Archive for October, 2018

De Niro è il mio attore preferito ma queste sono le sue peggiori interpretazioni


31 Oct

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Ne vogliamo parlare del Fearless Leader de Le avventure di Rocky e Bullwinke?

Travis Bickle, con accenni di pancetta, su attillata tonata da gerarca nazista, incontra Erich von Stroheim.

Ma non è così terribile.

In Non siamo angeli, Bob, ben lieto di essere alla sua prima auto-produzione della Tribeca, troppo euforico ed eccitato perde il controllo dei muscoli facciali e gigioneggia insopportabilmente a briglia sciolta. Tant’è che Demi Moore, in varie scene, è palese che stesse pensando: ma davvero questo è il più grande attore vivente oppure è un demente? Ah, per fortuna, finite le riprese, vado da quello stoccafisso di Bruce Willis. Stuccava e la struccava… Bruce. Die Die, dai dai. Hard, molto hard.

Suo ex marito che sapeva come renderla “espressiva”.

Nella locandina di Godsend – Il male è rinato, De Niro sembrava Neil di Heat canuto.

Invece nel film è un frankesteiniano dottore degli orrori che va in palestra con la tutina tutta sudaticcia e, al parto del nascituro clonato-orribile, fa un sorrisetto da prof. dott. Guido Tersilli/Alberto Sordi.

Molti, Francesco Alò su tutti, sostiene che il peggior film in assoluto con De Niro sia Vi presento i nostri, per via della scena dell’iniezione con puntura dolorosissima al pisello di Bob.

Simone Emiliani, invece, direttore di Sentieri Selvaggi, affermò che Vi presento i nostri è un film meraviglioso. Mah.

In Manuale d’am3re (titolo che già scritto così è una stronzata colossale), Bob interpreta Adrian. Uno che, per consolare le sfighe della super figa Monica Bellucci, le dice che basta mangiare una mela. E poi le fa “melina” con tanto di palpatina.

Last Vegas, Freelancers e altri affini sono mediocri. Ma Bob non sfigura.

La peggiore interpretazione in assoluto di De Niro è quella dello psichiatra dalla personalità psicopatica David Callaway. Ove sembra Maurizio Costanzo, con tanto di broncio e occhio buonista da paraculo, che impazzisce e diventa Jack lo squartatore perché ha scoperto la sua De Filippi, in tal caso Amy Irving, che si è appartata con un maschione.

La Irving, pupilla di quel geniaccio di Brian De Palma. Donna da starci lontano. Infatti, dopo la dipartita da Brian, De Palma girò Doppia personalità. Ho detto tutto…

David crede che sua figlia sia malata di mente e, per proteggerla, la porta a vivere nella sua villetta in mezzo al bosco. E qui David, sognando di scopare come un mannaro donne bone come quella passerona incommensurabile di Biancaneve, una per la quale la strega moriva d’invidia, cioè Elisabeth Shue e Famke Janssen, diventa Jack Nicholson di Shining e alla fine capisce che tutti i suoi studi su Freud gli son serviti solo per far la fine di Lupo Ezechiele.

In questi film De Niro è stato pessimo. Davvero.

 

di Stefano Falotico

Halloween, la notte di Ognissanti di un’Italietta poco san(t)a


31 Oct

Anche i lupi mannari ululano e io vi mostro, miei mostri, tutto il mio sexy beast futurista

A NIGHTMARE ON ELM STREET, Johnny Depp, 1984. ©New Line Cinema

A NIGHTMARE ON ELM STREET, Johnny Depp, 1984. ©New Line Cinema

Halloween

Del sottoscritto credo che molta gente abbia frainteso tutto.

Io son un essere cupo, spesso nichilista, pessimista, dunque profondamente realista. E adoro tutto ciò che è noir, trascendente e onirico, favolistico e metafisico. Lo dimostrano i miei libri e anche i miei gusti cinematografici.

Oddio mio, signore aiutaci. Stasera assisteremo alla solita, ammorbante, carnevalesca sfilata di nani piccolo-borghesi che, pateticamente, emuleranno italicamente la celeberrima puttanata americana della notte di Ognissanti.

È alquanto odioso e riprovevole tutto ciò. Le città vengono invase da frustrati studentelli intontiti da film horror che non hanno capito, per via della loro età sessualmente schizofrenica, degli ebefrenici indomabili pittati in viso neanche fossero gli indiani della tribù Apache.

Ma sono perdonati e perdonabili perché saranno catturati nel sogno da Freddy Krueger e probabilmente, quando dovranno pagare le utenze, si sveglieranno dal torpore e davvero incominceranno a capire i film e soprattutto la vita. E non sperpereranno altro tempo a bruciarsi il cervello di escoriazioni da ribelli masochistici maltrattati dai genitori. In lotta col mondo.

A trent’anni forse rivedranno, con occhi più lucidi e meno ottenebrati dai loro squallidi patemi d’animo, Halloween. E finalmente non confonderanno più Jason di Venerdì 13 con Michael Myers.

Poi, avremo gl’impiegati del catasto che, per una serata carnascialesca e goliardica da Amici miei, accatasteranno i loro reumatismi esistenziali e si daranno alla pazza gioia. Ballando ubriachi con le lor bagasce raccattate alla Festa dell’Unità. Con tanto di porchetta in bocca e le battutine da alcolizzati vivaci di “salame piccante”. Per un’altra nottataccia abominevole di birbanterie…

Dimenticandosi che, 5 min prima di conciarsi per le feste, appunto, erano angustiati nel loro impolveratissimo ufficio a far finta di lavorare, tra un caffè “macchiato caldo” e una sbirciatina alle gambe della segretaria del direttore, canticchiando Annalisa e la sua oscena, smancerosa Un domani!

Se chiudo gli occhi, la vedo, la vita che volevo

Funziona solo nei sogni, mi spiace di doverti svegliare

Svegliare

Ci siamo tatuati, abbiamo fatto errori

Ne vogliamo parlare del video? La signorina Annalisa veste minigonna bianchissima, tanto per scatenare qualche sega, su sfondi di avorio fascisti.

Ottimo, continuiamo così. Sullo zotico che l’accompagna nel video, stendiamo un velo pietoso.

Sì, l’Italia è questa. Come una canzone di Annalisa. Come una pacchianeria della De Filippi, coi suoi amori da nani, da cani, col romanticismo tamarro da tronisti e le dolciastre, al contempo arrabbiate retoriche da 5 Stelle.

Tutti vogliono il reddito di cittadinanza e, nel frattempo, cazzeggiano, illudendosi di essere James Dean, da subnormali tra una (s)figa e l’altra, una bestemmia e un altro cinepanettone.


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Dark City

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di Stefano Falotico

I sexy symbol son spesso anche dei grandi attori, mi spiace, ma è così, è giusto che lo sappiate


30 Oct

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L’invidia è una brutta bestia, vero nani, vero Nanni?

Col passare del tempo, nell’incedere fra alti e bassi della mia vita da peccatore come tutti, ho imparato a comprendere che, per quanto possa dispiacervi, per quanto, nelle vostre retoriche malsane possiate obiettarla e aborrirla, la cosiddetta verità psichiatrica, salvo rari casi, è purtroppo o per fortuna la verità stessa inconfutabile della vita.

Mi spiegherò meglio, in maniera ancor più apodittica e superbamente dogmatica.

La psichiatria, sintetizzandola un po’ alla buona, crede sostanzialmente che ogni “patologia” di cui soffre un individuo sia sostanzialmente riconducibile a una spaccatura avvenuta fra il soggetto interessato e la realtà esterna. Questa discrepanza ha creato dei forti conflitti psicologici che, giocoforza, hanno costretto, spesso inconsciamente, la persona a far sì che erigesse delle barriere fra lui e il prossimo, o più in generale fra lui e il mondo tutto, inducendola ad “ammalarsi”.

Vi faccio un esempio. Una persona che, per limiti personali, difficoltà caratteriali, pesanti rifiuti e delusioni o per avverse circostanze si è trovata in un’ostica, perigliosa, disagevole o addirittura dolorosa situazione esistenziale, per sopperire al dolore delle sue perdite, si crea in maniera solipsistica, oserei dire autoctona, il suo mondo.

Allora, c’è la classica donnetta che, detta come va detta, visto che nessun uomo se l’è mai filata, diventa maniaca religiosa e si professa spiritualmente elevata.

C’è invece il nerd che, ostracizzato dai suoi coetanei, boicottato da professori boriosi che lo angariano, guarda film dalla mattina alla sera, adattandoli alla sua visione frustrata. Cosicché, un film di Tim Burton diventa automaticamente un capolavoro perché è un’elegia colorata della poetica dei freak e dei diversi. E via dicendo. E Lynch, ai suoi occhi immaturi, diventa un cantore della sua realtà sognante e metafisicamente sfigata.

È così!

Nanni Moretti, ad esempio, è sempre stato un malato… lo dimostra il semplice fatto che, essendo un uomo profondamente polemico, rancoroso, molto pieno di sé, da vent’anni a questa parte c’ammorba con film “psichiatrici”. Appunto.

L’unico film bello di Moretti è Caro diario ove, con grande leggerezza, anzi, soave, divertente leggiadria, ironizza con far malandrino e faceto, senza troppa presunzione, sulle folli contraddizioni del mondo.

I suoi film d’esordio, soprattutto, sono i film di un giovane arrabbiato, fanatico delle istanze sinistroidi post-sessantottine, appunto autarchici. I film di un uomo con manie di grandezza, di uno sfegatato narcisista incurabile. Che par avesse l’ardire, alquanto odioso, di voler dare lezioni di vita al prossimo.

E quando. in Aprile, dice che Al Pacino è sempre più basso… in realtà, l’avete orrendamente frainteso. Non è una semplice battutina satirica. Io credo che Moretti di gente come Pacino, indubbiamente molto più brava e carismatica di lui dal punto di vista puramente attoriale, sia oscenamente invidioso.

Perché Moretti… voi dite che possiede il fascino dell’intellettuale raziocinante e pensatore. No, ha un naso da strega di Biancaneve ed è sinceramente bruttino. Poco eccitante sessualmente.

È così! Tant’è vero che uno dei suoi attori preferiti è Silvio “cesso” Orlando…

Perché in lui vede l’uomo senz’ombra di dubbio simpatico, esteticamente impresentabile, ma umano…

Perdonate questo mio lungo preambolo a introduzione della materia trattata, anzi, qui da me narrata…

 

Brad Pitt è bravo

In Italia, ahinoi, da una vita siamo stati ingannati. Si ha una pessima, distorta concezione del concetto di bellezza. Bellezza, agli occhi dell’italiano, a causa della sua bacata educazione scolastica, e poi vi dirò perché, corrisponde spesso a melanconia, a tristezza, a resilienza da onorare…

E la parola “grande” viene applicata a quegli uomini che, spesso spossati da eventi traumatici, hanno comunque saputo combattere per i loro ideali “nobili” di grandezza e gloria.

Dante era uno che non scopò Beatrice. E allora la ficcò… nella Divina Commedia. Leopardi, l’emblema del semi-impotente con tendenze omosessuali (vedi la sua relazione nascosta con Ranieri), fu ossessionato da Silvia. Ma Silvia si scopava i popolani e Giacomo non lo cagava. Al che Giacomo, fra una sega e l’altra, pensando ossessivamente al culo di Silvia, scrisse L’infinito a sublimazione della scopata mai avvenuta. Eppur fu inculato…

Interminabili spazi di là da quella… ecco, sull’al di là… da quella, potremmo indagare di esegesi infinitamente masturbatorie. Ah ah.

Sì, la dovreste smettere di dire che un attore bello è necessariamente un mediocre o uno che ha avuto solo del culo.

Alain Delon era bellissimo ed era anche (a parte tante cazzate) molto bravo. Prendetelo nei film di Visconti, nei polar e ne La prima notte di quiete.

Richard Gere, nonostante tante commediole stupidine, è uno dei miei attori preferiti. Lo sapevate? Be’, ve lo dico e ribadisco. Nei suoi ultimi film, specialmente, è stato eccezionale. L’ho visto ne Gli invisibili e ne L’incredibile vita di Norman, ed è stato un dio.

Se poi siete invidiosi perché stava e trombava la Cindy Crawford che fu… è perché siete appunto invidiosi e basta. E poi che charme, che classe in Schegge di paura.

E ovviamente andiamo, per finire, a parare su Brad Pitt e Leonardo DiCaprio. Sì, DiCaprio, da me il primo, in tanti non lo sopportaste. Perché, dopo Titanic, pensaste: ma guarda ’sto bambino quante belle bamboline che si fotte alla faccia di noi cassaintegrati ridotti nella merda.

DiCaprio, a mio avviso, non è ancora un grandissimo. E non sarà mai Bob De Niro. Ma è molto, molto bravo.

Brad Pitt, l’idolo delle donne da Intervista col vampiro in poi. Anzi, da Thelma & Louise.

Spesso cazzeggia. Ma l’avete visto, senza paraocchi, ne L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford? Non a caso vinse la Coppa Volpi, cari volponi rosiconi.

Come sappiamo, Pitt e DiCaprio stanno lavorando di nuovo con Quentin…

Marsellus Wallace: – Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita, penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente. La faccenda è che in questo momento hai talento, ma per quanto sia doloroso il talento non dura. Il tuo periodo sta per finire. Ora, questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l’età, non è così. E poi, quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Mh? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili. Eri quasi arrivato ma non ce l’hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l’avresti già fatta.

Devo aggiungere altro? Quindi, finitela di lamentarvi e andare in giro come dei pazzi a sbandierare che non avete avuto fortuna ma eravate più belli e bravi di Brad Pitt.

Di mio, che posso dirvi?

Sono come Lincoln Hawk. Due mesi fa mandai un mio racconto a un concorso letterario.

E tutti a urlarmi… ma che sei impazzito? Non ce la farai mai. È un concorso per gente che a livello culturale ti distruggerà.

Infatti… abbiamo visto.

Questa la mail arrivatami ieri:

 

Cultora

 

 

Ecco, vi devo confidare una cosa, amici.

Ho capito, ma l’ho sempre saputo, che non sarò mai Alain Delon ma non sono nemmeno elephant man.

Non sono psicologicamente e fisicamente forte come Conan il barbaro ma non sono neppure “debole” e servile come Fantozzi.

Non ho la mente, e nemmeno vorrei averla, di un astrofisico nucleare ma certamente non ho la testa di Forrest Gump.

E probabilmente sono molto più bravo di te e anche più sexy.

Se vuoi dire che non è così, sei solo invidioso.

Sei invidioso? Mi spiace per te, ma è così.

 

Postilla: complimenti vivissimi a tutti gli stronzi malati di mente che hanno rimediato, ancora una volta, puntualmente, l’ennesima figura da merde…

 

E ora birra per tutti, offro io!


 

 

di Stefano Falotico

Top Nicolas Cage, le migliori interpretazioni del nostro Coppola


28 Oct

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Osoyoos, Canada - Unit stills for "the Humanity Bureau".; Weller Farm House Fight. Mindseye Pictures Directed by Rob King written by Dave Schultz D.O.P Mark Dobrescu

Osoyoos, Canada – Unit stills for “the Humanity Bureau”.;
Weller Farm House Fight.
Mindseye Pictures
Directed by Rob King
written by Dave Schultz
D.O.P Mark Dobrescu


 

Ora, sebbene io stesso ne abbia parlato soventemente male, dedicandogli anche un appuntamento speciale da Attore Bollito, perché è indubbio che la sua carriera, a parte l’improvviso exploit di Mandy, sia quasi terminata nella Hollywood importante, e ora Nic arranca in filmacci, girando come un ossesso dieci pellicole pedestri all’anno, roba da video amatoriali della prima comunione, devo sfatare un luogo comune, una brutta diceria sul suo conto.

So che di questo ragazzone nipote del Coppolone, nato a Long Beach, siete assai invidiosi perché probabilmente quell’Oscar, a soli trentatré anni, l’età della morte di Cristo, in Via da Las Vegas non è che fosse, diciamocelo, meritatissimo. Io avrei premiato Hopkins per Nixon.

E onestamente in tantissimi film il nostro Nicolino è davvero un cagnolone. Che recita battutine in overacting tanto per dar spettacolo da guitto e mantenerci di buon umore.

Ma, se vogliamo essere obiettivi, guardate che è un ottimo attore. No, non è una bestemmia. E non per la semplicistica ragione per la quale ha lavorato con registi come Lynch, Scorsese, Alan Parker, Ridley Scott, John Woo e compagnia bella… ché la lista non finirebbe più.

Ovviamente, il nepotismo di Francis Ford ha contribuito in maniera palesissima nel dargli una bella spinta.

Questo mi par fuor di dubbio. Ma la fama bisogna comunque conquistarla sul campo e dimostrare di meritarla. Alzandosi ogni mattina e presentandosi sul set. E in ciò Nic, stacanovista workaholic, è sempre stato impeccabile. Sin troppo lavoratore a cazzo duro che si è fatto il mazzo, sì.

Credo di aver visto quasi tutti i film con Nic Cage e debbo ammettere che sul finire degli anni novanta ha azzeccato delle performance davvero straordinarie. Quasi pacinesche. E mi riferisco a Omicidio in diretta, ove è perfetto nei panni del cafonissimo Santoro, al suo Castor “mi dà gusto mangiare la patata” Troy di Face/Off, perfino a 8mm di Schumacher, film oscenamente reazionario e pessimo ma in cui lui se la cava egregiamente. Anche a The Family Man, scempiaggine buonista di Brett Ratner nella quale, però, Nic è stato ancora una volta lodevole. Un James Stewart folle e ingenuamente imbranatissimo.

Tralasciando i suoi esordi con Coppola (e in Peggy Sue si è sposata comunque Nic recita molto bene e nel finale è davvero commovente), Nic ha una macchia indelebile nella sua carriera, Zandalee, sporcaccione softcore in cui si esibisce in una scena spintissima con Erika Anderson con tanto di capello lungo da Rob Zombie e cappella che s’intravede nell’amplesso focoso.

Dunque, a conti fatti, la mia top ten di Nic Cage è questa: Birdy, Stress da vampiro, Cuore selvaggio, Via da Las Vegas (nonostante tutto, e Oscar esagerato permettendo, è molto bravo, e poi che culo, in questo film ha succhiato le tette di quell’ex strafigona statuaria da infarto di Elisabeth Shue, roba che non capita tutti i giorni, amici), Con Air (filmetto di Simon West con un Cage più muscoloso di Stallone), Face/Off e Omicidio in diretta, appunto, pure Al di là della vita, Il genio della truffa e Joe. Ce ne sarebbero un altro paio ma non mi va di dirveli. Ah ah.

Oggi però Nic gira, come detto, film (sarebbero film?) come 2030  – Fuga per il futuro, un film che non ha nemmeno la pagina italiana di Wikipedia.

Ho detto tutto… E comunque il miglior film di Alex Proyas non è Segnali dal futuro ma Dark City. Altro che Il corvo.

Che c’entra? Non c’entra molto, ma mi andava di fare il Nic Cage imprevedibile di turno.

Nic Cage, signore e signori. Un pezzente, un mezzo-totale puttaniere (è stato pure con Jenna Jameson e la bagascia della figlia di Elvis), un uomo, un mito, uno stempiato tinto che sa indossare la sua giacca di pelle di serpente.

E cammina a testa alta fra una puttanata e l’altra.

 

 

di Stefano Falotico

I film da (non) vedere nei prossimi mesi


28 Oct
Rami Malek as the rock icon Freddie Mercury in the upcoming 20th Century Fox/New Regency film "BOHEMIAN RHAPSODY."

Rami Malek as the rock icon Freddie Mercury in the upcoming 20th Century Fox/New Regency film “BOHEMIAN RHAPSODY.”

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Ora, partiamo col dire che l’iper-pubblicizzato Bohemian Rhapsody non m’interessa granché. A parte il fatto che negli Stati Uniti ha ricevuto critiche assai contrastanti ma i biopic sulle rockstar sono in gran parte fallimentari. Non si può pressoché mai sintetizzare la vita di un cantante-mito in due ore e mezza. Prendete The Doors di Oliver Stone. Un brutto film, forse il peggiore di Stone. Innanzitutto, Jim Morrison era molto magro, diafano ed efebico, mentre Val Kilmer ha degli zigomi che paiono quelli di uno che ha preso tanti pugni sul ring. E ha una corporatura ben più robusta di quella di Jim. E vi parlo di quasi trent’anni fa. Adesso, dopo il Cancro, Val è come una mucca da Vallelata della buonanima di mio nonno Pietro. E poi questa pellicola è una celebrazione del maledettismo più bieco e falso, con tanto di scopata selvaggia fra Jim e la giornalista arrapata. E la scena del pompino, pessima, in ascensore con Nico (Christina Fulton, ex figa di Nicolas Cage). Per finire, c’è Meg Ryan, una che non sopporto.

Voi dite ch’è carina. Mah, a me sembra più carina quella dell’autolavaggio di Trastevere. Una bionda che sa come farti sgommare di smorfie meno pneumatiche dell’inespressiva, riccioluta Meg.

I biopic sono quasi tutti agiografici, romanzati, pateticamente nostalgici.

E Rami Malek è ancora un ragazzino. Per quanto fosse omosessuale, Freddie Mercury ha sempre posseduto una faccia da omaccione alla Cruising. Malek invece sembra appena spuntato dall’oratorio, dopo averle prese dal parroco che non ha gradito che Rami adocchiasse suor Aquilina.

Bryan Singer? Singer uguale cantante…

Roma. Il film di Fellini è una mezza boiata, diciamocelo. Perché mai Alfonso, pur ambientando la storia in Messico, dovrebbe aver fatto meglio? Leone d’oro a Venezia? I Leoni come molti Oscar sono inattendibili. E questo mi pare un pastone girato in bianco e nero per spacciarlo come arty sociologica.

Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins? Ti manderebbe a fanculo. Meglio, molto meglio Spike Lee con BlacKkKlansman.

A proposito, il tanto da voi amato Adam Driver con le sue orecchie a sventola perché non è stato assunto da Tim Burton per il suo remake liveaction del suddetto, omonimo film della Disney? Tim avrebbe risparmiato in effetti speciali.

A Star is Born? Non ne avevamo abbastanza delle melensaggini di Muccino? Adesso anche Lady Gaga in versione Laura Chiatti? Mah. La Germanotta è più chiatta.

Il primo uomo. Mah, e dire che pensavo che il miglior attore della storia a interpretare parti da autistico fosse Dustin Hoffman. Invece, negli ultimi anni mi son ricreduto. È Ryan Gosling. L’unico demente capace di scoparsi Eva Mendes.

Boy Erased? Ora mi pare che i gay stiano esagerando. Un altro pistolotto sulla cattiva educazione genitoriale. Il padre è Russell Crowe, il buttafuori di L.A. Confidential e Massimo de Il gladiatore. Sempre più identico a Bud Spencer. Ma Spencer faceva ridere i bambini, Russell, ridotto così, fa piangere.

In una sua canzone, Russell disse che voleva diventare come Marlon Brando. Sì, ci è riuscito. Pesa più lui adesso di Marlon quando ha girato The Score.

Credo che l’unico film che m’interessi, a feel good movie, sia Green Book.

Anche The Mule di Eastwood.

 

 

di Stefano Falotico

 

Moltissimi anni fa compresi qual era la realtà come Piper di Essi vivono e non mi sono più fermato


28 Oct

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NO, NON OBBEDISCO a nessuna vostra regola bacata. Se devo accettare una vita in cui morire dietro le borghesi esistenze già morte, allora ora si va avanti! Mi spiace, di me non avevate capito un cazzo.

Un altro eletto ed essere superiore rispetto alla feccia in giro per le strade ha comprato, e ancor lo ringrazio, il mio libro su Carpenter. Lo avevo aggiornato la settimana scorsa, aggiustando un paio di sviste, reinserendo il Kindle e correggendo sia l’ePub che il cartaceo.

Ma questo mio amico mi ha detto che, ahimè, ha ravvisato un altro paio d’inesattezze. Nella recensione di Distretto 13, ad esempio, faccio erroneamente riferimento a Nancy Kyes ma, dal contesto, è facile capire che invece mi riferivo alle schermaglie fra Napoleone e l’attrice Laurie Zimmer, che interpreta Leigh. E avevo corretto, da Polo Nord a Polo Sud nella recensione de La cosa, scordandomi, ah me sbadato, di correggere anche in base polare antartica, lasciando invece artica.

Ma io sono preciso, metodico (per questo la gente, che per la maggior parte è caciarona e sciatta, triviale e porcellesca, puttanesca e poco accorta soprattutto a leggere le anime altrui, mi cogliona), e allora ho di nuovo ripubblicato il Kindle giusto e rispedito i file a Youcanprint affinché aggiornino tutto.

Perché vi devo confidare che non sto bene. E quindi potrei morire anche fra cinque minuti. Ma voglio che tutte le mie opere letterarie, che piacciano o meno, siano perfette, intonse e monumentali.

A me non è mai interessato né delle fighelle né dei titoli di studio, pezzi di carta che al massimo possono attestare che hai leccato il culo alla “cultura indotta” per avere una posizione di maggior potere, e sono un Principe. Ho sempre fatto nella vita quello che volevo e che voglio. E se non faccio ciò che fanno gli altri non è per limiti o vigliaccherie ma perché la loro vita di merda mi fa schifo.

Ma guardatevi. Ma come cazzo vi siete ridotti?

Acclamate un film solo per non scontentare o inimicarvi un amico o peggio una vostra futile conoscenza perché codesta persona compare in un cammeo per 3 secondi, e dunque non ve la sentivate di fargli un torto.

E che torto avreste dovuto fargli, scusate? Mica il film l’ha fatto lui. È solo uno che, per tirare a campare e rimediare du’ spiccioli, si è fatto assumere come comparsa.

Ma questo è niente. Voi, dico a voi gran teste di cazzo, oramai non stroncate nessun film. Perché l’editore vi ha detto che la casa distributrice della pellicola in questione ha elargito al vostro giornale un pacco di soldi affinché il loro recensore “migliore” e più in vista scrivesse che il film è un capolavoro.

E voi, dico a voi… non vi ribellate mai. Siete sottopagati, addirittura disoccupati con tutti gli stronzi che attorno vi ballano, vi deridono, vi massacrano d’ingiurie, v’insultano, vi trattano come lebbrosi e sghignazzano con le loro puttane maledette. Queste troie che da me riceveranno solo sberle.

Dico a voi… e anche a me. Che vi eravate illusi che creare Arte, scrivere un libro, girare appunto un film, senza avere il budget di un Nolan, vi avrebbe resi felici. No, vi ha reso più tristi. Perché avete capito che potreste aver anche scritto il nuovo Amleto ma oggi la gente vuole solamente andare nelle multisale a sgranocchiare patatine. A sgranocchiare patatine… e poi aspettare l’ora legale per dormire un’ora in più. Come se non dormissero abbastanza.

Io vi dico una cosa ed è una cosa che avevo già capito a quattordici anni. Voi potrete darmi del coglione, volermi spedire in “cura”, tanto l’avete già fatto, ipocriti, obbligarmi a lavaggi del cervello perché non mi va di stare con un’oca solo perché, a differenza dei comuni mortali ridanciani, frivoli, carnali e materialisti, non abbisogno di avere un orgasmo dentro delle belle cosce. Sai che bellezza. Dopo la scopata, che cazzo hai in mano? Solo dello sperma e devi farti la doccia.

No, io non sono normale. Non mi va di stare con una che vuole che io sia un “grande uomo” quando invece ho voglia di farmi una sega e schizzarle in faccia che è una donnetta e sputarle, sincero, che son oltre che onanista una persona sgradevole.

Ma sì, una bella segona. Ah ah. E, a proposito di puttane, forse meglio una buona bagasciona, una puttana vera tutta lercia e maiala da monta che le puttane rinnegate. Queste… puttane lo sono più delle altre ma si coprono dietro un “lavoro normale”. E l’abito firmato del marito imprenditore.

Avete rotto le palle, mignotte!

Ma quale normale! Vaffanculo!

Non lo sono come fu Edgar Allan Poe, come lo fu Dick che viveva da mezzo eremita, come lo è Salinger, come lo è anche Robert De Niro. Che prima gira una commediola e poi torna Irishman.

Insomma, alla soglia dei quarant’anni, adoro ancora I guerrieri della notte e non sono cambiato.

Se non ti sta bene, ora te le suono un’altra volta.

Lo squallore di Bologna, la città della demenza e della panza per eccellenza, evviva i santi e il selvaggio Santander


27 Oct

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Sì, da oramai tre mesi campeggiano per le strade di Bologna i poster giganteschi di un essere marsupiale, Ghali, rapper che piace tanto a quelle bimbette che vogliono fare esperienze “mulatte”.

Da quando ho visto questo qui, un brutto novembre melanconico, come in Moby Dick, è sceso nel mio animo, spesso propenso a tal sentimento da molti considerato triste. Invece, tale inclinazione ti permette di apprezzare Sergio Cammariere e di cantare con la tua donna, in modo losco e tamarro, lyrics da Ronny Cammareri, il grande Nic Cage di Stregata dalla luna. Servendole la “mozzarella affumicata” fra olive all’olio piccante.

Sì, uomini, siate zotici e di “pummarola ’ncoppa” con le vostre donne da mangiare con le mani con tanto di croccante sgranocchiarle, sì, siate loro del prosciutto crudo sempre come il Cage di Zandalee, uno dei più grandi trogloditi della storia, un uomo ignudo, ma l’unico che sa far godere quella figona immensa di Erika Anderson. Dipingendole addosso veri schizzi da “artista”.

Bologna invece te l’ammoscia. Sarà perché io ho origini terrone, provengo da una zona brulla della Basilicata ove la gente è ruspante e scopa le donne, al plenilunio, nelle campagne, mentre le zanzare succhiano il sangue di passioni sconsiderate. Niente a che vedere con quelle cosce da Ligabue, uno di Correggio, località limitrofa di quest’entroterra di piadine romagnole da Samuele Bersani. Due che dovrebbero spararsi quanto prima. Se non si sparano, va be’.

Sì, sono un uomo terragno che prende una, l’afferra per i capelli e la monta come un cavallo, anche se spesso preferisco mandarla a farselo dare nel culo da un bovaro più ricco di me.

Il problema maggiore di Bologna sono le scuole. Dei caseggiati medioevali fatiscenti, sull’orlo del crollo, così come molti giovani ex liceali che, dopo aver frequentato quegl’istituti fighetti tipo il Galvani, ed essersi laureati nella demenza di Scienze della Comunicazione, patrocinata da quel trombone deceduto di Umberto Eco, adesso campano con collaborazioni giornalistiche a numero di battute. Come se non bastassero le lor battone. Così, non avendo argomenti, scrivono tutto il cast del film, compresa la comparsa della lor sora Lella.

Sì, la dovrebbero finire questi ragazzi di sputtanare le loro ore migliori nel giocare a Red Dead Redemption 2. Vanno redenti subito e basta. Che poi… si sveglieranno e non saranno più ridenti.

Abbiamo anche la Sala Borsa, concentrato di persone che non hanno i soldi nemmeno per l’abbonamento a Netflix e vanno ad “affittare” film più brutti di Amazon Prime. Facendo “streaming” con le loro lingue da mouse… con qualche lor gallina in brodo che ama Timothée Chalamet. Anche lo Chalamet dovevamo avere! Ma pensa te.

Una volta imborghesiti, questi giovinastri si recano in localacci come La Scuderia. Siano scudieri e basta. Ché non abbiamo bisogno di pasciuti adulti ancor prima di esserlo. Incominciassero a fornicare di veri cocktail e non si stuzzicassero da leccaculi dalla saliva rancida.

Cari Asinelli, a Bologna ci son due torri. I cittadini felsinei dovrebbero tutti buttarsi da entrambe. La Garisenda non è altissima. Ma dovrebbero crepare ugualmente. Al massimo, rimarranno offesi.

Di mio, non mi offendo se lor si offendono. Se mi offendono, nessun problema, io son offeso dalla nascita. In quanto participio passato di una vita senza futuro anteriore. Ma che te lo ficca nel posteriore.

Alle torri, comunque preferisco mangiare il torrione, no, il torrone.

 

Adesso, scusate, devo aspettare la notizia del nuovo film con De Niro. Dopo Joker, quale sarà il prossimo Bob? De Niro non ha mai girato un film a Bologna. E io che ho detto?

Ve lo vedete Travis Bickle nella città dei tortellini? No!

Stasera però mangerò le lasagne. Così, perché sì.

E poi guiderò nella notte in cerca di un pappone da fottere.

Sono matto? Ancora no.

di Stefano Falotico

Tutto ciò che avreste voluto sapere sul sesso e solo Robocop osa spararvelo in quel posto


27 Oct

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Sì, ottima confezione in Blu-ray per questo cult di Paul Verhoeven. Che rividi qualche giorno fa, come da mia recensione, e decisi dunque di accattare. Prima di attaccarvi al mulo, no, muro… voi, sempre attaccati al tram, a questa vita fatta di tran transessuali. Lo so, siete dei pendolari delle vostre frustrazioni abissali. E andate frustati.

Sì, la mia casa, a differenza della vostra, piena zeppa di oggetti sessuali e minchiate varie, è pregna di cimeli cinematografici. Questi sono i miei “gioielli” e a te li dono, donna, con tanto di u-cellophane.

Devo esservi sincero, donne. Mi avete rotto il cazzo. Siete prevedibili.

Vi faccio degli esempi. Contatto una bella guagliona su Instagram. Ottime cosce, culo infinitamente sodo, insomma, una di pregiata levatura sexy. Una che se ti porge il suo balconcino ben presto t’indurisce il pisellino.

Sì, sono sfrontatamente impudico nel dire la verità. La maggior parte delle donne, uomini qui a me riuniti, sono delle mentecatte. Anche gli uomini lo sono. Ma noi lo sappiamo e come dei blues brothers navighiamo nella notte e diamo di botte. Dunque, nessuno può astenersi dal mio plebiscitario giudizio da Dredd.

Ecco, tornando alla bella bimba d’Instagram, il mio approccio è stato diretto:

– Bene, brava. Guardandoti, mi è venuta un po’ di bava. Ah, Lamberto! Possiamo esser, prima di diventar come Umberto D., dei bravi assieme ché il matrimonio non s’ha da fare ma con te ci sarebbe da far qualcosa di spingente, poi ammorbidente, probabilmente assorbente? Chiaro, cagnolina?

– Ehi, maiale! Chi pensi che io sia? Vai a giocare con le bamboline.

– Sì, ora metto su la canzone di Michel Polnareff…

È una bambolina

che fa: “No, no, no, no!”

è così carina

ma fa: “No, no, no, no!”

Eh, già,

un tipo come lei,

non l’ho incontrato mai.

– Guarda, Stefano, scherzavo. Dimmi pure. Di cosa vuoi parlare?

– Non lo so. Parliamo di Tiziano Sclavi? Cosa ne pensi de Le etichette delle camicie?

– Il suo capolavoro.

– E di Dellamorte dellamore?

– Bello, ma è di Michele Soavi.

– Ah, che film soave, soaviano, diciamo. Tratto da Sclavi, però. Oh, mia “sclava”, andiam fin su in Scandinavia e, come diceva Totò ne Il medico dei pazzi, nello scantinato berremo sino all’alba e forse sb… eremo anche con Tiziana, per un triangolo sin ad altre bermuda contro ogni moralistico conclave, dammi la chiave e ficchiamo dentro anche Chiara. Sì, son uomo coinciso, no, conciso, è tutto chiaro e tondo? O ti son stato ermetico e il mio orgasmo non è stato perfetto da meritar che tu ti scappellassi?

– Ah ah, spiritoso. Quasi spiritato. Sei sicuro di non essere schizofrenico?

– Sì, posso metterci la mano sul fuoco e anche l’uccello sulla piastrella (piastrina!) del mio sangue. Per anni, mi trattarono da tale e mi scambiarono per Billy Bob Thornton di Soldi sporchi. Dopo appurate indagini psichiatriche, l’intera equipe medica dedusse che soffro solo di amore verso RoboCop. La storia di un membro della polizia smembrato, menomato, che vien ricostruito daccapo e incula i cattivi che l’avevano barbaramente trucidato, bruciandoli vivi. E tagliando i loro membri. Uno smembramento immenso.

– Allora tu sei più pazzo di quel che pensavo.

– Sì, pensavi fossi un mezzo matto? Mi spiace deluderti, lo sono intero e te lo offro in tutta la sua interezza. Puoi toccare, se non mi credi. Se non mi cede, sentirai il gusto metallico dell’uomo dal sapore lamiera. Sì, perché mi amerai e, nelle lamiere da Crash, saremo puri come ieri, prima di rovinarci nel Basic Instinct. Trivellerò ogni tua voglia inespressa, donna triste come un cipresso, e anche se or mi giudichi un cesso so che ti bagnerai come nell’idromassaggio di tanta tua eccitazione lessa. Da te carpirò il piacer represso in troppi malinconici Caffè Espresso e tu, scaldando la camomilla del mio tè dentro di te, col mio fesso bollente sarai schiuma “al dente”.

– Sei un coglione!

– Lo so, e tu una zoccola. Non dimenticarlo mai quando un giorno, procreato che avrai tanti pargoletti, vorrai educarli ad Harry Potter ma, una volta cresciuti, scopriranno quei tuoi film proibiti di tua tanta sputtanata potta. Ecco la mia patta. E amicizia lunga!

Ah sì, potta, a te borbotto che sei una bottana e tu t’incazzi perché ho svelato la verità della tua marcia vulva nascosta dietro un lavoro rispettabile da impiegata comunale. In quanto vuoi spacciarti per comunale quando so che, internazionale, fai comunella dagli Appennini alle Ande con tutti gli alpini che scalano le tue colline e, a valle, fertilizzano la tua vagina, seminando il cattivo seme degli scemi che sono. Non ne avevamo abbastanza di tutti questi pecoroni? Perché partorire una generazione di capre? Adesso, donna, levati dalle palle. Io sono un bufalo. A me, mandriani. Forza! Guardiamo Balla coi lupi!

Ho da rivedere questo film e devo cazzeggiare come più desidero.

 

Secondo voi, sono impazzito abbastanza? Ancora no.

Ci saranno altre inculate, fidatevi.

E io nel frattempo faccio piazza pulita di tutti i dementi, di tutte le donnette deficienti e lasciatemi sciacquare col Mentadent.

Alito fresco da uomo che sa infrascarsi in maniera balsamica.

Amici, so che vi siete sposati. Vi auguro or(g)e legali in cui dormirete di più e, nel dormiveglia, udirete le scoregge e la puzza dei piedi delle vostre imbecilli per sessanta minuti extra.

Che vita di merda.

Se non vi sta bene, ci son sempre le partite di Calcio per rincitrullirvi molto di più di come già siete fottuti.

Dopo questo mio scritto,

 

di Stefano Falotico

Pinocchio (s)mania: Guillermo del Toro, Garrone/Benigni, Falotico da Leggenda del re pescatore


26 Oct

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Un mio commento plateale, senza vergogna, su Instagram…

Ebbene, che culo superbo, ottima, continua ammiccante a provocare con far piccante, sì sì, fottitene dei moralisti, insegui questa donna tua birbante e lasciaci guardarti desideranti di esserti ardenti, bacianti, esausti nell’ammirarti, lascia che io sia ardente nel focosamente bramarti e forse eccitarmi, che gnocca, che tocco delizioso di donna sfiziosa, anche oziosa, probabilmente scaldante e mi fermo, infermissimo, perché la rima potrebbe di lingua peccar lussuriosa e di te troppo vogliosa.

Non mi ha bloccato e sinceramente non è che questa qui poi sia un granché, ma ero annoiato.

Mah, se penso alla mia infanzia, ricordo che mi piacevano i gelati, leccavo avidamente, se penso alla mia adolescenza, nel mio carnet di masturbazioni da ossesso-deficiente ci fu anche quel troione di Eva Grimaldi, una donna che pare sia stata anche con Sean Penn fra un risotto e il chirurgo plastico, se penso a come sono adesso, non è che poi, detta come va detta, sia un patito del sesso. Di mio, mi piace accavallare le gambe con la sigaretta in bocca. Non so te. A te piace accavallarti?

I problemi si accavallano e io preferisco ancor sbugiardarvi. Vi credete stabili ma io vi dico che siete solo più grassi.

Non dovete allarmarvi, lo sapeva Leslie Nielsen ne L’aereo più pazzo del mondo.

 

Eh sì, non molti lo sanno ma, nel fervore delle mie rinascenze, molti anni fa (credo fosse il 2006), cominciai a buttar giù un libro mai finito. L’occhio di Pinocchio. Ma poi, per varie vicissitudini sfiancanti, fui dal fato avverso sfinito e caddi preda di una società alla Mangiaf(u)oco che, con le sue chiacchiere, voleva far sì che mi “frivolizzassi” (bellissimo neologismo) e mi attenessi al più bieco materialismo porco. E collassai, assillato da donne voraci che attentarono alla mia verginità, Loro, discinte e aggressive, vedendo il mio bel faccino e, ben consce fra le lor ardenti cosce ch’ero ancora sessualmente immaturo, mi ballarono attorno. Al che, tirando fuori le loro ispide linguacce desiderose di ciucciarmi e baciarmelo tutto, con occhi bramosamente vogliosi ardirono a turlupinare la mia virtù, affinché dentro di loro potessi dominarle con la mia spada da Re Artù. Vibrante di un Excalibur lubrificata con del burro ad addolcire la penetrazione sguainata del mio esser in loro interamente duro eppur non più moralmente integro, dopo che codeste, inguainate di reggicalze sfilate, nel sesso più mentecatto m’inguaiarono e nella perdizione m’infilarono, ficcandoselo. Perché, una volta persa l’innocenza, e lor signoria lo sapeva, mi persi e rappresi in una landa orrenda e putrescente di nightclub fetenti. Ancor per ghermir altre donne, concupirle come un lupacchiotto ed entrar nei lor cor(pi) di passioni sfrenatamente lussuriose. No, sto mentendo, per chi mi avete (s)cambiato? Senti, scambista, piglia questo! Ah ah. Eh sì, ciò non avvenne, solo in una io venni. Ella mi svenò, mi sverginò e poi a fanculo mi mandò. Lasciandomi esausto e di lei innamorato col membro ancor penzolante e densamente ingordo di volerla nuovamente ignuda, a me congiunta e untissima.

Fra noi, teneramente e di pene duramente, durò poeticamente un an(n)o, appunto. Me ero stato oramai violato, nella sua carne violacea (im)bucato. Oh sì, le fate son fatali ma sanno essere anche delle stronze fetali.

Prima le donne ti rendon teso(ro), tu te ne arrendi, a lor dietro le tendine lo (es)tendi eccome, ma è solo forse una canzone di Elio e le storie tese…

Grazie a Geppo mio papà 

Se si china la Fata Turchina 

Sento una forza dentro che neanch’io so come 

Ed emetto una specie di fruppè

 

Elio voleva dire frappè? No, proprio fruppè.

Sì, la fava di Pinocchio per una fata potrebbe divenir qualcosa da favola…

Se poi la fata era, come nella miniserie Le avventure di Pinocchio del Comencini, la tettuta Lollobrigida, allor sì che cresci in fretta e soprattutto furia e, dalle mini-seghe, passi alle milf in un batter baleno. Sì, oramai sei fottuto come fossi stato mangiato in culo alla balena! O alla balera!

Molti uomini invece retti, che non pensano solo al femminile retto, nonostante si sposino e sian fedeli, perdon lo stesso la retta via e impazziscono. Prendete ad esempio Robin Williams de La leggenda del re pescatore. Un maniaco ammazza sua moglie e il professore finisce barbone. Jeff Bridges si sente responsabile della tragedia perché involontariamente aveva spinto il suo radioascoltatore a “spararla grossa”.

Deluso dalla fidanzata e semi-disoccupato, Jeff/Jack Lucas vaga abbattuto e delirante per le strade del suo fango, e prega la statuina di Pinocchio, sperando che almeno questo burattino di legno possa comprendere il suo dolore di vivere. Ma anche Robin la tiene in mano.

E, tornando a Re Artù, arriverà il miracolo. Perché il Sacro Graal, amici carissimi, altro non è che la speranza di noi tutti ritrovata.

La nostra vita adulta rasserenata.

Ed è per questo che del Toro e Matteo Garrone sono affascinati dal mito sempiterno di Pinocchio.

Geppetto, per Garrone, doveva essere Toni Servillo, adesso sarà Benigni. Che girò la sua versione benign(esc)a con Kim Rossi Stuart as Lucignolo.

Dico a voi, amici che spesso mi coglionate, siete proprio il Gatto e la Volpe.

La mia vita non è una cuccagna e non and(r)ò mai con le cagne.

Può darsi che il Falotico, il sottoscritto, sia un cesso d’uomo o un grandissimo.

Sicuramente, non date retta a Paolo Crepet (non è ancor crepat’!), il quale sostiene che i cosiddetti adulti siano ancora dei bambini malcresciuti e che non sappiano educare i figli, invero più grandi di loro.

Ecco, dopo tutto ciò, Collodi era un favolista come moi. Mai si laureò con lode e spesso la sua testa doveva superare innumerevoli volte il collaudo.

Di mio, vorrei guidare un’Audi ma non posso.

Punto e basta.

Sì, io guido la Punto. Lei guida la Mercedes? Beato lei. Si scopa anche un’Alfa Giulietta? Ah no, è vero, sua moglie si chiama Flavia Lancia. Lancia Flavia, sì, scusi. Mah, una lontana mia parente si chiama invece Silvia Nissan.

Già, tornando al mio libro incompiuto L’occhio di Pinocchio, Luciano Ligabue, in Eri bellissima, così cantava…

Eri davanti a me, davanti agli occhi del bambino 

E gli occhi del bambino quelli 

Non li danno proprio indietro ma

Facevi gola e soggezione!

 

Ho ancora un occhio da Pinocchio. Mentre tu, lercio farabutto, non porgermi l’occhio da finocchio per incularmi. Stringimi la mano, il mio uccello lo st(r)ingo da me.

Evviva! Si brinda, si brilla e, dai su, andiamo a ubriacarci. Saremo brilli ma dalla società fascista non verremo mai resi dei rigidi birilli.

Dai, grullo, porgimi un’altra grappa e dammi un’altra guappa! In quest’osteria io me l’ingroppo e con lei vado al galoppo. Cameriera, un’altra scaloppina! Ehi, bambina, non fare la zoccolina. Dai, Simona, si limona! O(r)mone, non fare il culatone. Servitemi i culatelli!

Un due tre, stavolta l’hai preso in quel posto te. E ora vai a farti il bidet!

Alé! Miserere, misero me!

di Stefano Falotico

Hands of Stone e The Comedian con De Niro in Italia non li vedremo mai


25 Oct

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Ecco, non conosco le logiche distributive italiane. Ma mi par inspiegabile che due film con De Niro, usciti oramai da una vita sul mercato americano, non siano mai stati diffusi in Italia. Neppure in home video. E neanche nei passaggi televisivi.

Non sono due film eccelsi e certamente non si possono definire blockbuster. Non sono affatto due pellicole dalla forte attrattiva commerciale, sebbene la storia di Roberto Durán possa allettare molti appassionati di storie pugilistiche. Per di più, l’attore che lo interpreta, Édgar Filiberto Ramírez Arellano, ah ah, è stato recentissimamente Gianni Versace per il piccolo schermo e negli ultimi tempi ha acquisito una maggiore, indubbia popolarità.

E questo De Niro pelato, canuto, nei panni del vero Ray Arcel è molto diligentemente bravo. Molto anche di maniera e di solido mestiere facile, certo, ma una perfetta interpretazione degna di nota.

Come saprete, esiste la versione, in mediocre definizione, sottotitolata in streaming, ma perché mai questo film non è mai davvero uscito in Italia?

È un film che è stato presentato addirittura Fuori Concorso, come proiezione speciale a tributo proprio dello stesso De Niro, quando ancora Harvey Weinstein non era stato travolto dallo scandalo che l’ha sotterrato. E fatto fallire la sua storica compagnia.

Un film mediocre, sì, che romanza parecchio tutto ma edificante, in una parola buono, dai, sì.

E si vedono pure i nudi quasi integrali e le belle tettine di Ana de Armas.

Mah.

Poi, ecco il turno di The Comedian di un regista niente male, Taylor Hackford. Ufficiale e gentiluomo, L’ultima eclissi, L’avvocato del diavolo… Non un grandissimo nome ma un “artigiano” che non è sicuramente l’ultimo arrivato.

E che cast: la bella Leslie Mann, Danny DeVito (per la prima con De Niro), Harvey Keitel, Charles Grodin… e tanti caratteristi di rilievo.

Io l’ho visto e non è un capolavoro, ovviamente. Sebbene la Sony Pictures Classics all’epoca vi ripose molta fiducia e De Niro sfiorò addirittura la nomination ai Golden Globe come miglior attore Comedy/Musical.

La Critica americana però lo stronco a man bassa, a mio avviso ingiustamente. È un film parecchio lungo per essere una “commedia”, ma che ha il suo perché, con un De Niro in alcuni momenti superbo e padrone della scena. Anche se, caro Bob, nonostante il tuo lodevole sforzo, non hai esattamente la verve di Billy Crystal. Che compare peraltro in un tagliente cameo.

Ci sarebbe anche War with Grandpa. Ma non trova distribuzione in America sempre dopo il fallimento della Weinstein Company.

Come sappiamo, il prossimo anno vedremo De Niro in The Irishman e Joker. Solo in concomitanza con l’uscita di queste due pellicole attesissime, qualcuno si deciderà a distribuire anche qua da noi Hands of Stone e The Comedian?

Fa specie che ogni robaccia con Nic Cage la distribuiscano pure al cinema, come l’impresentabile 211 – Rapina in corso.

E invece un Bob, sebbene molto minore e invecchiato, no? Ecco, continuiamo così. Perseverate a distribuire schifezze.

 

di Stefano Falotico

Genius-Pop

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