Posts Tagged ‘After Hours’

Il più grande attore di Cinema del mondo, ah ah, Victor Argo, e io non gli sono da meno


26 Feb

MV5BMTQ3MTk1OTEzNF5BMl5BanBnXkFtZTcwMDI0MTk5Nw@@._V1_SY1000_CR0,0,652,1000_AL_

MV5BOTg3ZWQyYmItNzNlYy00NGZhLWJkNzUtYmY5ZWQ2ZTIxMWMxXkEyXkFqcGdeQXVyNjUxMjc1OTM@._V1_SX1777_CR0,0,1777,962_AL_

Oggi voglio parlarvi di un attore il cui sex appeal, ah ah, non è mai stato messo in discussione, un uomo di caratura raffinata e bellezza impareggiabile, e per via del suo fascino magnetico ha lavorato con alcuni dei più grandi maestri della Settima Arte, in primis Martin Scorsese ed Abel Ferrara, ma anche con Woody Allen, diventando il loro fido “scudiero”.

Wikipedia dice questo: Victor Jimenez (New York, 5 novembre 1934 – New York, 7 aprile 2004) è stato un attore statunitense di origini portoricane.

Victor iniziò la sua carriera come attore di teatro. Durante gli anni sessanta conobbe Yoko Ono e Harvey Keitel con i quali lavorò. Nel 1977, Argo divenne un membro del Riverside Shakespeare Company nell’Upper West Side. Andò in tournée per i diversi parchi di Manhattan recitando la parte di Lord Montague.

 

Sì, in maniera analogica, potremmo dire che Victor ha sempre avuto un carisma alla Falotico. Un uomo che sta nel suo negozio e incontra il Bickle, che lo aiuta ad acciuffare un negrone, quindi sta nella tavola calda di Fuori orario e serve il caffè ai cretini mentre la gentaglia dà la caccia a quel povero sfigato capitato nel mondo sbagliato nelle ore notturne più scorsesiane. La storia della mia vita.

Sì, io credo di possedere una bella voce, flessuosa, sinuosa, morbida e vellutata come le gambe di Bo Derek quando era al top della sua topa.

E, stamattina, a proposito di topini/e sono uscito presto. Vicino alla farmacia San Martino, in mezzo a tante facce di cazzo che aspettavano l’autobus, adocchiai una ragazza di buon culo con lo sguardo vuoto. E pensai che quel vuoto andava “riempito”.

 

di Stefano Falotico

È morto John Heard ma, per piacere, non è stato solo il padre di Macaulay Culkin


22 Jul

00450612Come sappiamo o, meglio, i ben informati di Cinema sanno, è morto, per cause ancora d’accertare (alcuni addirittura avanzano l’ipotesi dell’omicidio, della morte “delittuosa”) John Heard, caratterista di molte pellicole hollywoodiane ma, anche gli “esperti”, citano solo Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone), e si dimenticano che, almeno personalmente, non potrò scordarmelo nel ruolo del barista stressato in quella vetta assoluta della Settima Arte che è Fuori Orario del maestro Martin.

Così, tanto per dire. Poi è sabato sera e fa caldo…

Ho detto tutto.

di Stefano Falotico

After Hours, Scorsese? No, il pa(la)zzo


01 Jul

di Stefano Falotico

La vita è come il Condom(inio), come il colon d’ascensore sempre da (ri)parare, eppur i vicini spar(l)ano, anche dal lontano attico. Attica! Sono Attila!

Con l’estate inoltrata, le notti si “scaldano” fra condomini “afosi”, che ti sfaldano sul bollente fartelo da bronzo di Riace? No, all’olio di Ricino

Un attimo, per piacere, la questione condominiale richiede innanzitutto un’amministrazione grammaticale. Silenzio, non accavallate le voci, lei, signora, la finisca di accavallare, altrimenti le salterò addosso come una cavalletta. Ebbene, (sof)fermiamoci a un livello “alto” di Treccani, sì, quelli della signora Angela, donna diabolica come Crudelia De Mon sul termine della notte rabbuiante o abbaiante? Il mio palazzo, sì, possiede un abbaino da cui i cani dei suoi condòmini abbaiano dopo giornate emozionalmente vissute al buio. A parte i latrati e le latrine delle cantine, cammin camminando fra camini, tra “cagnoline” sempre (ri)scaldanti i (termo)sifoni degli o(r)moni raffreddatisi, cioè le rumene del piano “terra terra” ma “tutto dentro” a farsi inculare da mezza Bologna eppur dando(le) al danaroso pappone loro, che le “mantiene” da “abusivo”, arriviam sdrucciolevolmente, saltando i due ascensori ma facendo pian pianin, piano dopo piano, le scale a chiocciola, sulla parola “condominio” e di come, omografa, al plurale sia sdrucciola di due accenti. Accidenti!

Condòmini (in)tesi come abitanti del palazzo, cioè come i pazzi di questa mia pa(la)zz(in)a manicomiale, e condomìni come un insieme di edifici di molte persone (non) tanto edificanti.

Molto a (con)ficcarti d’ansie, a farti perder l’antenna, a mandarti in “blackout” quando volevi solo veder la tv a lume di candela con quella del secondo appartamento, cazzo, hai impiegato due an(n)i e mezzo nel corteggiarla per poterti appartare con lei, alla faccia di tutti i residenti (im)piegati, ma hanno spento la luce prima dei “preliminari”, fottendoti di cortocircuito. Comunque, la Germania passa ai quarti, “sudandosela”, e van avanti i mondiali. Ora, lei s’era con te seduta nel divanetto di “pelli” vellutate, ruvidamente gliela stavi van(itos)amente allisciando, per poi “imboscarti” e “imbiancarle” le par(e)ti intime, “pennellando” una parabol(ic)a lì “discendente” a sua discinta, ed ecco che arriva il sisma e ti bloccan l’orgasmo.

Chi cazzo ha spento il mio cazzo? Lei urla “Cazzo che (s)figa!”.

A s-tento-ni, attento a non sbattere contro il muro, non essendomela sbattuta, devo almeno arrivar a trovar la “chiave” per uscire, far le scale e sbloccare la leva della centralina elettrica da qualcuno fatta andar a puttane.

Missione riuscita? No, mi risveglio dopo tre giorni, e dinanzi a me vedo il lampione d’una sala ospedaliera. Al mio fianco, un’infermiera di buoni fianchi, che mi “rinfranca”:

– Stia tranquillo, lei non è venuto in quella donna, è svenuto dopo aver preso una “botta” pazzesca, scivolando sull’ultimo grad(in)o “ero(t)ico” delle scale. Sì, abbiamo chiesto alla donna se la conosceva, ha risposto che stava per vederglielo ma lei non ha visto la sua gnocca, ora ha però un bernoccolo e pure le rotte ginocchia. Comunque, (ri)peto, tranquillo. Le do ora… un tranquillante, devo anestetizzarla. Quindi, il chirurgo plastico le rifarà la faccia(ta).

Dopo un mese e mezzo di “bende” a coprir la mia (ver)gogna, mi dimettono.

Faccio l’autostop perché nessuno dell’ospedale mi accompagna a casa.

Qualcuno, durante il mese “ricucito”, deve avermi anche fregato il portafogli e tutto il vestiario di come mi trovarono, quella notte, a terra, pavimentato. Il mio vicino di stanza mi regala il suo pigiama, unico indumento in suo (pos)sesso, tanto gli son state diagnosticate solo tre ore di vita, e non gli frega del suo “cazzo”.

Rimedio una figuraccia pazzesca in autobus, con tutte le belle fighe che mi deridono: – Ah ah, guardate quel pazzo. Veste in pigiama e fa finta di niente. È proprio tocco, oh, comunque speriamo ci tocchi di mano morta.

Non le “oblitero” ma spero finisca presto questo martirio.

Giungo a destinazione, non ho però le chiavi del palazzo. Spero nell’arrivo di qualche condomino che mi apra la porta.

Ecco che, da lontano, scorgo la signora Angela, coi suoi tre cani.

– Angela, può essere così clemente da aprirmela?

Lei fraintende, pensa che voglia scoparmela, allorché dà ordine ai cani di mordermelo:

– Staccate le palle a quel pervertito! Cani, accanitevi!

Poi, gridando come un’indemoniata, eh sì, come la De Mon, chiama a raccolta tutti gli altri condomini. Sia nel senso di abitanti del palazzo sia nel senso di tutti i pa(la)zzi del quartiere.

Per farmelo come un mazzo.

Non mi ammazzano, mi riportano all’ospedale.

Insomma, la vita è una (s)figa pazzesca, usate il preservativo e andate a vivere in una riserva indiana. Fidatevi, nella capanna, potrete vivere senza rotture, fumandovela ed evitando questi eviranti “trenini” di file indiane.

E devi pagar anche le bollette se non vuoi rimaner al freddo.

Sono tutti fuori (orario)!

Vi linko, perché (mi) desidero… che non siate “rinco…”


22 Oct

 

Ah, che bella sorpresona, eh? Questa non è la casa, ma il luogo deputato ove cliccar per altre “abitazioni”.
Sì, son un mattacchione, e mi piace prendervi in giro, anche se non mi prenderete mai.
Anzi, da me, dovete (di)pendere.

 

Con spostamente rapidi e impetuosi del bacino, ottenni anche molti bacini ma, il bacio veramente amandi, lo conobbe solo Amanda, una spagnolona da me “barzellettizzata” come nel famoso detto “Amalia de lana“.

Detto questo, dopo aver “ciancicato” con una bazzecola ch’è però un’altra mia genial “traveggola”, vi rimando ai link, sì, useremo il singolare, “italianizzandoni”, dunque tagliandone, come sarà sempre consuetudine il plurale.

 

Questi, orsù, i siti che dovete… è un ordine imperioso per cui non accetterò rifiuti, sebben io spesso” la” fiuti ma Ella mi rifugga, cliccare, “masticare” e, quindi “chewing-gum-mare“, altrimenti vi “sgamerò”.

 

Naturalmente, da me il primo e non plus ultra, che non è mai un ultrà.
Perentorio, mi ribadisco in un autoclic, dunque in un altro Ciak.

 

www.geniuspop.com, o anche www.geniuspop.com/blog, se volete saltare subito “all’uopo”, o non gradite le introduzioni, anche quando son miste o solo “mistiche”.

Vademecum quasi spirituale d’Uomo nei suoi “rituali”, soprattutto attualissimo!

Il sito del Genius-Pop, fantasmatica essenza di Stefano Falotico.
Il Falotico, amletica ambiguità che vagheggia, crepuscolare e poi incendiaria metafisica d’una sua personalissima creazione.
Sito che “mesmerizza” il campionario & l'”inventario” d’una mente più affascinante del miglior charme di Sean Connery.
Raccolta, “annodata & snodata”, annotata e nella Notte, di pensieri sciolti, aneddoti stravaganti, poliedriche intuizioni d’una eterna, inestinguibile ispirazione.

Un sito che, vivamente, vi consiglio. Non il solito “prontuario” o “ricettario” sul Cinema, ma un viaggio bizzarro, “intricato” che magneticamente intriga, sulla Settima Arte, di più e oltre.
Ne trae, semmai, spunto, per riflessioni, dissertazioni (auto)ironiche, semplici “cianfrusaglie” sul Mondo, sui suoi “spettri”, sulle sue paure e su chi, come Lui, ne ha l’intrepido coraggio di guardarlo in faccia, guadagnandosi un bel, scrosciantissimo applauso.
Sito, anche, “birbone”, serpeggiante, innestato nella sua anima, “granelli” d’uno che ha ingranato subito, fin dalla nascita, la quinta e non teme confronti di chi, accelerando, vorrebbe spossarlo e sorpassarlo, e “trombarlo” coi suoi “clacson”.

Un espediente indispensabile d’immagini, le più svariate, video, filmati e trailer in anteprima, ritratti di registi, d’attori, e del suo immancabile, impareggiabile Autore.
A 360 gradi mai inquadrato, veloce, dinamico, esuberante.

Insomma, il sito del Genius-Pop, fantasioso, brillantissimo, lucido & smaltato contro chi la ovatta solo in pose con la “cravatta”.
Una risorsa geniale, appunto, per tutti i grandi amanti del vederla come Ballard con la stessa “folle” irriverenza di William Burroughs.

Il sito della libertà, come il suo creatore.

 

www.film.tv.it, o per convenienza, meglio digitar solo www.filmtv.it, senza “i” di troppo in mezzo…

Il sito di cinema che fa per te. Migliaia di schede di film, attori e registi, film in tv e in sala, centinaia di migliaia di foto, opinioni, playlist.

 

www.cinerepublic.film.tv.it, ah, troppo lungo così… basta solo www.cinerepublic.it

Il blog collettivo degli utenti di Filmtv.it. Il primo magazine di cinema fatto da una community. Notizie, recensioni, saggi, pensieri e altro sul cinema

 

www.sentieriselvaggi.it

Non è un film di John Ford, ma è “wayniano” di grande passione non incenerita nella polvere.
Recensioni con Occhio di riguardo allo Sguardo.

www.comingsoon.net

Ricchissimo database per la nostra ricchezza interiore, graficamente ineccepibile, da primati anche “scimmieschi”, con tutte le news del momento, still, anteprime, interviste esclusive e un catalogo, sempre aggiornato, di trailer e recensioni.
Indispensabile per ogni Uomo “sulla notizia”.

 

www.deadline.com/hollywood

Scrupolose “indagini” sulle (pre)produzioni di oggi, ieri & domani, forse solo dell’altro Giorno. O della Notte che c’era, scomparve, dov’è andata?

 

www.variety.com/Home

La Bibbia del Cinema che non teme concorrenti, né rivalità “femminili” d’effeminati.

 

www.hollywoodreporter.com o, più semplicemente, www.thr.com

Terzo, forse, in ordine di “repentinità” e importanza, rispetto ai due appena sovraccitati. Anche sovreccitati, perché un po’ più “in palla”. Sì, questo sito, spesso s’impallina. Ed è anche palliduzzo.

 

Altri ne verranno, mi raccomando, non svenite, è meglio “venire”.
Se, poi, Lei è Bella, ci sarà da “insaporirsi”.

Sì, spendetevi e non disperate, ma potreste però perdervi come Paul Hackett…

 

Altri siti amici:

www.nervoetes.it, progetti artistici, anzi, di video Arte.

http://rimario.altervista.org/index.php, sito del mio amico Emanuele Bertuzzi, indispensabile vademecum se volete divertirvi a creare delle rime, quando vorrete sbizzarrirvi nei giochi di parole, quando la parola giusta, appunto, ce l’avete sulla punta della lingua, ma non vi viene.

 

Firmato il Genius

 

 

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)