Non ne avevamo abbastanza dei giornalisti finti, adesso anche quest’oscenità dei Thegiornalisti

22 Jun

 

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questa nuova canzone che, senza dubbio, in quest’Italia da sempre povera moralmente, diverrà un assoluto tormentone, con tutte le fighette, come se poi non ne vedessimo abbastanza in questo sconcio video, sconcio non perché volgare ma perché ruffianissimo, che ballano, leccando gelati e sognando “in cuor loro” di leccare anche “qualcosa” di più bollente, qualcosa eretto come un ombrellone a mezzogiorno, nella calura delle sudate piogge “là sotto”. Ebbene, dopo essersi creati una certa fama di cantanti indipendenti, con un paio di ritornelli azzeccati, e dopo averci ammorbato con le sigarette ah ah ah, tornano Thegiornalisti, sì, si scrivono così, in questo clip in cui fanno il verso a Baywatch e, nella patina disincrostata di riprese di maniera, svolazzanti sui culi, ci fan capire che i la la la piacciono alle masse, abituate a riprese feticiste su piedi sporchi di sabbia e ad altre “amenità” di sorca.

Un bello schifo.

Primo giorno d’estate, esame scritto di maturità, che grande sciocchezza, che tragico inganno alle coscienze giovanili

21 Jun
Pictured: Captain Jack Aubrey (RUSSELL CROWE).

Pictured: Captain Jack Aubrey (RUSSELL CROWE

Sì, non si può dire che io sia un ritardato. Nei giorni tranquilli di mia euforica baldanza, la mia mente, saggia e articolata come un leone nella savana, reattivissima agli stimoli, intelligente più di un pappagallo non drogato, ragiona di grandi e profondi pensieri e s’inerpica nelle vie, vivaddio, deliranti della prosa poetica, arrampicata com’è alla selvaticheria savia del mio an(s)imo vitale. E il mio corpo non è quello di un vecchio, di cui però comprendo le amarezze, né mi si può annettere ai “giovani”, perché essi mi paiono tanto incoscienti quanto così volgari, presuntuosi, “untori” e violenti nelle loro ideologie “scostumate”. Ma i miei ormoni, ancor pulsanti, non riescono a sganciarsi da pene…

Vedo giovani vecchi parlar di Cinema in modo pretestuoso, malamente ambizioso, e sfogliano soltanto enciclopedie di un sapere nozionistico che poco s’addice alla mia indole curiosa eppur sempre suscettibile di dubbi. Nelle perpetue incognite mi riverbero e ogni giorno mi “paio” ignorante, perché l’apprendere non ha mai fine e in questo salir-scendere non mi appendo alla ricerca di stabilità sia emotive sia cerebrali.

Ma, tornando alla maturità, cari Caproni, che significato hanno o possono avere gli “elaborati” sul lavoro nella società contemporanea e sulla robotica, se i giovani ancor non lavorano e credo non abbiano mai letto Asimov? Tutta una tremenda sconcezza, in cui i giovani pensano che, oggi “penando”, avranno un domani migliore. E zotici, insipienti questi insegnanti piccolo-borghesi che già li reprimono in burocratiche “adultità” dello scibile. Sì, che brutta stirpe, il cosiddetto “insegnante”. Che poi non si sa bene cosa insegni, cosa redarguisca, cosa premi, se non il perbenismo plebeo, la già rigida compostezza oserei dire “carabinieristica”, “pulizie” della mente al servigio dello Stato. Crescono e poi vanno in pensione, dopo una vita passata sui b(r)anchi, e si riciclano semmai attori di “teatro”, per patetiche, parrocchiali recite dei loro furono Mattia Pascal.

Allorché, prendo in mano la carta igienica e li pulisco da tanto cagare. Che stronz(at)e.

 

di Stefano Falotico

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La verità è che siamo in estinzione, alcuni però sono tinti, da essi non attingo, e gli alieni sono dei cinesi

20 Jun

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Una verità inconfutabile, gli alieni sono fra noi da millenni e appartengono alla razza cinese. Infatti, l’iconografia che li descrive con gli occhi sottili e allungati non mente, e presto si sveleranno nei bar che possiedono e gestiscono, sprigionando quel che sono davvero, extraterrestri con una cultura orientata proprio a Oriente, fatta di tramonti suggestivi, lunghe carezze alle cosce delle lor calme (con)sorti, letture piacevoli nella contemplazione di una natura che invece l’uomo occidentale rigetta e inquina, creando il caos entropico a cui siamo arrivati, ove quasi tutti, disperati, s’inventano lavori insulsi per affermare che esistono, “spopolano” su YouTube, affibbiando giudizi critici a film che forse nemmeno amano, ove la musica, laddove rifulgeva classica e nelle stagioni vivaldiane, è oggi rumore asettico che incita solo all’accoppiamento brado, alla sessualità animalesca, alla frenesia che impazza, che pazzia.

Allorché, medito, cantando un ritornello invogliante al risveglio, m’incoraggio fra maree strazianti di poesia sfrecciante fra grovigli di emozioni.

La musica italiana io detesto, ma questa assomiglia alle balboiane scalate a Philadelphia.

Comunque, Sylvester Stallone si tinge i capelli, e io divento sempre più stinto, ingrigito eppur colorato, nell’arcobaleno spensierato lirico. Senza una lira, ma qualcuno là fuori regala delle lire. Sì, col bemolle.

E io sono il RE e non DO un cazzo. E De Niro, qui da me fotografato alla taverna SALUTAMI MAMMATA, è al naturale.

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Siamo stanchi dei “critici” scolastici e degli “informatori” odierni

19 Jun

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In tempi di assoluta “compostezza” formale, ove pare che per scrivere qualcosa ed esprimere le proprie idee bisogna essere “educati” da qualche pedagogo della “giustezza”, ricevetti molti attacchi riguardo un mio recente scritto su Avildsen, che ironizzò/ai sulla sua morte con goliardico spirito, non “pio”, dissacrante. Alcuni ne furono infastiditi e mi consiglia(ro)no di essere più moderato e “informativo”. Ah che barbosa noia sarebbe mi adattassi alle “regoline” delle “scienze delle comunicazioni”, ribadisco con orgoglio una “facoltà” che andrebbe abolita perché portatrice di mediocrità, di quella che Burroughs parafrasava come burocrazia peggiore del Cancro. Io son cuore selvaggio e le mie sortite “lynchiane” non piacciono e vengon prese per guazzabugli linguistici cervellotici di scontata imitazione del Carmelo Bene.

Replico di tutto mio (ar)dire, dando fiato alla mia libertà non (puni)bile e non tacciabile di “educazioni” di qualsiasi natura “costrittiva” e limitante. Se voleste che mi “allattassi” alla “spiegazione” della trama, be’, compratevi un Bignami della “Critica” perbenista, e lasciatemi perdere. Sì, più si perde più si diventi agguerriti e circensi nella creatività, nel libero sfogo anche “pleonastico” e poco tollerato di sconfinare in territori di espressione e immaginazione selvatici e oserei dire “creaturali”. Che bellezza, questo/a lo è!

Ciao, caro “amico”, una lunga disamina la tua e parzialmente condivido. Il mio stile è abbastanza particolare e, a prima vista, può apparire scontato e privo di contenuti, ma odio le noiosità scolastica e l’esser troppo seriosi, quindi volteggio in un mare di parole, in un profluvio oserei dire orgiastico, ognuno le (in)tenda come vuole. Se altri mi reputeranno un imbecille che sciorina cazzate, li lascio nella loro limitatezza, spazio in cui credo tu non sia incluso perché, nel tuo consiglio, sei stato molto educato e ciò denota che non appartieni a coloro che, senza conoscendo una persona, si son lanciati in offese perentorie e attacchi ai limiti della denuncia. Non me la tiro da Carmelo Bene, ma è sicuramente un modello ispiratore e non vi rinuncio a emularlo con esiti alle volte ridicoli o grossolani. Ma chi vuol leggermi mi legga, altrimenti se non gli piaccio si astenga. Non è obbligato e non glielo ha prescritto il medico, può rivolgersi a qualcosa per lui più immediato, didattico e comprensibile. Ciao.

di Stefano Falotico

SOMETHING WILD, Ray Liotta, 1986

SOMETHING WILD, Ray Liotta, 1986

È meglio Donnarumma o Dougie Jones?

18 Jun

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Il caso Donnarumma sta “emozionando” l’Italia e si aprono dibattiti su trasmissioni calcistiche, ove alcuni l’attaccano, altri lo difendono. Il signor Gianluigi, “in arte” Gigio, di soli diciotto anni e molto ano, ha rifiutato un contratto quinquennale col Milan della cifra-ingaggio di cinque milioni di Euro a stagione, propendendo col suo “procuratore” Raiola per il Real Madrid. Così, mentre a Londra la gente muore travolta da incendi forse dolosi, Gigio non ha tempo per “bruciarsi” e preferisce guadagnare subito somme vertiginose come un grattacielo in fiamme. Al che, in questo schifo, forse do ragione a Dougie Jones, il lynchiano personaggio che mi sta attualmente coinvolgendo, un “tonto” che, grazie a poteri miracolosi, miracolistico sa illuminare di soave bellezza il mondo, essendo comunque un Mr. Jackpot. E Harry Styles canta la sua hit mentre un’altra zoccolina se l’alliscia “sgommando” col suo guercio, al suono dell’ignoranza popolare e del “metterla a frutto” in modo “prematurato” come la supercazzola.

Stasera, è il turno del gelato alla sola nocciola…


Fuoco cammina con me
, sostiene Donnarumma, una faccia da fesso, come no, come pochi.

E a De Niro, al Tribeca, cresce il panzone!twinpeaksdougiejones.0 (1) 00371808 697043178

di Stefano Falotico

Bill Cosby è colpevole o no? Processo annullato, e lui se la sghignazza, in altre “s(lin)guazzerà”

17 Jun

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Bill Cosby non è stato assolto ma la giuria, come in The Night Of, dopo ore e ore di sofferta meditazione, ponderando bene, non ha raggiunto l’unanimità, e dunque Cosby potrebbe essere sottoposto a un altro processo. Ipotesi però abbastanza remota visto che, se una volta non si è riuscito a dimostrare la sua assoluta colpevolezza, tanto “vale” non procedere contro di lui per la seconda. E dire che se n’è fatte non solo di seconde, ma anche di quinte, lui, robinsoniano pieno di dollaroni, uno degli uomini più ricchi del mondo grazie a quella serie, e che serie! Una sfilza, mica tanta sfiga eh eh.

Io credo onestamente che sia colpevole. Però le donne ammettono che erano “consenzienti” quando le drogava e quindi Cosby, a suo modo, meriterebbe un posto “raffinato” fra le volpi. Uno stupratore che sapeva “farci”.

Oggi, non è stata bene presa la mia uscita su Avildsen, e ancor meno saranno apprezzate queste mie considerazioni. Ma si sa, la vita scorre come sempre e, mentre la signora Rosselli dà da mangiare ai piccioni, Cosby continuerà a dar da mangiare al suo “picciotto”.

 

di Stefano Faloticoil_diavolo_e_max_01 00589003

È morto John G. Avildsen, regista di Rocky e puttanate varie, un Morita in meno

17 Jun
LEAN ON ME, director John Avildsen, on-set, 1989, ©Warner Bros. /

LEAN ON ME, director John Avildsen, on-set, 1989, ©Warner Bros. /

Sì, il cinismo fa parte di me e me ne corroboro. Scompare John, non Rambo, sebbene sia stato lui a dare il via allo Stallone “italiano” grazie al suo “epocale” film. La storia di uno che riscuote i debiti ma lo prende sempre in culo, vivendo “a credito” sul suo carisma, innamorandosi di una racchia e allevando un cane. Ma non svegliate il can che dorme. Infatti, il Balboa, uno che forse non usava il doposole Bilboa, affronterà Creed con sprezzo del pericolo, col candore ingenuo di chi tanto l’ha pigliato molte volte, quindi ribeccarle non nuoce. Arriverà all’ultimo round, gridando Adriana!!! nel must che tutti noi conosciamo. Avildsen vinse addirittura l’Oscar, rubandolo a Taxi Driver, e qualche anno dopo bissò con un altro successo, col Morita e il Macchio, Ralph, uno che ha la fedina oggi penale macchiata, col suo vincere domani. E qui son Troisi. Perché vincere domani, quando si può perdere ancora? Ah ah. Una delle prime “interpretazioni” della Shue, divenuta celebre per essersi fatta succhiare le tettone dal Nic Cage in Leaving Las Vegas. Poi, De Niro l’ammazzò in Nascosto nel buio, e oggi la sua carriera è un effetto black-out. Insomma, Lemmon vinse l’Academy Award col suo Salvate la tigre, ma nessuno è riuscito a salvare dal Cancro questo “povero” leone di Avildsen. La formula giusta ci voleva! Invece fu Inferno!

Insomma, John è adesso col Diavolo a dar la cera e a toglier la cera, poiché punito per aver girato troppe stronzate. E ricordate: nel quarto Karate Kid, che non è suo, c’è la Swank, che poi avrebbe vinto con Million Dollar Baby. Ho detto tutto. Così va la vita e la morte.

 

di Stefano Falotico

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Con l’inoltrarsi dell’estate, il mio “lupo” si addolcisce e gioco a nascondino coi miei pensieri “reconditi”

14 Jun

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L’Estate è in piena stagione. Le scuole son chiuse e nell’aria si respira aria di mare. Così in ripropongono Marilyn Monroe di Quando la moglie è in vacanza, e si celebra ancora il suo mito, nonostante, ricordiamo, non per fare i moralisti ma gli obiettivi-realisti, fu una zoccola che andava con Kennedy fra un ciak e un pompino “scattante”. Una donna che alle femministe fa tenerezza e malinconia, a me fa triste presa di coscienza, anche di cosce, che fu sopravvalutata per la sua bellezza “moderna” e visse di segreti “proibiti” inconfessabili. Rispolvero i cuori in Atlantide di Stephen King e ricordo che si poteva fare meglio con quell’Hopkins di Scott Hicks. Speriamo nell’IT del Muschietti. Branagh sta pensando al suo Artemis Fowl e De Niro, suo produttore, si prepara per la fine di agosto alle riprese epocali di The Irishman.

Intanto sto migliorando la vista con gli occhiali e in questa foto, in cui indubbiamente son venuto “bolso”, ricordo il David Callaway di Hide and Seek.

Così…

Eppur rimango un orsacchiotto di profonda mente e in questo sonno letargico sprofondo con un’altra puntata del Twin Peaks.

di Stefano Falotico19113552_10208872606435307_649021442768914003_n movie-scene3 00841508

La nuova categoria “lavorativa” di oggi, i “collaboratori giornalistici”, tristezza assoluta

13 Jun
BROADCAST NEWS, William Hurt, 1987, TM & Copyright (c) 20th Century Fox Film Corp.

BROADCAST NEWS, William Hurt, 1987, TM & Copyright (c) 20th Century Fox Film Corp.

Premetto che anch’io sbarco il lunario, arrotondando con articoli di Cinema, ma i più sono gratuiti e svolti per estrema passione, quando e come voglio. A titolo esemplificativo i miei post qui su FilmTv.it e su altre riviste online…

Ma in questo desolante panorama di disoccupazione, purtroppo, sta prendendo piede una nuova forma di “lavoro”, quello dell’articolista pagato a numero di battute. Allora, impazzano questi siti improvvisati, artigianali, senza poetica, senza direzione precisa, in cui veniamo sommersi da “notiziari” sull’ultimo progetto di questo o quel divo, sul nuovo film in lavorazione del regista pinco pallino.

Ragazzi usciti da quella scempiante “università” di scienze delle comunicazioni, una facoltà che andrebbe presto abolita, come sostiene Goffredo Fofi, si “accapigliano” per “rielaborare” news spulciate da siti internazionali, e in ottica SEO, altro obbrobrio “comunicativo”, vengono allestiti “promemoria” che non danno niente né al Cinema vero né alla nostra fame cinefila. Articoli scritti per puri sfoggi “stilistici”, per vantarsi di essere sul pezzo, escrementizi, enfiati esibizionismi di “bello scrivere” usa e getta. Una marea d’informazioni, spesso superficiali, inneggianti al blockbuster che andrà per la maggiore, in “onore” di film osceni, inguardabili come La mummia. La critica cinematografica diventa così un orpello, qualcosa di “cool”, qualcosa da consumare in fretta per altre abbuffate ignoranti di “hit”.

In questi siti e articoli, poi, stupisce la grossolana, imbarazzante povertà ideologica. Non si parla mai di film d’autore, dei capolavori del passato, se non per sentito dire e con frasi zeppe di banalità, da parte di gente che quei film non li ha neanche visti e scopiazza da qualche dizionario “nobile”.

Insomma, una nuova massa di deficienti sta rovinando il Cinema. E acclamano anche i film straight to video!

 

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Domani, sull’allegato del Corriere della Sera, l’intervista a Robert De Niro e allo scrittore Stefano Falotico, anteprima…

12 Jun

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Anzi, intervista completa solo al Falotico. Che comparirà anche su Max, la rivista per uomini “duri”.

 

1. Bene, come sta?

– Bene, grazie, non prego, non credo in Dio, lei come sta? Prega?

– Bene, prego, no grazie.

– Gratis et amore?

2. Come è iniziata la sua carriera di letterato?

– Quasi per caso. Scrissi infatti qualcosa a caso, anche a cazzo.

Ma parliamo di altro, anche di alito, non solo di cose alte.

3. Ok, crede nell’esistenza degli alieni?

– Credo negli alienati. Ogni alienato ha le sue buone ragioni per essere alieno al mondo.

4. Lei si vanta di avere avuto più di mille donne, è vero o è un’esagerazione della stampa scandalistica?

– La verità è che le donne sono attratte dal mio cervello, non dal mio uccello.

5. E quindi, ha un rapporto conflittuale col gentil sesso?

– No, non sono gentili, sia cortese. Non amano i miei “sgarbi”. Diciamo che il mio rapporto con “esse” non è conflittuale ma inesistente. Eppur ne godo.

6. Cioè?

– Mi masturbo. La masturbazione, pratica ingiustamente condannata dalla Chiesa cattolica, richiede concentrazione, cura “orientale” nei dettagli, prima di eseguirla bisogna respirare profondamente. Solo così si può “ascendere”.

7. Io sapevo che era corteggiato da molte donne, invece.

– Sì, mi corteggiano ma sono un cesso. Infatti poi mi mandano a cagare. Pensare, che ci sono quelli che vanno matti se le donne pisciano loro in testa.

8. Dunque lei non ha problemi da quel “punto di vista”…

– Quale sarebbe il punto di vista?

– L’ammosciamento, lei, non praticando, non incorre in questa problematica che, come sappiamo, affligge nove uomini su dieci.

– No, solo pene…

9. Ci può parlare dei suoi progetti futuri?

– Innanzitutto, come le dicevo, essendo un onanista incallito, per stasera mi aspetta un “video” in streaming. E devo sceglierlo per non “sbagliare” il “colpo”. Bado molto alla quantità e non alla qualità, il mio stato d’intellettuale “integerrimo” ne risente, ma so rialzarlo subito, cioè, volevo dire, riprendermi da dove avevo interrotto. Sì, il coitus interruptus…

10. Non faccia lo spiritoso. Davvero, qual è la sua bucket list?

– Come le dicevo, pensare al “bucato” e poco a “bucarle”. Ma tornando a “cosce” più serie, sono stato ingaggiato per il prossimo film di Scorsese, The Irishman, interpreterò il guappo Gustavo Macedonia, uno che viene assassinato appena cerca di mettere le corna al protagonista.

11. Tornerei alle donne. Sia serio. Mi parli di come fa…

– Non faccio, fanno tutto loro. Appena mi vedono, mi saltano addosso.

– Per coprirla di baci?

– No, per coprirmi di merda.

12. Suvvia, la sua fama di sciupafemmine è arcinota. Dica il vero, usa anche lei qualche volta il Viagra?

– So che non uso i Viados.

13. Se dovesse fare un sunto del suo percorso artistico, quali sono tre aggettivi per descriverlo?

– Ostinazione, testardaggine, perseveranza.

– Un tipo combattivo, dunque, non molla mai.

– No, mollo eccome. Scoregge di gran sapore.

14. Io sono fissata con le donne, mi scusi. Amano molto la sua testa.

– Sì, ma dicono che non ho palle. Eppur rimango un loro pallino. Di mio, so che da piccolo ero allergico al polline e leggevo la favola di Pollicino.

15. Per concludere. Quando la rivedremo all’opera?

– Domani sera. Vado a vedere l’opera omnia di Giuseppe Verdi a teatro. Insomma, sono io uno “spettacolo”.

 

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