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Il Mondo è un posto triste?


13 Nov

No, lo è la gente che lo abita, la maggioranza perlomeno, carnale e materialista, che si livella su temperature d’adattamento stantio e dunque statici, e poi pretendono, a ignoranza elevata pregiudizievole della ragion “pura”, del proprio status non solo economico che io invece, con altrettanto menefreghismo, reputo solo un osceno orpello da bordelli in camuffa dietro abiti “intonsi”, difficilmente intaccabili perché barricati dietro il ricatto dell’abuso di potere, del “vantaggio” quindi “psicologicamente” acquisito (a mio avviso un “acquitrino” s-porco di pozzanghere spacciate per laghetti “cristallini” dal “dolce” mare scrosciante spesso applausi ruffiani quanto furfanti e di furbizie “dabben'” celate” quanto a me d’accapponar la pelle, quindi raggelanti d’autoreggenti “esigenti” d'”erezione”), della “pasta-asciuttezza” che si fa beffe della “sfiga”, dunque di “fighe” esonda in un oceano dal lascivo lasciar che tutto vada a monte e poi, se ti disperi o lecitamente ti ribelli, san solo piagnucolar da coccodrilli (vedi che la “sabbia mobile” torna, eh?…, l’anfibio, preso per “viscido”, sa sguazzare perché già sgozzato), domandandoti con ipocrisia agghiacciante (vedi quanto son teneri a “riscaldarti” e di minestra di lor piatto “appiattirti”…) a quanto ammonta il danno.
Ah, io vedo solo anni buttati via, i vostri, miei mostri.
Il mio ano non è tuo, che vuoi stronzo?
E so che vale più una particella del mio cazzo deriso piuttosto del vostro “culo” da me, com’è giusto e sacrosanto (buco…) che sia, reciso e ben co(i)nciso.

Ora, pigliate la mentecatta e spurgatela nel lavello.
Perché come dice il detto, chi più lavora più “posate” mangia.

E io, ostinato, preferisco il genio in me infuso che nessuno più confonderà da nano qual è, poiché innato e quindi per voi dannato.
Tale è il mio antologico delirio contro la vostra preistoria, tale è il mio pretendere che tutti obbediscan a rispettar tal mia giornaliera “idiozia”, tanto stupida che v’ho rimbambito.
Perché se il genio frainteso fu, lo scemo inchiappettato di pappine confabulerà non dandosi spiegazioni “razionali” del suo cervello che squadrò ma, a soqquadro, “ripiegò” sulle “rotelle”.

Applauso!

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. A Christmas Carol (2009)
  2. Red Lights (2012)
    Truffatore, t’ho smacherato.
    So che questo dà fastidio, ma tu hai negato te stesso per sempre.
    Come il 90 per cento, che vive (in)dotta e imboccata e poi scopre che poteva godersi la vita senza cercare consensi da ricercatori che non trovaron se stessi.
  3. End of Watch – Tolleranza zero (2012)

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