Archive for September, 2013

Falotico mistery


29 Sep

Alle origini d’un “falotico” mistero che, di “Crusca” e testa brillante-croccantissima, significa “fantastico”, a mio video stravagante e versi improvvisati da bizzarra lucertola…

Evidente (auto)ironia di una mia goduta divinità a gote sottili.

 

Firmato il Genius

(Stefano Falotico)

 

  1. Bling Ring (2013)
    Alla Watson, preferisco Sherlock Holmes.
  2. Piramide di paura (1985)
  3. Assassinio sull’Orient Express (1975)
    Eh già.

Viggo Mortensen di Cronenberg, il C(h)rono, testa di tuo con(at)o e manicomio!


29 Sep

I soliti idioti che non sopporto di questa società

Una generazione egoista, ipocrita, fascista, partorita dall’anestetizzante e flaccida borghesia “tranquilla”, oserei definirla aberrante e da pulir con egual “nazismo” a bugiardini… nasi

Dovete sapere che per “puro” diletto, sto prendendo di mira nuovamente uno “squalo” squallidissimo, incosciente, una delle più vomitevoli sanguisughe cannibalistiche che la mia (s)fortuna incrociò Tempo “memorabile” addietro, per fortuitissime circostanze ch’ebbero in me la grave “colpa” di frequentarlo per an(n)i ebbri. Può capitare d’incrociare un criceto e poi non pender più dalle labbra su(dat)e di topaia. Ma “imbarcarlo” di sbraco.
Mio gioco adesso invertito è “giocondamente” sputtanarlo, anche a costo di ricevere altre “sedanti” querele e varie sue ammende a mo’ di ammonizione “spurgante” per (in)castrarmi, espellermi e spel(l)armi. Ho sette vite come i gatti. Perciò non ho paura. Di total sfacciataggine, ne son a “esso” (infatti è amorfo disumano d’antropomorfe “somiglianze” con l’ominicchio quaquaraqua e dunque paperino) l’antipatia schierata in perenni battaglie, non solo legali. Esemplare “codesto” delle sempre deste frivolezze più ridanciane, “baldo” giovincello d’una spaventevole adolescenza protratta a sua elefantiasi mai “profilattica”, immolata al “moralismo” miope della “sanità” mentale e morale (e neppur proficua delle sue tanto “decantate” e manifest-at-e “fighe” del circolo rionale), esemplifica appunto le oscenità incarnate più a scannarsi antropofago in maniera sesquipedale. Un idiota anale e annualmente giornaliero a spacciarsi come giornalista. Da sé coglie il “sesso” in fallo a scadenze puntuali, essendo malato di borioso puntiglio maialesco. Il famoso “cerebrale” e lodabilissimo esserino adunco che mette il becco dappertutto per sbeccar di “puntini” (quasi neri come le sue escrescenze maleodoranti e “carnali”) sulle “I” di tutti a delirio ardente d’arderli. Per “bruciarlo godendo” in sadico, sai quanto, scompisciarsi a Carneval tutto l’an(n)o appunto. Insomma, uno psicopatico tutt’ora inconsapevole dei danni che sta infliggendo, inseguendo solo la cretineria d’una incurabile, tristissima idiozia dei “personali” suoi.
D’alcuni mesi, ha allestito un blog “mirabile” assieme ad altri suoi (ex) compagni di b(r)anco.
Ove può dar sfogo, più dei suoi brufoli tardo “deformanti” di storpia, bislacca e distortissima anagrafica età, alla sua infantile, patetica (s)mania d’onnipotenza. “Forte” quanto la tenerezza più “tosta” dei suoi “testicoli”. Già, ogni Sabato sera deve “testarli” su qualche tardona trentenne per constatar se gli dà “taste” gustar la patatona bollita. Oppure, quando gli va grassa, sulle diplomande del magistrale. Ingenuotte da prender per e in culo.
Fra “insalatiere” e salami… sì che va la cena ancor diffamante eppur “fagocitante”.
“Campione” della scemenza più “potente”, ah ah, s’è anche prestato a un “corto” da deficienti, World Invasion Battle Bologna (e come poteva esser altrimenti se non demenza da comparsa balbuziente, asmatica e irritante), ove sfodera, bucando lo schermo ah ah, un volto “carismaticamente pigro ma senza carisma”, per attenerci a “impressionante” sottotitolo testuale della sua “recensione riguardo Bling Ring.
Un suo “affine”, dopo aver “attentamente” letto la stronzata masturbante, interviene di commento davvero “illuminante”, sì spaziale, ah ah: “La Watson è diventata una figa galattica”.
“Lui” contro(s)batte, è “molto d’accordo” e tutto ciò condividono di “Mi piace”.
Ora, a prescindere che la Watson mi par ben lontana da Naomi Watts, più vicina alla definizione di “racchia arricchita quindi leggermente più sciacquante d’un cesso prima sol annacquato nella saponetta”, tal “emerito” rimane senz’ombra di dubbio una mezza calzetta.
Mancan ancora vari mesi, e sue “mess(alin)e” ipocrite appunto, dalla Befana. Eppur ho già preparato il suo scalzo.
Mio “carbonaro”, prevedo lavori forzati in miniera. Dicasi risarcimento?
No, farsi e farti il culo.
Mi denuncerai ancor in modo (im)punito?
E il “Cazzo me ne frega?” non lo calcoli? La partita IVA? Eh no, tu pensi solo alle uvette, mio volpino. Ad allevar il tuo fisichino, a infiacchire, sfiancarle (si capisce  da come ami la piscia) ma dovevi prevedere il fisco.

Morale della “fava” a costui:

ai tempi del “Liceo”, incitava i “deboli” al suicidio, tormentando di stalking le ragazzine depresse per indurle allo stesso gesto. Oggi, è cresciuto… è “notevole”.
Per farla breve, s’accanisce ancora sulle “brutte” Sofia Coppola, concentrandosi solo però sulla “forma” della sua cappellina e non sul Cinema, criticabile o meno e speculare in pere moraliste. Poi da “laureato” lo lo(r)da da americano a Roma con segaiole opinione, “elevando” la Watson a Marilyn Monroe.
Ce n’è ancora, mio “caro”, di pene da mangiare…
E ,soprattutto, ricorda sempre bene, non scordarlo mai: a volte può capitare di confondere Tom Stall per Forrest Gump, solo perché “lasciava perdere”…
Una volta sconfinato, fai la fine di William Hurt…
Che c’è di “buono” stasera da far a fette?

Firmato il Genius

  1. A History of Violence (2005)
  2. The Ring (1998)
  3. The Ring and the Dragon – La leggenda dei Nibelunghi (2004)
  4. La promessa dell’assassino (2007)
  5. Amabili resti (2009)
  6. The Untouchables – Gli intoccabili (1987)
  7. Harry Potter e i doni della morte. Parte II (2011)

 

“Gravity”, Trailer italiano: e questo sarebbe il nuovo 2001?


27 Sep

Definizione del nerd, asfissia e nessuna affissione, fissat(el)i!


27 Sep

Prefazione: illumino la coscienza dei nerd, allargando le cosce delle lor non loro…

Chi è il nerd?
Corsivizziamolo di grassetta merda. Egli “incarna” il nullatenente. Insomma, l’assoluto niente e non crede neppur al nichilismo “autostradale” di quel matto, senza un nichelino, che una volta scriveva ovunque “Dio c’è”, imbrattando la segnaletica delle strade nei suoi (ir)religiosi reumatismi sul ciglio del suicidio.
Essere asociale che vive perfin male delle sue stesse inedie, un inetto e nanerottolo totale, basso di statura il più delle volte, palindromo eppur, nella sua pachidermia a grasson che cola, ipertrofico di stronzate da debosciato. Con qualche “trofeo” da esporre, “vinto”… al concorso dell’ebete dell’anno. E qui va la proboscide! Davvero “lungimirante”, infatti presto si schianterà al suolo di volo “giocoso”. Fragoroso tanto come un elefante che spacca la “protezione” del suo “animale” pigro, quasi da pulcino Pio Pio. Protezione (in)civile di “rete” a sostenerlo, cioè l’assembramento di suoi “affini” pasciuti e “contenti”. Stuprato dai suoi stupidi e profondi conflitti psicologici irrisolti, spesso s’aggrappa a una visiera-visione multimediale e (video)ludica della vita per compensare il vuoto esistenziale e anche assai il vuoto che non riempie, cioè onestamente la figa, detta senza peli sulla lingua. Visto che, al di là delle pulzelle “a manetta” sul Tubo catodico e “colandolo”, poche ne vede il nostro “Ercolino sempre in piedi”, a prescindere se possiam considerare amore, o amar il suo auto-erotismo, nel gretto e “gravoso”, poco generoso, sedentario, sdentato, sedimentato eppur ossimoro “vivente” sul virtuale “baciamano”, accomunabile all’autistica più schizofrenica demenza vicin alla sporcizia.
I nerd sono una tribù più “demo-grafica” della popolazione cinese a Prato. In via irrimediabile d’espansione, il lor disagio lo respiriamo a pelle. Che palle! Van appallottolati e sbattuti in manicomio! A noi, “criminologi” di tali alterazioni obbrobriose, riman da constatare la concentrazione a macchia d’olio non sedabile ma d’insabbiare nel portabagagli di tal biliosi. Il tal dei tali chi lo conosce? Ossessionati e divoranti in recluse stagioni del cuore, impietrito e (s)lavato “a secco”, molti di essi son stati ex secchioni mai riesumati, che salme, in quanto non emersero a pelo d’acqua (Salma Hayek/Santanico Pandemonium?), detto (per l’)appunto squirt, nella vita solare della gnocca (o)micidiale. Si son fottuti, asciugando il peluche del lor s(t)esso orsacchiottino. Saccottino Mulino Bianco!
Dark maniaci, body “pantere” (pentiti non painting) di anime, non solo giapponesi, quasi sempre a gravitar nell’interland tetro (milanese da cotolette impan-n-ate), dunque Tetris a (in)castro, delle tediose asfissie più frustrate.
Il “fallo” gravissimo è che si fustigan da sé. Intessendo nuovi “amichetti” per scaccolarsi a “combriccole nasali” appaiatissime e da paio di mutande nei pali dei cocchini.
Prendetene coscienza e sparatevi una sega vera su questa dalle bone pere.
Buona (re)visione. Sincere condoglianze. La vostra vita è da becchini ma metteste il becco anche su chi è Dio. Chiedi chi è Dio!
Cioè io.
Ti stringo la mano, mia merda nerd. Mi toccherà pulirmela perché potrei ammalarmi, sfiorato dal dubbio della contaminazione “artificiale”.
Eh sì, Chiara la “giornalista” Perale ha quel “però” fra le gambe d’aperitivo Lemonsoda. E Claudia Peroni è morta? S-tette pur con Briatore! La birra, la sborr…
Ma vi rassodo io, il puro. Anche se, duramente, inculo.

Puttane, Liz Berkley, Hurley e Harley Davidson, Don Johnson, showgirls, Sharon Stone, sgabelli, Parietti, sudate pareti, tette, culo, basta con questo sliver e lingue, borghesi morite, ficcati a mio inguine piccante!


27 Sep

Finiamola con questa merda di film, si producevano una volta. Nei tempi in cui ogni uccello era da anni 90. Ah ah. Stavate piegati male alle direttive del direttore. Era Berlusconi e lo è ancora. Ma che volete arrestarglielo?
Compreso Verhoeven rincoglionito con Berkley e spogliarelli! Che da Silvio non ottiene più atti di forza!
Basta, voglio del sano cazzo in culo alla vita! Non mignotte, magnoni, Baldwin, pappine, mammone, milf e compagnia bella o brutta oppur di malaffare. Siete alle peggiori frutte(ret-t-e?).
Ecco il Fruttolo mio, bacati e ballerini da yogurt, dame e giullari, oche giulive e olivine. Finitela zie e zitte. Basta zitella e prepara gli ziti della Barilla. Assieme a pasta formato ricchioni.
Ori di riccioli e vai di liscio, tanga e tangheri, sceme e sbudellamenti, Machete e Jessica Alba.
Che società di puttanoni! Ma come si fa ad accettare? Siate acidi! Mangiate carne con insalata e poi vi dichiarate donne vegetariane col salame crudo! Che schifo! Datevi alla chirurgia di Mickey Rourke e fumate come turchi nella sin city. Sì, a dame to kill.
Vaffanculo!

Beccati questa bellona biondona e ficcatela mentre strusci la striscia di cocaina. Basta vederti il ciuffo e hai capito quanto annusi, mio marcio!

 Diciamoci la verità. Il rincoglionimento partì da John Lennon. Lui e immaginar la gente che balla e canta sotto le stelle. E sotto le stalle no? Stiam messi a pecora! Doveva sposare Milly Carlucci, almeno sarebbe morto di crepacuore nel più buonista fottersi (del)la donna accavallante tardona già a 30 an(n)i, non farselo ciucciare da Yoko Ono. Doveva leggere Banana Yoshimoto quello scemotto inglesino col bavero da paperino.

Poi finitela con questi film orientali e con queste giapponesine che giudicate fighe stratosferiche. Io vedo solo un buon seno a cui sparger dei veleni da Tina Pica.

Grande Annunziata, mica come quella vergine mai sverginata della televisione politica. Tina sapeva come ascendere pur da vecchiona!
Criticava tutti di polemica, non politiche ma polenta! Lente, castrati e agnelli di Dio ché io tolgo i peccati del tonto! Koi no tsumi sarebbe un pleasure di guilty of romance? Basta coi romanzi erotici di Oriente, Manzoni e i manzi, basta! Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò. Ficcando nel popò quel poco di porca della Megumi Kagurazaka. Giuseppe Simone col Diprè va in Australia e Megumi glielo rende mondiale come la coda dura dura del canguro! I soliti ignoti per scardinarla di legumi e fagioli a metodo fu cimin. Tutta è una porcata. Fregati! Pasolini voleva i pisellini? E allora? Meglio che camminare sui ceci, caro mio cieco. Beccati Fellini e gradisca! Impara a vivere e succhia la banana. Io mai fui come Mifune a capolavoro samurai. Mai sarai più perché ti assassinerò come non lo vedrai di punto in bianco! Ah ah!
Sarai impiccato di tante fune, scannato di fucili e focosamente bombardato! Ah ah!

E ora stai sedato in casa!

Maometto e la montagna di muscoli torreggianti!


27 Sep

Maometto, di montagna ferrea e “rampicante” la sua ancestrale energia, smonterà pezzo per pezzo quel pazzo di dar la vita ad andarla in Matt(e)o

Molta gente bigotta, turlupinata dalle “gioie” effimere della bigiotteria, agghindata di retorica, con “oral” sboccar volgare non crede oramai più, se mai credette, ai profeti.
I profeti non sono dei folli, esistono e (s)compaiono tra la folla. E taglian ogni ottuso fallo…


(Parola del Signore, versetto del capitolo intitolato “Vendetta punitiva”, 13 del 79 a cura di Ezechiele il lupo…)

Non credo al buddhismo, perché preferisco cremare la mia magrezza in cremose “dolcezze” aggressive come un cucchiaino che (of)fende il budino. Ai bambini offro delle caramelle e infilo loro in bocca una sigaretta Camel, a torta “Cameo” per rinforzarli col nutrimento “ruvido” del già fortificare i loro polmoni in vista della vita “adulta”.  Le comparse non servono! Meglio subito che aspirino l’amarezza dai retrogusti aciduli, ché non smaltino le labbra nel “burro” di cacao baciante le impudicizie delle più agre ragazzine ad abboccarli. Altrimenti, giunti a trenta, il lor uccello si rimpicciolirà in un ruolo “invisibile”.
Sì, con integerrima (im)moralità, perseguo la vita (dis)innamorata a ludico sfottò rivolto contro la piccola borghesia (s)fottente, fetenti ostinati e dalla testardaggine lenta come le testuggini lumache dei loro odiosi, inutili attestati per approvarsi “superiori” di quel che m’appare sol carta igienica da parati del culo.
Non m’ammal(i)ano con le lor moine, non ammansiscono e non ammainerò la mia indole “diligente” a porger loro una “riverenza” di me rinomato, amante dell’ammattirmi soprattutto di primi matt(in)i quando il Sole levriero si leva a Oriente nel mio ilar pensiero che va fresco nella fierezza fra le giocose ebbrezze dello spensierato insultar tali olezzi.
Sì, “adulti” cafoni soffrono di meteorismo e così evacuano cazzate dallo sfintere per sfinire i “peti” disturbanti dei giovani più a(l)itanti. Ma con me non attacca la flatulenza. Son io che di finezza affino a puntin’ il mio ritorcer loro ogni (r)espi(r)ante mongolfiera della loro mentalità da mongoli. Sono la Muraglia Cinese invincibile e appuntisco i più sottili arnesi nel bucar il loro “pulito” bucato d’an(n)i miei che rubarono.
Io faccio… crollar ogni Muro di Berlino. E v’iberno miei nazisti!
“Soffian” ad aprir bocca su tutto con frasi fatte del luogo comune più “a cul” di pigliar la vita come una stronzata. Specializzati infatti, “in fallo” sempre te(r)so e “orgoglioso”, nell’issare le frivolezze boriose. Ma, dai venti boreali d’una illesa potenza aeroplanante, con “pianezza”, sorvolai fin “lassù” al buchino di tanto lor (s)fiatare.
Pavoni della Bologna “bene”, giullari da Corte Isolani, asmatici di però logorrea che m’induce alle diarree, appunto… fenomenali bugiardi da circo dell’“orrorificio” sempre solipsista agli ombelichi e dunque ai “gioielli” fra tanto cagarle dagli orifizi, regalan alle lor “donne” degli adamantini “omaggi”, cioè pietre del lor cuoricino anaffettivo sol per farle… a fette di maiali dietro il cort(e)o del “rubin(ett)o” che tutte inganna a tracannarle.
Poi, dopo averne preso il sedere e inchiappettate di “(s)caricarle” come degli scarti a “cioccolatine”, tutte prima “scioglienti” e adesso smerdate con “gentile” glassa “fondente”, questi grassoni  ne adescheranno una dal “frigorifero” per “testare” la sua glaciale frigidità a friggerla “impanata”. Quante ne scannano e “scavano”.
Sboccati eppur “laureati” con un bicchierino di vinello e birra che sgorga da ogni por(c)o.
Lor sì che sanno vivere. Eh già “signore”. Questa è la moderna “signoria”.
Ma io, di principesca signorilità, continuo inesausto a sfiancarli.
Li tormento durante le notti loro “calde” nel raffreddar subito quei tanto a me schifosi (ro)venti an(n)ali, angustio le lor case “buie” a movimentare la Luna del mio lupo.

Così, freno i loro spiriti bollenti.
Vado da un bollito e lo marchio, impaurendo ancora la sua calma “piatta” quanto la sua “donna” vacca. Mentre la tromba, e nell’altra stanza sua figlia fa la rumba con un mezzo Rambo tamarro dei poveri, ecco che il suo cazzo “duro” ruzzola sgretolante nell’uscir esterrefatto… dalla cavità di quella di figa sfatta col “visone”, intesa non sol di faccia mostruosa ma specie… di pelliccia non depilata, e “(am)mira” il mio “spaventapassere”.
Indosso il passamontagna e lo “bendo” nell’urlargli senza freni la sua nuda (s)cena da bovaro come quello lercio nel fienile.
Sono il fantasma oscen del palcoscenico. Quando meno se l’aspettano, ecco che il lor amplesso trema di nuovo “(av)venente”.
Contattano telefonicamente un CSM per accusarmi ancora di demenza ma non c’è nessun intervento se non un “bisturi” ficcato alla loro esistenza da chirurghi plastici.
Sì, li torturerò a deformare ogni lor atroce sconcezza, ad agghiacciarli anche quando il lor cam(m)ino sarà, a cantuccio e a cuccia, segregato in cantina come morti viventi arsi.

Ah sì, miei Asinelli… ah ah!
Ciuccerò la lor idiozia da babbei, quindi babb(uin)i, nel rabbuiarli di tante bue.
Sono un bove? No, un “buono”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. La bamba (1987)
  2. Ghostbusters – Acchiappafantasmi (1984)
  3. Ehi amigo…sei morto! (1971)

De Niro sostituisce Gandolfini nella serie “Criminal Justice”


26 Sep

 

From this:

By NELLIE ANDREEVA | Wednesday September 25, 2013 @ 1:45pm PDT

EXCLUSIVE: HBO is carrying on James Gandolfini’s legacy with Criminal Justice. Oscar winner Robert De Niro has stepped in to take over the role originally played by the beloved Sopranos star in the pilot. De Niro is attached to act in Criminal Justice,a seven-hour miniseries, with Gandolfini remaining an executive producer posthumously. (HBO previously greenlighted Criminal Justice with Gandolfini as a seven-part limited series in May). Steven Zaillian, who has been shepherding the project for over four years, is set to direct the first hour. Richard Price wrote Criminal Justice based on the BBC series created by Peter Moffat. On the mini, produced by HBO in association with BBC Worldwide Prods., Film Rites and Tribeca Films, De Niro joins originally cast Riz Ahmed, Bill Camp, Payman Maadi and Poorna Jagannathan. Production is eyed to begin in March.

It was unclear in the immediate aftermath of Gandolfini’s untimely June death in Rome whether HBO would proceed with Criminal Justice. But because Gandolfini had been so committed and passionate about the project, which he was getting ready to start filming upon his return from Rome, the network and Zaillian began exploring ways to do Criminal Justice in his honor. The New York crime story centers on an ambulance-chasing New York City attorney, the role originally played by Gandolfini, who gets in over-his-head when he takes on the case of a Pakistani (Ahmed) accused of murdering a girl on the Upper West Side. While the lawyer part is central to the overall story, in the pilot the character only appears in the final scene. That led to discussions between HBO and Zaillian about recasting the part, not an easy task as I hear the network and Zaillian were looking for a great actor whom Gandolfini would have wanted for the role and who would honor Gandolfini’s memory with his performance. I hear their list consisted of one name only, Robert De Niro, who responded and came on board.

Criminal Justice is executive produced by Gandolfini, Zaillian, Price, Moffat, BBC Worldwide’s Jane Tranter and Tribeca’s  Jane Rosenthal, with Film Rites’ Garrett Basch and Attaboy’s Mark Armstrong and Nancy Sanders serving as co-executive producers and Berry Welsh as co-producer.

 

Amico intimo di Gandolfini, De Niro subentra volentieri a sostituirlo dopo la sua improvvisa e scioccante morte, avvenuta pochi mesi fa. Prima che morisse, De Niro e Gandolfini anni fa dovevano interpretare assieme Scared Guys di Dean Parisot. Ma il progetto sfumò. Quindi, erano in trattative per Eating With the Enemy. Ma, sempre il decesso per infarto di Gandolfini, mise tutto naturalmente in discussione.

De Niro entra invece proprio in questo Criminal Justice.

Di Criminal Justice era già stato girata la puntata pilota, ma il progetto è saltato per evidenti circostanze tragiche.

Però l’HBO, confidando molto nelle potenzialità dello script soprattutto, non ha mollato affinché riparta tutto daccapo.

In cabina di regia Steve(n) Zaillian e la miniserie si avvarrà di sette episodi, incentrati sull’avvocato Jack Stone (De Niro), un accanito difensore delle ingiustizie che prenderà a Cuore la controversa causa di un giovane pakistano accusato di aver assassinato una ragazza dell’Upper West Side.

Le riprese inizieranno a Marzo e il nome di Gandolfini, secondo volere dei familiari e anche a quanto pare del suo testamento, comparirà in “veste” di produttore esecutivo.

Secondo me, De Niro è la persona giusta per celebrare come meglio non si poteva il grande James.

 

(Stefano Falotico)

A Bologna vive molta gente alla buona e io li rabbonisco, strozzandoli di tortellini!


26 Sep

Maometto, di montagna ferrea e “rampicante” la sua ancestrale energia, smonterà pezzo per pezzo quel pazzo di dar la vita ad andarla in Matt(e)o

Molta gente bigotta, turlupinata dalle “gioie” effimere della bigiotteria, agghindata di retorica, con “oral” sboccar volgare non crede oramai più, se mai credette, ai profeti.
I profeti non sono dei folli, esistono e (s)compaiono tra la folla. E taglian ogni ottuso fallo…

(Parola del Signore, versetto del capitolo intitolato “Vendetta punitiva”, 13 del 79 a cura di Ezechiele il lupo…)

Non credo al buddhismo, perché preferisco cremare la mia magrezza in cremose “dolcezze” aggressive come un cucchiaino che (of)fende il budino. Ai bambini offro delle caramelle e infilo loro in bocca una sigaretta Camel, a torta “Cameo” per rinforzarli col nutrimento “ruvido” del già fortificare i loro polmoni in vista della vita “adulta”.  Le comparse non servono! Meglio subito che aspirino l’amarezza dai retrogusti aciduli, ché non smaltino le labbra nel “burro” di cacao baciante le impudicizie delle più agre ragazzine ad abboccarli. Altrimenti, giunti a trenta, il lor uccello si rimpicciolirà in un ruolo “invisibile”.

Sì, con integerrima (im)moralità, perseguo la vita (dis)innamorata a ludico sfottò rivolto contro la piccola borghesia (s)fottente, fetenti ostinati e dalla testardaggine lenta come le testuggini lumache dei loro odiosi, inutili attestati per approvarsi “superiori” di quel che m’appare sol carta igienica da parati del culo.

Non m’ammal(i)ano con le lor moine, non ammansiscono e non ammainerò la mia indole “diligente” a porger loro una “riverenza” di me rinomato, amante dell’ammattirmi soprattutto di primi matt(in)i quando il Sole levriero si leva a Oriente nel mio ilar pensiero che va fresco nella fierezza fra le giocose ebbrezze dello spensierato insultar tali olezzi.

Sì, “adulti” cafoni soffrono di meteorismo e così evacuano cazzate dallo sfintere per sfinire i “peti” disturbanti dei giovani più a(l)itanti. Ma con me non attacca la flatulenza. Son io che di finezza affino a puntin’ il mio ritorcer loro ogni (r)espi(r)ante mongolfiera della loro mentalità da mongoli. Sono la Muraglia Cinese invincibile e appuntisco i più sottili arnesi nel bucar il loro “pulito” bucato d’an(n)i miei che rubarono.

Io faccio… crollar ogni Muro di Berlino. E v’iberno miei nazisti!

“Soffian” ad aprir bocca su tutto con frasi fatte del luogo comune più “a cul” di pigliar la vita come una stronzata. Specializzati infatti, “in fallo” sempre te(r)so e “orgoglioso”, nell’issare le frivolezze boriose. Ma, dai venti boreali d’una illesa potenza aeroplanante, con “pianezza”, sorvolai fin “lassù” al buchino di tanto lor (s)fiatare.

Pavoni della Bologna “bene”, giullari da Corte Isolani, asmatici di però logorrea che m’induce alle diarree, appunto… fenomenali bugiardi da circo dell’“orrorificio” sempre solipsista agli ombelichi e dunque ai “gioielli” fra tanto cagarle dagli orifizi, regalan alle lor “donne” degli adamantini “omaggi”, cioè pietre del lor cuoricino anaffettivo sol per farle… a fette di maiali dietro il cort(e)o del “rubin(ett)o” che tutte inganna a tracannarle.
Poi, dopo averne preso il sedere e inchiappettate di “(s)caricarle” come degli scarti a “cioccolatine”, tutte prima “scioglienti” e adesso smerdate con “gentile” glassa “fondente”, questi grassoni  ne adescheranno una dal “frigorifero” per “testare” la sua glaciale frigidità a friggerla “impanata”. Quante ne scannano e “scavano”.

Sboccati eppur “laureati” con un bicchierino di vinello e birra che sgorga da ogni por(c)o.

Lor sì che sanno vivere. Eh già “signore”. Questa è la moderna “signoria”.

Ma io, di principesca signorilità, continuo inesausto a sfiancarli.

Li tormento durante le notti loro “calde” nel raffreddar subito quei tanto a me schifosi (ro)venti an(n)ali, angustio le lor case “buie” a movimentare la Luna del mio lupo.

Così, freno i loro spiriti bollenti.

Vado da un bollito e lo marchio, impaurendo ancora la sua calma “piatta” quanto la sua “donna” vacca. Mentre la tromba, e nell’altra stanza sua figlia fa la rumba con un mezzo Rambo tamarro dei poveri, ecco che il suo cazzo “duro” ruzzola sgretolante nell’uscir esterrefatto… dalla cavità di quella di figa sfatta col “visone”, intesa non sol di faccia mostruosa ma specie… di pelliccia non depilata, e “(am)mira” il mio “spaventapassere”.

Indosso il passamontagna e lo “bendo” nell’urlargli senza freni la sua nuda (s)cena da bovaro come quello lercio nel fienile.

Sono il fantasma oscen del palcoscenico. Quando meno se l’aspettano, ecco che il lor amplesso trema di nuovo “(av)venente”.

Contattano telefonicamente un CSM per accusarmi ancora di demenza ma non c’è nessun intervento se non un “bisturi” ficcato alla loro esistenza da chirurghi plastici.

Sì, li torturerò a deformare ogni lor atroce sconcezza, ad agghiacciarli anche quando il lor cam(m)ino sarà, a cantuccio e a cuccia, segregato in cantina come morti viventi arsi.

Ah sì, miei Asinelli… ah ah!

Ciuccerò la lor idiozia da babbei, quindi babb(uin)i, nel rabbuiarli di tante bue.

Sono un bove? No, un “buono”.

E ti butto giù dalla Torre più “alta” del tuo volar “basso”.

 

 

Matthew McConaughey ride felice e (s)contento, la vita non riserva (s)conti, mi garantisco un conato


25 Sep

Film Title: Two For The Money.

Ieri mattina, son stato contattato coast to coast, di poco “borotalco & talco”, dall’avvocato di McConaughey Matthew: mi ha querelato per il post che gli “dedicai”, ne pagherò le rotte costole

ACCANAVUEI!

Come d’anche, che dolore alla mia anca, play di FilmTv.it, non so come sia stato possibile ma l’egregio Matthew, dal set d’Interstellar firmato Nolan, avveniristicamente ha scoperto questo mio “sovrastante” in donne sottostanti al suo “articolo” sempre piccantello, dicasi anche uccello volante da futurista che celebra l’amor libero e “sguazzandoselo”.
Sì, durante una pausa del film annunciatissimo, a quanto “sento” di veggenza (non un seno di quinta, attenti coi doppi sen-s-i, altrimenti prenderete brutte pieghe per piegarlo a curva pericolosa) scopro che si ritira nella sua roulotte, accende il PC “piccino” (anche le star talvolta, per esigenze logistiche, non posson navigar fra le stelle internettiane, dette anche Escort per un “pompino” via chat erotica scacciastress su minorenni ancor a schiacciarsi i brufoli grufolanti, nelle “riprese” di ADSL) e apre la “rete”. Mondiale quasi quanto il suo fisico da pescatore delle “tonne” al Rio Mare. Il celebre Bronzo di Riace, “incontinenti” le donne, appena lo “sbirciano”, s’allagan di “stagni” e lui le pesca in quanto piacevolmente già prodighe all’abboccamento. A quelle in apnea, che fan pena al suo pene, penosamente tenta di consolare su respirazione soffocante. La butta lì così fra una bottana e botte liquide. Le mette in sottaceto e tace le lor bocche ad amo, amorevolissimo eh eh, senza il ramoscello moscio nel lago, ago del pagliaio, d’ani fortunati del Matthew suo eretto ad Adamo.
Per puro caso, fra tante cascamorte, pesc’appunto la mia. Qualcosa gli par vagamente una presa per il culo. Non sa l’italiano, già, anche se sua “moglie”, cornificata reiteratamente, conosce quanto il suo “tanto” la rende “mazziata” dell’amarle a mo’ del Rodolfo Valentino sul “mazzolin di rose” in fianchi sodi delle siciliane dai più limoni e agrume in onorato e baciamo le mani di “raggrumarlo” dopo tanto spomparlo fra i pompelmi. Matthew non ha bisogno di lauree. Basta che si toglie la camicia e raggiunge ogni scopo, come scopa lui, di honoris causa.
Chiama però lesto un interprete. Chiedendogli di tradurre il testo del Falotico.
L’interprete adocchia le prime righe e gli suggerisce di chiuder un occhio. Ma Matthew vuol vederci chiaro e sgrana di zoom, rifilando una “tangente” affinché il traduttore compia la “versione” a sua prossima “incazzatura”.
Una volta ottenuta la traduzione, ecco proprio che va su tutte le furie il nostro toro “furioso”. Telefona a un centro di salute mentale limitrofo all’interzona felsinea e “obbliga” gli psichiatri a intervenire, ordinando loro di prendere provvedimenti sedativi.
Perché, ci tiene a ribadirlo, certe diffamazioni pubbliche del suo pube non (av)vengano mai più.
I carabinieri minority report suonano alla porta per prelevarmi e far… sì che io non elevi più “nulla”.
Urlo loro di levarsi di torno e li torchio, regalando un altro “posteriore” a Matthew che, susseguentemente, lo leggerà “impotentemente”.
Sì, gli dono la foto delle forze dell’“ordine” a cui urino in testa mentre leccano la locandina teaser d’Interstellar, da me ricreata per boicottare quel che già mi sembra una cosmica puttana-ta spaziale.
Un, due, tre, prova…
Non provarci…

Comunque, son qui con questa mia per rassicurarvi. Non siate in apprensione per il sottoscritto.
Matthew mi ha ospitato a Beverly Hills per (s)fruttarmi. Rincaserà quando avrà finito con Nolan. Mi ha obbligato a scoparmi intanto sua moglie.
Che gliene frega? Sua moglie è un cesso e lo sa.

Fra noi amici ce la possiamo dire. Sua moglie è in verità buona, molto buona.
Ci sarà il conto salato da pagare ma le piace più il mio salame. Oh, Matthew non la sopporta e quindi non mi appenderà.
Anche perché non si è ancora ripreso dalla cura dimagrante di Dallas Buyers Club. Sta scontando il suo cazzo (ri)tirato al chiodo. E, al suo ritorno, se me la dovessi veder brutta, per ora la vedo bella, continuerò a essere trattato come una merda.
Tanto, peggio di così si muore.

Fratelli della congrega, chi ha orecchie per intendere non intenda proprio niente.

Questo scritto è una stronzata, come la mia vita.
Sono deluso? No, sono senza Sole. Domani i meteorologici han previsto pioggia. Insomma, il Tempo, atmosferisco e non, peggiora.

Era meglio nascere asini. Adesso devo chiedere asilo. Mah.

Tu, fessa, leggi gli oroscopi. Neanche una gastroscopia mi salverà.

Sì, sono affogato, meglio delle fighe di Matthew. Tutte (s)vendute.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Tutti pazzi per l’oro (2008)
    Prima di dargli la statuetta dorata, ricordatevi questo.
    Sarebbe un film?
  2. Magic Mike (2012)
    E sarebbe bravo solo perché ha la tartaruga su sguardo succhia-succhia?
    Ma andate a dar via il culo, dai.
  3. Killer Joe (2011)
    Se questo è un capolavoro, Cruising è Kubrick?
    Sì, Cruising è meglio di Shining. Diciamocela.
    Secondo me, Shining cede al mainstream in vari punti. Pacino mai anche nel film qui sotto.
  4. Rischio a due (2005)
    Quando appare Al, il filmaccio è meglio del filetto di Matthew.
    Pacino cerca di salvare il salvabile di questo film macchia-carriera.
    Ma Rene Russo fa la vamp alla sua età. Che puttana rovina tutto.Come dico io, alla Russo preferisco una vita al verde.
    Al rosso ci stai tu. Se vai sottozero, in Russia fa freddo se non trombi. Trombano sempre. Fra gli USA e questa ex Unione Sovietica, meglio la matriosca di tua sorella. Sarà ochetta ma è una bambolina.Ciao. Salutamelo.

    Sì, il detto dice che chi non rischia rosica, io dico che chi raschia la sente. In ogni senso. Chi ha uccello per intenderla, voli a Las Vegas.

    Ah già. Prendete in giro Giuseppe Simone ma Diprè è più scemo di lui. Fra il dumb e il dumber, scelgo Amber su mia proboscide alla Dumbo. Secondo me, (con)viene. A dar retta a Giuseppe, finirai castrato dallo strozzino Andrea, a seguir Diprè finirai prete.

    Su tale antifona, ho sfondato.

    Anche se adesso devo pettinare Matthew.

Comprate “Cuore angelico, tenere tenebre sanguigne”, assoluto capolavoro del Falotico


24 Sep

 Evviva il nostro Cuore! Lunga vita e amore! 

Cuore angelico, tenere tenebre sanguigne

Da oggi, è ufficialmente disponibile il mio nuovo libro. Complessa e intarsiata miscela dalle squisitezze deliranti innestate e innervate dentro le fratture torturanti, tonantissime, martoriate e poi a volteggiarsi a onirismo d’impalpabilità mia fascinosa, sobria, avvolgente profumo che s’immerge in anima lirica ed eccelsa, elevata eleganza intattissima, superlativ’ascesi mia mistica che si morsica aulica all’effusione di cereo, presto incendiato color marmoreo, esangue e perciò eburneo delle mie versatili, inafferrabili intelligenze poetiche.

Austero decadentismo che abbranco in personal palpito della respirata, abbracciata, baciatissima trascendenza su sangue animato, fiero d’intrepidezza sonante, musicale odore della vita lucente nel vederla suadente.

Vita vera e dunque “virtuale”, fra crepuscolari lanterne ermetiche d’una viva e imbrunita Notte lunarissima e acquiescente, placida come un lago sfiorato dall’alba del primo roseo mattino emozionale, innaffiato ai virtuosi, funambolici dardi solari d’ammorbidito nevischio in mio “demoniaco”, divino Cuore (s)ghiacciato. Altissimo!

Le ragioni, o forse appunto le misteriose regioni divinatorie di tal creazione tinta all’heart letterato più avventuriero d’arcaica, raffinatissima Arte, son enunciate nella postfazione.

Ma non tutto il significato dell’opera in essa svelo. Spetterà allo “spettatore”, ché il lettore chi è se non un “grande schermo cinematografico” dei suoi candori (in)consci abbacinati e meravigliosamente infuocati, fruirne a suo Piacere.

Posso sol qui accennarvi che s’ispira al film “satanico” di Alan Parker con protagonisti Rourke e De Niro il “Lucifero”, ma cambia anima “rubata” e rotta nella sua “detection” appena svolta “manicomiale” nel Johnny Favorite forse “doppio” e reincarnato.

“Amleto” quasi faustiano come d’estratto iniziale di Goethe, un investigatore dalle gote rubescenti, pallide quindi da “deturpato” e turlupinato, quanto “arrossato”. Di vendetta (in)giusta e impossibile?
Oh sì.

Quindi, compratelo. Perché io sono lo scrittore più “rubacuori”. Vanitoso come il Diavolo.

Ah ah!

E mai mi disancorerò dall’accorarmi al me più romantico.

Non disarcionate la Passione!

Applauso!

E che sia scrosciante. Soprattutto spero che diventi “(ap)pagante”.


Un capolavoro assoluto firmato Stefano Falotico

 

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