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Non scherzo, scaricatevi la sceneggiatura originale di JOKER e, a parte gli scherzi, molti di voi soffrono di licantropia clinica


23 Jan

voglia di vincereAbbasso i topos. I topos, chiariamoci, sono i topi detti al plurale greco, forse anche inglese.

Non so comunque se amino il bacio alla francese. Sarebbe da chiedere ad Alain Delon, uno che certamente non era brutto come un topo di fogna ma, diciamocela, era un tappo.

Sì, cliccate a questo link, scorrete in basso e cliccate ancora. Avrete in pdf la sceneggiatura originale di Joker firmata da Todd Phillips e Scott Silver.

Se cercherete nell’archivio di Deadline, troverete anche molte altre sceneggiature, compresa quella di The Irishman. Non v’imbufaliate di orgasmi da cinefili eccitati poiché non vi vedo nei panni di Russ Bufalino.

Siete solo delle viventi bufale. E, secondo me, confondente Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti con Balla coi lupi e con quello veramente esistito, a differenza di quello di Ted Levine del film suddetto, in una scena particolarmente svestito. Sì, scaricate e, se non sapete come fare, rivolgetevi a Salvatore Aranzulla. Se invece non sapete come farvele, scaricatevi un porno e scegliete quello che fa più al ca… o vostro.

Sì, è diventata una società di senza palle.

Tutti e tutte vogliono essere tributati di qualche merito, alcune si accontentano solo di un marito che a colazione mangi un maritozzo, altre si fanno i selfie per sembrare fighe come Ted Levine del Silenzio… E ho detto tutto.

Sì, la gente si scanna per una maggiore leccata. Elemosina piacere virtuale per due mi piace in più ma non ha gli attributi per scrivere, che ne so, un libro o anche una sceneggiatura. Insomma, molta gente vive solo di sceneggiate. E non sono solo napoletane. No, no, no. Ci sono anche le palermitane che mangiano solamente grissini torinesi per piacere a un uomo più magro del prosciutto di Parma, ci sono le fiorentine che amano la bistecca al sangue su carne di maiale di un ragazzo sardo che è pure sordo. Alcune donne sono belle come Ornella Muti ma vogliono un uomo mediocre come molti personaggi interpretati da Alberto Sordi. Sì, è un’umanità di Manzotin, una macelleria di persone affettate, no, poco affettuose, insensibili, vanitose, egoiste e golose, peraltro affette da licantropia clinica.

Patologia di cui soffrì il protagonista di Voglia di vincere, ovvero Michael J. Fox.

Il quale, dopo essere riuscito a far scopare suo padre in Ritorno al futuro, prima di ammalarsi di Parkinson, capì che a forza di fare il nerd non avrebbe fatto qualcos’altro. Per anni, non vide La luce del giorno. Appartenne alle tante Vittime di guerra alla Arthur Fleck. Gente traumatizzata sull’orlo della crisi psicotica. Poi incontrò un tipo cazzuto come James Woods di Insieme per forza e qualcosa, finalmente, andò per il verso giusto…

Sì, vedo la gente che non gliela fa più. Al che, la gente manda a puttane ogni valore morale e si dà al puttanesimo, appunto. Ragazze diligenti e pudiche scolare che studiarono doverosamente per avere un domani un posto come dirigente, cazzo, ora si prostituiscono sul web in cerca di olive non solo ascolane. Vedo maschi arrapati dopo un’adolescenza ad adorare il Cinema metafisico di Terrence Malick. Vedo pure il papa che, dall’alto del balcone del Vaticano, urla:

– Amatevi tutti, d’altronde Santa Chiara seppe benissimo che San Francesco non parlò solo agli uccelli. San Francesco, da animalista però giammai zoofilo, soffrì infatti di licantropia clinica. Lui parlò a tutte le passere, ai bisonti e a ogni donna che ne ebbe bisogno.

 

Joker è una storia che ritrae appieno l’espressione celeberrima contenuta nelle fave, no, nelle favole di Esopo.

Se non vi piace, pigliatevi la fave di fica, no, di Fuca e, se siete frustrati/e, cantate con Luca Carboni. Uno che fece faville con Ci vuole un fisico bestiale e riuscì a mandare in estasi, soprattutto in Ecstasy, tutte le ragazzine di ragioneria e delle magistrali col ritornello… Luca si buca ancora.

Morale della fava, no, della favola: parafrasando Terence Hill di Lo chiamavano Trinità. Non ci avete capito una minchia, eh? Se volete, ve la rifaccio.

Di mio, comunque, ora bevo un po’ di latte.

 

 

di Stefano Falotico

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