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Che io mi ricordi, ho sempre amato la pornografia maschilista… e il mio è sempre più uno sfacciato affronto al mercantilismo erotico e buonista di massa


04 Mar

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Quando è iniziato tutto questo?

Dapprincipio, in un tempo siderale di una galassia infantile. Già da allora mi sentivo mortificato, guardato a vista da adulti maliziosi. Con le loro richieste agghiaccianti.

Quella ronzante, oppressiva richiesta già castrante l’indole pimpante di un’infanzia che potesse volare nitida nella fantasia, come un alante tarpato nelle ali dal chiacchiericcio ammorbante di adulti lestofanti.

Sì, sin da quando siamo piccoli, non c’è speranza. E, se vi nasconderete, se fuggirete da questo mondo ipocrita, non vi lasceranno scampo. Vi tartasseranno dei peggiori epiteti, non rispettando le vostre, vivaddio sanissime, diversità, vi demoralizzeranno con coercizioni ricattatorie, obbligandovi giocoforza ad accettare i patti sociali di una società di troioni.

Se poi nascete in Italia, siete spacciati. Senza respiro, strozzeranno e asfissieranno ogni vostro vitale, puro slancio. Obliando le vostre poetiche virtù a presunta sanità farisea della lor finta sanità.

Sì, in Italia son tutti maestri, santi, poeti e navigatori dietro la retorica più tronfia e didascalica, pedagogica e demagogica. Ed è inspiegabile dunque che sia il Paese a più alto tasso di prostituzione. Se ci sono le puttane e pullulano per le strade, qualche cliente l’avranno pure, no?

Voi siete fatti così. Lo siete sempre stati e io mi sono rotto i coglioni. Non permettete alle persone di essere libere, soprattutto nella loro integrità psicologica, sessuale e dunque morale.

Impazzano dappertutto subliminali messaggi ove, guarda caso, si va sempre a parare sulla patonza, no, potenza, non solo maschile, sessuale.

Un Paese malato di sesso e al contempo talmente ipocrita ove tutti si spacciano per angioletti, per santarelline, per suorine, un Paese appunto moralistico. Di preti che poi, nella segretezza delle loro intimità inconfessabili, sbatacchiano la figa di finte monache, appunto.

Ma basta che vi sia l’abito e fai quello che vuoi. Semmai ti eleggono anche Papa e guida spirituale di queste coscienze di pecoroni. Ove instillano nell’uomo l’idea della pecorina e alle donne il cul(t)o della sottomissione.

Ma qualcuno si ribella. Il femminismo aumenta, si espande a macchia d’olio. E, di contraltare, il maschilismo si perpetua imperituro e imperterrito. In scontri sessisti davvero da manicomio.

Fate pena!

È la società che avete creato voi, impostata sulla forza dell’apparenza, mendace, bugiarda e appunto bastarda.

E, se non ti attieni a queste regole tolemaiche, a queste carnali, tacite dinamiche, ti piazzano un candelotto di dinamite nell’anima.

Sì, ho detto tolemaico, cioè al centro dell’universo di questa cultura sessualmente baricentrica, alla figa e al cazzo concentrica, lì tutta concentrata, totemica, antropocentrica degli uccelli… sedati se vanno fuori dalle fighe, no, dalle righe, seduti dietro una scrivania da impiegati a far battutine a qualche segretaria battona da prendere, appunto, per il cul.

Meglio allora essere Jack Nicholson di Qualcuno volò sul nido del cuculo, Sean Penn di Milk e avere il coraggio inaudito del proprio diritto alla follia e all’alterità.

Sì, sei piccolo, ti senti Calimero e ti cantano adultamente intorno, in derisioni devastanti, Brutta di Alessandro Canino.

Azzardatevi da adolescenti a sbattere in faccia le vostre castità, la vostra purezza e vi renderanno Vincent D’Onofrio di Full Metal Jacket. Cadrete in depressione, sarete assaliti da immensi disturbi compulsivi, semplicemente perché avete avuto la forza di rivelarvi per quello che siete. E sarete robotizzati.

Siate quello che siete, in barba a tutti! Dei sognatori. Ma loro non vorranno. Dovrete studiare idiozie ottuse per far felici i genitori. Che, visto che hanno avuto vite di merda, soccombendo debolmente a questa società puttanesca e carnascialesca, adattandosi a un lavoretto per far dire al prossimo… ah, è una brava persona, vorranno irrigidirvi, indurirvi, irreggimentarvi e indirizzarvi, anche rizzarvi, alla bellezza oscena dell’ambizione più stronza.

Tutte queste credenziali, queste referenze sciocche, queste sciocchine, questi titoli, prendeteli e spazzatevi il culo se poi non sapete entrare in empatia col prossimo. E vi servono soltanto per dettare legge, per essere fascisti, per legiferare sui sentimenti altrui, per vivisezionare i cuori di chi vi sta attorno. E distruggerli se proveranno a battere, a scalpitare, a infoiarsi, ad arrabbiarsi e infuocarsi secondo i loro ritmi cardiaci, il loro sentire, il loro sputarvi in pieno volto. Poi prendete la saliva nel massaggiarvela come le vostre massaggiatrici rilassano le vostre stiratrici.

Voi non siete brave persone, non lo siete mai state. Voi siete delle merde, dei maiali che vanno dai giovani timidi e cantate addosso loro… il coccodrillo come fa… oppure convincete loro di essere Billy Elliot solo perché un ragazzo non è un porcello come voi, idioti senza cervello.

E gli piace ballare nel suo mondo colorato.

I maschi! Non fatemeli più vedere. Sempre a cazzo duro, dei leghisti delle palate e delle vostre mielose patate.

Sì, amico, dico a te. Prova a dire che scrivi una poesia dantesca e ti ficcheranno nel girone infernale dei peggiori luoghi comuni, bruciando ogni tua utopia.

 

– Che fai? Mi ascolti Elton John? Boy George? Ahahahah! Frocio, adesso ti faccio crescere io le palle!

Che fai? Sei amico di un nero? Ve lo date assieme quando nessuno vi vede? Sporcaccioni. Ora vi faccio lavorare io come dei negri.

Che fai? Mi guardi un porno? Pervertito, ora ti taglio il cazzo. Psicopatico.

 

E invece no. Nonostante mi abbiate deportato fuori di casa per un anno, mi abbiate obbligato a tutta una serie di prescrizioni imbecilli per farvi stare tranquilli, dando dei tranquillanti a me, io continuo a dire:

ANDATE A FARVI FOTTERE.

Questa è la mia vita. Dello scrittore, del pensatore, del lottatore.

Alzatevi ogni mattina e sorbitevi l’isteria, il lavoro da quattro soldi. Continuate ma lasciatemi in pace.

Perché sennò, come Rust Cohle, vi verrò a trovare nel vostro covo e vi distruggerò. Vi annienterò e vi farò davvero molto, molto male.

Poi non piangete.

E ora lasciatemi redigere il mio libro in inglese su Carpenter. Sono Edmund Kemper di Mindhunter? E quindi?

Sì, io guardo pornografia, è molto più sincera dei vostri amori da buonisti del cazzo. E io non lavorerò mai nella mia vita.

Io non lavorerò mai.

Perché io sono uno scrittore, io sono un sognatore.

E di voi non me ne sbatte un cazzo.

Altrimenti, vi picchio, vi frantumo il cranio e vi strappo anche le palle.

E che questo vi piaccia o no. Io davvero assomiglio a Robert De Niro. E probabilmente sono il più grande scrittore italiano.

Che questo vi faccia incazzare o meno.

Ho vinto io!

Ah, dimenticavo: ritardati e babbei, non sono tanto a posto. Ma io voglio esserlo. Solo quando sono così, mi elevo dalle media del porcile.

E continuo a vivere come dice la mia anima.

Andate a denunciarmi e, come dice Joe Pesci di Casinò, vi spaccherò un’altra volta la testa.

Mi sederete un’altra volta. E io vi rispaccherò quelle teste di cazzo. Be’, qui ho un po’ esagerato, ma ci sta il folclorismo. Forza, allegoria, goliardia, ingordigia, basta con le alterigie, evviva le malizie!

E anche il culo magnifico di Amy Adams. Immane, rotondo, perfetto, basculante per esserle tutto colante.

Ah ah.

Ce la vogliamo dire senza ipocrisie? AMY deve essere una succhia-cazzi strepitosa.

La sua faccia non mente, i suoi movimenti non mentono. Sì, questa deve essere una puttana mondiale.

Amy è veramente bona da fare schifo. Ma non si può, cazzo!

E io dico sempre la verità. Questa è una super figa mai vista!

Quindi, ipocriti maschi falsissimi, guardatela in questo video e ditemi se volete cantarle Elisa invece che leccarle tutto il seno in modo liscio e liso.

Se optate per la prima possibilità, vi sbatto alla neuro, subito. Perché non amo i bugiardi.

 

In fede,

un uomo senza maschere che la dice nuda e cruda. E non bada a spese.

Sì, un uomo che non paga nessuna zoccola ma si è appena comprato tutti i Blu-ray con questa gnocca mostruosa. Per almeno i prossimi tre mesi, il mio uccello è sistemato. Ah, che arnese! Un uomo alla Tim Burton. Infatti Tim ama le favole ma si è scopato delle fighe bestiali. Tim, un uomo molto fantasioso ma che deve avere, fra le gambe, una proboscide abbastanza svolazzante! Barcollante, lunga e ficcante!

Ah ah, sono proprio un glande, no, volevo dire un grande.

 

 

 

di Stefano Falotico

Quando litigo con Amy Adams, divento Marlon Brando e Al Pacino, super video


03 Mar

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Sì, sono sposato ad Amy Adams. Non lo sapete? Insomma, mi avevate preso per anni per uno della Famiglia Addams e invece guarda un po’ con che pezzo di figa esagerata mi sono maritato.

Sì, ma non pensate che Amy sia poi tutto questo spasso.

Ieri, ad esempio, stavo riguardando il mio libro in inglese su Carpenter. Saranno state le undici di sera.

Al che lei, dopo essersi smanettata da sola, bruciando a letto di preliminari da chi fa da sé fa per tre, ha bussato violentemente alla porta del mio studio, provocandomi a man bassa, appunto.

– Hai finito? Sono lì da due ore con le mani in mano… sai, stasera avrei un certo languorino e vorrei che tu mi fossi fighter. Avvinghiami, picchiami pure, sculacciami. Lascia stare questa traduzione pesante, siimi pressante. Ti do solo altri cinque minuti. Intanto, mi svesto. Ti sta entrando, a forza di amare Carpenter, troppa fog nel cervello e, se non ti dai una mossa, mi sa che mi scoperò Lo Pan… insomma, o mi sbatti presto con foga oppure rimarrò sempre una donna alla finestra. Razza di paralitico James Stewart. La verità è che sei solo un guardone come Hitchcock!

– Va bene, accetto le offese e i tuoi improperi. Ti perdono. Mi sto elevando nella metafisica di John. Scusami, cara. Fra cinque minuti non posso, però. Mi mancano ancora venti pagine e devo farle adesso. Per fare te, posso aspettare. Verso mezzanotte, direi che avrò finito e potrò leccartela se dio vuole.

– Nooo! – urlò la Adams, inferocita da questo chiederle di aspettare… – Non posso aspettare cinque minuti di più. Non ti sopporto davvero. Sei una merda! Che vuoi che mi faccia suora come ne Il dubbio? Farabutto. E sai che ti dico? Sì, te lo dico. Fottiti! Ieri sera, quando tu non c’eri, mi sono scopata Christian Bale. È un trasformista-camaleontico. Ha cambiato posizione, sì, tutte le posizioni ogni tre secondi e io ho perso dei chili mentre lui ingrassava, no, lo ingrossavo a tutto gas. Quindi, fallito, prenditi i tuoi libri e ficcateli dove dico io.

 

E a questo punto partì lo show.

Fra il Pacino iper-geloso di Scarface, il De Niro di Toro scatenato, Marlon Brando di Un tram che si chiama desiderio, perfino Sgarbi con le sue “invettive” storiche, poco artistiche…

Ecco la scenetta!

La povera Amy, annichilita, stordita, sconvolta da quest’attacco maschilista sfrontato, dalla mia ira folle da Joaquin Phoenix di The Master, capì che gli alieni di Arrival sono meglio degli uomini.

Gli uomini e le donne sono soltanto Animali notturni abbastanza schifosi, litigiosi, perniciosi e permalosi.

Insomma, meglio il Falotico.

Uno che delle vostre crisi da gelosi, da uomini ingordi, da donne golose, preferisce la sua pelle rosa e intonsa.

Un uomo che, per avere il coraggio di compiere una scelta così radicale, fuori giustamente dal normale, deve avere du’ palle che farebbero impazzire Amy Adams anche solo ad annusarle da lontano.

E invece vaffanculo! Bagascia, baldracca!

Un uomo in canottiera, nera, dal carisma brandiano.

 

di Stefano Falotico

Professione amatore, riceve a tutte le ore eccetto i festivi e i festini, con gli stronzi è invece solo punitore, pura Unchained Melody


21 Jan


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SEA OF LOVE, Al Pacino, 1989

SEA OF LOVE, Al Pacino, 1989


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Sì, la prenderei molto larga. Invero, spesso lo prendo solo in quel posto. Poche me le allargano e di conseguenza non si allagano eppur mi muovo con felino, basculante bacino, ricevo solo compassionevoli bacini ma ciò è alquanto inspiegabile perché mi pare ovvio che io possieda un fascino alla Pacino di Seduzione Pericolosa. Sì, sono un volpino di pelo bianco, forse un ermellino.

Invero, sto qui mentendo per farvi ridere.

Ora, chiariamoci molto bene. Spesso le sparo grosse e l’ira, quando mi assale in momenti di tremenda solitudine che non raccomando a nessun nemico, esce dal selciato, il mio corpo s’irrobustisce animalesco e vorrei prendere a pugni tutti, care pugnette, come il mitico Jon Bernthal di The Punisher. Adoro quest’uomo, un duro da roadhouse, altro che Patrick Swayze. Sì, son dispiaciuto che sia morto, Patrick. Ma, a parte Point Break, apogeo del suo carisma taurino da biondo con una criniera da leone, non è che valesse moltissimo come attore. La città della gioia doveva essere un capolavoro e invece mi son addormentato dopo quindici minuti. Patrick nella parte del medico è credibile quanto Rocco Siffredi nella parte della missionaria. Rocco non è da missionarie, Rocco va a zoccole, diciamocelo. Quelle non hanno missioni e lavori nobili da fare ma solo posizioni di malaffare. Che povero disgraziato. Che mentecatte queste meretrici che si prodigano per Rocco la trebbiatrice.

Io, peraltro, non ho mai capito perché alle donne è sempre piaciuto da morire Ghost. Una delle più grandi puttanate mai viste. Insomma, Demi Moore si faceva plasmare come l’argilla dal bellimbusto Patrick, lui veniva assassinato, al che lei si rivolge (adesso uso il presente in quanto Demi è ancora donna che ce l’ha tuttora benissimo presente e ancor li rende t-ergenti, poi pulisce tutto col detergente) a una medium Sister Act meno credibile di Vanna Marchi, una sorta di Mago Otelma col colore viola, quindi si fa carnalmente suora. Non trovandosi il rimpiazzo ma rimembrando il fantasmino dello Swayze nella strada notturna fiocamente illuminata dalla grazia scesa dal cielo.

Ma smettiamola con queste minchiate new age. Ché non sono né film romantici né paranormali, sono assurdità imbarazzanti. Ora capisco, essendo cresciute con questa roba dolciastra, perché siete delle maledette femministe falsissime. Ché poi, basta che appaia Brad Pitt di Vento di passioni alla tv e dovete chiamare lo spurgo. Un allagamento da Waterworld.

L’omo addà ess’ omn! Ah ah! Finitela! Adesso, se vai da una e le regali un mazzo di rose rosse, ti denuncia perché sostiene che sei stato troppo romantico e invece lei ama gli uomini che conoscono il dolore delle spine. Sì, lei ama gli uomini sanguigni, nudi e crudi, come Gesù Cristo sulla croce. Ed è per questo che siamo pieni di uomini schizofrenici. Pensano di piacere alle donne se emanano un sex appeal da uomini scarnificati che hanno patito, sofferto nello strazio di uno scannamento. Sì, le donne vanno matte per questi matti. Dicono che adorano fare le infermiere. E leccare tutto. Mah. Che macello, che mattatoio!

Salami, mortadelle, piselli, che bello il caramello!

Dico!? Ma che mondo è questo?

Peraltro, Demi Moore stava all’epoca con Bruce Willis ed era una tipa da Striptease. Non è mai stata attendibile manco per il cazzo. Neppure per quello di Ashton Kutcher.

Sì, torniamo al Bernthal. Quest’uomo con la faccia da campagnolo a cui assegnerei subito, oltre a un ottimo assegno, la parte di James Bond, sì, un Bond grezzo, con la sigaretta di traverso, permaloso, mezzo burino ma allo stesso tenero e friabile come un grissino, un muscoloso manigoldo non avvezzo alle buone maniere. Il quale, grazie soltanto al potere del suo naso tumefatto da pugile fallito di Grudge March, manda al tappeto ogni donna con tanto di occhiolino da vero figlio di puttana irresistibile. Che colpo, che montante! Colpisce! Altro che Daniel Craig, un inespressivo fantoccio da mettere sul comodino perché lo guardi, la sera tardi, e col suo viso da rincoglionito t’induce a contar le pecore. Sì, quando vedo Craig, mi s’ammoscia e mi scordo che Marisa Tomei ha ancora un culo micidiale, un’arma letale, un culo intramontabile e, come dico io, mobile e montabile. Rosso di sera, bel tempo si spera. Mora come Marisa e sorge, levante, a mezzogiorno nel darglielo potentemente ponente anche fra le pere sue prominenti.

Sarò pure un caprone ma Marisa è mia pecorina e, in Onora il padre e la madre, apre il film con un’inchiappettata da infarto. Che forma meravigliosa ha quel suo sedere focoso. Come una collina che soave digrada a valle e il toro munge il latte di tal figona mula.

Che poesia! Ah ah.

Sparatevi questo!

 

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Anche questo.


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Cult #thepunisher #jonbernthal

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Avete visto? Cioè, questo è un picchiatore pazzesco ma guardate con quale ammiccante dolcezza provocante protegge la barista dallo zotico e poi lentamente se la cucina suadente, la persuade nonostante la sua indole taciturna a fidarsi del lupo suo incarnato in lei già ardentemente, dunque scopano come in Twentynine Palms di Bruno Dumont. Insomma, questo Jon piacevolmente si toglie il montone, no, solo il giubbotto di pelle, lascia che lei lo monti, si sfila gli anfibi e se la incula lieve con lingua da abbrustolente rettile giammai viscido che la riscalda a fuoco lento da ogni neve di un’esistenza decadente. Scivolante e sbrinante nel pomparla con tosto glande. Mica un poppante.

Sì, un serpente magnifico, altro che il Re Lucertola di Jim Morrison, ché nessuno può smontare. Altroché!

Ci dà! Eccome. Questo è uno che spinge!

In questa seconda stagione, viene perseguitato dal Pilgrim. Un prete frustrato, sì, una specie di mezzo psichiatra più deficiente di Javier Bardem di Non è un paese per vecchi. Un miserabile alla Javert.

E, secondo me, tal Pilgrim piglierà tante mazzate in quella capa di cazzo che si ritrova.

Sì, io esercito un fascino da specialista alla Stallone sulle belle guaglione.

Su Facebook, ad esempio, oramai ho capito, grazie a Salvatore Aranzulla, come inviare allegati speciali. Sì, dei sedativi formato megabyte a quelle troppo accalorate che mi cercano anche quando sto guardando True Detective 3. Alle corteggiatrici, smoderatamente affamate, invio una gif.

Cioè questa.

 

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Sì, scusate, ho anche altro da fare. Stasera, cara, non posso accontentarti. Voglio godermi un Pizzolatto.

Dai, suvvia. Troverai qualcun altro che ti rosolerà la “pizzaiola” nelle mutande e ti darà qualche pizzicotto.

Anzi, quasi quasi, adesso ordino una buona pizzetta.

Insomma, la faccenda è così.

Pensate che vi racconti sempre stronzate? Sì, alcune lo sono. Lo ammetto. Come quella per cui vi dissi che durai quattro ore, venendo tredici volte. Sì, era una balla enorme. Durai cinque ore e venni solo una volta. Che palle immani. Ammazza. Ah ah.

Ma altre no, non sono bugie, affatto. E, in questo casino totale, io sono il principe!

In primavera, tornerò di nuovo a Torino per girare, se tutto va bene, un cortometraggio, da me scritto, sì, la sceneggiatura è mia.

E ho detto tutto.

Insomma, figlioli, il Falotico.

Un uomo che, di primo impatto, potrebbe sembrare Viggo Mortensen di Green Book e non avreste mai sospettato invece che avesse la classe di Mahershala Ali.

Avete sbagliato. Può succedere. Mi spiace. Come si suol dire, siete cascati molto male.

Ahia, ahia, ahia.

Vedete di fare i bravi bambini. Non disturbate più il mio uccellino… sennò vi faccio neri.

E saranno cazzi molto, molto amari.

Cioè, come dice Lino Banfi, volatili per diabetici. Altro che Fracchia, pigliatevi voi le racchie. Sì, voleranno botte e calci a tutt’andare, così vi farò passar la voglia di fare gli educatori dei miei coglioni. Altro che zuccherini, miei zucconi.

Sono un grandissimo amatore, non un armatore, talvolta anche un pollo Amadori. Eppur tutte, impanate, me lo dorano con tanto di limone. Cazzo, ancora incontro però una che ha poca fiducia in me.

– No, non mi hai convinto. Io continuo a non darti una lira. Sei solo un pagliaccio che se la tira.

– E che me ne fotte? Basta che ti suoni, col flauto, la lira nella tua bella signorina. In tutto tiro, sai che chitarrina. Evviva la lirica, le donne con me diventano soprano, vengono sottosopra nonostante il mio basso tenore. Di vita? No, di corde vocali. A forza di fumare, sto perdendo la voce. Basta fare un respiro e i polmoni si dilatano. Basta invece che le donne inspirino, me lo aspirino, ed ecco che non serve più l’aspirina ma il flusso cardiovascolare va ch’è una bellezza nell’ingrossamento dei vasi dilatatori. Ah ah.

 

Ricordate: un cazzone di questo livello come me non lo trovate facilmente. Bisogna essere donne senza cazzi per la testa per amarmi.

 

 

di Stefano Falotico

TOP super f… di Hollywood e “dintorni”


05 Dec

Ashley Laurence Analisi di un delitto

Sì, più passa il tempo e più mi convinco di vivere in un Paese di ritardati. Di semi-tonti come Billy Bob Thornton di Lama tagliente. Persone piccolo borghesi molto pericolose, sospettose, indagatrici delle intimità altrui. Che prima si confessano, la domenica mattina, nelle basiliche e poi, giunta la sera, sono peccatori/trici, nani ignominiosi, diavoli tentatori, squallidamente ipocriti.

In Italia, mai nessuno vuole ammettere di essere un uomo e una donna come iddio li ha fatti. E si nascondono, regredendo agli spazi dolciari da torroncini di Natale, dietro idealizzazioni da Romeo e Giulietta di un sesso falso, caramelloso, da canzoni di Jovanotti e Annalisa.

Non sono misogino, o forse lo sono. Ma molte donne di questa Nazione tricolore m’inducono spesso a esserlo. Prima, da femministe retoriche, si celano dietro discorsi filistei, espongono le loro discinte grazie su Instagram, in un vivandare allegro-andante di sconce frivolezze da mentecatte esibizioniste, ambendo ovviamente a far luccicare gli sguardi arrapati del maschio di sana e robusta costituzione. Quindi, se qualcuno le approccia, malevole rinnegano il loro sfacciato puttanesimo, attaccando ogni virile avance un po’ sfrontata con indubbie offese del tipo… sei un fallito di merda. Speranzose invece di raccattare l’allupato riccone, questo sì davvero troione, per poter continuare a cazzeggiare su Instagram in pose palestrate di seni rifatti e culi abnormemente rassodati nell’aver rimpolpato questi lor solidificati, da molti uomini abbienti ficcati, sodi glutei nel sollevamento pesi di un culturismo senza cultura.

L’Italia è questa. Paese ad alto tasso di prostituzione e di finti santi che non tanto ogni tanto vanno a zoccole. Sì, non tanto ogni tanto che significa molto. Ma non lo ammetteranno mai per pudori e retroterra culturali mafiosi, per l’onore di una dignità bugiarda! Sì, non ci vanno ogni tanto, quasi sempre, e poi si fotografano in selfie di sorrisi di plastica con tanto di denti pulitissimi da Tantum… Verde!

Le donne sono fissate con questa parola odiosa che chiamano amore. L’amore è uno solo nella vita ed è quello pre-adolescenziale, puro e incontaminato. Il resto è un triste compromesso per cercare una scopata con qualcuno/a che possa capire i nostri mal di pancia e con cui, di sfoghi, possiamo condividere i nostri piagnistei.

Quindi, l’amore è una balla messa in giro da quell’impotente di Giacomo Leopardi.

Sì, in Italia vanno forte cantanti come Ed Sheeran e ancor impazza l’Unchained Melody di Ghost. Canzoni mercantili di massa per un romanticismo da baci Perugina.

Sapete… anni fa fui scambiato per la blasfema, invasata, “schizofrenica” Linda Blair de L’esorcista. Perché la gente non riusciva a spiegarsi il mio improvviso, devastante cambiamento.

Ai loro occhi apparsi per anni come Elijah Wood, l’Hobbit del cazzo. Invece, bando a ogni pudore, io son sempre stato McConaughey di Killer Joe.

E finalmente ebbi le palle di dirla tutta. Miei polli!

Basta, ero stanco di ragazzini fighetti e viziati che passarono la loro adolescenza su versioni di Latino e Greco e, nel tempo libero, anziché darci dentro, giocavano con Guybrush Ulysses Threepwood.

Vi è un’unica isola del tesoro e lo sa benissimo quel figlio di puttana di Gollum.

Ed è la figa fiorita, leccabile, amabile, godibile, trombabile, fottibile.

E dunque, qui ora, vi dirò alcune delle super fighe che rendevano liete le mie giornate da pompante in erba, miei poppanti. Fighe lisce, fighe vigorose, da spronarmi al calore più focoso, all’onanismo più ardimentoso.

Grandi passere!

Allora, un po’ a casaccio, stiliamo la lista delle gnocche sesquipedali.

Io ci piazzerei quella biondona di Shannon Tweed, regina dei softcore, vera matrona da monta.

Poi, Isabella Rossellini de La morte ti fa bella, col suo accavallamento mozzafiato. Roba che Alba Parietti si è sempre sognato. Invero, nella scena in cui, ignuda, s’immerge in piscina, è stata doppiata da una ancora più figa, Catherine Bell, apoteosi della femminilità più troia. Una di quelle donne capaci di spappolarti col solo potere della mammella sinistra.

Quindi, Ashley Laurence. Quella di Hellraiser. Una rara faccia da puttana eccitante al massimo. Infatti, nel film Analisi di un delitto, aveva già anticipato le scene porno interraziali che vanno oggi di moda.

Quando, davanti a quel negrone di Cuba Gooding Jr., si spoglia e mostra il suo culo ciclopico, oserei dire enciclopedico, dizionaristico. Sì, alla parola culo del vocabolario, dovrebbero mettere la foto del suo immane fondoschiena immenso. Culo da lei mostrato senza vergogna anche in Triplecross con Michael Paré. Un culo da paresi! Da appendere alla parete, come infatti fa Cuba. Cuba, che culo!

Dopo di che, naturalmente, l’altra vulvona di Polly Walker. Il suo culo in Otto donne e mezzo è da guinness dei primati. Infatti, se lo vedrete, diverrete un primate. Come gli ominidi dell’inizio de La pazza storia del mondo di Mel Brooks. Anche in Roma spinge parecchio.

Se invece non siete amanti dei nudi “artistici”, pigliatevi il film Dark Harbor col compianto Alan Rickman. Quando lei, sdraiata a letto assieme ad Alan, indossa solo le mutandine, diverrete degli alani.

E per oggi è tutto, credo che abbiamo già dato abbastanza.Catherine+Bell+2018+Hallmark+Channel+Summer+X6JmJlUMuXEl

di Stefano Falotico

Jennifer Connelly, diciamocelo, mi ha rovinato la reputazione, ha deturpato completamente la mia indole da Dalai Lama


11 Nov

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Sì, una mia amica su Facebook scrive oggi quel che segue:

Ho sognato di essere l’amante di David Bowie.

I nostri incontri clandestini avvenivano, di base, in treno. Il suo treno privato, per la precisione. Tutto alla chetichella, ovvio, giacché ero fidanzata con Franzisk…, il quale ostentava degli agghiaccianti calzoni pied de poule bianchi e neri. (Ti tradivo per quello, Franzisk, non ho dubbi!) E si viveva in un appartamento al piano terra, tipo negozio, pieno di ingranaggi arrugginiti che nessuno mai puliva.

Voi tutto bene?

 

La mia risposta è stata questa. No, per me è stata una nottata insonne, come sempre. Anziché sognare David Bowie, ho sognato che alle quattro di notte fosse aperto il Conad sotto casa mia perché ho svuotato il frigorifero e ho ingurgitato tutti i wafer scaduti.

Comunque, sì, te ne do atto. Hai avuto un culo pazzesco a fare un sogno in cui eri l’amante di Bowie. Sai, devo confidarti che, sebbene David sia morto, io più volte, ascoltando la sua voce, son stato poi costretto a fare mente locale, per accertare a me stesso la mia eterosessualità. Infatti, ho sempre pensato che China Girl l’avesse cantata per il sottoscritto.

L’altra sera, ho visto il film La giuria. Pochi mesi fa, ho definito John Cusack un attore bollito, dedicandogli anche un pezzo distruttivo. Insomma, l’ho massacrato. Povero John.

Ho visto il suddetto film con mio padre. Che, al termine della visione, mi ha guardato dritto nelle palle degli occhi e mi ha detto: – Sai Stefano che assomigli a Cusack?

Una delle offese peggiori che un figlio possa ricevere da un padre.

Sì, perché io ho sempre associato John Cusack al tipo un po’ coglioncello. Bravo ragazzo, per carità, ma sessualmente poco appetibile. Imbranato e timidissimo.

Al che, due minuti fa ho svolto delle ricerche. E ho scoperto che, invece, John Cusack è un mezzo puttanone.

È stato con alcune delle fighe più eclatanti di Hollywood e non. Volete qualche nome? Claire Forlani che, dopo averla data per finzione a Nicolas Cage in The Rock, ha mandato a fanculo Cage e assieme al suo co-protagonista di Con Air, appunto John, è andata al galoppo.

John è stato anche con Uma Thurman, con quella zoccolona di Gina Gershon, con quella bella passerottina di Minnie Driver, con la figlia gnocchetta di Clint Eastwood, Alison, per una vera, impura Mezzanotte nel giardino del bene e del male, con quell’altro pezzo di gnoccolona di Neve Campbell, con Meg Ryan, che come attrice mi fa cagare ma una bottarella gliela darei molto volentieri, con quella stangona di Jennifer Love Hewitt, con quella patonza stratosferica di Rebecca Romijn e, per finire in bellezza, come si suol dire, con quella fregna esagerata di Brooke Burns.

Insomma, di primo acchito, questo John sembra un mezzo frocio. Ma a quanto pare spinge…

Filmografia alla mano, correggetemi se sbaglio, non credo che John Cusack abbia mai recitato assieme a Jennifer Connelly. Ma, secondo me, conoscendo il marpione, John ci avrebbe provato.

Perché tu non ci avresti provato a costo di finire provatissimo?

Sì, secondo me, come già scritto e detto, Jennifer ora è troppo magra.

Ma questa è stata una Phenomena abissale. Roba che, con una così, non duri più di sette minuti. Esplodi prima. Ma sono stati Sette minuti in paradiso.

Ah, il suo seno era qualcosa di disumano. Altro che Eva Green.

Come ballonzola delicatamente poetico, oserei dire, in Tutto può accadere, com’è turgido, burroso e magnificamente latteo in Scomodi omicidi, in Waking the Dead poi è davvero da infarto.

Ma il top della sua super figa-topona immane, Jennifer l’ha esibito in The Hot Spot – Il posto caldo.

Sì, la prima volta, moltissimi anni fa, quando vidi la scena di questo film in cui esce semi-ignuda dal lago e porge quel suo culo enorme al Sole, sono diventato cocente come fossi stato trafitto dal buco dell’ozono totalmente dilaniato.

Ecco, sono un uomo che non ha nulla da nascondere. Avete presente la scena in cui Sharon Stone accavalla le gambe senza mutandine in Basic Instinct e il grassone, paonazzo in viso, suda freddo? E Michael Douglas lo guarda, sogghignando?

Ecco, è meglio vedere quella scena di The Hot Spot senza amici…

Il tuo amico, all’apparire di Jennifer dinanzi ai tuoi occhi allucinati da tanta bellezza, potrebbe darti del pervertito.

Comunque, questo non succederebbe mai. Perché il tuo amico sverrebbe ancor prima di poter osservare la tua reazione.

Sì, io me la son sempre tirata da buddista asceta.

Jennifer Connelly è colei che ha mandato completamente a puttane ogni pace dei miei sensi grazie ai suoi immensi seni incandescenti.

Vogliamo dirci la verità? Jennifer Connelly faceva veramente schifo da quanto era figa.

Se fossi stata in lei, mi sarei vergognata ad andare in giro.

Sì, quando Jennifer Connelly frequentava il college, tutti i suoi studenti di corso hanno fatto la fine di Russell Crowe di A Beautiful Mind.

Ho detto tutto…

Come diceva Pozzetto: eh la Madonna!

THE HOT SPOT, Jennifer Connelly, 1990, (c) Orion

THE HOT SPOT, Jennifer Connelly, 1990, (c) Orion

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di Stefano Falotico

A chi diverrà davvero mio amico stringerò la mano perché sarà riuscito in un’impresa impossibile


07 Jul

Monica+Bellucci+Dolce+Gabbana+Runway+Milan+LHRGlOJOZ_pl

L’amicizia vera, così come l’amore vero, sono due cose pressoché irraggiungibili.

Io ho sempre sognato, adesso posso confidarvelo, di essere Sailor di Cuore selvaggio e, in barba a ogni regola e a ogni bon ton, prender la mia bella e spupazzarla per le lande statunitensi, sulla musica on the road di Chris Isaak e il romanticismo di Elvis Presley.

Ma mi son accorto che questo rimarrà soltanto un bellissimo sogno, per quanto ipnotico e ammaliante.

Perché le donne, ahimè, non me ne vogliate, possiedono un’indole ben diversa dalla mia, ché sono irruento, veritiero, sensibilmente poetico nella sua accezione realistica. Non un raccontatore di panzane mielose che sbaciucchia ruffiano i culi muliebri per contentarsi di miseri amplessi zuccherosi. La mia anima è ardimentosa, vive indemoniata di conflitti spaventosi e superbamente poderosi, e non può accodarsi al gentil sesso che, per di più in questa società sempre più edonista, falsa e materialistica, privilegia gli amori plastificati, a me così odiosi. Ché alle donne di oggi interessa avere qualcuno a fianco a sé coi soldi, che rida tronfiamente, beandosi di chiunque, e sappia imporre la sua orrenda valenza dietro la maschera dell’altolocato stronzissimo.

Sì, sono sfiduciato da voi donne. Devo esservi sincero e non ho intenzione di cambiare atteggiamento fino a quando non crederete davvero alla parola amore senza osannarla in frivole chiacchiere da donnette che vogliono solo la cioccolata, la morigeratezza bugiardamente confortevole e altre amenità di sorta.

Che orrore risvegliarsi al mattino e farsi le coccoline, aspettando un’altra giornata di menzogne per tirare a campare, fra una canzonetta alla radio, lo smalto alle unghie, la palestra tonificante e semmai uno psicologo rassicurante che vi consola dalle inutili preoccupazioni quotidiane, dicendovi di prenderla a ridere e non dolervi, incitandovi al più vanesio divertimento vacuo e borghesemente idiota, puttanesco.

I maschi sono ancora più deludenti e, al tonare di questa mia affermazione, per par condicio ripristinata, voi donne potete esultare.

Sì, tutti si spacciano per amici. Ma non sono amici, sono opportunisti, ti sfruttano finché, in qualche maniera, gli torni comodo per qualcosa. Che sia anche far loro da tassista.

E poi scopri che sei sempre stato amante ermetico delle tue emozioni pudiche e riservate, discrete e non vivandate con allegrezza laida, per prenderti la patente di Cochise de I guerrieri della notte.

Ho detto tutto…

Oppure, peggio, per beccarti la patente di Chris Walken de Il cacciatore. Eh sì, quel ragazzo è tanto in gamba, ma è molto asociale, e alla prima ondata di vento cadrà come una pera cotta e impazzirà.

Bella roba, bella opinione che questi “amici” hanno sul tuo conto.

Questi falsi amici ti vogliono sorridente ma non perché si augurano la tua pura felicità, perché così si sentono a loro agio nell’invero aridissima lor anaffettiva concezione dell’amicizia, intesa come “star bene assieme”. Ma che significa? L’amico vero si vede nel momento del bisogno, non è un fantoccio da finte compagnie che ti dà sempre ragione e ti lecca il culo.

Ci sono poi quelli che ti devi abbassare al loro livello affinché ti possano elargire la loro “amicizia”. Allora, visto che vanno di moda i tamarri tatuaggi a sigillo carnale della propria sessualità volgarmente esposta, se tu non te ne fai uno, non sei più amico di questi qua. Che topi di fogna, ma piacciono alle tope.

E infine ci sono quelli “elettivi”. Sì, se siamo tutti nella stessa barca, siamo amici, se tu domani puoi permetterti la barca migliore, ti lascio affogare nella solitudine.

Perché si è amici che ne so, vi faccio un esempio, se il tuo amico è nella merda e anche tu lo sei, se si condividono i confidati, reciproci solipsismi imbecilli, se uno invece comincia a pensare con la sua testa e si dissocia dalla scemenze del mal comune mezzo gaudio, ecco che partono le invidie, inizia la bassezza del pettegolezzo più sfrenato, il gioco al massacro.

Dunque, sulla base di queste mie esternazioni molto lucide e dirette più dell’inevitabile culo marmoreo, insindacabilmente attizzante di Monica Bellucci, sul quale anche il Dalai Lama, idiot savant imbattibile, finalmente la finirebbe di contemplare gli uccelli plananti sui monti tibetani ma passerebbe subito alla pompante azione dell’uccello nell’ano, posso affermare con orgoglio che, non essendomi ancora venduto, chi vorrà essere mio amico leale dovrà farsi il culo. Tanto il suo culo non lo voglio, mi piace quello della Bellucci.

 

– Guarda che la Bellucci non è più quella di una volta.

– Meglio. Prima era una zoccola.

– Ma no, è stata sempre una donna di classe. Solo che adesso ha pure le occhiaie.

– E che ce frega delle occhiaie? Scusi, a lei interessano le occhiaie?

– No, non m’interessano neanche le oche.

– Bene, allora le stringo la mano. L’oca è mia.

 

Ah ah.

 

 

 

di Stefano Falotico

Non tutti hanno la fortuna di nascere Fonzarelli, molti sono tontarelli


20 Apr
JERRY MAGUIRE, Tom Cruise, 1996

JERRY MAGUIRE, Tom Cruise, 1996

BEVERLY HILLS, CA - MAY 17:  Actor Henry Winkler arrives at the premiere of HBO's 'If You're Not In The Obit, Eat Breakfast' at Samuel Goldwyn Theater on May 17, 2017 in Beverly Hills, California.  (Photo by Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic)

BEVERLY HILLS, CA – MAY 17: Actor Henry Winkler arrives at the premiere of HBO’s ‘If You’re Not In The Obit, Eat Breakfast’ at Samuel Goldwyn Theater on May 17, 2017 in Beverly Hills, California. (Photo by Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic)

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Che è una cosa diversa.

Sì, col passare del tempo fisiognomicamente sto assomigliando sempre più a Fonzie.

Miei gnomi, la fisiognomica è quella somiglianza con una faccia da culo alla Henry Winkler, l’unico attore, assieme ad Anthony Perkins, quello di Psyco, appunto, a essere relegato a un’icona. No, non è vero, Perkins fu bravissimo anche ne Il processo di Welles, ma la gente lo stesso lo prendeva per un folle col complesso d’Edipo, guardone e assassino. Uno che non gli dai una lira ma sempre gli “tira”, come si suol dire, e poi si scopre che è un maniaco.

Insomma, il contrario di me, cultore della bellezza femminile ma galante e culone come Gastone della Disney. Alla faccia del paperino…

Winkler, da non confondere con Irwin, il produttore di Rocky, è il classico uomo alla Falotico, uomo che vive la vita a modo suo, lontano dal trambusto e si auto-educa da sé, senza bisogno di demagogie scolastiche e pedagogie inculanti solo l’uomo che indossa il giubbotto di pelle, quella pelle carismatica “profumata” di nero, di fascino e mistero. Un uomo che probabilmente è un genio e dispensa pillole di saggezza da Mr. Wolf. Egli fa il meccanico e non ha una vita meccanica, quindi non farà mai la fine di Alex di A Clockwork Orange perché conosce bene la linea di demarcazione fra godimento lecito e immorale porcata. Per non patire pene! Le donne vanno matte per un “matto” come il Fonzie, conosce il Cinema meglio di Tarantino e le donne, appunto, come sanguisughe e tarantole, se “lo” succhiano mentre lui, vellutatamente, le accarezza così come morbido alliscia il suo ciuffo “sgargiante”, muovendosi con far mai da lestofante in mezzo a un’umanità di uomini-elefante. Egli era già cresciuto quando aveva 8 anni e infatti s’identificava con Baby Herman, miei conigli. So che vi masturbate ancora pensando a Jessica Rabbit. Mentre i suoi coetanei avrebbero scoperto le gioie del sesso solo più tardi, lui “poppava” da vero onanista pimpante. A metà strada fra Jack Nicholson e un film rude degli anni Settanta.

Egli è il coniatore di frasi lapidarie ma vere come questa: voi donne siete così, mettete le foto per essere ammirate, se uno vi lusinga con apprezzamenti schietti, rispondete per le rime…

Sì, le donne, anche le più zoccole, gradiscono sempre la poesia, e poi il giorno dopo vanno a pulir le scale, fra una canzone di Annalisa e un amante tamarro che le porta a vedere un film con Dwayne Johnson.  Anche se il prossimo film di Johnson, Jungle Cruise, non deve essere affatto male. Il regista “spinge”, Jaume Collet-Serra, e ci sarà anche Jesse Plemons, un vero stronzo con la faccia d’angelo.

Mi stavo guardando allo specchio poco fa. Sono uguale al Plemons, sì, ho preso dei chili e ho i capelli rossi, sono un Malpelo. Insomma, che vi piaccia o meno, siamo tutti dei Fonzie, non solo io. Nella vita si viene etichettati e da quel “marchio di fabbrica” non sfugge nessuno. Anche gli interpreti… del palcoscenico umano più versatili, come Robert De Niro, stringi stringi, come si suol dire, tornano a fare i bravi ragazziThe Irishman docet. Meditate gente… l’apparenza inganna. Non tutti i miliardari sono dei vincenti, pensate a Tom Cruise. Un ebefrenico. Sì, Cruise era già scemo agli inizi di carriera. Riguardate i suoi film, gesticola come un minorato e si contorce in mille smorfie incontenibili. Col passare degli anni è digredito mentalmente, ma rimane uno degli attori più richiesti del mondo. A parte gli scherzi, non è malaccio, in Eyes Wide Shut fa la sua porca figura. Tarantino lo voleva per Once Upon a Time in Hollywood, ma Tom non vuole crescere. Da piccolo non sapevo mai se Tom era il gatto e Jerry il topo. Io pensai per molto tempo che Jerry fosse il gatto, invece era Cruise. Sì, Cruise è un gatto antropomorfo, anche se gli piacciono le topine… Sono un uomo spiazzante. La gente pensa una cosa di me e io invece pensavo solo a una coscia. Di pollo, come te.

Insomma, che se ne fa il Falotico, in fondo in fondo, delle fighette? Ah ah.

 

di Stefano Falotico

Notti magiche, il nuovo film del Virzì con Giannini e Roncato, cari centravanti di sfondamento!


18 Oct

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Io faccio il magheggio, mentre gli scemi se le fanno magicamente nel parcheggio. Eppur son tope da parchetto, io sono moralmente oltre, e non son loro parco.

La “mitica” canzone della Nannini “in combutta” col Bennato, dal motivetto orecchiabile, hit di Italia 90, quando la nostra Nazionale fu beffata dall’Argentina di Maradona ai rigori dopo una papera mostruosa di Zenga. Ripercorriamo questo ritornello e voi, donne, cantate a squarciagola nel “fuorigioco” di vostro marito che mette a segno le sue palle con un’amante da cartellino rosso. Sì, prendetela di gola.

Notti magiche

Inseguendo un goal

Sotto il cielo

Di un’estate italiana

E negli occhi tuoi

Voglia di vincere

Un’estate

Un’avventura in più

Sì, voglia di vincere, da non confondere con la stronzatona con Michael J. Fox, vera cagata colossale sull’essere uomini lupi. Uomini, siate licantropi quando mangiate, la classica fame da lupo, e voi, donne, aspettate il lupus in fabula, come ben sapeva Juliette Lewis di fronte al De Niro di Cape Fear.

All’epoca, giocavo nella Scuola Calcio Bologna, e il campo di allenamento era situato in Via Valeriani, ove a quanto pare abitava anche Andrea Roncato, perché spesso lo incrociavo da quelle parti. Insomma, l’attoricchio di film davvero “culturali” come Mezzo destro, mezzo sinistro, uno con la s di socmel che spuntava fuori a ogni giro di gnoccona.

L’Italia, diciamoci il vero, dovrebbe vergognarsi di poter “annoverare” questo Roncato fra la categoria attoriale. Comunque, è meglio di Sammarchi Gigi, uno che vidi al cinema, sì, era fra gli spettatori di Con Air col Cage. Cinema Medica Palace, e lui si affiancava a una stangona dalle gambe storte, dissimulando la sua “fama” dietro baffetti da sparviero come si vede nelle sue pellicole.

Ebbene, quel mediocre di Virzì, che viene salutato come un genio solo qua da noi, mentre dalle altre parti del mondo non se lo cagano e rimane un Ovosodo, ha iniziato le riprese di Notti magichenoir sui generis con due cavalli di razza come Giannini Giancarlo ed Herlitzka Roberto, uno che, nonostante fosse già vecchio vent’anni fa, fu nel corpo dell’anima di Raffaella Ponzo, godendo del suo immane culo prima di girare Buongiorno, notte.

Insomma, avrei da raccontarvene sulla mia vita strampalata e anche “strappalacrime”, ma so che mi fareste fare solo la panchina.

Adesso, vi saluto, un gelato allo yogurt e ai frutti di bosco mi aspetta. E, leccando, alle volte si scioglie e altre volte diventa duro. Leccate bene, donne.

Che c’entra il parcheggio? Nel parcheggio, so che tu vai a zoccole. Zoccolone!

Ah ah! Eh sì, come diceva Andrea, ci dai di “martellino” e ti piace la peluche.

di Stefano Falotico

Claudia Galanti, il Lato B da urlo


07 Jul

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Lo quagliarellate?

Il Cinema, che Sole, come son “sol(id)o”, mi consola dalle inconsolabili lamentele dark di Facebook, Tim Burton


16 Mar

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Cinema, “odorandomi” di te, deambulando nei tuoi fotogrammi, disdegno quel patetico film che è 21 Grams.

Invece, mi tuffo in Burton Tim, “pagliaccio” in questo mondo miser(and)o. Sì, son miscredente di questi amori “vivandati”, sbandierati ai quattro venti, ai quattro vel(l)i. Mi spoglio della superficiale di tutti pelle perché ne ho piene le palle, e col Cinema mi sballo.

Drogati… (mettete su tal parola l’accento a mo’ d’imperativo o prendetela per quel che siete), questo mondo non si risolve coi paradisi artificiali. Ché già A.I. di Spielberg mi parve una cagata pazzesca.

Su Facebook, un’altra pazza, con sotto il naso la puzza, il suo diario da merda “qualunquista” sbrodola, “spruzzando” a tutti, “In condivisione” di “Mi piace”, la sua etica da una che s’è rotta la v(ag)i(n)a e monologa a interlocutori finti, come lei poco fini, a cui fa appello, domandando a uno se può “scappellarlo”. Lui ci sta(ppa)! Partono i “bacini”.

E allora io, da CappellaioMatto”, dinanzi a codesta non tanto sveglia, mi svesto, no, faccio sì che il mio “uccello” si ridesti, ché viva pure la sua Alice nel paese del “Che film ho visto stasera, meraviglioso. Domani, però, ho da farmi il culo”. Sì, glielo fanno, in quanto ella è meretrice di notte e mentitrice, sotto mentite spoglie da cassiera, di giorno. Una bella che racconta balle dietro la faccia come quello, appunto.

A “quel” si “viene” ed è duro… accettar la verità di una vita andata a “puttana”.

Eppur si lamenta. Dà agl’ipocriti la patente di falsi e si dichiara falsa(ria) del suo “vero” lavoro, “sudandosela”.

Al che, appare il trailer del nuovo Burton, e mi sembra di sognare…

Capolavoro o presa per il popò di dimensioni kolossal?

Di mio, preferirò sempre una pellicola Kodak a un iPhone con scatto selfie coi morti.

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di Stefano Falotico

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)