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Il Falò della notte nell’Alba… Parietti


12 Aug

Alba Parietti 68621488_2249519295097384_6861666032994484224_n 69067234_2249571491758831_1592231800686510080_n

Cala la notte, i fari emanano la loro luce sulle onde del mare mentre il firmamento si copre di Fog e John Carpenter si lancia giù da uno strapiombo come Tania Cagnotto per immergersi negli abissi della sua grandezza oceanica.

Allora, carissima Alba. Chiariamoci innanzitutto su una cosa. Hai 58 anni. Dove? All’anagrafe, forse. Ieri, guardando le tue foto in bikini, spontaneamente ho avuto un’erezione enorme. E sono molto, molto più giovane di te. Dunque, 58 anni si fa per dire. Sembri una trentenne, hai un fisico mozzafiato, un culo portentoso, un viso stupendo che induce al dolce peccato più malizioso, gambe longilinee che ispirano ardori voluttuosi, insomma sei una grandissima figa scesa dal cielo per rendere paradisiaco ogni uomo ardimentoso. Nessun uomo non abdicherebbe dinanzi a te ignuda e libidinosa, strafottente nella soavità maestosa delle tue armoniose grazie erotiche incommensurabilmente seducenti. E lo sai.

Perché però reciti sempre il mea culpa? Pare che tu voglia scagionarti da qualcosa. Dall’essere una figa immensa? Che mi eccita da morire, con cui farei l’amore sino alla fine dell’inferno, no, dell’intero universo, bruciando fra le tue gambe e sospirandoti ogni atomica mia esplosione frenetica e ondosa, morbida, liscia e cremosa? Stai antipatica a molti. Anch’io, in alcuni miei scritti, ti avevo criticato, sai? Perché, appunto, pare che tu non sopporti di essere così bella. Sembra che per te sia quasi una colpa eccitare gli uomini e attirarti ovviamente le invidie delle donne. Non ho mai condiviso la tua scelta di rifarti le labbra, questo sì, ma stai benissimo lo stesso. Ti ho detto, se ti vedessi dal vivo, credo che nemmeno l’Apocalisse mi fermerebbe dall’avvicinarti e sfrenatamente corteggiarti. Spronandomi come un cavallo inferocito e imbizzarrito ad ardire per ardere, dentro di te, sospinto dalla lieve bramosia mia crescente fra le tue gambe lucenti.

Sei bellissima, per te il tempo non esiste. Anzi, più anagraficamente invecchi, più acquisisci fascino e sex appeal rifulgenti.

Smettila, perciò, con questi post in cui pare che tu debba giustificarti. Fellini ti definì una “mascalzona”. Sì, lo sei, nel senso positivo del termine. E allora? Io ti scoperei seduta stante e me ne fregherei, accarezzando anzi ogni tua caldissima fragranza. Non me ne fotte nulla, infatti, del giudizio della gente, vedo solo una donna desiderabilissima, magnifica, inaudita. Per fermarmi, bisognerebbe chiamare i marines, sarei un fuoco dinamitardo irreprimibile e sempre attizzato, una sex machine da guerra a letto come Rambo impazzito più di già come lo è.

Tu, Alba, hai coscienza di essere una delle donne più belle della storia? Sì, suvvia, non mentire. Cammina a testa alta, anzi, spogliati anche in strada. Mi fa piacere che in questi giorni tu stia inserendo tutte queste foto sfrontatamente provocanti. Tu incarni il peccato, tu sei la DONNA. Lo capisci?parietti

Jennifer Connelly, diciamocelo, mi ha rovinato la reputazione, ha deturpato completamente la mia indole da Dalai Lama


11 Nov

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Sì, una mia amica su Facebook scrive oggi quel che segue:

Ho sognato di essere l’amante di David Bowie.

I nostri incontri clandestini avvenivano, di base, in treno. Il suo treno privato, per la precisione. Tutto alla chetichella, ovvio, giacché ero fidanzata con Franzisk…, il quale ostentava degli agghiaccianti calzoni pied de poule bianchi e neri. (Ti tradivo per quello, Franzisk, non ho dubbi!) E si viveva in un appartamento al piano terra, tipo negozio, pieno di ingranaggi arrugginiti che nessuno mai puliva.

Voi tutto bene?

 

La mia risposta è stata questa. No, per me è stata una nottata insonne, come sempre. Anziché sognare David Bowie, ho sognato che alle quattro di notte fosse aperto il Conad sotto casa mia perché ho svuotato il frigorifero e ho ingurgitato tutti i wafer scaduti.

Comunque, sì, te ne do atto. Hai avuto un culo pazzesco a fare un sogno in cui eri l’amante di Bowie. Sai, devo confidarti che, sebbene David sia morto, io più volte, ascoltando la sua voce, son stato poi costretto a fare mente locale, per accertare a me stesso la mia eterosessualità. Infatti, ho sempre pensato che China Girl l’avesse cantata per il sottoscritto.

L’altra sera, ho visto il film La giuria. Pochi mesi fa, ho definito John Cusack un attore bollito, dedicandogli anche un pezzo distruttivo. Insomma, l’ho massacrato. Povero John.

Ho visto il suddetto film con mio padre. Che, al termine della visione, mi ha guardato dritto nelle palle degli occhi e mi ha detto: – Sai Stefano che assomigli a Cusack?

Una delle offese peggiori che un figlio possa ricevere da un padre.

Sì, perché io ho sempre associato John Cusack al tipo un po’ coglioncello. Bravo ragazzo, per carità, ma sessualmente poco appetibile. Imbranato e timidissimo.

Al che, due minuti fa ho svolto delle ricerche. E ho scoperto che, invece, John Cusack è un mezzo puttanone.

È stato con alcune delle fighe più eclatanti di Hollywood e non. Volete qualche nome? Claire Forlani che, dopo averla data per finzione a Nicolas Cage in The Rock, ha mandato a fanculo Cage e assieme al suo co-protagonista di Con Air, appunto John, è andata al galoppo.

John è stato anche con Uma Thurman, con quella zoccolona di Gina Gershon, con quella bella passerottina di Minnie Driver, con la figlia gnocchetta di Clint Eastwood, Alison, per una vera, impura Mezzanotte nel giardino del bene e del male, con quell’altro pezzo di gnoccolona di Neve Campbell, con Meg Ryan, che come attrice mi fa cagare ma una bottarella gliela darei molto volentieri, con quella stangona di Jennifer Love Hewitt, con quella patonza stratosferica di Rebecca Romijn e, per finire in bellezza, come si suol dire, con quella fregna esagerata di Brooke Burns.

Insomma, di primo acchito, questo John sembra un mezzo frocio. Ma a quanto pare spinge…

Filmografia alla mano, correggetemi se sbaglio, non credo che John Cusack abbia mai recitato assieme a Jennifer Connelly. Ma, secondo me, conoscendo il marpione, John ci avrebbe provato.

Perché tu non ci avresti provato a costo di finire provatissimo?

Sì, secondo me, come già scritto e detto, Jennifer ora è troppo magra.

Ma questa è stata una Phenomena abissale. Roba che, con una così, non duri più di sette minuti. Esplodi prima. Ma sono stati Sette minuti in paradiso.

Ah, il suo seno era qualcosa di disumano. Altro che Eva Green.

Come ballonzola delicatamente poetico, oserei dire, in Tutto può accadere, com’è turgido, burroso e magnificamente latteo in Scomodi omicidi, in Waking the Dead poi è davvero da infarto.

Ma il top della sua super figa-topona immane, Jennifer l’ha esibito in The Hot Spot – Il posto caldo.

Sì, la prima volta, moltissimi anni fa, quando vidi la scena di questo film in cui esce semi-ignuda dal lago e porge quel suo culo enorme al Sole, sono diventato cocente come fossi stato trafitto dal buco dell’ozono totalmente dilaniato.

Ecco, sono un uomo che non ha nulla da nascondere. Avete presente la scena in cui Sharon Stone accavalla le gambe senza mutandine in Basic Instinct e il grassone, paonazzo in viso, suda freddo? E Michael Douglas lo guarda, sogghignando?

Ecco, è meglio vedere quella scena di The Hot Spot senza amici…

Il tuo amico, all’apparire di Jennifer dinanzi ai tuoi occhi allucinati da tanta bellezza, potrebbe darti del pervertito.

Comunque, questo non succederebbe mai. Perché il tuo amico sverrebbe ancor prima di poter osservare la tua reazione.

Sì, io me la son sempre tirata da buddista asceta.

Jennifer Connelly è colei che ha mandato completamente a puttane ogni pace dei miei sensi grazie ai suoi immensi seni incandescenti.

Vogliamo dirci la verità? Jennifer Connelly faceva veramente schifo da quanto era figa.

Se fossi stata in lei, mi sarei vergognata ad andare in giro.

Sì, quando Jennifer Connelly frequentava il college, tutti i suoi studenti di corso hanno fatto la fine di Russell Crowe di A Beautiful Mind.

Ho detto tutto…

Come diceva Pozzetto: eh la Madonna!

THE HOT SPOT, Jennifer Connelly, 1990, (c) Orion

THE HOT SPOT, Jennifer Connelly, 1990, (c) Orion

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di Stefano Falotico

Il fascino carismatico di un principe Buddha, uomo esausto e poco esaustivo


19 Mar

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Casanova (HEATH LEDGER) in a scene from CASANOVA, directed by Lasse Hallström.  Distributed by Buena Vista International. THIS MATERIAL MAY BE LAWFULLY USED IN ALL MEDIA EXCLUDING THE INTERNET, ONLY TO PROMOTE THE RELEASE OF THE MOTION PICTURE ENTITLED "CASANOVA " DURING THE PICTURE'S PROMOTIONAL WINDOWS. EXPRESS PRIOR WRITTEN CONSENT FROM TOUCHSTONE PICTURES IS REQUIRED FOR INTERNET USE. ANY OTHER USE, RE-USE, DUPLICATION OR POSTING OF THIS MATERIAL IS STRICTLY PROHIBITED WITHOUT THE EXPRESS WRITTEN CONSENT OF TOUCHSTONE PICTURES. AND COULD RESULT IN LEGAL LIABILITY. YOU WILL BE SOLELY RESPONSIBLE FOR ANY CLAIMS, DAMAGES, FEES, COSTS, AND PENALTIES ARISING OUT OF UNAUTHORIZED USE OF THIS MATERIAL BY YOU OR YOUR AGENTS. NOT FOR INTERNET USE. APPROVED FOR PRINT USE ONLY.

Casanova (HEATH LEDGER) in a scene from CASANOVA, directed by Lasse Hallström.
Distributed by Buena Vista International. THIS MATERIAL MAY BE LAWFULLY USED IN ALL MEDIA EXCLUDING THE INTERNET, ONLY TO PROMOTE THE RELEASE OF THE MOTION PICTURE ENTITLED “CASANOVA ” DURING THE PICTURE’S PROMOTIONAL WINDOWS. EXPRESS PRIOR WRITTEN CONSENT FROM TOUCHSTONE PICTURES IS REQUIRED FOR INTERNET USE. ANY OTHER USE, RE-USE, DUPLICATION OR POSTING OF THIS MATERIAL IS STRICTLY PROHIBITED WITHOUT THE EXPRESS WRITTEN CONSENT OF TOUCHSTONE PICTURES. AND COULD RESULT IN LEGAL LIABILITY. YOU WILL BE SOLELY RESPONSIBLE FOR ANY CLAIMS, DAMAGES, FEES, COSTS, AND PENALTIES ARISING OUT OF UNAUTHORIZED USE OF THIS MATERIAL BY YOU OR YOUR AGENTS. NOT FOR INTERNET USE. APPROVED FOR PRINT USE ONLY.

Sì, Instagram è il porto d’attracco di tutti gli esibizionisti. Donne discinte si mostrano in totale armonia di forme, ed è un belvedere a cui non mi astengo. Sì, “scorrimenti”… di donne in bikini birichine, che si denudano a metà e poi ricevono complimenti sperticati di uomini certamente “valorosi” ridotti in mutande. Eppur dietro falsi profili mutano…

Sì, foto di codeste in riva al mare, e uomini accalorati, in preda a convulsioni ormonali senza precedenti, che cercano di fare i simpatici a tutti i costi, a costo di pagarle ma si spaccan solo le costole, nascondendosi dietro banali strizzatine d’occhio e smile che ammiccano solo al loro deserto erotico.

Così, in questo vituperante mondo carnale, si erge il Falotico, uomo ignoto che danza di emozioni soffici, planando su visioni paradisiache che egli adocchia e a cui non serve nessun malocchio. Perché egli scongiura le gelosie degli uomini che ambiscono a essere come lui, senza possederne il carisma indiscutibile, e perseverano in opere calunniose a oltraggiare il suo pudore malizioso.

Impudico e impunito, viaggia nel manto stellato di donne dalla bellezza planetaria, con far smargiasso allunga la mano e poi la ritira, in tiro…, e poi va a stirare.

Egli, il Falotico, soffre di ogni “disturbo” annoverato nei manuali psicologici. In passato, patì di atimia, oggi invece di cardiaca aritmia, per queste donne che inducono all’infarto e per le sigarette che fuma quando si “brucia” e incenerisce le purezze sue che furono nell’aspirarle voluttuosamente a “pieni polmoni”.

Sì, il Falotico soffre di depressione da successo. Rendendosi cosciente che le donne concedono lui or le lor cosce, è ancor più angosciato di prima. Sciancato. Perché se prima fallì, adesso è un fallo giammai in loro fallace.

Mentre l’umanità muore di fame, egli è il Principe saggio che sa…

Più chiaro di così…

 

di Stefano Falotico

Siamo nel nubifragio dell’essere soli, forse anche stolti, nel Sole che balugina sollazzandosi di “sale” tuo dolce


22 Oct

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Mare(e), e la salsedine lecca la tua pelle mentre una donna si sveste in riva nella spiaggia della sua solarità piccante.

Eppur questa compagnia, che potrebbe farsi se lo volessi, non mi attizza e preferisco abbronzarmi in desideri più immaginati, anche più rimuginati, ruminando in altro arrovellarmi nella grigliata del mio bronzo di Riace, probabilmente del mio incapace eppur di capa rapace.

Rinvengo le frasi del Nietzsche, e le recito mentre i raggi solari fan sì che non mi ottenebri in simbiosi con tali constatazioni amare. Eh sì, andate al mare quando siete soli e amari, anche se una donna non vorrete amare nel Sole dei vostri peccati cocenti.

Parecchi uomini sono così abituati a star soli con sé stessi, che non si paragonano affatto con gli altri, e continuano a intessere la loro vita monologica in una disposizione lieta e tranquilla, fra buone conversazioni con sé stessi e perfino con riso. Se invece li si induce a confrontarsi con gli altri, essi inclinano a sottovalutare sé stessi con ragionamenti lambiccati: al punto da dover essere costretti a riapprendere solo dagli altri una buona, giusta opinione sul loro conto; e anche da questa opinione appresa vorranno sempre togliere, detrarre qualcosa. Bisogna dunque lasciare a certi uomini la loro solitudine e non essere così sciocchi, come spesso accade, da compiangerli a causa di essa.

Insomma, non compatitemi se talvolta preferisco le tenebre al Sole nel mio voler star solo, rintanandomi ove i bui della mia anima son così tanto illuminanti da impedirmi di offuscarmi nelle false compagn(i)e a me poco sollazzanti. Meglio di notte la campagna…

Metto il sale sul riso, e rido, rido di tante banalità e di chi mi dà la patente del matto maniaco ossessivo.

Ben vengano le mie manie, sono smanioso di ordine e precisione, in esse, mi mantengo disciplinato alla bellezza della vita lontana dal chiasso e dal caos, e mi astengo dall’essere un sessuale maniaco.

Fermi con le mani, non aggreditemi se preferisco raggrinzirmi, impigrirmi e forse anche da solo, senza Sole, compatirmi. Sono però di te compassionevole, che delle persone vedi solo l’apparenza “raggiante” e non ami le persone “raggrumanti”.  Sì, mi raggrumo e alle limonate degli scemi e delle scimmie prediligo gli agrumi del mio star lontano dalle frasi fatte e dai soliti, mal giudicanti costumi.

Mi spoglio di me stesso e adesso guardo quella donna che vorrebbe le fossi scostumato. Ci togliamo il costume e rimaniamo ignudi.

Mentre qualcosa “sale” e dolcemente fa su e giù non solo di risate ma di un ah ah che ci piace.

 

di Stefano Falotico

Quello sporcaccione porc(ell)o di De Niro, cosa fa, cosa tasta, in cosa si rende pervertito?


08 May

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Sex anomalo, (a)normale, abnorme, oltre, superuomo o s(u)perato


24 Mar

Una calibro “30” per lo “specialista”: sette film ove la “sana” sessualità è andata giustamente a farsi fottere…

Ho sempre adorato il Cinema mieloso perché rappresento la zanzara “pungente” che del piccante fa un tangibile erigente…, succhiando il mio sangue pompante, le donne mi “coagulano” in loro prosciuganti capezzoli dati al mio poppante “lattante” e, asciugando poi dritto e secco il mio pungiglione da marpionissimo in altre d’alveari “dolci” che ne arpiona in quel che è un sacrosanto, mica tanto, ah ah, infilante a dolorino godibilissimo ché, trivellandole, son mie risorse minerarie d’aureo dorarle e dondolante, nei preliminari, inguinale s’insinua docilmente anche anale, sì, col passare degli an(n)i, non mi sono “accomodato” né “raddrizzato”, bensì tutto rizzo è sempre più lì… accomodante, scomodando però i mariti a cornificarli col loro “latte”. La lor “colazione da campioni”, miei “coglioni”. ‘Sti cazzi…

Applauso, e che sia sc(r)osciante, “sorseggiando” la donna è in me sorgente e, tergendomelo, questa scopatona è “pura” com’una libellula libera dalle castiganti ibernazioni dell’uomo medio a cui alzo le dita media, perché la toccatina “vien”…, divina, meglio con due mani, famoso gioco dello “squash”, da cui lo squacquerone del mio pastore, eh già, la pastorizia, datosi senza remissione dei peccati da timorato come voi, gli inculati, ma includente anche la missionaria inculante delle “pecorine” di farina della mia sacca scrotale, nel guascone mio senza paura ma con molte “macchie” loro in quanto son sessuale macchina.

Da una donna di Macerata, da me maceratissima, al macinarne altre di mio (in)affondabile (ma)cigno fra nere e bianche, aizzante e attizzandole nel sempre più alzato, poi, con doviziosa letizia, più ardente tizzone per scaldar perfino le cinesine come “ciliegina”, sgranocchiandomele di mandorlato “gigante”.

Sì, non mi vergogno e agognatemi pure, mettetemi a novanta per darmi dei calci nel culo ma io, da questa prospettiva piegata, posso meglio guardar sotto le gonne senza mutande, fatemi sgolare di punizioni e rinforzerete soltanto il mio (con)ficcato.

Sì, sono come la cantante Madonna, gli an(n)i suoi suonati, e sfondati, non la scalfiscono, bensì in tanti ancor di più la ficcano. Da cui la sui voce “like a virgin” sempreverde.

Ora, per tale mio ardire e perennemente arderlo hard, non datemi della merda, datemene altre. Sì, tante “botte”, ché voglio sia moglie piena e sia quella da riempire, ubriacandola come il far l’amore in gondola su mia anaconda perfin cattivella come Golconda. Con me, le donne ridon come la Gioconda, ah ah, anche quando, onanista tutto bello, io “me lo tiro” di brutto in autoritratto masturbatorio da ridente e irredento toro solo soletto ma bello come il Sol’, poiché il “mio” mai si ritrae eppur sotto la mia baffuta, da cui la donna sempre piaciuta, da cicuta, scopando come un “ciuco” in lor ciuccianti e cuccandolo, ah che (cuc)cagne, inumidisce di blu dipinto di blu e uh, uh, uh, che ululante lupo florido come l’albero di pioppo fra pupe di poppe che me le appioppano fra le lor sode, dunque morbide chiappe.

Ieri sera, ad esempio, mi recai al bar “Il por(ti)chetto”, situato in località limitrofa di Budrio. Controllate sullo stradario, esiste, non mento. E là la barista sa come servirti il “cappuccino” con del “burro”.

Quindi, dopo essermela “bevuta” in tanti bicchieri d’acqua, oh, questa sgocciola “incontenibile”, sarà l’afa primaverile però ti sa fare nel surriscaldarti come la temperatura “posteriore” di buco… dell’ozono in sue zone “forestali”, andai a casa di un mio amico a guardar il Clasico, derby fra il Real Madrid e il Barcelona.

E, al terzo ficcar di Messi, alla faccia di quel maiale di Ancelotti, godetti come un matto.

Sì, sono un torero e io le mato.

Rendendovi, come già “esternato”, tutti cornuti.

Sì, il mio è di trenta e se qualche marito, così bellamente tradito, vorrebbe tagliarmi le “dita”, sfodero l’arma nascosta di pugni in faccia, oltre a quelli in sua f… a.

 

  1. La maschera di scimmia (2000)
  2. Ho sposato un’aliena (1988)
  3. Sessomatto (1973)
  4. Sesso & potere (1998)
  5. Parla con lei (2001)
  6. L’Esorciccio (1975)
  7. La moglie del soldato (1992)

Il culo di Claudia Gerini e il cinemino italiano inculato


01 Oct

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Al Cinema italiano “odierno”, odioso, preferisco “Nocturno” e un Dracula al bijou!
Il “Cinema” italiano? Oramai una merda. Castellitto è un mediocre e viene invece considerato l’erede dei grandi “tragici” commedianti di un Tempo. Per forza, abbiam dato “valor” da “critica” a Selvaggia Lucarelli, una che con le tette ficca “stellette”, allattando la massa “lieta”, asciutta e (s)contenta. Claudia Gerini viene considerata “attrice” solo perché il suo culo, in ogni senso, si sta ingigantendo. Tutto qui? Mi par poca cos(ci)a. Se proprio dobbiamo buttarla “alla buona”, recuperiamo Gloria Guida. Se dobbiamo avvitarci in filmucoli ridicoli, quasi quasi è preferibile Alvaro Vitali. Almeno, non scassava la minchia e le sparava grosse, peto e ripetizioni da “scolaretto”. Non faceva ridere però scoreggiava “di classe” incorreggibile, appunto, rispetto a questi “elegantoni” falsi di oggi. Platinati, da rotocalchi, finzione totale della piattezza fiction. Nel Cinema bisogna farselo, non inchiappettare il pubblico “abbonato” e da rabbonir con bonus di bonazze e menate varie per tramar italioti fra un po’ di peste, tamarri, omosessuali somari alla Bova, pestaggi da pasta al pesto, corna coniugali e sempre i congiuntivi con riprese “ravvicinate” pseudo-documentaristiche al volgar che va per la maggiorata su Filippo Timi già rincoglionito e Giannini ridotto a “doppiare” appena (non) appare.
Insomma, vado a cucinare. Almeno, il filetto non è un filmettino.

Seven Ass alla Rita Rusic, meglio Lopez J. Lo, il lato


25 Jan

Chi non adora il lato di Jennifer Lopez soffre di profondo distacco dalla realtà con diagnosi giudiziaria da ospedale psichiatrico ove sarà “rassodato” di “prognosi riservata” a internarlo
 
Ho sempre avuto una predilezione per il culo. Da quando nacqui, questa zona delicata da deflorar con baci “allo spogliatoio”, merita il mio ossessivo mirarlo “dall’alto verso il basso”, con modulazioni di frequenza d’un attizzato benessere “incandescente”, del mio candito smanioso, giocondo e “pindarico” nel pinnacolo a “colar” come una bevanda alcolica. Queste natiche in cui dissetarsi, sprofondare con euforia “brillantina” di “pomate” erogene come un sonnifero caldo e pacato nelle sue cavità serpeggianti, famelicissime di felicità libera da castrazioni psicologiche, alzata bandiera di “bianco” sol (ar)renderlo in spumeggiantissimo colorito di gote arrossatissime, di labbra musicali di “greve bassezza” e fors’intelletto nei letti a dinoccolarci come dondolanti nella culla di posizioni del dritto vincente sul rovesciarla di match point, il punto focale centrato, “interiorizzato” in noi aizzati, pizzicandole i capezzoli, “sozzi” mentre persevero, “severo” e dur nel seder’, di spruzzi e “frizzi e lazzi”, del caz’ in tiro nell’attillato sradicarle ogni “guglia” della sua parigina eleganza e “peperonizzarci” nel frizzante piccantissimo da toccatine nel palparci, spaparanzarci e di pranzo succoso nella cena dei nostri ormoni apparecchiati come il mio “aeroplano” in volo nel suo viola che, da rosina, si scalmanò in alabastro mio folgorandola nelle sensuali girandole del mio “girasole” con “foglia morta” di palombella e piombarle addosso di pallottole. Prima, ero in pantofole, ora affogo nella sua scalza nudità, affondando di ginnaste arti marziali nel viziarci senza fedi nuziali. Sì, siamo come dei profiterole, la spalmo di panna e monta il desiderio, sciolto di mia bocca a gustar gli zuccheri del suo fondoschiena “ipercalorico” nelle mie ipertrofie virili “sfornanti” un formato “gigante” come il gelatino nella sua Estate bollente del bikini mozzafiato che mangia gli “strozzapreti” in riva al mare, da “bagnina” per amplessi “al largo” di sue acque scongelate dalla mia “gelatina”.

Potete disprezzarla, ché puttana lo è e lo sarà, e svende-sventolante un didietro sproporzionato da strappamutande.

Ma Jennifer è impagabile, impenna, forse è un’attricetta ma, sicuramente, da “cerbottana” nel bersaglio ove, appena slaccia, sale e “irrigidito” la “intirizzisce” nel rizzarci, con le sue gambe affusolate da gatta sulle fusa nelle effusioni da trasfusione di sangue tagliente a lenzuola condivise su rischio venereo, forse Ercole instancabilissimo a smaltir la bile e a godere anche di suo qualche chilo in più da bulimica però di biochimiche alchimiste della mia “ampolla” sbriciolata dal suo graffio in punta di piedi al diamante del mio Nilo condita di diga e dita del drenaggio “idraulico” nell’affannarci, disfarci, rifarmela e sfondarmela.

Sette culi che valgono cinque minuti della vostra vita. Da 5 diventerà più lungo di centimetri.
A seconda della misura, Jennifer e codeste “soppeseranno” se vale il pene.

Jenniferona di Parker:

Alla prima, s’esibisce vedo-non vedo. E io immagino tutto.

Le otto donne più il mio mezzo alla Greenaway con Walker Polly:

lo decanterei per ore. La gente mi chiede perché sono tormentato e vivo male.
Mi legano al palo, mi riempiono di pugni. Torno a casa tumefattissimo, accendo l’hard… disk e mi “viene” l’ernia del disco dinanzi a questa pischella.

Facile preda

La Crawford conosce William, e lo rende grosso come Neeson Liam.

Rusic Ritona rizzona:

oggi, Rita è ancor più bona. Stando col Cecchi Gori, dimagrì spompata. Ora, le poppe amano le prue dei giovincelli nella sua stagionata “prugna”.

Così fan tutte

Koll fa assonanza con? Bravi.

Dal tramonto su salparle

Hayek è il salmone del mio orso “polare” ad afferrarla nel lago del Canada, e a “incanalarlo”.

Tweed Shannon per il pannolino:

Shannon beato Gene Simmons. Egli, di capelli strizzati, se lo “ingozza” ogni Notte con forza.

Tornando alla Lopez, ecco i ruoli che ha rifiutato:

Desperado

I conti tornanoEastwood-Banderas lo sa. Salma batte Jenny di seno, lì no. Antonio è bello e lo voleva rotondo. Altro che Griffith Melanie, una lagna da smielargliela.

Il gladiatore

Connie Nielsen è l’avvocatessa del diavolo, ma la Lopez sarebbe stata il “Non c’è Charlize Theron senza la terza misura” dell’Al Pacino nel Reeves Keanu “chieun’ chieun’ non far il ricchione ma spingi ficcant”, come si dice in Meridione, va la cravatta slacciata e lì appiccandolo.

Jerry Maguire

Quando guardo Tom e Jerry faccio sempre confusione. Chi è Tom? Il topo o il gatto? Sì, sì, vero. Jerry è il gatto, anzi è nella topa. E la Zellweger è mosciarella-algida. Volevo “vedermelo” il Cruise missilizzare” il suo “fal-limento nell’accrescimento d’una mogliettina “Toast-tostandolo va il taste della tastata nella crostatina di marmellata”.

Lara Croft

Mah, so che Angelina ha due tette che te lo spalmano come la sottiletta Kraft,  ma la J. Lo, in tenuta strizzata, potrebbe strozzartelo di “oro”.

Alle prossime elezioni, non votare Berlusconi. Vota Lopez Jennifer.
Tanto, peggio di Mara Carfagna non può farseli.

Fra Jenny e Mara, scelgo il martello sui maron’. E decreto l’amputazione a ogni puttanon’!

Finiamo quest’exploit con quest’approccio da “riccio”:

m’oscurerai per mancanza d’empatia e aggrotterai la fronte, elidendomi dal raggio solare tuo visivo d’orbite mie sognanti un seno maestoso che mi sporge malizioso da s-puma.

Sono un fanatico della clowneria, adoro nuotare al circo nella stanza dei pinguini, ove offusco il piumaggio nero nell’applauso morbido di spettatrici dalle mani vellutate che osannano il mio volto a (o)mettere il becco con dissoluta faccia da schiaffi, ché guardo le tacchine mie colleghe, dette “balenottere” danzatrici, e il direttore che ammaestra la plebe con le scimmie nel porger gli arachidi ai bimbi lì a ridere ma inconsapevoli che saranno educati a “crescere” per adorare solo le cosce della leonessa. Sì, se n’appaieranno da cavallini matti, spronando gli orsacchiotti lor intimi al cowgirl sudando nello “scrosciante” della “follia” in visibilio, invisibile nella maschera sociale dietro lavori che ne travestiran le porcate con la “leguleia” liceità.

A Licia Colò preferisco il mio coccodè. A quelli laureati in Giurisprudenza il mio pruriginoso al contempo “gingillo” chiamato Ciccillo d’uccel’ alla Jim Morrison nella Kathleen Quilan di Oliver Stone, e a Stone Edward Norton, double face del film di John Curran, amo il mio Bob De Niro che fotte la Jovovich nei giochini “pen-intenziari non prete-reintenzionali ma di bone intenzioni” e neanche penitenti eppur “tenendole” strette le gambe del suo Yoyo. Son un onanista dipendente, meglio di te, pennivendolo moralista che paghi le troie lecchine.

In fondo, “scavando”, la vita non è un film di Gabriele Muccino e neppure tanti bacini. Son gatte da pelare e c’è anche da faticare. Solo così puoi scovare colei che cova per scopare. Se qualche volta vincessi una miniera, sarei meno “manovale” e validissimo come la massa che s’ammazza d’invidie e legge quest’ipocrita favola:

un cane corteggia la cagnolina. Finiscono sposati e brindano al matrimonio fra tanti pucci pucci con la suocera al cappuccino e lo zio nel prosciuttello, gli amici porcellini e la figlia del dottore che coccola il comò d’un ragazzo lì in mezzo falò, metton su famiglia e lei ingrassa, lui dimagrisce per gastrite associata a debiti della mutua, e arancia meccanica non muterà. Ieri, un genio fu trattato da scemo per colpa del suo seme birichino, domani creeranno una pecorina Dolly con inseminazione artificiale grazie allo zoo factory dell’atomico fisico Ettore, famoso Frankenstein della schifezza umana da (de)generare di generazione in agitazioni fratricide, ove voglio solo Kessica Chastain, lasciando stare il terrorista Laden che non m’allaga i pantaloni. Voglio bombardare Jessica di torrone nel gemellaggio, sono dolce e non violento da kamikaze di cui non me ne frega un dei caminetti. La scopo nel gabinetto. A Lei interessa la penetrazione spaccona da water, è brava di spaccate e mi fa spaccar’ dalle risate mentre l’arrostisco e anche spiaccicare nel piluccante”.

Ora, ti chiederai: “Che razza di favola è mai questa?”.
E io ti rispondo che è la favola della fava affamata.

Fidati, è così. Quindi, esigo scalare i tuoi orecchini con oral nevralgia delle mie dinamiche entranti. Contaminami, il contagio è tatto, e tutto si fa erettile.

La lucertola è colei che mette la corna ai cervi.

Se non mi credi, allora guarda la telenovela Ove va Carmela, c’è il melone.

E se rompi le palle, t’afferro per il “collare” da ebete e ti frantumo il cranio a calci ove sai benissimo.
Ricorda: se tua madre è psicotica, è colpa del suo corpo floscio. E quindi affloscia.

Jennifer andrà con mille uomini, ma almeno è sincera.
Perché sceglie, innanzitutto, me, duro di tenerezze a giogo-gigolò nell’alternanza di dominio che, con calma, attende l’attimo imminente in mezzo a Lei, “prominentissima”.

Sono sua Eminenza, d’altronde. E me lo meno se mi menate.
Voi mentite donnaccione! So cosa servirebbe per lubrificare i vostri cervellini. Un po’ di burro sul “maccherone”.

Quindi, senz’infingimenti, Jennifer è una pazzesca figa. E va matta per chi la spupazza.
Lo chiameranno pazzo, di mio so che va a razzo appena apre…

Ora, molti di voi si chiederanno: ma che cambiamento stravolgente ha mai compiuto il Falotico da Woody Allen in miniatura ad Arnold Schwarzengger Conan?
Ora, il miracolo avvenne, tutte le donne adesso s-vengono. V’ho più volte illuminato, figliuoli, in merito al mio tragitto sgangherato, disordinato nonostante manie igieniche dai disturbi compulsivi di rigida perfezione simmetrica ai miei occhi strabici e distorti.

L’educazione sessuale partì virtualmente grazie a Stefano Zecchi, sessuologo appunto di Costanzo, che l’ospitava sempre per imparare a fottersi qualche giornalista alla Barbara d’Urso. All’epoca, Barbarella “mauriziava” di liquirizie col baffone, prima che il nostro ingrassasse anche nei genitali pelosi.
Questa ve la dico io, ero sotto il letto dell’agenzia matrimonialeMarta Flavi voleva il suo flauto, ma Maurizio fischiava al Parioli.

Un’altra “glandissima” è Alessandra Graziottin, ospite fissa con quelle “fisse” nei pressi di Rispoli.
Quante nespole di accavallamenti.
Quanto scosciamento negli inturgidimenti alla masturbazione “demente”.

Poi, dopo anni di “ano” e autoinculate, ci provai sfacciatamente con una che sculettava in chat. Muovendosi con far felpato di foto inequivocabili. Abitava in un paesino vicino alla mia Bologna.
Volle fortissimamente incontrarmi. Poi mi spiegò che aveva colto un”fiorellino” sulla rampa della cerniera per esser fornicata nel prato col fioretto.

All’epoca ero fuori di zucca, e non la cuccai. Andammo a bere in un locale della zua “zona”, frequentato da maniaci del “W la briscola!”. Ordinò tre birre, poi m’adocchiò e sussurrò un “Adesso ho bisogno di qualcosa… che asciughi la digestione”.

Tentennai e fraintesi, e chiesi al barista d’azionare le “palle” del ventilatore.
Lei anche equivocò. Mi scambiò per ubriaco anziché rimbambito in zona bambinesca, e soprassedette.

M’invitò a casa sua:

– Adesso, mi sento rilassata -, pronunciò sfilandosi la gonna e intimandomi a prepararle un bollente caffettino.
– Con lo zucchero di canna? -, fu la mia risposta secca.

Mi spedì fuori a calci nel popò da papà, solo perché voleva del “latte” acidognolo.

Mah, vai a capir le donne.

Comunque sia andata, Jennifer va ove io so.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Out of Sight (1998)
  2. Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988)
  3. Jennifer’s Body (2009)
  4. Tom e Jerry – Il film (1993)
  5. Scuola di geni (1985)
  6. Looper – In fuga dal passato (2012)
  7. U-Turn. Inversione di marcia (1997)

 

Tutte dei pezzi di…, Rita in due, ma questo Sguardo toglie il respiro:

Genius-Pop

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