Archive for July, 2012

“Into the wild” – Recensione e dedica


31 Jul

Dedicato a Elena.
La Natura incontaminata dell’amore

C’è un nome che ha risuonato per tutta la visione di questa opera magna di Sean Penn: Elena.
No, non scherzo, sto conversando da qualche Giorno con una creatura che m’ammalia e ha sedotto un Cuore infranto, restaurandolo con “canagliesco seviziarlo” al fin taumaturgico di ripristinarne l’aroma troppo smaltato da una patina dolciastra che, di corrosive, taglienti “redini”, opprime, attimo dopo attimi a oscurarmi, l’anima mia più eccelsa per cui nacqui: l’astrazione, innata di divinatoria concezione metafisica della vita.
Le ho dedicato una poesia, vergata nei capelli suoi “lagrimosi” di melanconico umorismo furbetto, per odorarla, anche da lontano, nella porpora viva d’un fruscio erotico che eccita l’eclissata pulsione d’amarla, tergerne gli occhi in baci d’addolcir in tramonti che “piangan” l’estasi della nostra folgorazione in un Mondo sempre più divorato da crudeli brame di falsità.
Il suo nome vero è Elena.
M’irride, giuocandosi imprudentemente delle mie pazienze, ma poi non “stacca”, allacciata d’ipnotiche empatie, e attratta da come non cedo nel mio danzarle, sobrietà medioevale schiumata d’alcol fantasmatici, nei vagiti sinuosi in cui smania di troneggiante passione pura. Già “invisibile”.
Sì, me ne sono invaghito, e quest’incantesimo non si spezzerà in luci offuscate di borghese, “melenso” crogiuolo d’obblighi o circuito dall’inganno maligno in cui molti, di consapevole pattuirsi da ipocriti, rinnegano l’essenza per poi rapirsi, sì, rattrappiti d’ischeletriti battiti strozzati, d’ingiallite vene a “onorare” pragmatiche d’un ematico dolore mai sviscerato, mai urlato e disincarnato come un sogno mistico che “ferisco” nella lirica contemplazione d’onirici intrecci spirituali, d’agon sensuale e “cristologico”, ascetica finezza del sospiro e del gemerci.

Perché peccare di “virtuosa” pacatezza quando i profumi della vita riscoccano in ansiti d’assoluta e messianica libertà?

Sì, la amo…

E questo mio pensiero si concilia con questo capolavoro. Indecifrabile viaggio esistenziale, d’una strada da lastricar di sangue “appuntito” nei polmoni, d’urgenze impellenti e denudanti a esplorar, “violentare” la deflorazione cosmogonica dell’interiorità umana più profonda, come raggi di “vitrea seta” d’un assetatissimo, inesausto Sol battagliero (t)ersissimo, intrepidamente fiero e “(in)cosciente” nell’ululato lunare di notturne, guascone “morti” d’euforia folle del nostro man walking rinascente.

Un’evirazione sofferentissima ma vivifica, illuminante dalla società, come intona un “triste” Eddie Vedder nell’utopia dell’happiness angosciante, anelata, disperata e forse celestialmente “immersa” nelle aspersioni d’iridi toccate da un Dio armonioso dell’imman beatitudine della salvezza.

Colonna sonora “fluviale”, tene(b)ra come già detto del leader dei Pearl Jam in rifulgenti (as)soli intinti di fluorescenza temp(e)rata, anche allucinatoria, che urla “cupamente” abba(gl)iata proprio nel picco di “The Wolf”, nona track, l’unica ch’è un vagito, una sprigionata, inafferrabile, “ferina” redenzione dalle ibernazioni del mellifluo grigiore, e vola incorniciando, sghemba e dissolventemente turgida, dinamicamente statuaria, il selvatico liquore del primordiale, creatural incanto.
Culmina, rocciosa di montagne, nella sua sommità.

Il candore di Chris McCandless muterà, traslucido, nel febbrile Alexander Supertramp, eruzione nella sua licantropica, vulcanica, irrefrenabile voglia di fuga dalle istituzioni e dall’asservimento logorante, asfissiante e caudino.

Capitoli scanditi dall’evoluzione che corre veloce, scalpita ed è illiquidito “marmo” (im)perfetto del senso, sfiora occhi innocenti (una Kristen Stewart “tragicamente” magnifica) e preferirà l’innevata e florida Alaska d’un magic bus perso tra le “foglie” fotografiche del Tempo, nella memoria istantanea, memorabile d’un autoscatto a immortalare un Uomo.
Nel planarci, soffici, d’un ricordo inestinguibile.

Forse, il valore e grondante dolore di questo film è inciso nello Sguardo (dis)illuso di Vince Vaughn, uno dei tanti compagni dell’avventura in cui Alexander s’è imbarcato, quando lo lascia solo al “volante”, come a “mordergli” amorevole un “Vivi e ama come desideri, come imparerai da solo”.

E non si coagulerà…

(Stefano Falotico)

 

“The Wolverine”, riprese iniziate finalmente


31 Jul

 

Dopo anni di attesa, ecco il film definitivo su Wolverine, diretto dal grande James Mangold, dopo il “lascito” di Aronofsky.

Direttamente dal set, le prime, esclusivissime immagini con una breve intervista al suo iconico, immancabile protagonista, Hugh Jackman.

 

(Stefano Falotico)

Pittatevi nella Bellezza, non odiate! “Oliate!”


30 Jul

 

Inutile essere ipocriti, la Donna tinteggia i nostri cuori.

 

Quadri e Arte, donne felliniane da pennellare…

Incontri ravvicinati… 

L’uomo col vino rosso guarda il Sole, l’uomo col mandolino regala le rose, l’Uomo vero è l’Universo.

Il bambin paffuto sa il fatto suo, e “marina”.

Sulle note di John Lennon, con la colomba “pasquale”, balliamo con Picasso.

Quando l’Uomo, nel turbinio del destino, fra Eros e Thanatos, preferisce la “pittura”, per dar colore al Cuore.

Altrimenti, iperambiziosi, maniacali e accentrati solo al vostro benessere insaziabile, diverrete come il petroliere.

 

  1. 8 donne e 1/2 (1999)
    Una locandina che vale il caldo…
  2. Fuori orario (1985)
    La mia Notte s'”avventura…”.
  3. I mercenari 2 (2012)
    Nella vita c’è chi riesce ad amare sia Ronin sia “Stallone“.

(Stefano Falotico)

Marco Di Vaio – Montreal vs Red Bulls


30 Jul

 

A Montréal conobbi il “ladro” Nick Wells, ora Marco Di Vaio esulta con l'”Estathé” assieme a Nesta

Marco, Marchino perché ci hai abbandonato?
In questo scatafascio, armata Brancaleone del nostro Bologna “rossoblù“, con la “U” accentata, ci saresti servito, “servendo” ai portieri dei goalettini!

Ah, sei andato a giocare fra i “cani morti”.
E, nel Giorno di Nesta, ora anche Lui compagno di “squadretta”, mi hai segnato l’1 a zero.

Dai…
Torna a Bologna a Gennaio. Fidati, in Canada al massimo potrai goderti un Cielo malinconico da Rocky Balboa che vince incontri facili, come nel suo terzo episodio della saga.

Che ci fai nel Nord America?
Dai, piglia il primo aereo e sali qui nella felsinea tua Patria!

Ma si scrive Montréal, la città capital, e poi senza accento per il club.

 

 

Ma son scherzi che si fanno?
Se Marco è “immarcabile”, io son il “marchio di fabbrica”

Una decina d’anni fa uscì il capolavoro sottovalutatissimo di Frank Oz (sì, quello dei Muppets e delle botteghe degli orrori), con un magniloquente “trietto” di tre Actor’s Studio di recitazioni generazionali: Bob De Niro, lo scafato ladro e vecchia volpe, Edward Norton, il finto minorato e “falsario” di se stesso, e Marlon Brando, nella sua “panciona” apparizione con tanto di piscina “sudaticcia” stracult.

Credo, l’ho constatato, sì, nel constato della realtà, di essere il più grande pagliaccio della Storia.
Roba che al Pennywise di Stephen King vengon le convulsioni appena m’adocchia, anche solo di sottecchi, come si suol(a) dire.

Se Cesare Cremonini è un “comico” conclamato con la brioche alla marmellata fra le mutande, io mi candiderò come controfigura (di merda…) per il “prossimo” Sean Penn, The Comedian, col De Niro, appunto.
Storia autobiografica di come un ex grande Re per una notte, viva oramai del suo carisma e finisce in “rehab” e ai “lavori forzati” per la sua aggressività mai curata.
Nell'”ospedale” incontrerà una figa spaventosa tutta “rossa“, e la sua carriera si “alzerà” di nuovo.
Sì, per vicissitudini che non vi sto a narrare, anzi sì, fui ricoverato perché annunciai, rabbiosamente, il suicidio, con tutta la città a “festeggiare” l'”evento” in feste baccanali…, di “baccano” più che altro, e altri insulti al sottoscritto fra una vacca e l’altra.
Durante quel periodo “indimenticabile”, a Luna inoltrata, uscivo dalla mia “suite“, “moderna” e di “lusso” di un “albergone” a 5 “stalle”, per “attentare” alle “malate” addormentate di mano “capziosa”.
Le curai tutte, con l’infermiere guardone che, intanto, attraverso lo “spioncino” della videocamera nascosta, allietava la noia “toccandoselo”.

Morale della “favola”: se la “fava” ha fame, la psichiatria può tanto ammosciarlo e “intontirlo” quanto di “zucchero” mescolarlo.

Dopo questa “inutile” digressione del “processo” alla mia mente, direi di voltar pagina e di occuparci d’un fatto inquietante: Marco Di Vaio, bandiera sin all’anno scorso del Bologna Football Club, ora “milita” fra i canadesi, in quel di Montréal. Ove, l’altra sera, ha sfoderato un rasoterra da applausi e bacio alla maglia.

Sì, costui, coinvolto nello scandalo del pass da “invalido”, con cui poteva parcheggiare in pieno Centro bolognese, passando per “handicappato“, s’è scordato presto del famoso “attaccamento”.
Un infedele, insomma.

Ecco, consigliamo a Marco di riguardare il film The Score, perché dopo tutto l'”affetto” dimostrato per la nostra Bologna (testuali parole, le sue: “Bologna è la mia casa e il mio Cuore”) e dopo quest’esibizione, la famosa “scoreggia” se la merita…

Chi ha “orecchie” e naso per “intendere”, la senta…

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. The Score (2001)
  2. Le avventure di Marco Polo (1938)
  3. Il piccione di piazza San Marco (1980)

 

Il petroliere (“There Will Be Blood”) – Recensione


30 Jul

 

Ci sarà sangue!

Divampa la follia dietro un volto marmoreo e ghignante, scarno e macilento, baffuto e ispido, cova dentro per eruttare in sguardi glaciali, che “baciano” la morte e la violenza, l’anima più buia che si era rapita, aveva smesso di enunciarsi dietro una signorile posa claudicante, dietro un’arcigna, magra, imponente fierezza.

Paesaggi western folti e lussureggianti, “scalfiti” da macchie di vegetazione aspra e brulla che sfoceranno in un mare limpido, per te solo altro nero petrolio, come fantasmi sulla strada adombrati nel loro purpureo, vivido furor di sangue, nei suoi zampilli, negli squarci di una passione perversa e lussuriosa, dove vivi con ascetico distacco corpi dissolti e avvolti nel turbinio di godimenti carnali che lambisci ma non mangi, pervaso solo dalla fame dell’avidità del denaro e del suo meschino, “torvo” guadagno.
Film sulla religione come superstizione, rivelazioni nella Notte tempestosa dove il Demonio è sempre il vicino della porta accanto, che bussa cheto e “parsimonioso”, maschera ruffiana che t’indurrà in tentazione, al peccato, peccati che scarnificano e sgretolano l’anima. E, guaendo nel tuo arcano, mostruoso “silenzio”, ascolterai il canto mellifluo di sirene concubine che non vuoi avere, fra bagni di danaro e un figlio ripudiato, abbandonato alla sua sconfitta.
Una magione in cui giuochi con le fiamme dell’Inferno, te ne (se)vizi, in una pista da bowling che, nel tuo delirio d’onnipotenza, da divoratore, sarà la scena di un abominio, di un’altra anima rubata e uccisa.
E hai finito… La vita è un uomo di Cuore rapace che desiderò, terribilmente ambizioso, la follia del suo spettro, della sua ombra tra le memorie del Tempo.
L’odio implacabile che ti ha allontanato dalla gente, perché non vedi e non scorgi più nulla di attraente in loro e nei loro sguardi, solo la tua mente nel plumbeo disincanto della tua utopia. Del tuo essere lupo nel bosco di Dio.

Capolavoro.

(Stefano Falotico)

 

Che colpo di culo!


29 Jul

 

Laetitia Casta preferisco il castello!
Questa è una bugia che “allunga” il nasone in zona “me lo tocco”.
Sì, la gente mi prende per un “toccato”, e allora “tocchiamoci” del tutto

Sì, se il portiere, anche di Notte, difende la “rete” da chi “lo” (at)tenta nell’alber(g)o, piazzandogli “fendenti” d’un gergo calcistico che, eufemisticamente, urla “Ti faccio male!”, il mio è “parato”.
Dopo incalzanti assalti di “centravanti” di “sfondamento”, ho allestito una barriera che respinge tutte le “punizioni”.
Sì, spesso Andrea Pirlo calcia “parabole” imprendibili, che “lo” prendon lì, ma ho eluso il “problema”. Ho cancellato la porta dal suo raggio visivo, e non sa dove si trova, “tirandole” all’impazzata (un po’ maionese) nel suo gioco da “duro”. Sì, il famoso cucchiaio…
Già, spara a salve mentre io, di “manina”, lo saluto soffiandogli un “Hai toppato!”, e poi afferrando il fischietto-(seder)dandogli un “La partita è finita, buona Domenicastringimi in segno di Pace…“.

Sì, un caffè “ristretto” lo consolerà, per consolidarlo e consumarlo alle “zebre” bianconere di scudetti “iridatissimi”, rubati come lo sfruttator Agnelli coi suoi “operai”.
Sì, cotanto “nipoton” se ne sta in tribuna, di “cravatta” accavallata a spronar i suoi cavalli vincenti, mentre il suo “allenatore” se ne sta al fresco, (de)ferito per complotti “scandalistici” più scabrosi del porno della Rodriguez, una che pare l’abbia solo “lei”.
Ora, bona è bona, ma che fin (c’)ha fatto il Maxibon Accorsi?
Du gust is megl’ che uan, specie se a pagarti è Sky, per una pubblicità che distrugge l’home video al favore del demand.
Ecco, mandatelo in “tubo”.

Ti avevo scritto l’altro Giorno, stupefatto dinanzi alla tua stupefacente Bellezza, “occhiolin” folgorante a ogni ormone maschile, anche quello più intelligentemente ipocrita. Scardini ogni “difesa immunitaria”, divorando gli antibiotici con estrogeni d’estri femmineissimi, a cui avvoltolar la bocca in segno (della “Croce”-rossa), passional, di vanitoso baciarla….
Con ferin “orgogliosissimo”, sempre più “rosso(re)”, in auge dopo massacranti linciaggi al mio corpo or rieretto in total “Al lupo” d’una discoteca “scosciata” nella mia deriva sessuale, posso solo complimentarmi, “stingendoti” le cosce di “caldarrosta”, “angosciato” quasi da come, remando e “rumindandomi, cioè rovinandomi, di occhi seduttivi, sei il fulmine tonante d’ogni “sea of love“.

Dopo tale “(e)pistola”, la figura di merda si beccò un “piazzato” più della “foglia morta” da Mariolino, affatto dentro di “Lei” mariuolo, vicino al Bar del (soc)Corso.

Sì, più che la figa ottenni il “fico“. Ma nell’erbolario vendono tisane “indiane“.

Dopo un clamoroso, tal fallimentar “fallo” con tanto di “squalifiche”, appunto, il mio “fiato” non è ancora (a) corto, sebben vi consiglio di starvene accuort‘ se non volete che una puttana vi freghi il Cuor e anche, appunto, il “portafoglio”.

Ma una nuova “sfiga” sfida la mia “imbattibile” virilità.

“Telecronaca” alla Ameri da “cazzo amaro”:

Sì, potrei sfidare il “barocco” pianista delle leggende sull’Oceano (altro che Siffredi, son “raffreddato”per come tasto il pianoforte della mia mente, su Monument Valley di film che mi “sparo” in vena (a volte piacevoli altalene, altre m’avvelenano… di disgusto), e affastello romanzi come la Loira (Lorena è meglio, basta che non sia Bobbitt…) che si scioglierà di granelli miei nella “sabbia” malinconica alla “Blade Runner“.

Ho visto un “coso” che voi donne non potete immaginare.

Immagina, puoi…

Sì, fui scambiato per un timido “semiautistico” alla Dustin Hoffman, invece il Pacino incazzato c’è tutto.
E il mio amico, un Goodman con la “ridarola”, mi dà la p(l)acca sulle (s)palle, in un ghignare ” Ma sì, è tutto grasso che (de)col(l)a”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. L’ultimo bacio (2001)
    Per fortuna, i “preliminari” stavan “ammosciando”…
  2. Fuga per la vittoria (1981)
    Ma questa partita è finita in parità.Ci sono anche i rigori ad oltranza.
  3. 21 grammi (2003)
    Il peso dell’anima…Da cui il detto “Sei pesante”.
    Sì, chi non ha anima, ha uccello.
    Alle donne piace “leggero”, basta che non pen(s)i troppo.
  4. Il portiere di notte (1974)
    Che intanto, al Baglioni di Bologna, guarda la coppietta sotto i portici.
  5. Seduzione pericolosa (1989)
    Ecco cosa succede quando fai il passo più “lungo” delle sue gambe….
    Qui Ellen Barkin te “lo” imbarca.
  6. Stargate (1994)
    Mah, se non ve la dà, bevetevi il “rinfrescante” Gatorade.
  7. Stardust (2007)
    Polvere di stelle.Sì, ma anche un po’ di “polverone” fra le stalle, da stallone, non sarebbe male, eh?

Tre libri che dovreste leggere prima della profezia di Maya Hills


29 Jul

 

Sì, quella civiltà fu “apocalyptica“, quasi quanto un Coppola leggendario, che impiegò degli anni per smaltire l’insormontabile fatica d’un capolavoro assoluto, ma “lavoraccio” durato interminabili mesi e un culo pazzesco di “riprese”, anche in senso lato.
Fidatevi, meglio la “caramellina” balsamica di “Lei”, piuttosto che l’eucalipto(lo).

Poiché, “salin” salendo, Lei va sempre più piluccando “captandolo” al Capitano…
La “famosa” capitaneria di “porco”

 

Nella mia libreria, scorro libri che l’umano medio, con alluce “di traverso”, non leggerà mai.
Da qui, la mia acuita genialità che spazia da un film dei Marx, dal Mars “scioglievolissimo” per amplessi al Twix, da un Wahlberg Mark a un “marcamento a zona”, senza “marchette”, a una Donna di nome “Marcantonia“, “composto” alla Marlon Brando di Marcella + Antonio, uomo “tutto d’un pezzo”:
Sì, “pezzato”.

 

La mia professione è di attraversare frontiere. Quelle strisce di terra di nessuno fra due posti di controllo sembrano sempre zone piene di promesse: la possibilità di nuove vite, nuovi profumi, nuovi affetti. Ma al tempo stesso scatenano in me un disagio che non riesco a reprimere. Mentre i doganieri rovistano fra le mie valigie, sento che tentato di aprire la mia mente, alla ricerca di un contrabbando di sogni e di memorie proibite. Però c’è anche uno strano piacere nell’essere messo a nudo, e questo è ciò che può aver fatto di me un turista di professione. Mi guadagno da vivere scrivendo dei miei viaggi, ma mi rendo conto che questo è poco più di un travestimento. In realtà i miei bagagli non sono quasi mai chiusi a chiave, come se non vedessero l’ora di essere aperti.

Questa è “musica” per le mie orecchie “visivo-emozionali”, un ballo per rinfrescar i neuroni, insomma un Ballard d’annata, meglio dell'”ottima” d’un Ridley Scott poco fantascientifico ma di Cotillard già da “sbaciucchiar” tutta.
Sì, nella “botte piccola” c’è il vino di “botta!”. Pienissima!
Marion eccita i “maroni”.

Ecco cosa succede quando un Uomo, “pulcino” come me, scavalcò la linea d’ombra.
Che Lei ti chiarì il dubbio fra le mutande.

Sì, la mia casa è una biblioteca babilonese, trovate romanzi “inaspettati”, e il mio cervello, sconvolto da quest’ipertrofia, si sta “surriscaldando” in mezzo a “signore” che amano la mia “raffinatezza”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Apocalypse Now (1979)
    C’è anche un’altra versione con Tim Roth e John Malkovich.
    Il problema è che il film non sarebbe poi neanche male ma, in confronto a cotanto ben di Dio, ci pare uno spazz(ol)ino.
  2. Un’ottima annata (2006)
    Eh ci credo, quando un Russell incontra una “rossa” così, la faccia d’angioletto diventa “dannatissima”.
  3. Strange Days (1995)
    Dite a Battiato che, paragonato a me, la sua musica è da “educatore”.
  4. Apocalypto (2006)
    Quando Mel Gibson comprese di essere un alcolista, tornò indietro nel Tempo delle “scimmie”.
    Distopico.
  5. L’attimo fuggente (1989)
    Sì, ma ci vuole anche l’istante “ficcante”.

Pulp – A Facebook preferisco la mia casa in pieno stile, ma sono iscritto per non apparire un “camino” snob di “fumo”


29 Jul

 

Al bar dello sport preferisco il moscone 

Sì, amo Mickey Rourke.
Invero, oggi non ci “frequentiamo” più. All’epoca, fra una puttana e l’altra, piangendo donne amarognole e un po’ tamarre, si consolava fra un Cimino e il mio “risotto” con l'”asparagone”.
Da tale conoscenza “malfamata”, affamatissimo dopo che, anche Lui mi tradì con Darren Aronofsky, nacque l’Uomo per cui ogni specchio non sa se ridere o piangere, cioè quello degli altri. M’incita al wrestling sociale delle “minchie” animalesche, per una Tomei che, di castorino “azzannarlo”, scoscerà per rendermi più Uomo di Joe Pesci. Ma il mio “squalo” è duro ad “ammollarglielo” da “cugino” Vincenzo. Sì, al largo, nell’Oceano vado a caccia di maree e del tomo autobiografico perduto in Atlantide: “La scialuppa è meglio d’una che galoppa e vuol trattarti da tonno”.
Il “mio” è liscio e ama la mia rasatura, di mento vicino alla mente e di “acqua e sapone” su sorriso a 33, avendone fregato uno di scorta agli anni di Cristo, estraendoglielo, con l’estorsione, a Giuda, uno senza fegato che gli spezzò il “pene”, mentre Lui divideva il pane, perché voleva addentargli la “vita” proprio quando, nella Cena, Gesù s’accorse che era l’unico figlio di una Vergine.
Il mistero è questo: se la Madonna non ebbe il “bastone” di Giuseppe, perché suo figlio non ebbe Maddalena? Perché Lui è Lui, e non dà il biscotto come il “Berluscone”.
Al massimo, ti ficca in bocca un Vangelo.

Su cui è scritta la profezia di Samuel L. Jackson.
Che tutti, come “Samuele”, conosciamo a memoria, essendoci sorbiti il Pulp Fiction un migliaio di volt.

I tempi, fratelli, son cambiati. Il Mondo s’è involgarito alquanto.
Ragazzi in cerca d’affetto scrivono alla prima che capita a “tiro” frasi molto orgogliose della propria autostima: “Sarò il tuo schiavo”.

Mah, mi ricordo che quando erano schiavi “negri”, erano solo frustate del Faraone. Altro che la “faraona”.
Adesso i neri vanno “forte” con le rosse.

Che li “comandano” dal Sinai, ma si fan leccar il seno da un asino “quanto quello”.

E “lo” ho detto tutto.
Ma solo mie elette posson “vederlo”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. The Social Network (2010)
    Facebook è stata la rovina dell’ultimo cristiano.
    Anche lui, seguendo l’andazzo dei “mignottoni”, si mostra, non in viso però, di petto scolpito e compiacenti “Mi piace” alla foto della gnoccona di gran “gommone”. Ecco cosa succede quando si supera Gibilterra.
    Che ti credi Alessandro Magno e ti “spingi” troppo.
  2. Alexander (2004)
    Oliver Stone è l’unico americano a cui hanno permesso di girare gli assassini nati.
    Da allora, lo abbiamo perso.
  3. Le iene. Cani da rapina (1992)
    Il Falotico rientrerebbe nei “colori?”. Sì, Mr. “Arcobaleno”. Bello come u’ Sol’! ù-ùùh!

Emozionandoci, chiedo venia se per Lei mi son “svenato”


29 Jul

 

Sì, col Tempo meno annuisco e più non mi suppli(s)co, sfoderato di total libertà che irride, di sanapianta, gli impantanati, fangosi che si lamentano e, nei borbottii, poi sbottan per “cerbottane” a una mia anima sempre più animosa e di mimose non armata ma innamorata

Dopo un Sabato sera “sballante”, di pochi seni “ballonzolanti”, mi balza in mente che i dementi van puniti con irrispettosa (mala)fede(ltà) del grido “ferinissimo” d’un “Abbasso le nuziali, diamoci al marsupiale!”. Il canguro, si sa, salta di “pelo” in frasche.
Sì, se un tonto gira se stesso in tondo per l’autoinganno che lo scanna, i miei “cannelloni” placidamente son crema gioiosa nel mio goloso ingurgitarne di gustarli.
Quando, ora che è quasi Mezzanotte, anzi le 23 e 23 d’un Luglio che ne ha 31, e di doppia ora è la mia Donna che visse due volte, in tal desiderio di mia vita rinata, posso permettermi di regredir a “stadi” da neonato, ove di tifo ultrà incito gli spalti alle palate a chi sgambetta con gioco da “fedina penale” ed espulsione diretta di processi con la moviola per constatar se colpì il costato, perché invidioso d’un goal servito come marmellata sulle crostate, o spezzò il menisco per “redarguirlo” di troppo “fludificante” di tiro ficcantissimo, lì ben ficcato. Per gli scontri inevitabili delle fazioni opposte che s'”accartocceranno”, lasciando “indisturbata” la bionda che da me, nel tumulto e nel parapiglia, lo piglierà come lo snack “al gelato” da leccar nell'”intermezzo”.

Lei vuol frenare la mia precipitosità, ché è “precipitato” troppo presto d’eiaculazione imprevista da “infarto” come una rete nella “finalissima” dei Mondiali, ma poi mi frana per stimolar la “rimonta”. Sì, gran figa.
Vengo “ammonito” per la “volgarità”, ma picchio l’arbitro da John Belushi versione Bud Spencer.

Con tutta la città, bloccata nello shock, che or più non apre bocca, ma sta zitta e mosca mentre io scorazzo di Cor e, di “spinaci”, uso lo “spago” ai mangiaspaghetti.
Ché magnan solo quelli.

Applauso!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. L’orlo argenteo delle nuvole (2012)
    Non è che è meglio l’orlo delle calze?
  2. Monty Python – Il senso della vita (1983)
    Di come Terry Gilliam e il suo squadron anticiparono i non sen(s)i di David Lynch, fottendosi Laura Harring. “lesbica” che un po’ ci sta… dentro.
    Io, quando la vedo, no…
  3. Brazil (1985)
    Che da me, Internazionale, perde nelle mie “Olimpiadi”.
  4. The Blues Brothers (1980)
    Questa è la storia di come due fratelli presero per il culo l’intero Mondo sulle note di Aretha Franklin.

Nic(h)ola(s) Kim (Alice) Cage in Coppola, sei il nostro “dream”… sì, col “cremino” in bocca


28 Jul

 

Eh sì, la mia indole da satiro non scomparirà mai.
Potrete sodomizzarmi e non (s)caverete, dal mio “buchin” nerissimo, proprio nessun cambiamento nel mio esservi birichinone

Abbiamo tutti assistito alla “gita scolastica” di Nic Cage in quel del Giffoni Film Festival, a farci “godere” come eterni bambini. Come no…
Sì, come spalma la crema, “lui”, alla mogliettina Alice, neppure la mano morta della “patata” di Castor Troy.

Qui, il bugiardo c’è tutto.
Con tanto di gozzo, leggasi doppio mento, in seguito al fegato “finanziario” dei suoi debiti mal digeriti e ora concentratisi nel collo, “sgolandolo”.

Egli ha proclamato che i sogni non vanno mai perduti, perché la società degli adulti è cinica e si basa sull’odio.
Complimenti, da te non me l’aspettavo.

Però, poi ti guardo nelle “palle” degli occhi, e non me “lo” racconti giusto.
Il labbro, incollato nel sorriso mezzo “sciancato”, c’è.

Eccome.

Applauso!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Face/Off (1997)
    Il doppio “falso”.
  2. Al di là della vita (1999)
    Intanto, Nic se “la” pappa tutta, ultraterreno.
    Senza complessi di colpa.
  3. Il mistero delle pagine perdute (2007)
    Sì, è questo: in un’antica mappa del “tesorino”, qual non è, rinverrà un medaglione più tamarro dei suoi anelloni all'”infradito”.

 

 

 

 

Genius-Pop

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