Posts Tagged ‘Bradley Cooper’

Secondo me, Lady Gaga è bellissima


31 Aug

Due foto del video, a 0:01 e a 1:04, sembrano uguali, invece il taglio è leggerissimamente diverso.

Sì, un maschiaccio, o meglio una faccia da uomo. Da transessuale.

Ma stupenda proprio per questo. In abito bianchissimo, unghie di avorio, un seno vertiginoso esposto in una scollatura abbondante, delicatamente languida. Platinata.

Che figa. Peccaminosa, conturbante, sgarrupata, stupenda, sbilenca, storta, con delle gambe colossali. E tatuaggi in zone strategiche.

Tenetemi fermo sennò mi prende un collasso. Sto (s)venendo. Sì, a me piacciono da impazzire le donne strane, atipiche, con gli sguardi trasgressivi, sofferenti, quasi da streghe.

Ne vado matto. E Lady Gaga è secondo me una delle donne più belle e fascinose del mondo. Prendete voi le modelle siliconate, perfette, palestrate, con le facce inespressive.

Questa è un fuoco, una furia. E adesso dovrò fumare cinque sigarette per calmarmi dallo shock.Lady+Gaga+Star+Born+Photocall+75th+Venice+zebzhCWzwY9l

Joy International TRAILER 1 (2015) – Robert De Niro, Jennifer Lawrence Drama HD


20 Dec

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Oggi, la Premiere di Joy


13 Dec

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Honeymoon with Harry, Bradley Cooper alla regia


25 Feb

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La notizia non è “fresca fresca” ma io la riporto, a mio modo “geniusale”, qui oggi.

Torna a “farci visita” questo progetto caduto nel limbo, la cui originaria sceneggiatura di Paul Haggis fu collocata nella “black list”, cioè fra i soggetti migliori non ancora concretizzatisi sul grande schermo.

Ora, sembra che ad appropriarsi del film sia Bradley Cooper, volto oramai arcinoto, appena “perdente” agli Oscar per la sua interpretazione in American Sniper, il quale, stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa in merito alle news provenienti dal mondo di Hollywood, pare che sia intenzionato ad assumersene la regia, che a sua volta segnerebbe il suo esordio dietro la macchina da presa, oltre naturalmente a rivestire i panni del protagonista.

Ma procediamo con calma, dicevamo…

Honeymoon with Harry fu, com’accennato sopra, scritto da Paul Haggis che, alcuni anni fa, doveva anche dirigerlo. La trama è pressappoco questa.

Un “lestofante” playboy incallito vuole finalmente, dopo le sue mille “scorribande” erotiche da “impunito”, convolare a nozze con la donna che non solo l’ha fatto per la prima volta davvero innamorare bensì sembra gli abbia “messo la testa a posto”, come si suol dire.

Tutto pronto per il matrimonio da “favola”, che segnerebbe la svolta del giovincello a una vita “sessuale” più “normale” ma, tragedia delle tragedie, scherzo beffardo e sciagurato del destino, la donna dei suoi sogni muore “incidentalmente” alla vigilia delle nozze. Distrutto dal dolore, il giovane sciupafemmine, martoriato da quest’imprevista “mossa” amara della sorte, decide, all’ultimo momento, di “festeggiare” lo stesso la luna di miele che i due (quasi) sposi avevano programmato. Ad accompagnarlo nel suo viaggio, però, sopraggiungerà un “terzo” incomodo, il padre della defunta, designata sposa, il futuro suocero che avrebbe avuto nel caso che lo sposalizio si fosse avverato e che, invece, il fato avverso, ha “eliminato” dalla realtà tristissima dell’infausta “disfatta”.

Paul Haggis aveva in mente Vince Vaughn per il ruolo del giovane playboy e Jack Nicholson o Gene Hackman per quelli del “suocero”.

Ma poi del progetto non se ne fece più nulla e parve cadere nel dimenticatoio, sino a che, nel 2010 circa, Jonathan Demme viene “ingaggiato” dalla Tribeca di De Niro per dirigerlo, sempre su sceneggiatura di Haggis, rivista dalla sua valente collaboratrice Jenny Lumet (Rachel sta per sposarsi) e avente come interpreti principali proprio Cooper Bradley e lo stesso De Niro.

Tutto quasi pronto per le riprese ma, dopo vari meeting per discutere la “nuova” sceneggiatura “riveduta e corretta”, De Niro non è convinto delle scelte narrative della Lumet, e fa decadere il film, mandando a monte tutto.

De Niro e Cooper, una coppia che aveva deciso di riunirsi per questo film, dopo il successo diLimitless, che li vedeva riuniti “rivali” uno accanto all’altro, con De Niro a farsi “perdonare” d’aver mandato a monte Honeymoon with Harry, scegliendo successivamente di affiancare Cooper nello splendido Il lato positivo di David O. Russell, pellicola per cui furono entrambi candidati agli Oscar, Cooper come miglior attore protagonista e De Niro nella categoria non protagonista.

Pellicola, quella di O. Russell, che cimenterà il loro affiatamento, come dimostrato anche in American Hustle, anche se De Niro compariva nel suddetto film solo in veste “cameo” luccicante, e il prossimo Joy, che si sta girando in questi giorni in quel di Boston.

Ma non “perdiamoci”, torniamo ancora a Cooper. Dicevamo, sì, regista per la prima volta, per non mollare questo promettente Honeymoon with Harry.

Anche se la sceneggiatura, da quella di Haggis e della Lumet, sarà affidata a Dan Fogelman (Last Vegas, Imagine).

Finiamo con un “vedremo?”.

 

di Stefano Falotico

Kay’s Baptism di David O. Russell, iniziate le riprese


16 Feb

kaysbaptismFra pochissimi giorni, inizieranno le riprese del suo nuovo film, con lo stesso cast de Il lato positivo, Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e il solito, immancabile Bob De Niro, oramai i tre pupilli del nostro, apparsi assieme anche in American Hustle.

Bradley Cooper Eyeing To Direct ‘Honeymoon With Harry’


10 Jan

EXCLUSIVE: A new wrinkle in the story we just broke about Dan Fogelman writing Honeymoon With Harry to star in with Robert De Niro at New Line. Turns out Cooper is hoping to make his directorial debut on the movie. The American Sniper star certainly is branching out; aside from producing American Sniper, he has been starring on Broadway in The Elephant Man and soon takes that to the West End. It is one of several projects Cooper is eyeing as a potential directing vehicle. He’s repped by CAA.

Il grande David O. Russell dirige ancora Robert De Niro, Jennifer Lawrence e Bradley Cooper in “Joy”


12 Nov

di Stefano Falotico

De Niro Lawrence

Torna la coppia di scopa De Niro-Lawrence, dopo il meritato, strepitoso successo de Il lato positivo, per David O. Russell, un regista che a me piace tantissimo, checché ne dican gli ostinati detrattori, i quali, superficialmente, l’accusano, a “tortissimo”, prendendolo a “torte in faccia”, d’esser “retorico” e “buonista”, troppo “(ir)ragionevole”, che assurdità immonda… questa (s)vi(s)ta tremenda del fraintendere il suo Cinema dolce-amaro alla Frank Capra del nuovo millennio per banale “qualunquismo” registico, quand’invero, appunto, O. Russell “cucina”, da “buongustaio”, film sapientemente miscelati d’ingredienti “piccanti”, pungenti, cau(s)ti(ci), “al vetriolo” nel far intelligentemente a fette l’American Dream, questo sì furbo e lezioso, “disgustoso”, falso e “vanaglorioso”, promettente faville, raccontante favole da “fumo negli occhi”, stuzzicando quindi quell’Hollywood purtroppo odiernamente proprio tristissima delle patetiche “reiterazioni” a presa in giro dei suoi spettatori creduloni. O. Russell, di “contraltare”, ci regala film deliziosi, tanto spesso col lieto fine quanto realistici, poeticamente obiettivi, ove i “cattivi” perdono ma i buoni, appunto, vincono a metà. Della serie… e (non) vissero tutti felici, un po’ cont(ent)i e un po’ (non) scontati col conto dei rimpianti, con l’orlo argenteo delle nuvole, in silver linings playbook ove ogni apparenza inganna e l’hustle è la faccia della m(ed)aglia sociale imbrogliona, “ridicola-tragica” di states che combatterono in guerra e si ritrovarono, melodrammaticamente (di)strutti, nei three kings del non sai se ridere del destino beffardo, sogghignar sotto i baffi, pensando che la vita è un bellissimo, stupendo scherzaccio, oppure se ber una birra in compagnia, consapevoli che (non) tutto cambierà, che la vita va e ognuno di noi è “seg(n)ato” (in)evitabilmente da un percorso (s)fatto, (r)esistente, (s)composto, “a posteriori”… di tanti eventi scombussolanti, che il tormentante passato tutt’or “duro” t’incula, quel pas(sa)to che c’eravamo (dis)illusi d’aver abbandonato alle (s)palle, veemente, rattristante veramente e anche però inducendoci-indurendoci a riflessioni importanti sul chi fummo, su come sfumò ma ce la “(s)fumiamo” da tener(on)i, sul chi siamo, su cosa saremo, torna “violento” a bussar(ci), “picchiettando” ancor le ansie che credemmo fossero non più angosciate ma asciugate… (t)erse in effimera frivolezza “canterina” da “Ma sì, è andata così, non tutto il male è venuto per nuocere, spacchiam le (g)nocche, altre patate e soprattutto palate, siam (s)venuti, abbiam goduto se ci ripen(s)iamo, pigliamola a cu(cu)lo per quel poco che ci mancò, che ancora manca tanto, mica tantissimo, minchia, cazzi amari, andiam di manico, da (o)nani(smi) ché è tutta, in fondo(schiena), una costruzione mentale, ma quali giganti, i Giants, pizzi e fichi, tanta (s)figa, sempre (di)speriamo per un colpo di (s)fortuna che ci par(l)i nei momenti no, su e giù, scopiamo, sgobbiamo, da ingobbiti ci rialzammo, in piedi rialziamoci, applaudiamola, e vai, vai, non va per niente, forse sì, forse poteva essere, ma ove andò, tu dove andrai, balliamo assieme, eddai, spinge… suvvia, su con la vita(mina)”.

Questo è il magnifico Cinema di O. Russell e chi non l’ha capito, chi non vuol capirlo/a, be’, si tenga i botti, gli spari, le bottane e la botte piena con la moglie ubriaca. Da cui Jennifer Lawrence, sempre “pazza”, isterica, adorabile, un po’ troia e un po’ bambina, un po’ a leccarti il culetto d’ammiccamenti a (non) dartela, con quella faccia da sberlona nel (su)darti un ca(l)cio e a non cagarti, poi subito a frignare, “sfrigolare” da fregnona per (s)tirarti il “cravattino” del tuo farti… il “pisolino”, una “topa” in “forma”, va infornata, è ignorante e non s’informa, fornicarla bisogna al (bi)sogno, lei ti serve la “serva” d’un suo gran sedere che a noi maschietti alza i pisellini, dunque severa a fartelo se non le servi il “dolce” ma comunque (non) è nella “crema”, è proletaria verissima, e su “questa” non ci (s)piove perché ti fa pen(ar)e, non darti pena ma mangia la “pasti(ccio)na”. Che casino, che (pastr)occhietti…

Che “gioia”, che Mangano Joy. Mannaggia! Non te la mangiavi così, vero? Che lupa mannara! Che fig(li)a di puttana, che stronza della “malora”, per la Madonna che tettone! E tu rimani un babb(i)o(n)e alla De Niro Bob, presenza oramai “cameo” come la tortina dell’omonima “sweet home” aziendale (s)fondata dal farmacista August Oetker…

Sì, un De Niro “dolcissimo” come padre di Pat Solitano, un (im)prevedibile Victor Tellegio e ora capo “familias” dei Mangano e di questa figlia Jennifer… “scop(pi)ante”.

Sì, una che divenne famosa, da disoccupata affamata, inventando la magica scopa…

Solo in America, poteva diventar una “grande”. Da noi, una così avrebbe continuato a far la casalinga di Voghera, cantando, come Claudia Pandolfi di Quando la notte, Gianna Nannini a tutta “frustrata” in “permanente” per una vita da nel “bludipinto di buuuhhh, che schifo” un po’ Modugno e “meraviglioso/a” alla (Negr)amaro.

A sgobbar, “scopando”, come una negretta e aspettando il “cocktail” dei Negroni, freddissimo, “(s)calda(to) con ghiaccio” del sabato sera “allegro-vivo/a” con altre “mani(ache)” delle “pulizie” su sbirciar il “tronista” del tavolo di f(r)onte “ecceziunale”. Che capelli, indossa il pellicciotto, non mi son tagliata le unghie ma, “volendo(lo)”, alla mia vogliona servirà la “penicillina”. Sì, dovrò curarmi da un’altra mia “inculata” perché ho scoperto che quel “piacione” è pure ricchione.

Torniamo a casa, prepariamo le orecchiette con cime di “capra”, di rapa e scopa magica…

Sì, la “classica” donnetta a cui tutti porgon la “gentilezza” del “Ti voglio bene, cara, non sei affatto bella ma come fai tu la besciamella neanche io che faccio (li)evitar le la(sa)gne di quelle più bo(mbo)n(ier)e, regalando loro i (miei) gioielli e ciucciandomele mentre tu fai la cann(ell)a”.

Miracle Pop(pe)! Evviva la pappa col pomodoro, è morto il Papa?! Papà! Questa Mangano non è Silvana ma come Rita Pavone. A me non sta(va) simpatica.

Gian Burrasca!

Sì, questa vita è un “cannolo”, salato/a di “dolcezze” e allora scalda i cann(ell)oni, son tutti incazzati, nel sen(s)o che c’attacchiamo tutti al “cazzo”, volevamo una vita migliore ma ci rimane il “mascarpone”, quella racchia col mascara, le maschere, e le (s)penn(at)e all’arrabbiatissima (ri)cotta “al sangue”.

Questa è “pura” Joy!

E ricordate: come vi (s)fotto io, neanche David O. Russell.

Ve la siete meritata!

La società di oggi è il (rit)ratto di quel che siete.

Un tempo, la gente si faceva il culo per tirar a campare, oggi invece si fan tutti i “culoni”, “tirandosele” a Campari.

I professori professan di esser stati dei fessi, che Stato è, e i meridionali, senza lavoro, ammetton che volevan solo la “fessa”.

Ci siete rimasti?!

Ora, scop(i)a(mo)!

Da cui Eyes Wide Shut.

Cioè, preferisco O. Russell a quel falso di Kubrick. So che mi lincerete ma ho ancora molti sogni, sempre meglio degl’ipocriti da “Doppio sogno”.

Sono Hitler? No, sono un sognatore alla Schnitzler.

“American Hustle”, new Official Trailer


10 Oct

Rilasciato ieri a Notte inoltrata, ecco il trailer nuovo di zecca di American Hustle.

Un film di cui si parla già un gran bene e che senza ombra di dubbio farà sfracelli ai prossimi Oscar.

Già epico, a prescindere se piacerà o meno, per la capigliatura di Christian Bale.

Piccola chicca pressoché invisibile a prima visione. Eh eh.

Ora, se scorriamo fra i credits del film, compare anche il nome di Robert De Niro, a cui il regista ha affidato la piccolissima parte di Victor Tellegio. Poche lines, come si dice in gergo ma, a quanto pare, il nostro Bob interpreta un personaggio centrale attorno a cui ruoteranno vari eventi importanti della trama.

Nel teaser era assente, in questo invece appare di sfuggita. Se riuscite a individuarlo al primo colpo, complimenti. Vi ho già comunque fornito un piccolo aiuto. Colpo, in inglese, intenso in senso armato, si traduce con sho(o)t.

Dunque, attenti a chi spara.

 

 

“American Hustle”, Trailer italiano ufficiale


01 Oct

“American Hustle”, first look


31 Jul

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