Posts Tagged ‘Emily Blunt’

Oggi che è Natale, festeggio il 2019 perché mi tira il culo, cosa mi è successo in quest’an(n)o?


24 Dec

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Non sono cazzi che vi riguardano. So che siete sempre interessati ai miei cazzi ma ne ho solo uno e non mi piace offrirvelo. Lo servo come un dolce struffolo caldo a una donna da riempire del mio candito.

Che poi a me piace più il pandoro. Il pandoro è come una pornostar. Io conosco tutte le pornostar.

Sì son donne da bue e asinelli che riscaldano col loro fiato il bambinello e lo viziano, lo corrompono sin da subito. I re magi gli portano i doni profumati e lui cosparge codeste zoccolone, incensandole incessantemente del suo oro colante, egli tutte le mira e, mirabilmente, ammirandole le crocifigge, poi le imbalsama con la sua cremosa mirra. Sin ad ascendere al paradiso dopo essersi fatto uomo reincarnato nella pelle di tali Maddalene invereconde.

Io da piccolo mi chiedevo sempre che cazzo fosse la mirra. Mi chiedevo anche cosa fosse un porno. Ai miei tempi, non c’era la pornografia online. Al che, se volevi vedere qualcosa di movimentato, qualcosa per l’uccello fumante, dovevi comprarti una tessera per noleggiare questi film proibiti da Il nano e La Mela, ove ritiravi videocassette già tutte lerce, passate di mano in mano, per sconcezze personali d’inconfessabile masturbazione probatoria. Sì, probatoria, era registrato nell’archivio informativo, dopo che pagavi la fattura, che avevi noleggiato un porno. E quindi quello del negozio, con tanto di foto segnaletica sulla tua carta d’identità, sapeva benissimo che quella sera ci avevi dato dentro… sì, certamente uno non noleggia un porno per commuoversi e piangere come davanti a Jules e Jim, ma per slegare il suo Big Jim dinanzi a quelle Barbie tutte lisc’. Versando gocce di sudore, incalzando nell’orgasmo montante, gestito in piena autonomia senza paura della prestazione con una donna che ti rompe i coglioni, è già venuta e ti obbliga ad accelerare quando invece volevi ancora lentamente assaporare il sapor lievitante del tuo membro strusciante, croccante.

Eh sì.

Ora, le più grandi fighe della pornografia americana degli ultimi vent’anni sono queste:

Brianna Beach. Noleggiate il film Control 4 e andrete Fuori controllo come dei pazzi Mel Gibson nell’omonima pellicola di Martin Campbell.

Parliamo di un culo strepitoso, ah, Brianna.

In fatto di culi imbattibili, ficchiamo alla grande anche la mitica Naomi Russell. Beccatevela nel film Ass Addiction e poi mi fate sapere… se dopo la prima visione, la vostra pressione è normale, siete indubbiamente froci.

Una delle mie fisse è stata Rhiannon Bray. Una faccia un po’ da uomo ma un Lato B che neanche Sofia Loren di pene, no, Pane, amore e fantasia. Sì, una vera ciociara questa Naomi.

E naturalmente Kendra Lust.

Ma avrei tante da raccontarvene.

Bene, ora pensiamo ai buonismi del Natale e basta con le cazzate, ah ah.

In questo anno son successe molte cose brutte e molte cose belle.

Dopo queste bellone, parliamo delle cose bruttarelle forti.

Innanzitutto, il cinese da cui andavo ogni mattina a prendere il caffè… ha chiuso baracca e burattini. Perché strozzato dai debiti. E io non posso più parlare da Ghost Dog con uno col quale ero in perfetta sintonia ma non capivo una minchia di quello che diceva. E lui rideva. Mah.

Per mesi, ho svolto un telelavoro ove mi son fatto il mazzo e spaccato il culo. Ma la ditta per cui prestavo servizio è fallita e io non ho visto neanche un Euro per pagarmi il caffè. Ho detto tutto.

La zia di mia madre è morta, io invece, dopo cinquemila anni di diagnosi bacate di psichiatri, questi sì, puttanieri, son stato scagionato da ogni impiccagione al mio uccello, represso per tempo immemorabile con farmaci contenitivi.

Contenitivi di che? Faccio, a parte qualche vizietto, una vita da monaco. E, appena entro in un posto pubblico, dei troioni di un metro e novanta m’inculano a sangue di battutine perché capiscono, al primo sguardo, lontano un miglio, che non sono un maniaco sessuale come loro. E, da virili machi orgogliosi delle loro aggressività sessuali, vogliono coglionarmi perché stanno assieme a donne palestrate e mi dicono che non gliela faccio.

Saranno pure bone le lor signore ma le porti a vedere un film di Clint Eastwood e pensano: ah sì, Eastwood, quello con le pistole…

Quello con le pistole.

Devo dirvi la verità. Da quando mi son abbonato a Netflix, vado pochissimo al cinema. Mi son stufato di tutti questi tamarri che ridono alle battute sbagliate, che mangiano come dei maiali, che sghignazzano, di lingue salivano con le loro oche ritardate e sono degli analfabeti, non soltanto dei quotidiani nazionali, ché mai sfogliano manco a pagarli, nonostante ritirino lo stipendio a fine mese, parlando di Calcio tra una scartoffia e una penna stilografica senza inchiostro, ma non conoscono la lettura dei film.

Zero spirito critico. Sono però quasi tutti laureati. Sì, imparavano a memoria venti pagine al giorno per pigliarsi dei buoni voti e si son dunque sistemati, dietro certificato statale, negli uffici comunali.

Da allora, sono l’incarnazione delle migliori pellicole di zombi di George Romero. L’unico momento di loro vitalità è quando con le loro sceme d’imbecillità scopano puzzolenti, scoreggiando tra una botta e un piatto di maccheroni. Allegria!

Mi sa che l’ultimo film che ho visto al cinema è stato Ore 15:17 – Attacco al treno. La storia della mia vita. Sono come Spencer Stone, un coglione mai visto dal quale mai ti aspetteresti una mossa del genere.

Sì, e mi sa che il nuovo film che vedrò al cinema sarà The Mule.

Ma cos’è questo Mary Poppins con Emily Blunt? Diciamocela, non va affatto bene per la parte.

Julie Andrews aveva classe. Questa Blunt invece è solo una strafiga zotica. Ma siatele Sicario.  Dai, questa è una bagascia da viali. Che c’azzecca con un personaggio così tenero da zucchero a velo come quello sul pandoro? Sì, è una mezza pornoattrice tale Emily. Forza, negri, pompatela di “supercalifragilistichespiralidoso” Merita solo di essere sbattuta!

Eh, secondo me, al di là delle belle gambe, questa Blunt, in quanto a Poppins, no, poppe, fa schifo. È piattissima.

Suvvia, vada a lavare i piatti.

Fra le altre cose brutte, son avvenute tragedie incolmabili, lo so.

Compresa la mia. L’unico genio con quasi cinquanta libri all’attivo e il conto in banca che nemmeno quello al semaforo vicino via Prati di Caprara, qui a Bologna. Ho detto tutto. Che vita!

La verità va detta. L’abbiamo preso tutti in culo. Chi più chi meno. Roba che le donne pornostar si sognano.

Sì, loro al massimo avranno preso inculate mille volte.

Io direi che noi ne abbiamo prese molte, molte di più. Loro, fottute così tanto, sono miliardarie.

Noi siamo senza una lira e morti.

Complimenti a questa bella società di puttane.

Buon Natale!

E, mi raccomando, scartiamo i regali.

Quale sarà la sorpresa?

Sì, domani mi faranno una diagnosi di schizofrenia alienante con anomala depressione inchiappettante, portandomi vicino al coma farmacologico e al suicidio scampato per un pelo, e finché la barca va… lasciala andare.

 

– Stefano, ma davvero guardi i porno? Che vergogna!

– Tu invece cosa guardi?

– Io sono alto, alto, altissimo!

– Sì, attento a non sbattere la testa al soffitto. E che ti cada una tegola.

 

Emily Blunt è un’ottima attrice? Mah, a me sembra un’eccezionale leccatrice. La faccia c’è tutta, poi tiene il microfono come fosse quello duro di Siffredi.

Non è una volgarità da demente, la faccia di Emily non mente!

 

di Stefano Falotico

Il primo Ottobre era il primo giorno di scuola, una volta: invece, il Joker, il sottoscritto, è un Ferdydurke, e mi hanno anche curato male le carie, super video


01 Oct

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Ferdydurke è una comicissima allegoria dell’infantilismo moderno: un trentenne si trova sbalzato indietro nel mondo dell’infanzia, in una ridicola classe scolastica. Cerca di ribellarsi ma scopre che essere di nuovo “immaturo” non gli dispiace affatto. La nostra società che anela a rimpicciolire gli adulti e a mutarli di nuovo in bambini è il bersaglio del feroce umorismo del grande scrittore polacco.

Questa la sinossi del capolavoro letterario di Witold Gombrovicz, che io ovviamente ho letto e voi no, capre e caprette. Eppur DiCaprio è un ottimo attore, ah ah.

Sì, son state svelate le location del Joker con Phoenix, reminiscenti di Taxi Driver. Opera magna di Scorsese e naturalmente mio film preferito, essendo io, oramai da tempo immemorabile, l’alter ego vivente, reale, toccabile, possibilmente, mie donne, scopabile, di Travis Bickle.

Sì, il fantasma di Travis Bickle, verso i quattordici anni, dopo che il capolavoro assoluto di Scorsese mi folgorò, s’impossessò della mia anima. E, per anni insormontabili, ne assunsi le fattezze fisionomiche e non, divenni l’angel heart di Bob De Niro. Ah ah. Trasfigurandomi nel suo straniero e divenendo un God’s lonely man.

Pura essenza metafisica che, anche se vedeva passare davanti a lui una super figa, manco se n’accorgeva, preso esclusivamente da “deliri” burroughsiani che occupavano ogni mio neurone, (in)castrandomi in una zona di dormiveglia esistenziale… più che esistenzialista, un po’ fancazzista. Da istrione che si pavoneggiava da solo, ballando nel vento.

Ma fu un’adolescenza comunque amabile. Poi, di colpo, questo dolce dormire sparì come per miracolo. E venni aggredito senza soluzione di continuità perché accusato di essermi interrotto. No, è una versione sbagliata. Fallata. Poco falotica. Io mai m’interruppi, al massimo gigioneggiai. Di qua e di là, danzando fra una crêpe alla Nutella, con la gente che mi diceva… , tu per vivere così, credi di essere il più bello?

Che io fossi il più bello mi pareva ovvio. Infatti, come Travis Bickle, parlavo allo specchio delle mie brame e, dal riflesso dell’essere il più bello del reame, non ero nessuno, essendo gli altri molto più brutti e invidiosi. E dunque escludendomi dal piacere delle loro stronzate.

Ah, stronzate di “gran” livello. Si procacciavano le bimbette nei disco-pub(i). Ah, che discoli, io lo sapevo, facendo finta di non aver visto nulla. Occhio non vede, cuor non si duole, soprattutto per la sanità di me stesso e del mio fegato. Ah ah.

Eppur mai me ne dispiacqui e sott’acqua navigai nelle zone lombrosiane del mio Amleto ecceziunale veramente. Sì, mi pettinavo malissimo, simil Diego Abatantuono misto a Javier Bardem di Non è un paese per vecchi. Ma questa spettinatura (sì, esiste, è sulla Treccani) era facente parte del mio personaggio, un cerbiatto, un furetto, vilipeso da chi mi considerava solo un furbetto. Va be’, sì, qualche masturbazione, non solo mentale, ci scappava. Anni straordinari di (moto)seghe migliori di quella di Bruce Campbell de L’armata delle tenebre.

Ah ah.

A parte gli schizzi, no, scherzi, un tempo le scuole riaprivano il primo Ottobre. Mah, di mio le avrei proprio chiuse. Soprattutto quelle superiori. Sì, come sosteneva Carmelo Bene, sono inutili, atte a diseducare con libri di Storia falsissima, scritta da un fascista che esaltava Mussolini, e a rincitrullire con versioni di Latino e Greco, con poemi omerici per esser trattati come Calimero da insegnanti boriosissimi e per creare l’uomo italico “ellenico”. Basta, guardate invece quella troia di Elena su Instagram, lei sì che sa come “raddrizzarvi”. Ah ah.

Sì, Elena è molto buona. Ma accetta scopate solo da uno col conto in banca di un banchiere. Ho detto tutto…

Le donne sono la mia croce e delizia. Tutte mi cercano, mi angustiano con le loro richieste ma io voglio soddisfare soltanto Emily Blunt. È un bel problema, cazzo, a questa Mary Poppins non basta certo il mio “supercalifragilistichespiralidoso”.

Sì, va detto, non per essere misogino, ma le donne credono alle favolette. Basti pensare che la figlia della mia vicina di casa è ancora convinta che la parola più lunga italiana non sia precipitevolissimevolmente ma, appunto, supercalifragilistichespiralidoso.

Questa qui come sta messa? A forza di andare a messa, nessuno gliel’ha messo. È una bigotta! E, a forza di vedere troppi film della Disney, è diventata Raperonzolo. Sì, è l’incarnazione di una favola iper-buonista, dovrebbe invece darsi alla fava del marito. Un saldatore che sa bene come “incollare”. So che il marito è un buon “incollatore” perché me l’ha confidato quello del terzo piano. Sì, quando le mogli sono in vacanza, questi due cantano il Triangolo di Renato Zero. Due tonti mai visti che non sanno neanche calcolare l’area dell’essere tanto sistemati e inquadrati nella società del cazzo, a furia di scambiare il film Rambo per un rombo… di tuono con Chuck Norris.

Comunque, precipitevolissimevolmente non è la parola più lunga dell’italiano.

La parola più lunga è esofagodermatodigiunoplastica, operazione di ricostruzione plastica, che si esegue dopo l’asportazione dell’esofago e dello stomaco.

Praticamente quella che le malelingue annali nei miei confronti stanno eseguendo dopo la figura di facce di merda che hanno fatto col sottoscritto.

Tornando invece a Ferdydurke, tutti i rimbambiti vecchi e tromboni dovrebbero riprendere posto sui banchi di scuola.

Per imparare come si sta al mondo.

E per pigliare lezioni di classe.

Si chiama sdentata.

Mie care cariatidi, io son brillante a mille carati. Ah sì, Lilli Carati, che passerona. Vi pare una volgarità? Why so serious?

 

Eh eh, adesso sgattaiolo nella notte, nel senso che, quando scende la notte, ci son molte gatte da pelare. E mi allupo. Bevendomi la bionda con ottimo “luppolo”. E lei, succhiandomi, fa glup glup.

Miei Don Chisciotte, al galoppo, mangiamo tutte le scaloppine al limone!

Ah ah.

Sono proprio un Joker-ellone. Talvolta iellato ma comunque giammai al gregge di belanti pecoroni ancor omologato.

Sono uomo dal pelo fino e pregiato. Spesso inculato ma non maciullato e vieni a me, donna, sarò per te tutto eiaculato. Introiettato!

Mi date dello psicopatico? Macché! Semplicemente, ho smesso di essere apatico.

Son lunatico, inimitabilmente Falotico.

 

 

di Stefano Falotico

 


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Dal dentista

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Anche San Silvetro è stato celebrato celermente senza celerini, cerini e cerotti


01 Jan

Aspetto questi “capolavori” del 2013, definiamoli semplicemente “film stronzata”

 

Abbiamo festeggiato di panettone “salato” con tanto di salamoie e “salame” nell’augurio del bacetto d’una donna “apprensiva”, speriamo in un buon anno dai mille propositi e non da prostata.
Mi curai dal “Cancro”, sverginandomi nel “Pesce” di moltiplicazione “Gemelli”, ma rimango teso:

– Tesoro, cosa c’è che non va?
– La tensione si sta “ammosciando”.
– Ma ci sono qua io a “tirarti su”.
– Siamo sicuri?
– Sì, basta toccare nelle zone “affievolite” e malate, ferite e affrante, poi “tutto” sarà visto in modo positivo.
– Da quale posizione?
– Io sotto, tu sopra.
– Si potrebbero evitare questi “ribaltoni” da “zabaione?”. Preferisco il cornetto “croccante” senza “crema” che potrebbe “debordare”. Sì, precauteliamoci dal macchiarci. Già, c’han sporcato la faccia, “cioccolatizzandola” di “gelatina”. Quindi, sebben tu “voglia”, io non ne ho più.
Ho già dato, ora mi devo dar ad altre…
– Fottiti, stronzo.
– Sì, in mancanza di qualcuna, mi sa che finirò con l’autoincularmi. Tanto da una vita “va” così.
– Ecco, guarda le stelle.
– Prima la stall(on)a.
– Porco schifoso, a che vuoi alludere?
– Alla Luna?
– Non sarò la tua lupa. Ulula in altre “trapunte”.
– Voglio solo il tuo “firmamento”, non filmerò il nostro “video” per guardoni al “telescopio” che “microscopizzeranno” noi che scoperemo al “finissimo” di “scoppiarselo”. La galassia è lattea, tu alletti, sai?
– Il mio letto non l’avrai mai. Datti al gagà.
– Rosso di sera, bel Tempo si spera. Io ce l’ho sempre di questo colore. Quindi, mai disperare, mai bramare ma di porpora imbrunire…
Il tramonto incontrerà una da montare.
– Bastardo, basta!
– Puttana, svestiti!
– Come ti permetti?
– Mi permetto questo e “altro”. Dai, racchia, dalla a chi ti merita!
– Ti denuncio!
– Ma che vuoi denunciare. Tu vorrai solo il mio uccello dietro queste provocazioni del tira e molla. Ma, fra il dire e il mare, io non sarò il tuo amante amaro. Pigliati la cannuccia dell’aperitivo e sgonfiati quel canotto di seno siliconcello, mia cara coglioncella.
– Chiamo il mio ragazzo.
– Quale?
– Che vorresti dire?
– Manco solo io all’appello. Tutte le altre “cappelle” si son già “inginocchiate” nella tua “benedetta”. E, bene-dando, li hai maledetti.
Dio mio, che non si dica in giro. Ché non si dia se il dì vuoi che non ti dannerà per un ano che solo di fegato t’analizzerà.
– Sei proprio una merda.
– Di mio, lo so. Di tuo, non Credo.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Quello che so sull’amore (2012)
    Muccino Gabriele. Come ha fatto costui, che tartaglia, compra il Kinder e accavalla da Bruno Vespa meglio della Brambilla, a farsi “valere” a Hollywood? E soprattutto perché queste tre superfighe pazzesche (Biel, Thurman, Zeta-Jones) hanno accettato di rendere e ridurre il dur Butler come Silvio, il fratellin piccino?Il dubbio sarà sciolto nella melassa quando verrà “rilasciato” il 10 Gennaio.
  2. All You Need Is Kill (2013)
    Serial killerizza la famosa canzone dei Beatles sul “Love”, in una Guerra e Pace senza fine.
    L’andrò a vedere per una sola ragione. Ogni Giorno, Cage (come, Nicolas? Ah no, Tom Cruise… di nome Bill) ripete infatti la stessa battaglia. Fra le sparatorie, spero che ci ripropongano tutte le volte che si “bomba” Emily Blunt. Scena ripresa da vari “punti di vista”.
  3. Joe (2013)
    Ecco proprio il nostro Nicolino, in versione “fallita” come sempre.
    Ora, credo che potremmo trovarci di fronte a un signor Cage. Il migliore, quello pazzo e nevrotico.
    Se sopporterete due ore di frustrazioni e alberi tranciati, potreste reggere e brindare un “Andò così, domani sarà joe-viale, sui viali con Giovanna, ancora”.
  4. La grande bellezza (2013)
    Sono un fanatico patito di Sorrentino ma che c’azzeccano Verdone e la Ferilli? Mi ricordo di quando “calendarizzai” il culo di Sabrina nel mio “spogliarello scudettato mentre Lei, appunto, sculettava nei “fori” romani, e di come anch’io usavo il borotalco.
    Ma sono “cresciuto” e adesso amo Servillo. Come me, scrittore che bazzica un po’ qui e un po’ là.
    Con tanto d’ombra da Pasotti Giorgio a ricordarmi che non devo eccedere in quanto, come Giorgio, per molto Tempo senza ricotta.
    Sì, un pasoliniano.
  5. Terza categoria (2012)
    Tutte le donne accorrono quando c’è Stefano Accorsi.
    Anche quelle del “corso” A voglion passare al suo “piano” da lato B maschile eccitante su sorriso “Laetitia Casta”.Film infimo, d’ultima…
  6. RazzaBastarda (2012)
    Gassman Alessandro come regista.
    Peraltro, nella vita privata va a zoccole, e qui fa il reietto.Che ve lo dico a fare? Si può prendere sul serio uno così?
    Si desse alla Ferrarelle. Dai, dai. Bollicinizzasse!
  7. Passione sinistra (2012)
    Mah, più che sinistra, Valentina è una che va “politicizzata” nel “mezzo”.
    Senza troppe “elezioni” ma, appunto, erezione.

Genius-Pop

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