La vecchiaia malefica e la gioventù ancora più vetusta di locuste e “lacustri”

26 Oct

Diary di un Uomo anomalo, dunque innamorato, dunque ammal(i)ato

Temo che il Tempo vi stia “selezionando” molto darwinianamente, mentre v’impanta-na(rei, dunque criminosi pantaloncini) nella “cremosità”, e ciò mi turba, sempre mi turberà, m’ha sempre reso turbolento e irrefrenabile. Io spingo, infatti, sull’acceleratore e son eroticamente denso di sex bomb.
Ah, prima spaccate i vetri, scorticate le anime e poi ambite ancor di più a lederle?. Bombardieri della realtà di “lavoro & figa” nelle città materialistiche ove vige l'”alto” plebiscito di tal “comandamento”, inneggiante ai rinoceronti con la cintura, “casti” come le notti in cui tutto “muta” e appunto “nuota”.
Io indosso il “lino” del mio cappello e scorazzo da “cappellaio”, perché “matto” è il mio prepuzio nei vostri ozi da zie scoreggione e tardonissime.
La zia (pro)tese alla vita già (s)tesa (ammanicata. mai nata e però maiala ammainatissima) un pater che la redarguì e la recintò nella sua cintola. Di mattina, egli s’accingeva ai servizi “socialmente (in)utili”, leccando culi e immerdandosi d’occhiolini (cassa)integrati nella collega di buone lene per la “leva” da “iena”. Sì, un militare di “palla”, balistico “sputo” nazionale, ch’educò i figli all’irruenza scalpitante e sportiva di “sportine”, dunque appunto “scappellante e “irretita” nel “metterlo” nel sacco ai peli più puri. Con “durezza”.
Un “gene” di tal “levatura” presto si sfamò e bruciato si rammollì, ammollando nei suoi “fuochi”, già fatui dunque “faustiani”, l’acquolinella in bocca di quando gemeva d’amore e ora “tromba” sol di fetori, di fedi al dito piccante che s'”inframezza” negli anfratti (costui è un ratto, un “rettile”) delle fraudolente, a cui di “libera uscita” concede il suo “credo” quando si congeda, invisibilissimo ma viscidone, nel suo “volpon” invincibile,  (non) “inculabile”

Gentaglia con le loro brodaglie, coi loro bavagli, ch’avallano tesi storpie per stropicciare il prossimo ed espellerlo, spellandolo per soddisfare poi il lor “dorato” lembo delle lenzuola e l’ottuso “logo” di chi non vuol sentire.
Ché chi si ribella vien, già, impallinato.

Figli di medici che “medicano” il “trangolo isoscele”, lì in mezzo alle cosce del geria(an)atra-c-c-ola, che bella “coc(c)a”. Sì, “la” mendicano e poi si lamentano, se “lo” menano e poi picchiano chi trasgredisce di “fantasia”. Accusandolo d’esser un tossico. Son loro che invece han la tosse, per colpa della droga. Delle “doghe” contro chi deflagra come le “dighe”.
Gli dan dello sfigato e intanto si strafogano.

Acquistano libri scandalistici, ove un’invasata “eiacula” la sua senilità più livida e laida, “raccontandocela” di studentesse in calore “aggrappate”, di grappe e in groppa, con il figlio appunto del dottore che l’ha “spuntata”, nelle trapunte del metter a se(g)no altri “punitivi punti”.

Sì, facciamo il punto della situazione.
I ragionieri sragionano quando calcolano male la “curva” del cartello pubblicitario che “porge” d'”esposizione” una formosa per mille posizioni…, e “tamponano” per la distrazion dell’attimo “fatale” di femmina “fatata”. Suina e tortuosa di strade che ma(n)i imboccheranno per non sgualcire la “patente” loro assegnata dal “(ris)petto” della pagnotta guadagnata, ma che sb(r)occheranno d’un “Porco Dio!”, in culo al Mondo, quando la sua “bocca” invoglia “quel” che si coglie “maturo” nelle mele stagionate che vanno e “vengono“.

Donnette-mezze calzette che incalzano di pregiudizio, “istruendo” i loro scolari a “scrollarlo-ingollarla” in ripetizioni da futuri p(r)eti!
E mariti di “maritozzo”, tosti come uno che s’è laureato sul buddhismo con una “tesi” su come “tira” a un monaco tibetano.

Ecco, io sono uno che ti spacca la faccia. E non intende riparare al “danno”.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Gran Torino (2008)
  2. Gangs of New York (2002)
  3. Rocky (1976)

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