Buona epifania con quella befana del Nic Cage

06 Jan

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Nascere falotici, a (dis)pet(t)o dei san(t)i, preferisco la mia follia contro la pazzia della folla, (rit)ratto di un uomo molto “uovo”

05 Jan

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Nel mio co(r)vo, medito e rimugino a lungo sulle “proboscidi” degli “uomini”, una razza inestirpabile di volgari esseri presuntuosi e forse anche unti, tutti uniti al “cor(p)o” del “volerselo” duro. Una massa facinorosa di “lottatori” che si procacciano fighe, ricotte e pizzicotti, mangiando a sbafo e sotto i baffi molte pizze, spesso capricciose come la lor natura umorale alle quattro stagioni. Lo so, il buonismo pedagogico della società di massa(ie), mi vorrebbe tremendamente falso e sdolcinato come Will Smith di Collateral Beauty, attorniato da lecca-culi, le personcine “speciali”, prodighe, e affermo con orgoglio che non sono un fig(li)o prodig(i)o, affettate, di affetto. E di mio non sono felice come Pacino Al(fredo) con Diane Keaton, racchia che compie settantuno anni e che ha finalmente scoperto, dopo le cervellotiche pellicole “interiors” con Woody Allen, che forse è solo una suora da The Young Pope e non una brillante donna isterica da matti, no, da Manhattan. Molti dei miei coetanei, nonostante traumi inferti loro prima da una “educazione perbenista” e scolastica, poi da tradimenti, corna e schiaffi, si son rivelati Bradley Cooper de Il lato positivo e brindano alla (s)figa “tirandoselo” a campare, anche a Campari dei “famosi” aperitivi del weekend del cazzo, fra mattine coi cornetti, capuffici, uff uff, noia e cappuccini, andando talvolta a messa, dopo un’esistenza, anzi “resistenza” da fessi, scusate da messi e messaline, mangiandosi la pelle, no le palle, ed essendo anche superstiziosi. Rivedessero La Casa del Raimi e non facessero i rabbini, babb(uin)i! Eppur, nonostante siano stronzi cagati male, fanno bambini “dolci”. Di mio, misantropo e quasi sempre isolato, “insulto” le persone con far co(s)mico, essendo un comedian che ama i cazzi suoi. E ama il mondo delle verità, non delle chiacchiere e delle puttan(at)e.

di Stefano Falotico

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Anno nuovo, la solita vita del cazzo

01 Jan

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Triste e me(ge)ra, ieri sera, l’umanità ha festeggiato alla mezzanotte l’avvento, secondo me avventato, dell’anno nuovo. Insomma, una consuetudine che si ripete a scadenza puntuale per gente che il giorno prima riempie il carrello della spesa quando tutto l’anno, appunto, soffre la fame e “imperitura” soffre, dilaniata dietro un lavoro castigante che ne recide le personalità, annientandole in convenzionali mo(n)di standard. Ah, la Standa. Esistono varie categorie di “persone”, tra virgolette perché sono esemplari di una fauna grottesca, che io ripudio. A proposito di ripudi e di “podi”, stanotte mi son svegliato alle due e c’era, sotto casa mia, un mezzo gangster di periferia che a quell’ora “tarda” ancora faceva scoppiar i petardi. Sì, uno scoppiato mentre gli altri in quel momento stavano a scopare. Gli ho cacciato un bau bau, un urlo latrante, lui si è voltato e io, dall’alto, anche dall’alito, della mia prosopopea “signorile”, con egregia classe e mira infallibile, gli ho “rivolto” uno sputo. La saliva mia colò precisa sul suo cranio di testa di cazzo ed “egli” minacciò di denunciarmi. Al che gli gettai addosso un altro “petardo”, anche un peto scoppiettante, e lui scoppiò… a piangere, cari scopatori. Sì, stamane, cari manigoldi, mi son svegliato presto essendo andato a letto presto come De Niro di C’era una volta in America, e ho “invaso” subito la città felsinea, in cui purtroppo abito, col mio abitacolo. Macchina delle “meraviglie” che si è insinuata nell’entroterra bolognese con “immersione subacquea” del mio cinismo di al(a)ta s(c)uola spingente sull’acceleratore in un posto ove ancora tutti dormivano di brutto. Eh sì, son brutti, e io il bruto che “scoreggia” di marmitta non catalitica ma di minchia isterica. Non fa rima, ma non fa neanche Roma. Fermandomi a un bar cinese, che sarebbe piaciuto a John Cassavetes, ho deglutito nutella infarcente una brioche croccante, insomma, una specie di croissant, cari cornuti. Non avendo usato la “cappella” nella sera di San Silvestro, essendo “religioso” vero e dunque non fornicante in questa notte di bagordi, cari vizi(osi), ho poi sorseggiato un cappuccino mentre dei cappuccini, nella chiesa antistante, suonavano le campane non avendo strillato le “campanelline” delle suore. Poi, in radio è passato quell’asino ragliante di Vasco Rossi, uno che comunque fa a gara d’imbecillità con Venditti Antonello, che “predica” il mondo migliore mentre Papa Bergoglio ha affermato che la società italiana di oggi “offre” ai giovani solo l’emigrazione e la “me(n)dicazione” barbona di un lavoro che non c’è. Io, di mio, lavoro quel poco che mi basta per non essere un po(r)co di bue, di buono, care cattive suine. Insomma, quest’anno 2017 è solo da vivere perché Scorsese girerà quest’estate The Irishman. Il resto mi par la solita zoccola(ta). Ho comunque molti propositi fuori dal comune, non essendo un provinciale non votante i comunisti. Pubblicherò altri libri, già pronti per essere editati, care mie che vi “sditalinate”. Molte donne chiedono il mio uccello e, quando “glielo” nego, rifiutano il mio cervello. Insomma, una vita per i cazzi miei.

di Stefano Falotico04410509 01005010 00516004

Discorso di fine an(n)o del Presidente, cioè Falotico, detto anche l’uomo del mar ionico, forse solo Ronin

31 Dec

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Ebbene, un altro anno di merda, fratelli della congrega, sta giungendo finalmente alla “fune”, alla fine, e so che state leccandovi le ferite in attesa di leccare, stasera, qualche “feritoia”. Sì, molte ragazze influenzate si stan facendo belle per voi bulli e io me ne sbudello, ridendo nel mio eremitaggio secco come un caffè “zuccherato” di nevralgia e più forte misantropia. In codesto anno solare, per me non tanto, ho pubblicato vari libri, tutti prodotti dal mio esser libero e dunque dettante legge superiore alla moltitudine ammassata nei luoghi comuni e ammaestrata in lavoretti schiavizzanti che detronizzano le vostre potenzialità. Sì, impotenti, avete patito le ore dietro la scrivania e sognate stasera le orge. Per non par(l)are di quelli sottomessi a lavori sudanti la schiena spezzata in qualche orto e poco oro. Ma poco ne “verrà” e sappiate che io molto varrò, in quanto io var(i)o. Dopo questa stronzata, passiamo a cos(c)e serie. So che state fremendo affinché i 365 giorni dell’anno a venire, sì, non è bisestile, illuminino le vostre teste e vi rendano amara-mente spensierati come il sottoscritto, il cui “patimento” maggiore è riordinare i dvd in che si son accumulati nel mio letargo cinefilo. Sì, colleziono “cimeli” e amo la cima di rapa con le orecchiette, cari ricc(hj)oni. Detesto le compagnie sociali perché mi par gente asociale, che sta dietro il pettegolezzo, la burla sadica, la chiacchiera cattiva, l’uso nazista e fascistoide d’una mentalità cretina che vorrebbe tutti assoggettarci a meccanismi di competizione falsa e frivola, ove “vince” chi ce l’ha più “duro”. Me ne frego e della mia fregiatura me ne fregio. Anche un po’ lo sfrego, in un fregolismo da trasformista, da “equilibrista” di pene, di danzatore delle mie enfiate vene. Svenatevi in leccate di culo tanto la vita avrà da darvi sol un paio di cazzi fritti. Ricordatelo, donne, quando vostro marito, dopo una giornata spossante, vi chiederà il bis e voi volevate solo un sano “biscotto”. Sono preso da interessi che non stressino, dal mio cervello che ha poco da spartire con i vostri uccelli, sono più che altro “rappreso”. Eppur apprendo, al chiodo appendendomi, vestito di pelle da uomo degli an(n)i settanta, un po’ cruising e un po’ qualcosa (non) è cambiato. E qui De Niro aveva un carisma che vale più di 2017 premi Oscar.

 

di Stefano Falotico

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Buon anno, nonostante i detrattori, e anche i “trattori”, continua la mia avventura, anche le mie sventole, no sventure

30 Dec

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Ebbene, con un giorno d’anticipo rispetto a San Silvestro, non so se Stallone, voglio felicitarmi con voi dell’anno a venire, non so se per i botti sverrete o per le troppe bott(an)e. So che siete volponi e adocchiate le donne con far marpione senza poi farvele, se non sotto, comunque sia io ho da “raccontarvene”. Donne di varia fattura, alcune strafatte, altre non strafighe, l’importante è che siano sfatte. Sì, le donne consumate possono levigarvi in più acu(mina)ta “lievitazione” e il pane, no il pene, potrete infornare con “dolce” dimestichezza della farina della vostra sacca. Sì, la volgarità talvolta s’impossessa di me e devo domarla, cari sadomaso, evitando che mi evirino. Passiamo a cosce serie, no a cose meno facete. Eppur fatevele di favella. Mi son di nuovo rasato a zero, e il mio cranio accarezzo con nobile “dimestichezza” delle mie mani che afferrano i vacanti peli piliferi con “masturbante” indolenza di tremolii neuronali lisci come andar sul velluto di una di quelle. Mano che tocca, che fa il ritocco, che solletica il bulbo e sa come tirar di pugnette, no di pugni come Balboa. L’an(n)o è andato e non so quanti ani ancor vedrete in questo infernale, languido sbaciucchiarvi buonista che (per)dona e “lo” dà a vedere. Avvedetevi, e voi, svegli, addormentatelo talvolta. Per il cenone, io mangerò le lenticchie col cotechino, “insanguinato” di purè perché non son uno del Perù e non mi faccio mancare niente, neppure il dolce nel mio “vederla” malizioso. Non sono un maligno, ma sono spesso una malalingua. Malandrini, non fate i maialini, ma mangiate lo zampone. E questa è la miglior canzone di questo final di stagione.

Vago nella città, talvolta qualche filosofo cito e faccio Cita in mezzo a voi, tarzaniani, e spingo, eccome se spinge.

 

di Stefano Falotico

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Santo Stefano, ultimo martire, io vivo invece a Marte mentre voi contemplate il mare

26 Dec

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Santo Stefano patì e molta gente vorrebbe che io parimenti patissi. Invece, con grande creanza, alla faccia del lor mal di panza, pubblico libri e m’inietto felicità “misantropica” ricordando le sagge parole di Jack Lucas/Jeff Bridges ne La leggenda del re pescatore: pensare è molto importante. Ci distingue dalle lenticchie e da quelli che leggono libri come La canzone dell’amore.

Sì, sebbene io incarni l’amore e la bontà suprema che perdona le vostre invidie e i ricatti psicologici a cui vorreste m’annettessi, non credo alle frasi “ti amo” e ad altre corbellerie sentimentali da Baci Perugina. La mia vita, pur non soffrendo, rimembra a me stes(s)o la sofferenza patibolare dell’uomo che non deve chiedere mai e amanza macilento, talvolta però con la pancetta anche nel panino, nel fatiscente mondo ipocrita, fasullo e vuoto. Coltivo la speranza che tanto l’umanità peggiorerà e ne rido mansueto sapendo che ho estrema ragione. Vedo gente accapigliarsi per un lavoro da un Euro in più e vedo extracomunitari fare a botte per una bottana bianca. Di mio, “lo” trastullo, leggendo filosofia orientale e ascoltando la canzone del mio cervello. Alla faccia dei cazzoni come Michael Bay, io sto nella mia baia, e abbaio. Talvolta mi abbagliano, ma sono cos(c)e da segare. Alcuni, anche a Santo Stefano, stanno al mare sotto le palme. Meglio un De Palma.

 

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Left to right: Director/Executive Producer Michael Bay and Isabela Moner on the set of TRANSFORMERS: THE LAST KNIGHT, from Paramount Pictures.

Left to right: Director/Executive Producer Michael Bay and Isabela Moner on the set of TRANSFORMERS: THE LAST KNIGHT, from Paramount Pictures.

Il mio Natale, auguri a tutti e malaugurio ai cattivi

24 Dec

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Salve, sono un uomo che ha resistito agli urti e, (in)dolente, avanza scialacquando il suo tale(nto) in mezzo a un’umanità alla frutta che nel giorno “natio” del Cristo, poi redento dalla croce e dunque pasquale, si strafogherà di dolci e buonismi, non rispettando Javier Bardem di Biutiful. Lo so, tra soffritti e padelle, nel giorno di Natale ringraziate la vostra panza e non rispettate quelli che vivono nelle palafitte. Eppur, per un mascarpone di troppo, patirete allo stomaco la fitta. Ah, quante frittate. Il mio è stato un anno addolorato, perspicace del mio genio e delle cianfrusaglie del caos esistenziale a cui l’entropia, anche televisiva, m’ha indotto a (non) essere. Ognuno festeggia come vuole e come “gli” duole. C’è chi si vestirà da Santa Claus per allietare il suo bimbo, regredendo a Bambi, chi andrà a vedere il film di Tim Burton adocchiando l’Eva Green seduta nella poltroncina dei suoi testicoli malandati eppur ancor “gai”.  Chi ancora affogherà senz’ancore. Sono un uomo di core e ho sia paura d’amare che “voluttà” di amaro. Marinate finché siete in temp(i)o, la vita non è solo duro lavoro. È anche duro uccello. Sappiatelo, donne, quando vostro marito ve ne regalerà uno dalle piume di cristallo e non il suo (di)amante. E vai di spumante, mentre io schiumo di rabbia, poi di allegria, che tanto la vita è un brodino.

di Stefano Falotico

df-bts-02339_1400 01103002 "DISNEY'S A CHRISTMAS CAROL"

Il nuovo film di Leo DiCaprio, Natale con la panza

18 Dec

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Questa non è una locandina, ma una locandona. Ove Leo vi ha dato sotto con le braciole. Molti panini e poco cinepanettone.

Dunkirk, questo trailer è un inverno del nostro scontento

15 Dec

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Ah, è uscito il trailer di questo film molto atteso, non da me.

Ah, dame, Nolan ci dà questa schifezza con CGi e la solita freddezza, insomma, è ambientato in una zona nordica con Branagh il Bardo che rimembra il suo film invernale, auspicandosi che questo film sia (non) essere fra tante immagini evanescenti. Evento che cambiò il destino del mondo? E venti soffieranno contro Christopher, illuminando le testoline, anche i testicoli, di chi lo apprezza e continua ad appoggiare questi kolossal bellici, tanto bellicosi, brutti da sbellicarsene. Viaggiano ondate di artica decadenza tra esplosioni e liquame albino, no, marino in albeggiar di fotografia giallo-ocra virata al polmone, no, al timone della scempiaggine e del melodrammatico con moto triste cavalleggero andante svolazzante come Tom Hardy fuori posto in questo filmato alla mia anima ignoto. Notate come forse USS Indianapolis con Cage non abbia nulla da invidiargli in fatto di deflagrazioni ricreate a computer.
Insomma, allocchi, Nolan vi circuì e siete rimasti con acque alle gole perché questo trailer non mette acquolina al vostro fanatismo.

In fondo in fondo, oceanico, se siete survival a tal orrore, potrete aspettare il prossimo.

di Stefano Falotico

 

 

di Stefano Falotico

Golden Globe, quali saranno gli attori e i film nominati?

10 Dec

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Tempo di nominations e Lunedì nel primissimo pomeriggio saranno annunciate le candidature dei Golden Globe, i premi che la stampa estera riserva a quelli che ha considerato i migliori film dell’anno e i suoi prodigiosi interpreti. Molte, come sempre, potrebbero rivelarsi le sorprese per quello che viene reputato da molti un “antipasto” della Notte degli Oscar. Ricordiamo infatti che i Golden Globe, dopo appunto gli Academy Award, che premiano il Cinema nella sua totalità e gli Emmy Award che premiano i prodotti televisivi, sono il maggior riconoscimento per entrambe le categorie a livello mondiale. Molti siti specializzati nelle cosiddette “predictions” si stanno scatenando a prevedere quali possano essere i film e gli attori nominati, e fra tutte queste riviste online senza dubbio è spiccato il parere di Variety, che stila la sua classifica. Vi rimandiamo al link della sua pagina ufficiale perché possiate vederne la lista completa, ci limitiamo a dire che, per la categoria Miglior Film drammatico, Variety “snobba” Silence di Scorsese, che a quanto pare a molta parte della Critica nei primi screenings non è piaciuto come ci si aspettava, e inserisce fra i possibili candidati, come interpreti maschili, Viggo Mortensen di Captain Fantastic e Michael Keaton di The Founder outsider nella categoria appunto “Drama”. Ma, aggiungiamo noi, potrebbero benissimo gareggiare nella categoria “Commedia”. Un distinguo che la Foreign Press Associaton esegue secondo suoi metodi personalissimi, tant’è vero che l’anno scorso Matt Damon di The Martian fu premiato come Miglior Attore Comedy/Musical (!)! Sempre per quanto concerne la categoria Best Actor di Commedia o Musical, in pole position all’ultima ora paiono entrati i nomi di De Niro per The Comedian, di George Clooney per Ave, Cesare dei Coen e addirittura di Jonah Hill per War Dogs. Staremo a vedere chi fra questi tanti la spunterà.com04

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di Stefano Falotico

 

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