez, dopo aver mandato a culo un’altra squadra, “annota” sul tacc(uin)o un ben farcito tacchino con contorno di maiale alla trattoria “Furbi alla faccia di chi ci dà i soldi per mangiare”.

 

Sempre più “magro”, di mio deglutisco “carne fresca”.

 

di Stefano Falotico

Film del giorno, Kiss

19 May

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In questo mondo convulso, io sono spesso da tutto avulso e dunque non conteso, bensì contuso.
In questa contusione, mi professo colui che, libero da obblighi sociali, viaggia a gran propulsione nella sua creatività profonda, sì, ne son profuso, e in mezzo a voi non mi confondo. Eppur (con)fuso, mi rallegro di malinconie avvolgenti, dunque non nelle vulve fetenti.
Siate feti(di) finché potete. Impotente, mi do alla vera, unica onnipotenza. Salutatemi come Dio, io sono io.

 

di Stefano Falotico, uomo che (non) sa.

Cineteca Stefano Falotico, il custode della memoria di celluloide e anche “preservativo” vivente lontano dalla cellulite muliebre

18 May

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In codesto dì, triste, morigerato, sdilinquente nell’apatia mentre, là fuori, un’umanità vive disumana di delinquenze, accapigliandosi per una po(r)ca di buono, io, sottoscritto e “me medesimo di persona”, per dirla totoianamente, annoto nel mio diario di “brodo” questo patetico essermi ridotto a esser troppo erudito e dunque dottissimo. Non sono un dottore perché mai laureato mi (cr)ebbi, eppur in me è alta la cultura mentre il mondo va solo a culo. Apro il giornale e leggo di tragedie in ogni dove, di omicidi-suicidi e di gente che perde la brocca essendo già di brutta bocca, poiché se commettono reati è colpa della loro scarsa conoscenza in fatto di Cinema. E dunque fa(rfa)llano. Non il meglio gustando.

Io, nel mio er(em)o solitario, ai confini di una realtà mia mistica, appunto eremitica e soave nel suo decadente eppur “crescente” splendore ringalluzzente, così come l’uomo è arzillo e “rizzo” quando “se la fa”… sotto e poi smuore nel (di)letto di quel che fu, ho d’aprire questa mia “letterina” con tal racconto ero(t)ico.

Ella, sì, lei mi chiamò a tarda ora e io (s)venni preciptevolissimevolmente, “annacquando” dopo la “spruzzata” in un’euforia da “schizzato”. Sì, lei presto, di sveltina soprattutto, mi consesse le grazie e io non dovetti neppur ingraziamenrla ma soltanto “aggraziarlo” da raggrinzito striminzito a bollente “compiacente”. Sì, “lo” accomodai con piacere strizzante, quasi lei mi strozzò, attizzante, stuzzicandola da “stronzo”. E ne gioii nel calor dei suoi baci, del suo morbido amplesso abbracciante e abbrancante, sciogliendomi in un (di)venir di vera “sostanza”. Che brace.

Detto questo, passiamo oltre.

Sì, mariti che avete mogli autoritarie e castranti, oggi io, consigliere “fraudolento” del Cinema “turbolento”, vi do da vedere Getta la mamma dal treno.

Guardatelo e sappiatemi far quel che si deve (non) fare.

Ecco la mia fanfara in questo sfacelo di casini e bordelli, di budella e ribelli non belli.

Uomini, siate di vita, siate DeVito.
Applauso. E, come dico io, che sia sc(r)osciante.

 

di Stefano Falotico

Live From Cannes: Robert De Niro and Usher Talk ‘Hands of Stone’

17 May

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Festival(ieri) di Cannes, solo De Niro salva questi scem(p)i di parassiti “cinematografari”

16 May

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Ecco De Niro, pacato, ingrassato, invecchiato, rincoglionito, che con la “mano morta” saluta il photocall di Hands of Stone, mentre giovani dive pazze impazzano e la solita marmaglia di paparazzi s’accalca sulla starlette di “tour”. Ogni anno dobbiamo, anzi, dovete sorbirvi questa kermesse di “messi” in scena, sì, attori ridicoli, come Joel Edgerton, un incapace senza carisma, sfilanti in passer(ell)e, con la poesia di Jim Jarmusch ad allentare i marmittoni e farli scendere sul pianeta Terra, ove la gente fatica e non c’è molto “figume”. Che sfigati quelli di Jim, ferrotranvieri o autisti di autobus, “defenestrati” da voi, che “pippate” Canne(s) in tutto questo sfog(gi)o di vanità. Ah, meglio il mio falò, da Falotico appunto che se ne (s)freg(i)a e, mentre un altro coglione va a dar soldi ai produttori di The Boy, seguendo la scemenza modaiola di oggi, io me ne sto al bar, a bere un altro caffè “mac(i)ul(l)ato”, serenamente “infegatato”.

Altro che questi sfegatati.

Una donna parte per la Costa Azzurra e scatta un selfie in train, appunto, scrivendo: “Cannes, sto arrivando”.

E intanto un altro bambino in Africa muore per colpa sua, perché anziché riempir le tasche del divismo, poteva versare l’otto per mille.

Di mio, me ne sbatto il cazzo di tutto. Andate a farvelo dar in quel posto. Posto di drogati.

 

– Guarda, Falotico, che anche De Niro, quando era un Dio, si drogava e andava a puttane.

– Sì, ma ha anche girato Taxi Driver.

The Irishman di Scorsese con De Niro, Pacino, Pesci, Keitel si girerà a Gennaio del prossimo anno

15 May

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Era ora. Ieri notte, dopo trattative interminabili durate estenuanti giorni infiniti e una lotta fra major senza precedenti, la STX Entertainment si è aggiudicata i diritti internazionali di The Irishman, progetto di lunghissima gestazione che finalmente si sta concretizzando. Dopo gli ultimi accordi, infatti, adesso la sceneggiatura di Steven Zaillian, tratta dal libro di Charles Brandt, “I Heard You Paint Houses”, sarà “messa in scena” dal Maestro per antonomasia, Scorsese, a partire (solo?) da Gennaio del prossimo anno. Pellicola costosissima il cui budget supererà i 100 esosissimi milioni di dollari, perché verrà utilizzata la tecnica digitale alla Benjamin Button per ringiovanire i volti degli attori nelle numerose scene “temporali” di flashback. Il film, come sappiamo, segnerà il ritorno di De Niro diretto dal grande Martin, affiancato per l’occasione dal redivivo, anche lui, Joe Pesci, e dall’ex aficionado Harvey Keitel, che non girava un film con Scorsese, appunto, addirittura dall’epoca de L’ultima tentazione di Cristo. Inoltre, last but not least, sarà il primo film “con” Al Pacino sotto l’egida di zio Marty. Insomma, stavolta ci siamo. È dal lontano 2008, infatti, che circolano notizie riguardanti questo epico film ma, sino a ieri notte, nulla di veramente ufficiale e certo era stato “garantito”.  Data delle riprese, ripetiamolo a scanso di equivoci, fissata per Gennaio del prossimo anno. Sì, dovremo aspettare ancora abbastanza, considerando, riponiamolo in evidenza, il costo della realizzazione. Ma la notizia è assai confortante ed esaltante!

Le scenografie saranno, come sovente accade quando si parla di Scorsese, affidate al nostro strepitoso Dante Ferretti.

 

di Stefano Falotico

Opinioni dissacranti in questo mondo collassato

11 May

 

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Per quanto accaniti molti detrattori non mi sopportino e cerchino in ogni modo, lecito o illecito, di zittire la mia fluida, non sempre mansueta perseveranza nella scrittura arzigogolata, “in gondola”, fra spaghetti miei alle vongole e attacchi al volgo, appunt(it)o, “a puntino” e virgole al posto giusto, non so se capotavola, proseguo letterato fra tali ignoranti invidiosi con fervore e s(t)ud(i)ata Passione. Immolandomi al “Cristo” delle idee e delle fuori dal cor(p)o opinioni viscerali, quasi “sacrileghe” per come ostinate non s’arrendono alla mendace, falsa simbiosi del sembiante che vorrebbero “deliberatamente”, per “puro” gusto burlante, appiopparmi…, appiccicarmi al muro in segno di mia res(in)a. No, le parole non lesino e insisto a tutt’andare in mia briglia sciolta pen(s)ante laghi vasti d’infinito contemplare, nel sorvolare le pianure “meste” dei tranquilli borghesi sistematici e sistematisi nelle brutte cer(tezz)e, e volteggiando da cervo finché il mio craterico cero non si spegnerà. Questa è san(t)ità. Allora il mio occhio ieri cadde sul libro, tradotto in italiano, di Charles Brandt da cui Scorsese trarrà il suo L’irlandese con De Niro, Pacino e Pesci… miei abboccate. Fagocito lo scibile tutto del mondo bello per comprendere come vi siete imbruttiti/e e, dietro le rivalse più van(itos)e, cercate la ragione di “sopravvivere”, arrendendovi, voi non (D)io, alla più facile retorica e ai discorsi più miserandi e però di luoghi comuni abbondanti. E, fra una cos(ci)a seria e la vostra “pervicace” quanto banale “severità”, metto a segno un altro fenomenale colpo di “obliquità”, sparando cazzate che sanno eccome insaporire il tempo mio domo e non dormiente di mente sapiente e, questa mia sì, divertente.

Donna, vorremmo solo da te maggiori foto del fondoschiena.

Non giriamoci attorno, su.

Dopotutto, domani è un altro giorno e, fra il dire e il fare, c’è mezzo il “mar(t)e(llo)”.

In parole povere, miei non ricchi di testa e nemmanco di testicoli, “godetevela!”.

 

 

di Stefano Falotico

Basta col cinema m(in)uscolo dei fumetti, siamo nauseati

10 May

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Ecco che esce il Captain America assieme ad Iron Man nella nuova “mirabolante” mega-cazzata “stramilionaria”, ove la spettacolarizzazione è un continuo “bombardamento” alla resistenza di chi guarda, che dovrebbe plaudire l’ennesima puttanata priva di anima.

Una nuova falange di spettatori oramai anestetizzati al gusto introspettivo si fa in massa avanti, arricchendo il botteghino di questi spari e botti/e. E tutti in scroscianti applausi a fine proiezione. Me l’immagino… perché io queste immonde stronzate non andrò mai a guardare, figuratevi se mi “debba” emozionare per questi fratelli Russo, ché non san cos’è la Russia e non sono rustici!

Sì, mentre il Cinema vero progressivamente, da questo “progresso” appunto regressivo, scompare, massacrato dalla plastificazione delle coscienze che paiono non avere più cuore, chi girerà più un film alla Bergman? Gente che non è più preoccupata dalla quotidianità e ha sostituito la realtà con questi “pirotecnici” fuochi artificiali a base di capriole, salti mortali, acrobazie del montatore “ginnico” su effetti speciali triti e ritriti, esplosivi quanto la mia insofferenza di pancia.

Vado a rilassarmi ancora, remoto da tal “frenesia moderna”, con un film orientale.

Pigliatevi questo mondo ma, se vi doveste svegliare a sessant’anni col “mar di mare”, non prendetevela con voi. È solo colpa vostra se alimenta(s)te questo sis(te)ma.

 

di Stefano Falotico

Richard Gere ne i Tre Cristi

09 May

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Giunge direttamente dal mercato dei film di Cannes la notizia secondo cui, dopo L’angolo rosso, Jon Avent e Richard Gere torneranno, rispettivamente come regista e attore, a lavorare assieme per il film Three Christs. Trama “semplice semplice”, cristologica, appunto: basato sulla novella autobiografica di Milton Rokeach, il film seguirà le “strambe” vicende psichiatriche di un dottore (Gere) dell’Ypsilanti State Hospital in Michigan, che dovette “risolvere” la vita di tre pazienti, ognuno dei quali si credeva e affermava di essere (un povero) Cristo.

Ora, Gere ha il suo fascino buddista che potrebbe giovare a tale operazione… in lui, ex sex symbol“decaduto”, son ravvisabili i tratti fascinosi di colui che per molto tempo scopò Cindy Crawford e interpretò svariati film romantici in stile Pretty Woman. Sì, Gere, nonostante i capelli ingrigiti, anzi “imbiancati”, possiede a tutt’oggi il carisma del “redentore”, di colui che può salvare i matti dai loro deliri onnipotenti con la “potenza” dei suoi occhi al sapor “Ti faccio passare io la voglia di crederti Dio, mi basta lo sguardo da cazzone col sessapiglio magnetico e ipnotizzatore delle mass(ai)e”.

Ma la questione potrebbe risultare anche un’emerita stronzata. Il problema è alla radice. Credo, in veritas, che molte persone, in questa società, si credano al di sopra delle parti e pensano davvero che la loro vita sia una missione “salvatrice”. Al che, ecco pullulare i predicatori, i fanatici religiosi che tanti scempi terroristici hanno compiuto, ma non “da meno” sono quei dementi che si credono, al contrario, incolpevoli e non porgono mai la loro guancia al prossimo perché ciò costituirebbe un segno di “troppa umiltà” e quindi, a detta loro, un’offesa alla loro dignità.

Siate clementi affinché la pace regni in questo mondo. Guardatevi in faccia e pensate a guarire prima negli animi vostri corrotti al fine che le coscienze di tutti possano ascendere al cielo.

 

Parola di Gesù, e chi crede al Nirvana è un idiota.

 

– Che la Madonna v’accumpagni… cari fessi che, come diceva Totò, davvero pensate che la Madonna abbia tutto questo tempo per accumpagnarvi.

Ah ah, e qui sono Al Pacino de L’avvocato del diavolo. Colui che (spoiler) in Sfida senza regole si credette Dio.

In buona sostanza, vivete la vostra (r)esistenza senza troppi “Cristi santi!” nella testa. E non smadonnate se la cantante Veronica Ciccone la diede quasi a tutti ma non a voi.

 

di Stefano Falotico

PHOTOGRAPHS TO BE USED SOLELY FOR ADVERTISING, PROMOTION, PUBLICITY OR REVIEWS OF THIS SPECIFIC MOTION PICTURE AND TO REMAIN THE PROPERTY OF THE STUDIO. NOT FOR SALE OR REDISTRIBUTION.

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