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Servizi civili d’una Cineteca nel suo Cinema Ritrovato del “C’era una volta…”


17 Jun

 

Sono la memoria (dis)incarnata, un po’ incantatoria ma non ancora disincantata, e canto…

Il Mondo, questo lerciume di putrescenze “abbellite” a festa, secondo consuetudini modaiole che cambian “itinerario” un mese sì e l’anno dopo no, in una “perseveranza”severissima ai tempi che cambiano, al culo più cool, che non è fresco per niente, ma “puzza sotto il naso” di parvenze solo ruffiane per barattar l’amicizia con “speculari” giochi osmotici d’abiti identici e di abitudini “abitudinarie” ad abitar ove l’abate è lo sfigato e il “bel” beota è il “beato” che tutte se le fotte nell’abitacolo…

Anni fa, allo scoccare del nuovo Millennio, fui obiettore di coscienza, ah, il fumo delle nebbie che si diradano in rammemoranti innamoramenti di quella mia anima nella mente, poiché, anche se non farò testo, prenderò sempre a testate le pance grasse e i pasciutoni, e il loro gerarchico militarismo di massa che, violento, genera solo altra violenza e reazioni a catena di scatenate rabbie.

Invasioni, bombardamenti, conquiste di potere, il podere del povere derubato, la corsa per il podio e il pal(i)o per il pollo che, cavallo troppo puro, solo di sangue rimarrà impal(lin)ato.

Sì, all’epoca ero “impiegato”, come alternativa al servizio di leva, dunque (sub)odordinato, presso la Cineteca di Bologna, diretta da Farinelli, signore distinto e cinefilo coltissimo da non confondere con l’omonimo castrato cantante lirico, mezzosoprano ma poco “sopra di Lei sul divano”, per ragioni “diversamente abili” di Natura “eunuca” del Sesso.

Ora, il signor Direttore, non so da quale albero genealogico provenga, non credo da Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, Il Farinelli, appunto, a meno che il cantante non “suonasse” di sviluppo “artificialmente” inseminante d’impianto idraulico “a pompetta”.

C’è dato sapere che il Farinelli morì proprio a Bologna, in seguito a una forte malinconia incurabile che glielo “amputò” del tutto.

Tornando al Direttore, sentite condoglianze per la scomparsa di Giuseppe Bertolucci, ex presidente proprio della Cineteca.

Vi racconterò un aneddoto curioso, falotichesco.
La portiera dello “stabile”, la Manifattura Tabacchi ristrutturata di Via Riva di Reno, 72 – 40122, si assentò per “commissioni”, diciamo pure per “shopping” con l’amica…, forse con un “amico” ad aspettarla nel caseggiato “dirimpettante”, probabilmente molto “ingravidante”, e, mentre lei appunto se “lo” spassava, lasciò a me l’onere di aprire ai visitatori.

Stavo sfogliando, “segretamente”, una rivista molto “bianca” di biancheria intima tanto per “alzar” la noia e sognar le notti “imbiancanti”, quando suonò proprio Giuseppe.

Gli aprii, gentilmente, inchinandomi servilissimo:
– Ma Lei è proprio il fratello di Bernardo?
– Sì, ma sono anche l’autore e il regista di Berlinguer…, piuttosto Lei sa fare il suo “lavoro?”.
Perché ha bloccato tutte le uscite di sicurezza?
– Perché, da quegli usci, potrebbero entrare degli spifferi che spiffererebbero troppo.
– Ah, capisco.
– Il signor Farinelli la aspetta al solito piano. Avete dei piani per domani?
– Sono fatti che non la riguardano.
– Ma scusi, sono o non sono un vostro dipendente? Sono un assunto, quindi esigo il riassunto.
– E, invece, le illustrerò solo il sunto.
– La morale della favola?
– Sì, il lupus.
– Giuseppe, Lei che è Uomo di Cultura, sa per caso se Cappuccetto Rosso andò a letto col cacciatore versione Bob De Niro/Max Cady?
– Sì, c’è andata.
– E com’è andata?
– Come doveva “venire”.
– Bene, mi ha tolto un peso dallo stomaco.
– Quale peso?
– Bob De Niro sono io.

A parte gli scherzi, che ci crediate o meno, io e Giuseppe, che voglio proprio omaggiare con questa simpatia, conversammo amabilmente.

Durante una sera, a noi “civili”, affidarono perfino il compito da “civici”.
Sì, dovevamo controllare il traffico dei motorini e impedire il passaggio dei pedoni, ché non entrassero, a proiezione iniziata, in Piazza Maggiore, ove vengono proprio proiettati i film.

Detta fra noi, “rimorchiai” una motorizzata e, rombanti, trombammo sotto i portici, tanto tutti erano distratti.

Venerdì sera, però, non mancherò. Proiettano un film che vale il prezzo del biglietto, che è gratuito, visto che è un cinema all’aperto offerto dal Comune, C’era una volta…, con 26 minuti “tagliati” e “riappiccicati”.

Fidatevi, ci scapperà una botta con Deborah, ragazza con “inspirazioni” d’attrice dell’orgasmo, che siederà al mio fianco, di notevoli fianchi.

Applauso!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

    1.  C’era una volta in America (1984)
      Cosa hai fatto in tutti questi anni? Sei andato a letto presto?
      No, soffrivo d’insonnia.
    2.  Berlinguer ti voglio bene (1977)
      Noi semo quella razza che non sta troppo bene che di giorno salta i fossi e la sera le cene, lo posso grida’ forte, fino a diventa’ fioco, noi semo quella razza che tromba tanto poco, noi semo quella razza che al cinema si intasa pe’ vede’ donne gnude, e farsi seghe a casa, eppure la natura ci insegna sia sui monti sia a valle, che si po’ nasce bruchi pe’ diventà farfalle, ecco noi semo quella razza che l’è fra le più strane, che bruchi semo nati e bruchi si rimane, quella razza semo noi è inutile fa’ finta, c’ha trombato la miseria e semo rimasti incinta
    3.  Nuovo Cinema Paradiso (1988)
    4.  Il cacciatore (1978)

 

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