Il ritorno di David Fincher, Gone Girl Trailer

16 Apr

Pubblicato in data 15/apr/2014

GONE GIRL — directed by David Fincher and based upon the global bestseller by Gillian Flynn — unearths the secrets at the heart of a modern marriage. On the occasion of his fifth wedding anniversary, Nick Dunne (Ben Affleck) reports that his beautiful wife, Amy (Rosamund Pike), has gone missing. Under pressure from the police and a growing media frenzy, Nick’s portrait of a blissful union begins to crumble. Soon his lies, deceits and strange behavior have everyone asking the same dark question: Did Nick Dunne kill his wife?

Adoro immaginare un culo e (non) mostrarvelo di (s)contro

12 Apr

- Ci sei voluto entrare? E ci sei rimasto! (Al Pacino, Heat)

Oggi pomeriggio è stato all’insegna, anche non rispettata stradale segnaletica di “guardrail”, del culo a (non) com-planarvi.

Uno di quei culi “sfondati”.

 

Sì, dopo un pranzo indigesto in quel del mio loco-“loculo” di via della Ca’Bianca, ove risiedo periferico di Quartiere Navile bolognese, con lo stomaco in subbuglio, a causa del pasto masticato con disgusto, decido di digerirlo nell’andar a prendere un caffè dall’altra parte della città, anzi nell’entroterra(gna) di Castenaso, frazione limitrofa “dotata” di Bar Centrale, ritrovo nevralgico, anche nevrotico, di gaglioffi senza un soldo che scommettono dalla tabaccaia amarcord lì ubicata a sperar di averla… non più questa (s)figa ma di botta di posteriore, un bar sordido gestito da un albanese schietto come le fiaschette dei suoi clienti vecchietti, i quali di fiasche ammiran i fondoschiena delle donnacce più ubriacone di quella “zona” anteriore, nei pressi della “rotonda” pericolosa…, sì, statevi (ac)corti, non “allungatelo” in curva.

Al che, bevo…, ottimo, aroma smaltito in 30 secondi netti su sigaretta Chesterfield aizzante il mio sbuffar in faccia alla clientela “elegante”, e rientro in macchina, sostata in una piazzetta vicino a un chiosco lì adiacente vendente birrette annacquate, gelati sciolti come la diarrea più “soffice” e “liquorosa”, e pizzette asportate dal fegato dei cani randagi che ne vomitaron la “mozzarella” ammuffita la sera precedente all’acquisto della medesima da parte del bottegaio. Uno che appunto vende cibo avariato, avvelenando gli acquirenti, da cui ora capisco perché ogni giorno Castenaso annota nel “Quotidiano” locale dieci morti per ragioni gastroenterologhe inspiegabili. La questione demografica della bile indimostrabile.

Ebbene, “spingo” la freccia, aziono la leva del cambio ma, all’improvviso, che schianto. Dinanzi a me, in tenuta attillata a ritto subito “ingranarmelo”, una ragazza ballonzolante di culo asciuttissimo che sta camminando impettita su gran contemporaneo “incazzarmelo” e volerla tamponare. A bruciar il carburante dei miei occhi nel suo “dolce” scroscio su e giù di glutei sodi come il duro… marciapiede da lei soavemente cadenzato su carezzarmelo seppur virtualmente (im)mobilissimo dentro la carrozzeria dell’automobile. Glutei duri dalla tenuta “che va sul bagnato”, indistruttibili come i mattoni del pa(la)zzo dirimpetto a lei “sui viali”.

In preda al “panico” e alla catatonia raddrizzante in mezzo alle gambe su sguardo mio al “tergicristallo” di polluzione eiaculante, non mi accorgo che, svoltando, sta nel frattempo passando una macchina. Freno bruscamente ma, nonostante la mia “prontezza di riflessi” e del mio “fesso” eroticamente all’olio “trivellato” fra le mutande “petrolifere” a (es)tenderlo di macchioline spermatiche, spacco di putiferio il suo specchietto retrovisore. Il conducente dell’auto scende più “incazzato” del mio, intanto, di sollevato “freno a mano” dato l’urto allarmante, lo blocco subito dal fottermi di fisting, cioè pugni tosti, ster(ili)z(z)andola in barzelletta, però densamente penso, fra me e il mio, che voglia incularmi ma preferisce una “sodomia” più delicata. Non vuole la constatazione amichevole bensì subito la “grana” per riparar al danno. Io, di malavoglia, son costretto al ricatto.

Ah, il didietro di una ricotta di (s)vista può farti pagare 100 Euro di “contravvenzione”, con la beffa che non sei venuto né sul suo ano e neanche da onanista sotto i baffi puoi dir d’essertela (s)passata davoyeur.

Probabilmente, codesta era una puttana. E i miei 100 Euro dati al “danneggiato”, serviranno a costui per pagarla. Lei gliela allargherà, elargendogli la “multa” se non userà la cintura di sicurezza, come esige costei, sadomasochista di quelle “forti” e resistenti.

Ricordate: sono un uomo ve(tr)o rotto, da rottamare.

Il Cobra

11 Apr

Ho sempre preferito Sylvester Stallone Cobretti alla famiglia Guizzardi cretinetti a dir poco, amo il mio “tamarro” in confronto ai nerd merde… se non ti sta bene, ti “starà” strappato…

Vedi di non rompere il cazzo e altri pugni in faccia alla famiglia Guizzardi!

Chi è tal fantomatica famiglia Guizzardi? Ora, se vorrete recarvi su Google e digitare Emanuele Guizzardi, il pater familias di tal nucleo di troioni, noterete che ancor compare il suo vecchio indirizzo civico, via Enrico Mattei, con “annesso” num. di telefono, da me qui riportato senza sprezzo del pericolo: 051535089.

Oggi, il telefono è stato disabilitato e in quell’abitazione non abita più nessuno.

Ora, voi, che non ne siete informati, vi chiederete, ammesso che v’interessi, (non) ne dubito, perché?

Perché, nel lontano 2003, in seguito a violente calunnie per il net ai danni del sottoscritto con tanto di profili falsi, relative denunce, querele, tribunali, giudici di pace e minacce “penali”, si giunse in ca(u)sa, appunto, con incluso il rischio d’infrazione, usci semi-aperti, urla sguaiate, casini sfacciati, porte semi-sfondate, calci, pugni, isteria collettiva dei condomini che, assistendo, quasi quotidianamente all’orrido spettacolino, che dopo vi descriverò, spesso chiamavano le “gazzelle”, con puntual arrivar in loco della polizia e delle “forze dell’ordine” allarmate dal trambusto e dal “disturbo” della quiete notturna.

Ora, sintetizzando, potremmo dire che mi recavo sempre da costoro, gli impostori, per chieder spiegazioni del perché, dopo aver interrotto un’amicizia davvero “tale”, mi stavan perseguitando su YouTube e sui vari forum internettiani, appunto.

Recandomi nella tana dei “lupi”, fui denunciato e costretto a un ricovero psichiatrico perché quel “gran genio” di colui che mi “diagnosticò” sofferente di allucinazioni uditive e visive, accusandomi, non avendo prove a mio carico, di essermi inventato tutto, decise di “punto in bianco e stilografica arrogante” che dovessi essere sedato e curato affinché mi tornasse la “ragione”. A suo avviso, infatti, non avevo semplicemente “accettato” una “normale” emarginazione e la mia mente, sempre secondo tal “luminare”, aveva dato “violentemente” di matto. Perché costoro, sempre a suo (ar)dire (e anche aver rischiato di bruciare un cervello), non erano assolutamente responsabili di nulla, mi ero solo ammalato, ah ah, in seguito alla forte delusione, in quanto “castigato” dalla solitudine della circostanza “esiliata” creatasi, vedevo complotti dappertutto e immaginavo che queste persone ce l’avessero con me, quando invece erano soltanto “bravi” cittadini, col “diritto” di mandarmi a fanculo…

Sì, e relativo calunniare, prendere contatti addirittura con una ragazza che all’epoca frequentavo, intimandola a lasciarmi, altrimenti “gliel’avrebbero fatta”… pagare, “pelandola” (leggasi “vaga” minaccia di stupro?), dove le (o)mettemmo?

Ebbene, dopo esser stato “internato” nel remoto oramai 2008, dopo un processo giudiziario protrattosi sin al Novembre dello scorso anno, con “pendenza” del “giudizio” sulla mia persona, dunque annessi “controlli” per appurar se avevo mentito o la mia versione era corretta, insomma, dopo 5 anni di tal cagione provocatami, con tanto di rischio di mia impiccagione per non poter sopportare l’ingiustizia atrocemente caudina e criminosa, appunto a Novembre venni liberato da ogni “sospetto”.

Secondo voi, invece, che figura c’han fatto questi pezzi di merda dei Guizzardi?

Certa gente (non) merita vendetta, hanno già scontato in tribunale, ma ci vorrebbe per questa il Cobra.

De Niro on Tribeca 2014

10 Apr

De Niro ad Amici, il suo ingresso

06 Apr

Come De Niro andò ad “Amici”, elevato in gloria su poltroncina da “svaccato”, e rubò, “girandosi i pollici”, tutti i risparmi della vostra (non) vita

Chiedo ven(i)a se provoco giustamente come al sol(it)o, ma non sono, a differenza di voi, comatoso, eppur a malapena respiro in tal mondo grazie all’endovena, non da drogato ma da flebo

Abbiate fede, io ho la febbre oggi, domani sarò infreddolito, ieri fievole ma non frivolo eppur son fiero di non vestir “firmato” in quanto già “firmamento” d’asceso, prima di discensione vostra nel mio culo, e ora in cielo “lucido”, eppur credo, in modo crudo, alla trinità della mia bocca che non tace, dei miei occhi che vedono, del mio… che “spinge”, il carrozzone va ma preferisco il “trenino”, sì, ho paura dell’aereo, anche di ieri perché guardo al domani, sperando di rosso di sera, si spezza esangue…

Non ho bisogno di una trasfusione ma tu di un trans. Meglio il tram.

Sabato sera, De Niro non ha capito lo spirito del programma della De Filippi. Volontariamente non ha votato per nessuna squadra, assegnando i suoi pollici su a entrambe le fazioni contendenti. Insomma, con celeberrimo riso beffardo ha preso per il culo questa gente che gli ha dato più di un miliardo per partecipare a tal immonda pagliacciata. E non ha smentito la sua grandezza. Perché Bob incassa e, da toro scatenato, (s)fotte. Poi, torna a Los Angeles, e dice al suo amico, Joe Pesci, che come si fan inculare gli italiani neanche il suo Al Capone.

E assieme vanno a brindare alla faccia della nostra Italietta, che parla sempre disperatamente di crisi ma non dovrebbe lamentarsi se milioni di spettatori stanno incollati al piccolo, piccolissimo schermo, oserei dire minuscolo, per dare al Bob il loro poverissimo stipendio. La vita è questa. Tu dai a De Niro, trattandolo da untouchable Dio, e poi finisci sotto i ponti, solo perché non avevi raddrizzato le antenne del tuo cervello oramai scassato dalla società mediatica, anzi, di Mediaset. E non alzare il dito medio se prima ti eri sintonizzato sul Cinque. Ah ah! Ora, applaudi! E stai zitto.

Sette film ove De Niro, in modo pasoliniano, profetizzò l’italico “pisolino” da gente che prima votò Berlusconi perché desiderava un cambiamento godereccio, “grazie” ai suoi programmi pecorecci, e ora vuole sbattere il “povero” Silvio perché non ha più neanche i pochi Euro per comprare un pecorino sardo. Ebbe, come si suol dire, le traveggole illudendosi che avrebbero trombato le “belle” come Berlusca.

Eh sì, una verità assordante. “Vi meritate Alberto Sordi!”, parafrasando il Moretti “urlatore”.

Vi meritate di “(s)venir” nelle mutande per la Ferilli ancor “bona” coi boccoli da matrona dei bordelli “culturali” romani in quel di Milano da “giudice” che si gratta il clitoride fra una paletta e un “siparietto” con semi-inquadratura alle sue tettone, vi meritate Argentero Luca e l’ultimo posto, di medaglia di merde, come “Belpaese”.

È buono il “formaggio?”. E il format?

Sì, state (de)formando questi uniformati, omologati ragazzi “talentuosi” proprio alla “sana” pastorizia.

Che hai fatto in tutti questi anni?.. Non sono andato a letto presto, ho guardato la De Filippi.
The Good Shepherd

A Bronx Tale

Sesso & potere

15 minutes

Brazil

Re per una notte

Il cacciatore

Kurt Cobain amava Clint Eastwood

05 Apr

Kurt Cobain: a vent’anni dalla sua mortacci tua, Falotico vi racconta l’ultima volta che assieme si suicidarono…

Vent’anni fa e un giorno, moriva Kurt Cobain, la domanda è: era un grande o un montato? E soprattutto chi è stata la più grande rockstar? Jim Morrison

Non ho mai nutrito troppa simpatia per Kurt. Mi ha sempre dato l’impressione, cantando in quel modo, di essere uno di quei maialini scannati al macello così come “grungeiando” mugolava il suo “dolore”, soffertissimo, ah ah, esistenziale da uno che prima s’era fottuto bellamente, con tanto di lor belate “belline”, cento groupie al ritmo di “come as you are” di pecorina. Ma ammansiva il vostro gregge da valle inconsolabile di lacrime “arrabbiate”. Un ipocrita, insomma, osannato dalla società anni ’90 in cerca della sua pulp fiction musicale. Sì, prima le ammucchiate e poi l’ira da Mucchio selvaggio alla Peckinpah perché s’era rotto il cazzo dopo l’indigestione di “basso”.

Per questa mia, speditemi in manicomio e ballerò il lento… “sciolto” sul… light my fire del Morrison mentre sarò picchiato da spranghe “dure” a friabile adattarmi ai vostri gusti. Sì, a tutti piace(va) Cobain, di mio ho sempre preferito il sigaro cubano di Al Pacino di Scarface e a Michelle Pfeiffer, perfettina e incazzosa se le si rompon le unghie, due cubiste cubane con Fidel Castro nella vostra baia dei porci a cui faccio guerra. Abbaiamo! Non abbassiamoci!

Questo sono io, l’irriverenza guascona come può essere la smorfia alla Max Cady di De Niro, uno che ha il coraggio di sputtanare questa borghesia falsa. Prima educa i figli alla mansuetudine senza marijuana e poi critica uno come Max che veste camicie hawaiane. Con tanto di tatuaggi da marinaio, essendo stato in galera per colpa delle omissioni “peccatorum” dell’avvocato bugiardo perfino a sua moglie, a cui non confida il suo tradimento “galeotto”.

Sì, in utero…

Passano gli anni, oggi abbiamo le magic mielose di Chris Martin, ieri John Legend col suo basculante addome da negro “latino”, domani tornerà di moda il jazz del cazz’.

E si fa di tutta una banda un fascio… di nervi, tanto esploderete in “fuoco” artificiale, dopo il ”glande” freddo”, da sagre paesane dei vostri fintissimi idoli, ben peggiori dei santi patroni meridionali.

Di mio, ficco in autoradio i miei strange days, per il resto potete suicidarvi.

Se non vi piaccio, in quella tavola “calda” servono il prosciutto della tua donna sgelata dopo tanta carne in scatola della sua mente da “imbottigliata”. Offrono gratis la “salsa” con le patatine di lambada…, alcune però non sono “originali”, son abbronzate di lampada(rio). E vai di mossa, di mousse, di musetto e attenti alle scosse!

Fidatevi, meglio un pneumatico come me di uno come il Cobain. Che sfruttava il vostro “teenagerismo” nichilista e “turbolento” per poi scrivere nei suoi diari che non provava empatia.

Però con quelle che gli sudavano sopra… sì.

E Bruce Springsteen? Fino a “Nebraska” ci s(t)iamo, poi ha sbandato.

Ma in fondo fa bene. Tanto “Sulla strada” non lo legge più nessuno.

Oggi, la gente preferisce le hit “toste” col culo parato da sparlatori dietro le pareti insonorizzate della falsità ancor più “assordante”. E voglion tutti vincere la classifica stando in pantofole.

Per quanto mi concerne, so che la cerniera serve per far uscir l’uccello.

E non tarpategli le ali, mie polle, sono le parti migliori assieme alle vostre cosce… si spera non troppo “cotte”, altrimenti poi mi chiederete gli alimenti. Di mio, voglio solo che aumenti di volume, tu puoi “volumizzarlo”, alimentandolo con qualche toccatina… di pepe e molto sale. Il punto saliente del gradimento.

Di petto son stopposo, di patta c’è, di patti non puoi prendermi sul serio.

Pattuiamo questo: io pattino, ti sbatto e non spiattellarmi la morale da tiro al piattello.

Cosa voglio dire? Sono criptico? No, di mio vivo nella cripta e basta.

È già troppo farti ascoltar la musica vera, spaccarti i timpani e tamponarti.

Ma, pur essendo già morto, vesto più nudo dei tuoi scheletri nell’armadio.

Ora, basta con le tue melodie e dì a tua moglie che me la dia!

Suvvia! Via e poi giù!

Finale col botto… in faccia

Una scrive su Facebook che, dalla fretta, si è mal rasata le ascelle e chiede alle sue “amiche” se credono sia eroticamente, per il sabato sera “pompante” in discoteca ritmata di musica “incazzata”, affascinante il semi-pelo per il maschio “intravedente”, e se questo “stratagemma” può aiutarla a rendersi più piacente per la penetrazione lenta e non troppo scimmiesca.

Intervengo a sproposito nello spazio commenti e le scrivo che a me piace King Kong. Anzi, che io e King ci siamo sposati da un anno e aspettiamo Cita in formato gigante. Non abbiamo però i soldi per mantenerla e neanche quelli per la balia. L’affideremo a Tarzan, di “adozione” africana-leggendaria da libro della giungla…

Lei non capisce e chiede se sto provocando per puro gusto (s)fottente, alludendo che mi piacerebbe leccargliela su far lo spiritoso animalesco prima della bestialità ancor più (s)fottuta.

Al che, “controbatto” e le scrivo che sono in verità solo un barbone in cerca di pelliccia per la notte. Ma da cacciatore potrei pelargliela come la favoletta di Cappuccetto con un unico finale possibile. La polizia becca il mio Jack lo squartatore e io me lo do ad altre gambe. Tu la dai, dondolante va ergendosi come la quercia in mezzo alla foresta, colante me lo trancerai se non vorrò disboscarlo prima della pioggia equatoriale, accaldato-irrequieto di battermi il petto perché tu me lo estrai, tagliandomelo evirante.

Ecco, penso che Kurt Cobain fosse romantico a suo modo. Io, a mio “mondo”, sono un leone, domani un elefante, ieri più pachidermico di un imprenditore che sfrutta i dipendenti, in un’altra era sono quel che sono.

O ti vado bene, o evviva le foche. Se non accetti lo zoo, posso fare il delfino.

Se hanno chiuso le piscine, posso almeno pisciare?

Ora, mi chiederai: non puoi perché non ce l’hai più dopo l’evirazione. C’è sempre il pappagallo artificiale.

Sì, diciamocela. Cobain era un uccello in gabbia. Compreso che Courtney Love era carina, sì, ma voleva troppi altrui ca(na)rini, si sparò evitando che gli strappasse anche il “grunge” dello “sdrucito” pantalone urlante.

Detta pene al (di)vino. E non voglio sentir altri cazzi.
Jim Morrison è il più grande perché comprese the end prima dei titoli di “coda”… dopo che Marlon Brando disse la verità di questa società che fa orrore.

Punto e a capo?

No, da Coppola in testa.

E ora “spariamocele”.

- Come va?

- Non funziona un cazzo. Comunque, lo riparerò. Uno ne ho, eppur son bipede.

Comunque, per finire del tutto, vi racconto questa.

An(n)i fa, una tizia di Roma volle per forza, “di brutto”, incontrarmi con la scusa che era affascinata dalla mia mente.

Scendo dal treno, lei mi fissa, allaga tutta la stazione e, per far sì… che non chiamassero soccorso a causa dell’allagamento della Termini, mi salta addosso e me lo evira con un morso netto.

Risolto l’allagamento, sì, dopò si asciugò in fretta, dicasi “ritiro dopo che volle tirarmelo”, mi vide catatonico, immobile e mi disse: “Stefano, non starmi così, non ti manca niente”…

Insomma, Cobain doveva andare a farselo attaccare varie volte dopo gli innumerevoli strappi da isteriche.

Alla fine, optò per la soluzione che taglia i “testicoli” al toro.

Si ruppe proprio il cazzo. Completamente.

Una pistola e basta coi grilletti.
Insomma, non so se Cobain fosse un genio. Ma d’altronde non lo era Dostoevskij, non lo era Mozart, non lo era Einstein e non lo sei tu. Non lo è nessuno. Diciamo che esistono persone che fanno della loro particolarità un modus creativo. Canalizzano la loro predisposizione a essere quel che sono (in)nati.

Ma poi succede inevitabilmente questo. Cobain andava, come un comune mortale, come tutti, al bar. E la barista, anziché chiedergli “Cosa vuole?”, gli ordinava “Dammelo”.

Lui aveva bisogno solo di un digestivo.

E, nauseato, si sparò in bocca.

Fine della storia.

Comunque, domani, ricordatevelo, non si scappa. Anche se stasera avete scopato, dandovi una visione euforica della vita, diciamo una momentanea “botta”, a meno che non siate crepati per overdose, ah, ben vi sta, eccessivi, vi toccherà la solita merda.

In senso figurato della condizione umana?

No, nel senso stavolta proprio di merda. A meno che domani non caghiate il cazzo.

Non so voi, di mio cago regolarmente.

I problemi nascono con le stitichezze della società rivoltante.

Insomma, cagano storto e pisciano fuori dal vaso, cioè me lo rompono.

E che puoi fare?

Adesso, apro il mio sogno nel “cassetto”. Ed estraggo il fucile.

Sì, sono Walt Kowalski, altro che Cobain.

 

Kevin Spacey è stato diagnosticato pazzo

04 Apr

Sette film che celebrano, cari cerebrolesi, lo stato mentale a me più consono, cioè la pazzia alla Kevin Spacey, creativa e da “ambiguo” stronzo…

Kevin Spacey: la gente ha pensato che fossi matto 11 anni fa quando mi sono trasferito a Londra e ho dato vita a una compagnia teatrale – “ma che fa? È fuori di testa” -, la gente pensava che fossimo matti quando abbiamo firmato il contratto con Netfix per House of Cards – “sono fuori di testa, non funzionerà mai” – . Sono abituato al fatto che la gente pensi che sono matto. E sapete una cosa? In fondo mi piace un sacco”.

Concordo, diciamo che mi rispecchio.

Una quindicina di anni fa, iniziai a scrivere un libro e i miei coetanei pensavano fossi diventato più matto di quello che ancora, orgogliosamente, (non) sono. Pensarono: “Adesso, ‘sto cazzone, vuol anche fare lo scrittore. Ma andasse a lavorare come noi tutti, coglionazzoni, e vedesse di trombare qualche volta, invece che amare il Cinema e farsi i cazzi suoi, oltre a scrivere poesie alle donne, tanto le donne son solo delle puttane e noi le riempiamo di soldi ricattandole che la diano, che sudasse!”.

Oggi, li ho inculati ma, nonostante le varie botte… di miei colpi da letterato raffinato, eppur sempre lì (ri)posato, non è che possa dire di avere culo. Infatti, ho più di una donna e sono tutte di buoni fondoschiena. Se lo fanno sodo insomma, e non pretendono neanche i soldi. Una la uso per scopare, l’altra per lav(or)are al posto mio, l’altra come Kathy Bates di Misery non deve morire, cioè le prometto di finire un libro sulla sua eroina preferita, da lei inventata, ma nel frattempo va a far la spesa al posto mio. Se vorrà spaccarmi le gambe, non può, è convinta che io sia paraplegico. Fa parte della sua patologia, compreso il fatto che crede che io sia pazzo e non uno scrittore. Qui si sbaglia ancora di più. Sono entrambi.

Morale? La gente si preclude molte cose dalla vita perché limitata dalla loro normalità.

Io non mi precludo nulla perché non valgo niente. E di questo niente ne vado matto, in quanto son la pazzia incarnata alla libertà. E quando si è liberi si è anche incoscienti?

No, fra le cosce. Ma non vi starò a dire se nel senso ficcante o inculato a sangue.

Su quello, ragionateci voi che avete sempre le risposte. Di mio, non suppongo, come già spiegato. Ho però in casa le supposte in caso di part(it)o. Se dovessi mettere incinta qualcuna, meglio darsi alla fuga e poi a un’altra figa. Andasse male, andrà bene e (da) dritto. Esiste apposta quello che te lo raddrizza. Non è un omosessuale ma un andrologo dei tuoi coglioni…

Sette film “atmosferici” perché nessuno ha la sfera di cristallo e non sai mai che può capitarti. Decapitati, eppur fosti un capitano tosto di capitale che “decollasti”… sii “elastico”…

Dai su, seppur non desti(no), io son desto?

Non sei sul lastrico, perché penzolante dal soffitto…

Non può piovere per sempre… Il corvo con Brandon Lee? No, nel culo lì perché infatti, e in fallo, come da legge di Murphy ché andrà mal di testa e di tempo, grandinerà dentro… eternamente…

Chiuso per colpa del fuoco fatuo, dell’esser stato una meteora, delle cattive, avveratesi previsioni meteorologiche? No, perché hai praticato un incontenibile meteorismo rabbioso in faccia al capufficio e ora non hai neanche i soldi per il cappuccino. L’importante è: funziona la cappella del cappero? Neanche quella? Allora, ti rimane solo il cappio al collo e, “colando”, non sulle donne a sfilarle loro ma appeso a un filo. Eppur c’è “tensione”. Sì, se è tesissimo va bene, le donne amano gli uomini dai nervi “tirati” a lucido per poi incappucciarli in boccucce del “ciuccio” con tanto, se ti va il pene, di lor far le ciuche, da cui il “bagnasciuga”. Eppur, a causa della “fame” non riempita neanche di “languorino”, sei magro come un’acciuga e hai perso la forza per gridar “Accipicchia!”. Sì, quando la vita è solo l’aceto senza l’insalata, sei fritto in padella, (e)salato… ove potrai scagliar tutte le “saette” che vuoi a meno che tu non sia già all’inferno in Terra bruciato…, internato!

Eppur va, si tira a campare fra un tresette e una briscola, incluso il gioco della scopa.

7 film, appunto, da tuo bollito cotto “a puntino” perché, senza spuntini, se il dito punterai, gli appuntati ti pianteranno in gattabuia ove sarai sodomizzato notte e dì con tanto di “passatempo” a guardar il tempo che, fuori dalle grate, (non) cambia. E bestemmi a chi ti ha ingabbiato un “Che Dio vi fulmini!”.

Io, il campione, campo eppur la scamperai nonostante tu sia un pervertito scambista.

Vai a scheggia, ci son anche gli schivati, gli schiavi schienati. Donna, chinati e, chinata, berrai il mio “Chinotto”.

Sì, andiamo i coltivar i campi dopo la moglie ubriaca, c’è da riempir le botte, attenti alla volpe che vuol oltre all’uva anche la vulva della (con)sorte. Che (s)figa.

A noi la vita agraria, agli altri quella di “agrumi”, ad altri ancora quella grama. Impara la Lingua ma non sai baciar senza “linguette” perché ami il bacio unto fra gli “scogli”.

L’importante sono i grammi, se più di 21 non sei salito al cielo oppure laggiù dal Diavolo che sempre t’inculò e t’inculerà, previo il Purgatorio di “imbuto”, a (s)fiammante con Beatrice che, “be(l)ata”, si fa Virgilio nel giorno dei morti e ognissanti.

Oh, signur’.

Le rane bibliche, la pioggia nel pineto eppur D’Annunzio se lo faceva da sé, scrivendo anche “Auto da fé”, ah no, quello era Montale, ma chi “montò” questo caso inquisitorio alla strega fottuta a sangue?

Chi (se) la fa, l’aspetti. Ti chiederà gli alimenti ma tu non hai più il respirante mento.

Sì, sei strozzato per colpa della società puttana e strozzina.

Ma anche Gesù era uno stronzo.

Consolati. Lui morì a 33, tu hai fatto s(ucc)esso solo perché ce l’avevi lungo… di trentacinque.

Comunque, sia, meglio morir suicidi a 40 che tutta una vita “a novanta”.

Abbiam fatto tredici. Bingo!

Domani, andando a riscuotere, saremo scippati da uno che farà “montepremi” in galera ma tanto non lo beccheranno e ne “beccherà” altre… cioè le troie che pagherà…

La pagherai…

Comunque, a che val il “pene” di credere all’amore se farai la fine de Il corvo?

Prendete “quello”, donne, Xander Corvus, pornoattore che se ne sbatte…

Pioverà “dorato”, Xander, tu invece credi alle fav(ol)e della vendetta…

Stai (al) fresco e “ammira” il “tramonto”… un tramonto splendido…

Di mio, posso dire che della vita non ho capito un cazzo.

Di tuo, manco quello. Sei eunuco.

Fidati, io taglio… la corda, ti salverai “al pelo”… di nodo alla gola va l’uomo goloso e le donne amano i “duri” che “resistono”. Li vedono “cazzuti”.

A letto? No, se riescono a non incazzarsi perché non c’è più acqua… non solo nella “loro” e aspettan la morte assieme, senza tradimenti di “sorca”. La luce funziona?

Oltre al tuo da cornuto, la tua donnaccia ha staccato tutto tutto.

Evviva le forche!

Chi è la foca? Tua sorella? Ma non si era fatta suora? Ah, capisco, una finta monaca…

Questa è l’opinione di un uomo scoraggiato perché i tempi non vanno radiosi? No, di mio son raggiante. Diciamo che, pur essendosi alla(r)gata la fogna che sono, in quanto dalla nascita “in barca”, m’arrangio. (T)remando. Di freddo? No, per troppo caldo non (soddi)sfatto. Le donne vogliono solo il riscaldamento autonomo.

Il problema è che non mangio. Lo psicologo dice che sono depresso.

Di mio, credo soltanto che sono stitico al cesso. Ma pur rimanendo sul “cesso”, ti cago in testa.
Guarda come “piove”.

I sette film non ci sono. Non c’è. Che bel tempo che fa. Che fu. Che fe(li)ce.

La gente è volubile…

Molte donne sostengono che ho numeri da vendere. Al che, apro un chiosco e li vendo. Cosa? Ma i numeri, no? Alla signora regalo un 7, sì, il seno la salva, a te invece, bellimbusto, un 10. Sì, te lo sei meritato… di “entrambi i palmi delle mani aperte”. Con tanto di pizzicotto e pollice su dopo che ti ho spaccato il cranio.

Al che, sopraggiunge l’ambulanza per assistere il devastato e l’infermiera mi urla: “Ma che è matto? Lei ha dato i numeri!”.

M(or)ale: se hai un talento, non darlo. Tanto le donne se lo prenderanno lo stesso. Alle donne non importa che numero porti di taglia e neanche la lunghezza di centimetri in mezzo al cavallo. Calcolano il livello numerico del tuo conto in banca. Il resto va da sé, se sei povero “in canna”, non andrà. E prevedo solo un 47 morto che parla.

In poche parole, la frittata è fatta. Ma vorrei sapere questo: la frittella come sta? È masticabile?

Sì, ho sempre preferito le frittelle, anche se non disdegno il fritto misto con la frutta al posto giusto.

Cioè a capotavola, da colui che magna alla faccia vostra.

Per il dolce, rivolgersi al cameriere. Io non servo nessuno. E al dolce ho sempre preferito essere amaro come un caffè bollente che non “digerisci” subito.

Che ti piaccia o meno, questo sono io. Sciolto, “accalorato” d’ustioni al tuo stomaco debole.

Se non ti sta bene, vorrà dire che ti offrirò da bere della gassosa.

Tanto ti bevi tutto il peggior Cinema da gasato che non apprezzare le effervescenze delicate. Una cazzata in meno, peraltro gratuita, ti renderà contento come gli happy end.

Rimanga fra noi, sparecchia sempre tua madre.

 
P.S.: indovina-indovinello, chi sono dei personaggi di Spacey? David Gale, Prot, Lester Burnham, Jim Williams, John Doe o Roger/Keyser Soze?

Risposta: nessuno di questi, sono me stesso. Ma comunque, come Kevin, so imitare Al Pacino meglio di Pacino stesso, infatti alcuni credono sia più bravo di Pacino.

La verità? Sono Al Pacino.

Tu invece sei De Niro? Beato te che ci credi.

 

I film con Kevin li conoscete. Neanche uno sapete? E Seven?

 

The Drop, Trailer, last Gandolfini movie

04 Apr

Pasolini di Ferrara, il Calcio

02 Apr

I migliori film sul Calcio: sono il moderno Pasolini, come lui ex ala destra e oggi intellettuale di sinistra, spero che, col potassio al cervello, mi salvi dall’omicidio al mio “uccello”…

Altrimenti, saran solo botte alle palle non in “buca”.

Sul Calcio e i suoi derivati, sì, è presente anche nel latte di Andrea Pirlo, potrei parlarvene da juventino a pois e, invece, ai figli di “Dio”, cioè la famiglia Agnelli, sputo solo un “Puah”, rosato sciolto con tanto di diarrea sciolta, perché mi fan cagare i “potenti” che pilotano le partite e imbrogliano pure gli operai della FIAT, ficcandoli nella rete… (a)sociale della cassaintegrazione.

Detto ciò, di “piazzato” con palombella alla “foglia morta” da Mariolino, vi racconterò quest’aneddoto da “Antica Gelateria del Corso”…

Sin dall’infanzia, sviluppai il gioco delle palle, per poi rinnegarlo arrivato all’età in cui bisogna infilarle a mo’ di “biliardino” in quelle femminili, perché ho sempre preferito masturbarmi sulle pallavoliste e sulle tenniste piuttosto che “docciarle” di “match point” reale, così come, “vincendo(le)”, versi lor(do) lo “spumante” con tanto di “st(r)apparlo”. Sì, il mio onanismo fu da guinness dei primati, cioè innumerevoli birrette, a tutta “sborra”, senza “b(i)on(d)a” ma tendente al bermelo in modo scimmiesco, oscillante in tanti miei divan(ett)i basculanti su fondoschiena registrati con zoomata e “moviola” incorporata di rewind-forward su luce rossa accesa del metterlo in “pause” fra una pubblicità e un altro pube… de oro…

Tempi “mondiali”, “iridati” di spensieratezza iridescente, “incandescente”, prima di studiar il libro di scienze, sì, me lo “shampavo” bellamente, immaginandole belanti di tanto schiumoso al “cocco”.

Un vero “Invito alla biologia”, un’osmosi fra la scissione atomica del mio pol(l)o negativo, in quanto considerato “pervertito” e invece sano come il mio “pesciolino”, attratto dai miei opposti a farmele girare, vale a dire le donne “positive”, sì, quelle che cantavano Jovanotti e ora fan le “dure” dopo troppi “panettieri che le han infornate”. Pensa positivo…

Ma, torniamo a noi, non ci perdiamo, miei cari coglioni…

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Verso i quattordici, attenti, non è Amore 14 di quel dolce “inculatore” del Moccia, mi trovai in una selva oscura… la dritta smarrita di quel naso lungo di Dante, un altro “poeta” che per avere quella di Beatrice s’inventò la puttanata del Purgatorio? Bastava una purga e una pugnetta, non “tremila” pagine auliche, mio Alighieri. Fra te e Leopardi, non saprei chi scegliere come più “elevato” perché, non “affondandolo”, rimasero bruciati… con Virgilio a consolar i vostri (ri)membri da Silvia bella… che fottuta da un altro. Da cui, se ci rimani, hai sempre il rimario per salvarti dalle somare che vengon sodomizzate dai buo(n)i. Comunque no, non è Dante e la selva oscura non è neanche la figa. “Trattavasi” di un campetto sterrato con varie buche e collinette da far un baffo alle “formose”, palindrome super troione delle spettatrici più “accalorate”. “Tifose” che, appena urlavano, emavan puzzo di merde a cui spaccar le gambe senza fair play e buttar in “corner”, cioè l’angolo di “rimessa laterale”, cioè il vomitar loro addosso. Donne in “fuorigioco” dalla nascita eppur sono adesso “integratissime”. Sì, ora, alcune fan le “guardalinee” mangiando “pene” integrale su strisce di coca del marito pusher.

Comunque, ci stiam perdendo in puttan(at)e…

Ora, dicevamo… verso i quattordici, stavo giocando la classica partita della “vita”. La nostra “armata” Brancaleone contro una squadra da Holly & Benji, cioè quelli “grandi” che però guardavano ancora i manga giapponesi, essendo dei mongoli. Io, pur essendo scambiato all’apparenza per “gaio”, non perdevo una puntata di Mila & Shiro, perché Mila era disegnata meglio di Jessica Rabbit.

Bene, stavamo perdendo uno a zero. E mancavano trenta secondi (d)alla fine… da non confondere col film omonimo con Jon Voight.

Avevamo scommesso di pagare i ghiaccioli agli avversari in caso di perdita.

Il mio amico, Davide Daltri, assomigliante però a Eric Roberts, se escludiamo il corpo rachitico e quasi da tisico, mi gridò “Siamo nella merda!”. Daltri però e d’altronde non era un tossico, e meritava la sua dose… di contentezza.

Al che, lo rassicurai e gli dissi che in 30 secondi netti avrei scartato tutti e infil(z)ato.

Avrebbero annusato il mio rombo di tuono e semmai qualche scoreggia in caso di (ec)cesso di velocità…

Lui rise, non mi credette. Fui costretto dunque a ricattarlo. Solo così, puoi essere preso sul serio.

Scommettemmo, a nostra volta, questo: se avessi segnato il goal impossibile, mi avrebbe sempre offerto gratis tutti i gelati che volevo, essendo il Daltri già gelataio presso “La Voglia Matta”. Sì, serviva anche yogurt alla frutta… da minorenne sfruttatissimo in quanto non molto voglioso come studente. Credo che nessuno lo voleva, detta come (non) gliele “davano”.

Successe l’impossibile e segnai, anche se poi dovettero farmi la respirazione bocca-bocca per tale corsa dribblante da centometrista.

Insomma, i pronostici eran dalla mia parte. Se a 14 anni seppi far una cosa del genere, ottenendo sempre gelati di “rendita”, non solo “al limone”, gratuitamente, figuratevi dopo…

Come l’avrei preso in culo.

Ma comunque non mi dispiace, anche se non sono né passivo né attivo. Di mio, mangio solo l’uva passa, meglio di te, passera ammuffita.

Di mio, dis(d)egno il sesso tutto, facendomelo… ancora da solo.

Eppure, mi consolo: molti miei amici mi considerano un mezzo genio della Letteratura abbinata al miglior Cinema. In verità vi dico che (non) è così, mi leccano. Ma mi piace che lecchino. Soprattutto se i complimenti leccanti arrivan dalle donne. Perché negarlo? Lo sono. Una merda. E quindi vado “pulito” di carta igienica… Tenderly…

E comunque ricordate: meglio la leccata di chi usa la lacca. Quella appiccica, la leccata invece succhia(cazzi). Fortunatamente, il mio è “inte(g)ro” anche se “disoccupato”.

 

Cinema e poesia contro la psichiatria

02 Apr

La valenza del Cinema e dell’Arte, ciò che molta società “moderna” non vuol capire e sta orrendamente distruggendo: i 7 film di tutta una vita…

L’altra notte, con far giustamente scriteriato, afferrai la cornetta del mio telefono “mobilissimo” e digitai il numero di telefono di un farabutto “esemplare”, perché incarna il “modello” sociale della società odierna, che si professa, professorale certo, “moderna” e di “larghe vedute”, ampliate se, dirimpetto, (an)nota un lato b “notevole” da alla(r)gare. Costui, di cui non sveleremo il nome, ma già citato in sedi opportune, perdente totale, è stato un “campione” della Bologna “baskettaia”. Eh sì, già all’epoca era un “bucaniere” coi pettorali, di “bocchini” buoni…

Laureatosi all’ISEF, ammesso che sia una laurea la disciplina sportiva, che invece deve restare un bel gioco spensierato e rinfrescante, gioviale da mens sana in corpore sano e non incensarsi di elevarsi a “professione lodata”, altrimenti potrebbero sorgere, come infatti in tal vile son sorti, dei problemi di comprendonio al senso della vita, accortosi che, dai suoi “colleghi” docenti, sempr’ammesso che gli altri, celandosi dietro lauree più “culturalmente cospicue”, non fossero soltanto più scaltri “pivot” a servirsi d’assist facili a uno stipendio guadagnato con l’etichetta formale dello sbrigativo far canestro “comodo” sfruttando le “povere” menti saltellanti di ragazzini da imboccare, costui poi s’è preso la doppia “laurea” da psicologo per poter maggiormente “esercitare” la sua indole “strizzacervelli” associata al “movimento transfert” stando sempre di panza piena sedentaria, dopo essersi appunto rotto le palle di far saltare quelle dei suoi studenti, nell’ora di ricreazione fisica, leggendo comodamente il giornale, con gambe accavallate e sbuffata incorporata annoiata di tutto ma adocchiando i pants delle minorenni sgambate e ballonzolanti, semmai promettendo a queste quella “condotta” mancante in pa(ge)lla nello “spogl(iato)io” della doccia “calda”. Eh sì, già all’epoca sapeva “sconfessare”, e risalire ai traumi con tal far… di “scossoni” da scheletri nell’armadietto… Lui aveva trovato la chiave giusta per sbloccare. Ah ah! Oh, come potevan dir di no? È un armadio!

Anni fa, per fortuite, a lui sfortunate circostanze, gli capitò un paziente con poca pazienza, parafrasando Totò, che glielo ficcò di (mala)sanità mentale nel popò. Perché costui, trovandosi di fronte all’elemento anomalo del parto sociale, volle “lobotomizzarlo” con ipnosi frontali alla sua libertà “esistenzialista”, ritenuta “triste, fuori moda, anche di pantaloni troppo sobri di cerniera…”.
Cosicché, ebbe modo di conoscere un “cliente” unico, amante del Cinema e dell’elevatezza spirituale, sganciato dagli abrasivi e corrompenti ingranaggi del “Lavora duro e qualche volta rubando, indurendoti, diverrai una testa vuota ma dura come quelle di tutti”, il quale, volendo vivere a modo suo, librando d’emozioni roteanti nella più profonda aderenza al valor intim(istic)o della vita, fu da tal reputato necessitante di “cu(o)re”, poiché lo diagnosticò “sofferente” di “atimia e asocialità rispetto al carnaio ove l’emozione “pura” è il mot(t)o fottersene…”, Al fine, “finissimo”, ripetiamolo con suo “evidenziatore” da 300 Euro a “sedute”, di adattarlo al porcaio di massa, perché la vita è, a detta sua e della maggioranza oggi imperante, tutta un “gioco” e vince chi bara, altrimenti hai solo due inevitabili scelte: o la birra da alcolista anonimo, da deluso inconsolabile eppur credevi di poterti gustare solo un un caffè zuccherato, oppure le bare del cimitero con opzione annessa del cremarti e fartelo nero. Se ti adatti, invece, tante belle d’addolcire, spalmare di “cremine” e le quotidiane barrette di cioccolato… che si sciolgon in bocca come un “soffice” pompino nel dar loro un’altra mano… Queste “bianche” van (so)spinte, facessero le negre!

Sarà per questo che a Pasqua, giorno dell’ascensione di Cristo, ci son le uova con la “sorpresona” da scartare…? Sì, la sorpresa sono quelli come me, gli spare parts.

Al che, nonostante sue violenze psicologiche delle più ricattatorie, “ottemperò”, dietro miei rifiuti di assumere farmaci “tranquillanti”, alla “deontologia” dello spaccarti, in senso (s)figurato, i denti, come da procedura burocratica: se il paziente dà segni di ribellione, poiché non vuol attenersi alle regole fasciste da cattivi tenenti, coloro che, “essendosi… adattati”, voglion imporre la legge “insindacabile” del “Ti spezzo le ossa, sfigato, perché ho ottenuto l’autorità per aver appunto campo libero…”, prescrisse, assieme a un’altra testa “fredda”, ah ah, un ricovero psichiatrico. Perché, “ammansendo” l’indole, pensava sarei (di)venuto tonto come tutti gli altri “tori” che badan a farsi il “culo” tondo, gente che legge l’oroscopo per sapere se scoperà dei Gemelli, in caso di omosessualità di doppia personalità “perversa” da “eterozigoti”, o, Vergine, potrebbe, grazie alla congiunzione con un’oriunda cubana da vacanze caraibiche allineata alla bona stella d’Orione del fondoschiena da sodomizzar con l’oro del “dottorone”, vi(b)rare verso Nord con una scandinava prostituta emigrata dall’Est, figlia di Stalin e ora con dieci matriosche, le sue figlie “bamboline” dopo che sposò, prima del divorzio, uno “stagista” statunitense che abbiam visto come l’ha “mantenuta”. Un “temporeggiatore” insomma, oh “dear baby”.

Ecco, nonostante la sua bella… trovata, nella mia telefonata, senza sprezzo della sua “diagnosticata pericolosità”, lo “disturbai”, chiedendogli “cortesemente” di recarsi su ibs.it e, digitando il mio nome e cognome, lo stesso che era “registrato” nel suo archivio da “numero” qualsiasi, prender nota dei miei altri libri.

Perché io volo libero e invece lui, dopo la porcata, può oggi vantarsi di essere “alto”… solo due metri, leggermente ingobbito però dal “dolorino”.

Sul suo “uccello” non posso pronunciarmi, a differenza della sua collega, a cui lo mostrava con la scusa del colloquio di “riunione”, sulle sue “palle”, da lui tanto “alzate”, sì.

Si chiama castrazione, mio “caro” da “cura”, con depot nel suo buco di culo…

E non ho studiato chimica ma solo la dinamica della mia anima.
Ecco i miei (at)tributi, mia testa di cazzo.

  1. Rusty il selvaggio (1983)
  2. Rocky (1976)
  3. Cop Land (1997)
  4. Gli spietati (1992)
  5. The Score (2001)
  6. Face/Off (1997)
  7. Caccia a Ottobre Rosso (1990)

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