Un uomo d’a
ntan. Un Falò immarcescibile, immenso, no, immerso(si) in atmosfere plumbee, forse sol estive, torride e brillanti non sol di sol scaldante corpi e attori, comparse sudatesi… la parte. Ectoplasmatico, carismatico, unico e monologante, avvolto dall’aureola, no, aura che a sua volta profuma di allure magnetica. A Comacchio tale scena filmò, Di Napoli la mia spalla toccò e il regista la sua serie firmò. Serie tv italiana con qualche pecca, forse, non priva di ingenuità, altresì bella come Giannetta, la sua principale, raggiante e svettante protagonista ipnotica. E, nel secondo episodio, ambientato perlopiù a Ponte dei Trepponti, perfino apparve, per l’appunto e ciò appuntate(lo), (il) Falotico. Serie tv a puntate, da “puntare”, da (ri)vedere. Presto dal sottoscritto da recensire.
- Il drone sorvola e plana
- Falotico di spalle
- Francesco Di Napoli
- Seconda puntata
- Ops!
- carrellata
- COMACCHIO
- Anguillona
- Scena concitata
- Et voilà!
- Ancora moi!
- Elena Lietti corre a perdifiato!
- Eccomi sullo sfondo













