Il motto di Trump: ho vinto i nemici perdendo ad Amici, ah ah

14 Nov

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Trump possiede, dietro quest’apparenza da uomo compos(i)to e inquisitorio, una brillantezza da colui che fu leccato da Ivana, da cui Ivanka.

Uomo che non risulta simpatico e dunque non può vincere in Italia ma affermarsi in un Paese ove non si viene selezionati per ricevere un iPhone in regalo ma per regalarsi questo sogno: sei stato selezionato per vincere.

Insomma, Trump non va a vedere i film di Malick, e n’è ben fiero.

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Robert De Niro is The Comedian

10 Nov

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Una tragedia di proporzioni cosmiche si è abbattuta sul mondo, Trump è il Presidente

09 Nov

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Choc agghiacciante nel mondo, un risveglio turbolento nell’incredulità generale. Quella ch’era fino a ieri una farsa, la pantomima ridicola di un esaltato guerrafondaio e sessista, si è trasformata, per “volere” degli americani, in una realtà da libro di Stephen King. Donald Trump è ufficialmente il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Ha battuto la Clinton, come (non) era prevedibile. Perché i democratici, stavolta, hanno sbagliato, troppo convinti di farcela “facilmente”, campagna elettorale e si sono affidati, in un “Paese” ancora troppo maschilista, appunto a una donna. Scalzata nel fotofinish dal tycoon arci-miliardario, più da Circolo Arci e circense che umano. Un mostro è salito al potere più alto, al “vertice” del carrozzone mondiale e prevedo, non solo io, sciagure, calamità, guerre mondiali, sanità tranciata, ricchezza già ai ricc(h)i e povertà che scatenerà faide, lotte tribali, presone incarcerate per (non) aver commesso il “fallo”, ritorsioni, “siccità” mentale e dunque impensabili drammi collettivi.

Ma questa è l’America e Robert De Niro “ha perso l’aereo”.

 

di Stefano Falotico

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Rami Malek sarà Freddie Mercury

06 Nov
MR. ROBOT -- "br4ve-trave1er.asf" Episode 106 -- Pictured: Rami Malek as Elliot Alderson -- (Photo by: David Giesbrecht/USA Network)

MR. ROBOT — “br4ve-trave1er.asf” Episode 106 — Pictured: Rami Malek as Elliot Alderson — (Photo by: David Giesbrecht/USA Network)

Secondo l’eminente Deadline, la star di Mr.Robot, Rami Malek, sarebbe nelle trattative finali per interpretare la compianta e mitica icona del rock mondiale Freddie Mercury nel biopic a lui dedicato che la GK Films sta approntando da anni. Progetto di lunghissima gestazione a cui si son avvicendati, per la regia, i fastosi nomi di Stephen Frears e Dexter Fletcher e per il quale, come attore principale, erano stati opzionati prima l’irriverente Sacha Baron Cohen quindi il valente Ben Whishaw. Adesso, pare che a spuntarla sia stato appunto Rami Malek e dietro la macchina da presa dovrebbe esserci Bryan Singer. Oltre alla GK Films, a cui dovrebbe unirsi la Tribeca di Robert De Niro, a occuparsi della produzione ci penseranno la 20th Century Fox e la New Regency, mentre la sceneggiatura, giù più volte revisionata, sarà affidata ad Anthony McCarten, candidato all’Oscar per il copione de La teoria del tutto. Le riprese, stando sempre a quel che vien riportato, dovrebbero iniziare nell’immediato, esattamente nei primi mesi del prossimo anno. Vi terremo naturalmente aggiornati su altri eventuali e inevitabili sviluppi.

 

di Stefano Falotico

Se vi è il terremoto, il cinismo (non) vi scuoterà

03 Nov

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Allestiranno altre canzonette per i terremotati con Jovanotti e io dico la mia, cinica e (ba)lorda, da uomo che crede agli amori e alla bontà quanto Lucifero crede alla gente da lui crepata. Eh sì, le capre, le crepe, non quelle alla Nutella.

 

Coloro afflitti dal terremoto, oltre a questa afflizione, sono ancora scossi, eppur non tremano, ah ah.

 

Intanto, Al Pacino ha firmato per Hangman, vero B movie dopo esser stato Michael Corleone. Ho detto tutto. Voglio infornare tutte le donne di mia conoscenza, no, voglio informarle che stanotte ho avuto una polluzione. Sì, sappiatelo.

 

 

di Stefano Falotico

Day-Lewis con la moglie non è delus’!

01 Nov

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Nella vita, pensavo di essere Nathan Never e mi scoprii Nathan Lane

27 Oct

Stronzata serale prima di papparmi i ravioli al vapore dalla rosticceria cinese.

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Max Cady, nel suo De Niro, nel suo delirio, aspetta il trailer di The Comedian

22 Oct

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La Sony Pictures Classics rilascerà un peto, no, un “petomane”, Jackie di The Comedianblack comedy di Hackford con uno strepitoso, si spera, Bob. Uomo che fu caudino, no, Cady.

Quest’uomo stropicciato in una corporatura robusta ma atletica da boscaiolo sportivo, che indossa camicie hawaiane nel florido suo pensarsi in Florida, e dal deliro floridissimo nei confronti del suo avvocato, che non lo difese come prevedeva la sua sana e robusta Costituzione.

Eppur aveva ragione nel suo dissennare, no, dissertare filosofeggiante con accenni falotici all’eremitaggio Pop che conosce La piccola peste del suo Henry Miller.

Questi giovani d’oggi ancora acclamano quel bisunto di Tom Cruise, uno che gira film puliti anche quando dovrebbe interpretare ruoli “sporchi”. Che sposò la Kidman per i cuori (ri)belli di quel che fu poi Eyes Wide Shut di un matrimonio tradito da troppe “infedeltà” di Oscar vinti e altri di Magnolia fregati.

Sa tutto Michael Caine de Le regole della casa del sidro, che rubò la statuetta a quella “bella” statuina di Cruise, insegnandogli che si può essere grandi Tobey Maguire anche non essendo stati educati ai “principi” (mettete l’accento dove volete) de Il grande Gatsby. E comunque un culo della Theron vale più di Youth di Sorrentino.

Questi giovani già nati vecchi che (tra)cannano, fan bisboccia, alcuni vengono bocciati e altri troppo presto, sboccati, sbocciano nei fiori del male. Denigrando i genitori che fanno all’amore con la figlia del dottore. Eppur le tre civette sul comò non amano il “cinema” carnascialesco di Rob Zombie, mentre un’altra generazione La casa e chiesa viene educata ai fumetti e alle mezze calzette.

Ricordate: The Comedian porterà al delirio, no, a De Niro il suo terzo Academy Award. Ho deciso io.

 

 

di Stefano Falotico

 

 

Questa è una stronzata ma una stronzata che ama il cappuccino con la schiuma.

C’era una volta nella mia anima, il godimento della libertà

21 Oct

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Ogni uomo anela (al)la libertà eppur essa vien sempre messa in discussione da loschi personaggi che nel nostro (in)cedere incrociamo. Le dita, per non patire le (s)fighe da essi trasmessici, incroceremo sempre, “turlupinandoli” col nostro ingegno e le innate genialità che Dio ci concesse per grazia dei nostri t(r)atti somatici datici in non remissione dei peccati. Poiché, peccando, ci sentiamo più umani, liberi da giudizi coercitivi delle nostre individualità e restii ad adattarci al comune volgo che la fantasia non sa far volare e forse, nevvero, non ha mai saputo ove abita. Nel mio abitacolo, in macchina, mi rendo “gobbo” e faccio perdere il divenir loro macchine mentre, non robotizzato da quest’umanità “efficiente”, molto sulla deficienza, non mi sottometto alla catena di montaggio, ché i montati lasciai vincersi a divenir loro macchine mentre navigo internauta nei miei Mi piace, a piacer mio e mi faccia(n) il piacere se incontro qualcuno che non ama i pacieri. Talvolta, per via dei miei camaleontismi ingrassanti alla De Niro, uso la panciera e ascolto l’ex cantante Gatto Panceri, spegnendo la mia cicca, cioè il mio cervello bruciato, nel posacenere di colui che “adotta” il dopobarba solo dopo aver fatto mix col suo ero(t)ismo d’annata, dunque da uomo che non azzecca mai un an(n)o giusto. Eppur l’uccello mio si muove, “scodinzolando” con “ebetudine” che sa i cazzi suoi. Tu fatti i tuoi e io mi faccio gli affari tuoi, rubandoti oltre alla donna anche il dondolo. Nano che conosceva Dottolo, cioè me.
Ricordate: nella foll(i)a totale, il Genius sa.

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di Stefano Falotico

Categoria Miglior Attore, Oscar previsioni

17 Oct

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O meglio predictions.

Ancora presto per poter definire la lista dei cinque candidati “Best Actor” per i prossimi Oscar, ma la lista si sta definendo e, a quanto pare, avremo molte sorprese dell’ultima ora.

Scontata appariva la nomination a Tom Hanks per il Sully di Eastwood, ma è uscito a Settembre, troppo presto per il rush finale, per la zampata “vincente”. I membri dell’Academy infatti, si sa, son pigri e si scorderanno, quando arriverà Febbraio, tempo appunto delle candidature, della prova, se non superba di Hanks, almeno da menzionare, da contemplare diciamo così. Una prova solida, robusta, come si dice in gergo, sostenuta da una regia efficace e classica nel miglior stile Eastwood, forse un po’ troppo agiografica e dal minutaggio abbastanza ridotto. Solo novanta minuti di film son probabilmente pochi per poterla chiamare una prova proprio da Oscar. All’Academy piacciono i film lunghi e dunque le recitazioni “prolungate”. Da incorniciare di “durevolezza”.

Molte sorprese, dicevamo.

Se il Denzel Washington di Fences appare quasi cosa fatta anche se, paradossalmente, nessuno ha ancora visionato il film, sicura e certissima sembra anche la nomination per Casey Affleck di Manchester by the Sea, che sta mietendo consensi ovunque. Una prova con la sordina, tutta giocata sulle corde dell’anima, una prova sofferta, intensa, sfumata, prettamente drammatica con punte d’insospettabile leggerezza.

In pole position anche Andrew Garfield per Silence (anche questo un’incognita, visto, scusate il gioco di parole, che nessuno l’ha anche in questo caso visto, speriamo non in una svista) e per Hacksaw Ridge di Gibson.

Ma i colpi di scena non mancheranno, fonti ben informate infatti, a detta dei rumors, danno il redivivo, anzianottone Warren Beatty “a giro di boa” per il suo film, e il grandissimo, il più grande, Robert De Niro per The Comedian. E sarebbe un vero touch down a venticinque (!) anni di distanza da Cape Fear, ultima sua candidatura come Miglior Attore, a prescindere da quella come non protagonista per Il lato positivo.

Staremo a vedere.

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