Archive for March, 2014

R.I.P. James Rebhorn


29 Mar

Il Cinema di quest’anno, contraddistinto(si) per il “sano” nichilismo che sta pervadendo i nostri animi affranti, delusi, inascoltatamente rabbiosi, dunque ancor più dagl’ignoranti scheggiati

Sì, un filo conduttore ha percosso, sì, come un’elettrica scossa, il Cinema di questa quasi stagione trascorsa. Ma è soltanto il riverberarsi, non d’una tendenza modaiola, bensì di un’esigenza oramai divenuta credo l’ultimo anelito, sospirante fievole perché tanto anche questo slancio vitalissimo, adirante e, logorandoci, lucentissimo di sentirci ancor vivi, viene “morigeratamente” schiacciato dall’imperante qualunquismo e dalle mentalità “intransigenti”, stagnanti, menefreghiste e lerce del comune vivere “cheti”, sempre prodighi nel fingersi remissivi, “savi”, corretti, “simpatici”, buoni(sti), “bravi” al ruffiano farsi “piacere” l’andazzo ché tanto non puoi cambiarlo e allora meglio adattarsi subito se non vogliamo poi subire il contraccolpo dell’essere emarginati, dunque non essere noi stessi, perché se ti ribelli, se anche tenti di non farti “attentare” nella tua anima morale da questo tripudio putridissimo di “direttive” che si professano ipocritamente “rette”, se non ti “sporchi” anche tu nel processo “naturale” esacerbante, se non ti fai travolgere dall’incitazione al consumare, mangiare e non pensare, ché pare un obbligo attenersene e un “delitto” gravissimo disincagliarsi dal (de)corso dei “normali” percorsi, ché è tutta fatica sprecata riflettere tanto non importa nulla a nessuno, (non) ti cagano… in testa e, se provi semmai pure a ribellarti, allora riceverai pugni e basta(rdi), perché fuori dal vaso hai pisciato “osceno”, ché devi “gustare” solo le cene già (as)servite dei ta(g)li a questo sistema, ché ti è chiesto solo di “timbrare” il “cartellino” dell’ameno “inserimento”, amen, burocratico, un mondo dove sei tu che “dormi”, un mo(n)do dominato dalla solita conformista casta “castissima”, “giusta”, di “bon ton”, abbottonata e dunque a noi angusta. Perché no, perché sì, siamo così e ci piace non corromperci, noi ci e vi rompiamo e quindi “brindiamo”, semmai anche sconsolati ma Dio renda grazia al non triste arrenderci, esaltiamo anche il non credere a nulla, proprio perché credemmo, non crepammo, “come tutti”, dentro, non desideriamo farci… grigliare dalla carne che meccanicamente avanza, da questo nastro trasportatore della catena di montaggio puzzante indifferenza, pigrizia, astensione totale, (dis)armante nel suo vuoto co(s)mico ch’eppure fa tanto “è sempre andata in questo modo, perché darsi pena? Divertiti!”.

No, insistiamo e, fortunatamente, il Cinema di quest’anno è dalla mia parte, così come lo è con chi la pensa come me.

Nel giro di contemporanei… pochi mesi, abbiamo assistito a film, a prescindere che piacciano o meno, opinabili o (in)discutibili, che non vogliono proprio insegnarci “niente”. Sputano, lacrimano, sembrano cristologie atee del nostro tempo agnostico. Film della nostra (c’)era, plasmati a viso aperto sul disincanto amarissimo delle vostre cere, dunque perciò brillantissimi poiché ascendono in auge d’aura sacrosanta nostra ideologia stampata a vostre faccette “linde”, eh sì, le “emoticon”, ficcata in cul arrosto nei vostri an(n)i da inutili “lavoratori” di questa creata, cretina vostra società.

Sì, non c’è da stupirsi, c’è da incazzarsi anche se chiameranno qualche centro di salute mentale perché abbiamo “sbroccato”, abbiam dato di “matto”, no, non si può… che figura stai e stiam facendo, miei “creduloni”, a svelar “scabrosi” la verità. No, il mondo “con le palle” deve perseverare nell’“opera” porca della macellazione scagliata di scannamento contro noi che vogliamo conservarci integri. Così, ti urlano “Come godiamo, ti sta tutto…, ti abbiam distrutto, così impari a rispettare le regole… fasciste, dormi caruccio, dormi tesoro, se vuoi possiam al massimo addolcirti un altro po’ con del ciuccio, oh mio ciuco, lecca il nostro gelatino ché noi ce lecchiam tutta… di filato zucchero, guarda come monta…!”.
Sì, se vuoi vivere così, con dei valori ferrei, inevitabilmente sei costretto ad allontanarti dalla “maggioranza”, capitana, che non vuol sentir ragioni, capito? Poi, qualcuno par che ti capisca ma, dopo averti ascoltato per un po’, anche lui si “rompe” e dunque, c.v.d, ti piscia. Insomma, un ipocrita peggio degli altri. Almeno quelli son stronzi dapprincipio, delle merde che han sempre galleggiato… questo no, è la merda più “profumata” ché davanti ti alliscia e da (di)dietro te lo “striscia”. Perché anche lui se ne frega… tante e gioca da “va(i) col liscio”, sodomizzandole, al gioco soggiogandole dello “struscio”. E vai di coca, e noi invece rimaniamo i cocchi del mettercelo lor in cu(cu)lo. Cazzo.
Ma che “bravi”.

Ma in fondo hanno “ragione”. Come puoi dar lor torto? Fanno bene nel pigliarci a torte in faccia. Eh sì, se ti ribelli, ricevi solo “ritorsioni” e maggiori umiliazioni dalla mentalità che va per la maggiore.
Basta lamentarti, qui hanno da “faticare”. Appunto, devono farsi i culi…

Si capisce. Capisc’?

Così, apri YouTube e noti che i video “shoeplay” ottengono un sacco di visualizzazioni. Sì, questi, dopo giornate davvero “pesanti”, filmano le caviglie delle donne che fanno apri-fuori dalle ballerine o da scarpe coi tacchi che ti “spaccano”… i pantaloni aperti, offerte in “sacrificio”, a mo’ di orifizio da “fini orefici”, nel “darle” a masturbatori su(dati) e giù “spettatori spettabilissimi”, sbirciandole col cellulare, (ri)prendendole di vene attizzanti al raddrizzarti l’uccellino (s)pompato dopo tanto aver lor(di) lavorato “duri”, per consegnarle “in mano” ad “anonimi” dello “scrutinio” smutandato ma “privato”…

Così, toccandosi, nessun può toccarli. Noi siamo i “toccati”. Eh sì.

Così, cerchi ex conoscenze tramite il “digitarle” su Google e scopri quanto ancora vivono da “onesti” e (nei) retti(li).

Sì, alcuni, han messo su delle compagnie teatrali ove leggono i testi(coli) di gente morta in guerra. Diari di bordo per far sì che i lor leccaculo l’imbrodino col “plauso” alla loro “bontà”. Perché guarda come son in gamba e pii a dar “voce” ai morti.

Eh già. Tanto so’ morti, prima li hanno ammazzati con la loro mentalità bell(ic)a, poi c’han rimesso le penne ma si pulisce tutto con la “remissione” in false messe. Ora, vado a rimettere…

Sì, son quelli che trovi ogni domenica in parrocchia, finito poi di “scambiarsi i segni di pace”, escono “solari”, “illuminati”, vedono il barbone fuori dalla chiesa e lo carezzano, dandogli del “misero” Euro nell’intanto pen(s)are “Dio Cristo, che povera creatura, oh, beati noi ché ora c’aspetta il pranzo di patate…”.
Questa gente ha rotto il cazzo e stavolta ha trovato me.

Mi “travolgeranno”. Pensano questi… “composti” pastori…, ah ah, molto omertosamente impostori.

E mi rideranno, (scom)pisciati.

Sì, ok, accetto la merda ma prima prenditi nello stomaco l’accetta.

Questo è l’agnello del tuo aceto. Dai, ora mi “accetti?”.

Ah no? Allora, dammi dell’accattone. Sì, lo voglio… La tovaglia, imbavagliami.

Dammi d’a(si)no perché (r)aglio, perché non uso il tuo “olio”.

Odiami, d’altronde tu sei un “diamante”. Dai, dai. Prega il tuo “dio”. Lui dà, lui “lucida”.

E gridami “Taci e che Dio t’accid’!”.

Così, scopri che quello è diventato un “giornalista” e, come i suoi genitori che leggono i diari dei morti, poi andando a casa mangiar la “mortadella”, scrive un post da rest in peace James Rebhorn.
Ecco, James Rebhorn di Scent of a Woman è lui e tutta la sua razza.

Ti è piaciuta la sparata?

Questo è un modo per “non crescere?”.

No, è un modo per tagliarti le “palle”. Per (non) fartelo.

Sì, fammi il “piacere”.

Io resto questo. Non ti piaccio? Piace a me. E male a te! Adesso!

  1. Inherent Vice (2014)
  2. The Wolf of Wall Street (2013)
  3. Noah (2014)

Si salvi chi può.

Best of FilmTv.it


28 Mar

Gli utenti di FilmTv.it che stimo e credo che la mia stima, anche se sba(di)glieranno, com’è umano talvolta, non cederà minimamente di una virgola


Grazie a voi che mi stimate e io stimo, a prescindere se errerete, voi.
Io rimango però sempre più scioccato da questo mondo, ma al contempo devo ringraziarlo. Se non fosse così disgustoso, non creerei né scriverei, è l’idiozia e la malasanità altrui, la permalosità spaventosa di alcuni, molti invero, a darmi la rabbia per dire la mia e non ammutolirmi. Ieri sera, ad esempio, candidamente commento il post di un mio amico, postandogli l’incipit di un mio romanzo, lui se la prende a morte inspiegabilmente, dicendo che devo chiedergli il permesso anche quando posto cose che potrebbero fargli piacere. Io lo mando a fare in culo, spiritosamente, come dire “Ma vai a cagare, per una cazzata del genere mi fai il predicozzo in privato, ok, la prossima volta te lo chiederò prima”. Stamattina, noto che mi ha cancellato dagli amici.
Ecco. Dalle sciocchezze, si arriva a questo… Poi, voi vorreste cambiare il mondo e vi stupite che nel nuovo millennio ci siano le guerre?
Ed è per questo, e per altre ragioni, non solo intellettuali ma di empatia a pelle, come dico io, che stimo questi utenti di FilmTv.it
Credo che, conoscendoli, mai e poi mai avrebbero piazzato un “casino” del genere, del degenerato, oramai è da me classificato tale, per un’assurdità così.
Apporrò, sotto ogni film, che in qualche modo, seppur (il)limitatamente li rappresenta, il loro nick.
Anzi, no. Spetta a voi indovinare chi si “nasconde”, in quanto uomo vero, sotto i film (ec)citati.
Perché noi siamo uni e trini, ubiqui e sappiam apprezzare la vita senza formalità e cazzi vari.
Tutti per uno, botte per tutti e tua madre è una bottana, noi lo sappiamo e va sputtanata in gruppo!
Basta con questi finti groppi in gola. Ingollatela!
Insomma, gente che vale, che non farebbe delle minuzie un contenzioso “vitale”.
E comunque, anche in questa sede, pur non facendo il suo nome da “Innominato”, lo mando pubblicamente, nuovamente a cagare.
Ecco i best five. Delle “bestie” insomma.

Spopola Saggio, diverso da tutti gli altri “pensionati”, poiché non lo è. Gli altri stanno rincoglioniti alla bocciofila, sputando amarezze e rimpiangendo il tempo perduto, borbottando da vecchiacci che ce l’hanno oggi coi giovani, domani con le donne troppo “provocanti”, ché un tempo il costume non era così sfacciatamente “stuprante” e azzardato, e bevendo come ubriachi dell’oramai è andata e andiamo a ritirarla, ammirando il tramonto della sera prima di prender posto qui all’osteria delle senili nostre età da già sepolti vivi ma evviva la cameriera, guarda che paio di cosciotte…, a noi ancor allegramente e arzillo tira eppur si fa nottataccia fonda come questa limonata sprizzante “gioia” e rughe a “fior” di “che palle, chi ce l’ha fatta fare”.
Spopola no, è più giovane di tanti pseudo-giovani che conosco, la sua mente è vulcanica, elabora semmai le emozioni del passato per rinvigorirsi di vitalità sfrenata. È sempre discreto, mai invasivo, sa stare anche allo scherzo e alle “buffonate” perché uomo non solo di “anta” ma di cultura cotantissima. Solo i signori colti san tollerare, mai giudicare, ma sanno ancor guardare, non solo al Cinema, ma come già espresso… alla vita

Maso Inizialmente, non lo sopportavo. Mi stava sul cazzo e avemmo anche qualche scambio quasi “manesco” seppur virtuale, offendente da duellanti “virtuali”. Poi, ho imparato ad apprezzarlo perché è per molti versi… versatile, anche se non è un poeta, come me.
Gioviale, amante delle donne come ogni savio animale e non questi ipocriti che danno a Jennifer Lopez della puttana quando stan con la moglie ma intanto pensano “Dio, che culo e a me tocca ‘sta bagascia con cui devo fingere, sapendo che a letto fingerà sempre”.
Maso è istrionico, goliardico, cazzuto, belushiano alla John omonimo, umorista, “radunista”, mai domo, anche scalzo di sé in nudità spudorata e appunto sanamente sputtanante le falsità d’un mondo osceno e bugiardino…

Lampur Anche lui oramai se ne frega di tante stronzate “celebrat(iv)e” del Cinema, e ha l’ardire di stroncare l’ultimo Scorsese perché sostanzialmente, lo credo anch’io, è un “capolavoro” montato da una stampa assai povera di memoria. Scorsese ha fatto ben di meglio. E voi ci siete cascati come delle pere cotte. Oh, oltre al fisico a pera e la vostra fissa per le “ricotte” alla Margot Robbie, avete anche il cervello in pappa(molle). Avete rotto. Dai, Lampur, ficcali.
Lampur s’incazza ma lo fa con classe, non lo dà a vedere e, sotto sotto, come me, piglia un po’ tutti per il culo. Specializzato, oltre che nella punteggiatura, raramente (dist)ratta ma spesso raffinata, soprattutto in “punzecchiatura”, pratica il ruolo di “zecca”, non nel senso di omonimo insetto fastidioso ma di avercene di tal oro.
E s’imbroda com’è giusto che sia.

Amandagriss Vota utile qualsiasi cazzata che scrivo. A volte, ho il dubbio che mi aspetti sotto le coperte. Sì, mi ama alla follia. Ed è un bene, un pene, il male è altro.
Sei tu che non sai apprezzare le seghe mentali e non.
Amanda invece ama i segaioli come me, perché lo sa che sono uno che “smanetta” non solo di tastiera.
Ma, da fanatica di Marilyn Manson, non se ne fa un problema. Sarebbe da eleggere Presidentessa del Consiglio, ove adesso abbiamo quel coniglio di Renzi. Che comunque è meglio di Suor Madre Teresa di Calcutta. Sì, bando alla blasfemia, Teresa abbisognava solo di cicuta ma fece la pudica immolatasi alla causa solo perché brutta e frigida.
Questa è la verità, il resto è quell’altra Montalcini a cui, anche da morta, non offro il mio “limoncino”. Tanto sale in quella zucca ma poco “dolce” in quel triangolino di “inzuccarmele”. Calcolasse le trigonometrie in “Paradiso”. Io mi do al (co)seno.

Rototom Gigioneggia coi film, li pastrocchia, li reinventa, ogni cosa che dice la prendete per geniale, infatti (non) lo è e lui ci campa, se la canta e se la suona perché può e deve permetterselo senza girarci troppo attorno. Sa di saper scrivere, anche se talora lascia anche lui degli “strafalcioni”. Ma il lessico non dev’essere un mansueto e perfettino cane Lassie. Evviva lo “stropicciamento”, la Lingua arruffata, straordinariamente (ab)usata, deturpata, osannata, presa a pugni, falciata, trombata.
Mica come voi, tromboni.

Maurri63 Sì, sa che ogni criminale è più buono dei finti santi. Credo non vada a messa. Se ci va, va per riderci sopra. Egli è grande perché non teme la paura dell’onestà (im)morale. Spinge, a spintoni spacca le omertà, aiuta i giovani, sa indurirli e anche carezzarli, s’intenerisce eppur ti dà due pizzicotti se la spari grossa e poi va in pizzeria a trangugiar birra napoletana. Perché il lup(pol)o vero sta a Napoli, non è un nazista-fascista. Diciamocelo, la birra di Napoli è meglio di te e della Dreher.
Pigliati Ela Weber, Maurri si prende egli stes(s)o vicino al Vesuvio.

Ah, ma sono 6 e avevo detto 5?
No, sono sette perché il settimo re di Roma fu un altro e non me.
Se non ti sta bene, suicidati nel Tevere.

  1. Shutter Island (2009)
  2. Ronin (1998)
  3. Carlito’s Way (1993)
  4. Scarface (1983)
  5. The Blues Brothers (1980)
  6. Il padrino (1972)
  7. Showtime (2001)

Con l’amore di un coniglio


26 Mar

Gli attori sono frigidi


25 Mar

Non stimo nessun attore, tranne quello col neo, perché sono quasi tutti degli stronzi presuntuosi senz’umanità, i loro personaggi invece sì, parola di Rust Cohle…

Esistono personaggi che vanno oltre la bravura dell’attore. Penso a quello col neo, De Niro, bravi… non era difficile da indovinare, anche se non solo lui possiede il neo. Penso ad esempio a Daniel Auteuil, che molti definiscono appunto “Il De Niro francese”. Di De Niro ha solo il neo, per il resto è più vicino a Bruno Vespa, il che non è il massimo. Sì, Daniel è la verruca fatta per gli spettatori parrucconi, ancora mi chiedo perché la bella Emmanuelle Béart lo rese “beato” nel suo “belarla”. Ah ah. Ce la vogliamo dire, “coi” peli sulla lingua? Ha scopato la Béart soltanto perché qualche scemo l’ha paragonato a De Niro, e comunque a quello inimitabile col neo piaccion le nere. Fu una scelta obbligata per la Béart, dato che a lei piaccion quelli neri, ops, che la fanno nera, ops, tendente alla rossa, volevo dire nei. A voi piacciono le bionde? A De Niro le nere. Io preferisco la Guinness. La birra dei “primati”, sì, tendo allo scimmiesco ma son meno scimunito di quel critico di così “paragone” stupidino. Ma, come dice il detto, moglie e neo del paese tuo, perché il bue è per l’asinella che della recitazione ha capito solo il cazzo che le piace. In poche parole, la Béart deve ringraziare i grandi patriottici registi voyuer che l’han resa la belle noiseuse. E sui nasoni Depardieu Gérard è specialista anche J. R che non è Robert Downey Jr., da cui quello di De Niro, non solo di neo ma un po’ da Cyrano. Ora, non so se ce l’ha lungo ma De Niro ce l’ha grosso? Cosa? Quello che annusa. Il naso? No, il cazzo. Da cui il “senziente” dello spettatore che, identificandosene, e non ficcandole come il nostro, percepisce emozioni virtuali magnificando la grandezza altrui, appunto. Anzi, virgola e in faccia un pugno, così si sveglierà dall’idolatrare quelli che si fan i cazzi lor ricchi con ricche ochette a farseli, da cui il detto “Non è bello ciò che piace ma ciò che ti fan piacere e hai pure pagato il biglietto, guardando Iron Man, un altro figlio di putten’”. Ora, ve la spiego.

Una risponde “No, ti prego”. Nessun problema. Pieghiamola in due e gettiamola nell’acquedotto. Un cesso già lo è ma il fidanzato non le fu “sciacquone”. Ah, le sciacquette. E io mi scialacquo. Cazzi miei e tu fatti i tuoi ché io li darà in piazza… pulita.

Metto una mia foto “di sghembo” per prendere per il culo qualche ragazza che spera di avere il “mio” fra le gambe. Una mi risponde che assomiglio a Sean Penn. Adesso, Penn è amico di De Niro, ma entrambi han ben poco da “spartire”. Con la “sua?”. No, potrebbero averla schioccando le dita, dato che i soldi in banca fan beltà franca. Di mio, invece, ho da guadagnarmi la pagnotta e ultimamente c’è sol da penare tanto che il pene non vuol neanche ammirar non sol le bone ma neppur le racchie e neanche darlo sia a vedere, sia a fare e sia a “bere”. Ah sì, quelle bevon tutto. Stanno davanti allo schermo “a bocca aperta”. L’attore sa come mandarle in brodo di giuggiole, con giulive così non devon neanche rendersi “reali” per “venire” orali. Son delle giulive alla Gwyneth Paltrow, oche di buchi (in)visibili. Infatti, è magrissima. Secondo me si buca. Sì, la droga la rese anoressica. Da cui il mio sano fior all’occhiello ben diverso dai vostri occhiolini. Oh, però ci son pure i ricchioni. Di mio, preferisco le orecchiette e il Colgate ai denti piuttosto che il 3D di occhiali, cari miei masturbatori, non solo cinematografici, con le occhiaie…

E su questa vi lascio intendere il mio nichilismo alla Matthew McConaughey e anche alla Lino Banfi.
“Sentito” che uso assonante della parola, miei suonati? Ricchioni, orecchiette, Rust Cohle e McConaughey, caro il mio coglione, musica per le mie orecchie.

Ora, per piacere, dammi una lattina e una sigaretta.

Per colpa della vostra idiozia, abbiamo i satanisti. E devo farmi venir “voglia saltami addosso” perché qualcuno crede a Satana e violenta i bambini.

Ciao, quando avrò ammazzato il cretino, gradirei del vinile. Ho detto vinile, il vino lo diamo a tua moglie cretina che va matta, infatti è isterica, per quello col “nero”, oltre a mettersi le cremine quando invero le darei solo un gelato Cremino in bocca.

Su questa stronzata, vi ho platealmente preso per i fondelli. Altro che forno crematorio, miei nazisti che volevate bruciarmi vivo solo perché vi frego sempre da stregone. La mia vita ha ben poco da condividere con quelle ai fornelli. Preferisco il torello ai torroni e la limonata alla trombata! Da vero terrone? No, da terrore!

E soprattutto salutam’ sorrata!

Non fa rima ma fa meridionale che ti spacca la capa! Ah sì, Robert, il fotografo.

Di tuo, pensavi fosse un geriatra. Da cui “Beati voi che vi fate le seghe sulla Béart invece che usar la sega per tagliar la vostra testa di cazzo”.

Da cui le “cime di rapa” son meglio.

Appunto.
Ammirate gli altri, miei “ammiragli”. Di mio, raglio e se mi va te lo taglio.

In effetti, non mi lavo e puzzo d’aglio.
Sarò un vampiro? No, non sono un crumiro.

Vai a lavorare tu, di mio tengo Rust Cohle. Scusa, stai ancora qui testa di cazzo? Ma non ti avevo detto di andare a fare in culo?

E diciamocela: De Niro vale meno di Joe Pesci. Quello è il “bravoragazzo. Pochi cazzi, altrui.
Finirei con “questa”. Incrocio una sorta di donna, non una gran sorca ma neanche una suora, mi dice che assomiglio a Ray Liotta, io invece credo che lei sia proprio una mignotta.

E, mangiandomi uno yogurt Yocca, mando a quel paese il vostro mondo di gnocche di patate, ché tua madre va a far… gli allocchi come te.

In poche parole, me ne fotto delle puttane e di voi che ci andate. Non lo dite ma io lo so.

E agli attori che van a troie preferisco me che vado a morte.

Sex anomalo, (a)normale, abnorme, oltre, superuomo o s(u)perato


24 Mar

Una calibro “30” per lo “specialista”: sette film ove la “sana” sessualità è andata giustamente a farsi fottere…

Ho sempre adorato il Cinema mieloso perché rappresento la zanzara “pungente” che del piccante fa un tangibile erigente…, succhiando il mio sangue pompante, le donne mi “coagulano” in loro prosciuganti capezzoli dati al mio poppante “lattante” e, asciugando poi dritto e secco il mio pungiglione da marpionissimo in altre d’alveari “dolci” che ne arpiona in quel che è un sacrosanto, mica tanto, ah ah, infilante a dolorino godibilissimo ché, trivellandole, son mie risorse minerarie d’aureo dorarle e dondolante, nei preliminari, inguinale s’insinua docilmente anche anale, sì, col passare degli an(n)i, non mi sono “accomodato” né “raddrizzato”, bensì tutto rizzo è sempre più lì… accomodante, scomodando però i mariti a cornificarli col loro “latte”. La lor “colazione da campioni”, miei “coglioni”. ‘Sti cazzi…

Applauso, e che sia sc(r)osciante, “sorseggiando” la donna è in me sorgente e, tergendomelo, questa scopatona è “pura” com’una libellula libera dalle castiganti ibernazioni dell’uomo medio a cui alzo le dita media, perché la toccatina “vien”…, divina, meglio con due mani, famoso gioco dello “squash”, da cui lo squacquerone del mio pastore, eh già, la pastorizia, datosi senza remissione dei peccati da timorato come voi, gli inculati, ma includente anche la missionaria inculante delle “pecorine” di farina della mia sacca scrotale, nel guascone mio senza paura ma con molte “macchie” loro in quanto son sessuale macchina.

Da una donna di Macerata, da me maceratissima, al macinarne altre di mio (in)affondabile (ma)cigno fra nere e bianche, aizzante e attizzandole nel sempre più alzato, poi, con doviziosa letizia, più ardente tizzone per scaldar perfino le cinesine come “ciliegina”, sgranocchiandomele di mandorlato “gigante”.

Sì, non mi vergogno e agognatemi pure, mettetemi a novanta per darmi dei calci nel culo ma io, da questa prospettiva piegata, posso meglio guardar sotto le gonne senza mutande, fatemi sgolare di punizioni e rinforzerete soltanto il mio (con)ficcato.

Sì, sono come la cantante Madonna, gli an(n)i suoi suonati, e sfondati, non la scalfiscono, bensì in tanti ancor di più la ficcano. Da cui la sui voce “like a virgin” sempreverde.

Ora, per tale mio ardire e perennemente arderlo hard, non datemi della merda, datemene altre. Sì, tante “botte”, ché voglio sia moglie piena e sia quella da riempire, ubriacandola come il far l’amore in gondola su mia anaconda perfin cattivella come Golconda. Con me, le donne ridon come la Gioconda, ah ah, anche quando, onanista tutto bello, io “me lo tiro” di brutto in autoritratto masturbatorio da ridente e irredento toro solo soletto ma bello come il Sol’, poiché il “mio” mai si ritrae eppur sotto la mia baffuta, da cui la donna sempre piaciuta, da cicuta, scopando come un “ciuco” in lor ciuccianti e cuccandolo, ah che (cuc)cagne, inumidisce di blu dipinto di blu e uh, uh, uh, che ululante lupo florido come l’albero di pioppo fra pupe di poppe che me le appioppano fra le lor sode, dunque morbide chiappe.

Ieri sera, ad esempio, mi recai al bar “Il por(ti)chetto”, situato in località limitrofa di Budrio. Controllate sullo stradario, esiste, non mento. E là la barista sa come servirti il “cappuccino” con del “burro”.

Quindi, dopo essermela “bevuta” in tanti bicchieri d’acqua, oh, questa sgocciola “incontenibile”, sarà l’afa primaverile però ti sa fare nel surriscaldarti come la temperatura “posteriore” di buco… dell’ozono in sue zone “forestali”, andai a casa di un mio amico a guardar il Clasico, derby fra il Real Madrid e il Barcelona.

E, al terzo ficcar di Messi, alla faccia di quel maiale di Ancelotti, godetti come un matto.

Sì, sono un torero e io le mato.

Rendendovi, come già “esternato”, tutti cornuti.

Sì, il mio è di trenta e se qualche marito, così bellamente tradito, vorrebbe tagliarmi le “dita”, sfodero l’arma nascosta di pugni in faccia, oltre a quelli in sua f… a.

 

  1. La maschera di scimmia (2000)
  2. Ho sposato un’aliena (1988)
  3. Sessomatto (1973)
  4. Sesso & potere (1998)
  5. Parla con lei (2001)
  6. L’Esorciccio (1975)
  7. La moglie del soldato (1992)

Il Morandini 2013/2014, alcuni voti inaspettati


21 Mar

Alcune delle sue votazioni più o meno discutibili.

Gli amanti passeggeri

Los amantes pasajeros

Sp. 2013

GENERE: Comm.  DURATA:90′  VISIONE CONSIGLIATA: T

CRITICA: 3 PUBBLICO: 3

REGIA: Pedro Almodóvar

ATTORI: Javier Cámara, Pepa Charro, Cecilia Roth, Antonio de la Torre, Antonio Banderas, Penélope Cruz, Paz Vega

 

Opus n. 20 di Almodóvar, prodotto dal fratello. Sul volo 2549 della Compagnia Península da Barajas a Città del Messico un guasto tecnico mette a rischio la vita dei passeggeri. Dopo 90′ quelli in Economy sono tutti addormentati (drogati con ansiolitici), mentre quelli in Business, molto tesi, intuiscono che sta succedendo qualcosa, ma l’equipaggio ha l’ordine di tacere. In questa commedia irrealista e metaforica, che è anche una commedia morale, succede di tutto. Almodóvar recupera il suo strambo umorismo degli ’80, aggiornandolo in vari modi con la Spagna del primo 2000. I personaggi non cambiano, rimangono uguali a loro stessi. Fotografia di José Luis Alcaine. Musica di Alberto Iglesias. Da non perdere i titoli di testa.

Gangster Squad

USA 2013

GENERE: Gang.  DURATA:113′  VISIONE CONSIGLIATA: G

CRITICA: 3,5 PUBBLICO: 3

REGIA: Ruben Fleischer

ATTORI: Josh Brolin, Ryan Gosling, Sean Penn, Nick Nolte, Emma Stone, Giovanni Ribisi

 

Prodotto e distribuito da Warner Bros, il film era già pronto all’inizio del 2012, ma ne fu rimandata l’uscita al 2013 (tagliando una scena di violenza in una sala cinematografica in seguito alla strage avvenuta alla prima di Il cavaliere oscuro – Il ritorno). Mickey Cohen – personaggio realmente esistito –, nato a Brooklyn nel 1913 con il nome di Meyer Harris Cohen, di famiglia ebrea ortodossa di Kiev, pugile in combattimenti illegali, fa carriera nei primi anni ’30 con i mafiosi italiani, a Chicago con Al Capone, infine a Las Vegas. Sfuggito a diversi attentati, a Los Angeles con la violenza e la corruzione trasforma la città nella metropoli più mafiosa e redditizia degli USA. 6 agenti del Los Angeles Police Department, al comando del sergente O’Mara, valoroso reduce di guerra con moglie “di carattere” e incinta, sono indotti ad agire come criminali per ristabilire la legge. Il film è basato sull’omonimo libro di Paul Lieberman, giornalista del Los Angeles Times, e abilmente sceneggiato dall’ex detective Will Beal: uno dei più dinamici e divertenti gangster/polizieschi dei 2000.

Red Lights

USA-Sp. 2012

GENERE: Thrill.  DURATA:113′  VISIONE CONSIGLIATA: G

CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2

REGIA: Rodrigo Cortés

ATTORI: Robert De Niro, Toby Jones, Cillian Murphy, Sigourney Weaver, Elizabeth Olsen

 

Le luci rosse del titolo sono gli indizi più o meno evidenti che possono razionalmente spiegare i cosiddetti eventi soprannaturali. Margaret Matheson e il suo aiuto Tom Buckley sono investigatori di questi fenomeni. Il loro lavoro consiste nello smascherare coloro che fingono di possederli. Tra questi ultimi c’è Simon Silver che da anni campa sulle sue finzioni. Scritto dal regista spagnolo che già si era distinto con Buried – Sepolto (2010), il film si affida esplicitamente alla dicotomia illusione/realtà che è, in fondo, uno dei princìpi fondatori degli audiovisivi, cinema e televisione. A livello tecnico-narrativo, il film è ingegnoso quanto e forse più di Buried. Manca però di spessore sociologico e perde di credibilità se si tiene conto in quale misura sia diffusa tra la popolazione degli USA la ricerca, o la speranza, di un nuovo messia. Distribuisce 01.



				
				

The Giver, Official Trailer


21 Mar

Le gambe di Anna Tatangelo


21 Mar

Il Cinema e Facebook


20 Mar

In memoria del Cinema, nobile arte, prima dell’avvento orrendo di Facebook, che ne estirpò il mito, soggiogandolo a base di esibizionismi da attori dei po(ve)ri

 
Dal Vangelo secondo Stefano Falotico, atto apostolico delle sue costole rotte dopo essersi scassato i “marroni” di tutti questi perdigiorno che, su tal innominabile social network, risiedono da mattina a sera nel girarsi i “Mi piace” su far da cazzoni


Dopo appurate analisi, anche gastroscopicamente dall’ano, e numerosi attacchi, anche con post “frontali”, il qui presente, vivo e vegeto, più vero del “tuo”, puoi scommetterci… sulle palle, dato che quello non c’è, fidati, asserisce di tutta boria che il Cinema è stato oramai spazzato via e seppellito dagli immondi 15 minutes degli iscritti su Facebook, a cui, inculato, egli stesso se n’annette solo per curiosità e ribaldo gioco di (r)esistere.

L’iscritto medio alza le dita medie in segno di urlar al mondo che lui “vince”, con tanto di primo piano su occhi strabuzzati a rammemorarci, frattanto, in espressione sbilenca e di smorfia raccapricciante, che in verità è uno dei suoi tanti sfoghi quotidiani.

Sì, è deciso, Facebook è un ritrovo di cazzoni, e così sarà. Ho sentenziato, io battezzo il male che qui alberga e non se ne vuol andare. Il male pervade le vostre anime e io sarò il suo albero a piantarvi radici inestirpabili, inestinguibile come le altre serpi che nei suoi rami strisciano.

Se non posso battere questo “forum” di malati, allora ne diverrò il primo gerarca affinché soggiacciano agghiacciati dall’essermi posto nei loro posteriori sul piedistallo. Applauso!

Ora, citerò quei film per cui ogni guerriero del Cinema, distrutto dall’imbecillità latente di tal postaccio malfamato, ove eppur tutti voglion rendersi “famosi”, potrà dormire sogni tranquilli, perché è nato, così come i film da me sotto (ec)citati, prima di questo cataclisma oramai irreparabile.
Film ove il tipo solitario si rompe il c… e fa piazza pulita.

  1. Léon (1994)
  2. John Rambo (2008)
  3. Gli spietati (1992)
  4. Lo straniero senza nome (1973)
  5. Gran Torino (2008)
  6. L’anno del dragone (1985)
  7. Bastardi senza gloria (2009)

Radio Squillace, Il Cavaliere di Alcatraz


16 Mar

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)