Archive for December, 2018

LA ZONA MORTA, ecco a voi il Chris Walken italiano, folle come Klaus Kinski, per fortuna


19 Dec

00714604

THE DEAD ZONE, astenersi da questa lettura i moralisti bigotti.

Fra pochi giorni, mi inoltrerò nella cupa e magica Torino. Poiché, oramai lo sapete, io sono una sorta di Klaus Kinski del capolavoro di Herzog.

Anima tormentata, straziata, romanticissima.

E ovviamente vi mostrerò il video.

 

Intanto, vi lascio a questa copertina. Altro masterpiece che dovete inderogabilmente leggere.

 

Fratelli, dalle mie fonti, mi giungono notizie che molti di voi siano stati colpiti da gravi malattie fisiche debilitanti.

Spero che tutto si risolverà per il meglio.

E buon Natale. Ah, mi raccomando, in questo volume trovate anche un mio racconto miracoloso. Sono risultato fra i vincitori del Concorso. Avevate dei dubbi?

 

diavolo giocattolaio cover

di Stefano Falotico

 

Che uomini di m… a che siete diventati, mentre io divento sempre più leggendario, leggiadro e delle donne ladro


18 Dec

MV5BNmJhOWVlYzAtOWMxMi00MWQ4LTk3ODQtYzMzNmUzZDkxYzNhXkEyXkFqcGdeQXVyNjAwODA4Mw@@._V1_

Da tempo oramai lungo, lungo quanto qualcosa che sta fra le mie mutande e dono solo a donne meritevoli di usarlo, sto maturando sempre più precise convinzioni riguardo al mondo. Questo mondo pieno zeppo di fallaci convenzioni.

È strutturato per gli idioti, più comunemente noti come tonti. Quelli che si pigliano una laurea del cazzo, aspettano il sabato sera per un birra in compagnia, amoreggiano con qualche cretina e semmai vanno pure allo stadio a vedere il Bologna che va in serie B.

Persone di un’ipocrisia manifesta, indigesta, che si baloccano alle feste, tornano a casa e si squagliano nelle loro mai sopite frustrazioni invincibili, si sfogano istericamente su Facebook, lanciando invettive paurosamente oscurantistiche, dei moralisti imbattibili che porgono sempre sorrisi benevolenti nei loro selfie e, invero, nelle loro anime son oramai imputriditi inguaribilmente.

È cominciata la startup di Scanners e io ho già prenotato la mia copia firmata.

Sì, credo che la vita, almeno quella occidentale, sia una reciproca inchiappettata generale ove chiunque prova disperatamente a offrire il suo obolo, mercificandosi quel tanto che basta per non apparire come il coglione di turno, ché a questo giro qualcuno, se esponessi la tua vera personalità, ti mostrassi per la tua furibonda indole insoddisfatta, nauseata da tanto lercio porcile, potrebbe schivarti, emarginarti, dunque schifarti.

Non sono molti quelli che, coraggiosi, anziché abdicare ai compromessi preferiscono isolarsi e scegliere soltanto persone adatte, affini alla loro intima, veridica natura.

Sono quelli che hanno finalmente capito (un po’, non moltissimo in effetti) come funziona tutto quanto e non vogliono più prostituirsi nell’anima solo per avere quattro pirla in più pronti a leccar loro il culo. Sì, ché appena svolti l’angolo, se ne fottono. Non voglio scemi che mi lecchino, pretendo (e lo tendo) donne di bocca buona che sappiano leccare ove dico io.

Uomini come me che vivono di estasi folli, di attimi perfino screanzati di totale libertà inaudita. Di balli. Di belle (insomma). Soprattutto di balle (abbastanza).

Liberi di masturbarsi in santa pace, di cazzeggiare ilari e poi irosi a battagliare per un’altra lotta già persa in partenza. Non arrendendosi alla volgarità di massa ma, romanticissimi, idolatrando donne dai culi stratosferici, questi culi basculanti, dondolanti, piccanti che spronano a esser loro ficcante, che incitano allo scimmiesco goderne senza castighi, senza più reprimende borghesi, distanti oramai dalle regole di un mondo filisteo. Ove tutti, pur di campare, fingono di essere felici e, invece, se li guardi attentamente, son già belli che morti. Schiattati nell’attimo stesso in cui, accettando i patti vili della socialità più frivola, si son lasciati incantare, anzi, incatenare nell’andazzo miserabile, trascinandosi nel chiacchiericcio maligno, spettegolante, in verità vi dico inculante.

Sì, allora meglio una puttana purissima, una bella pornostar che si mostra come iddio l’ha fatta, tutta ignuda a martoriarsi nella carne straziata di orgasmi tanto finti quanto goduti appieno dalla sua pelle fottuta!

Sì, sono un cinefilo ma anche un amante… del porno. E qui divento cinofilo, vai vai, cagne! Conosco tutte le più grandi fighe supreme e stronze di questo “settore”. Son pieno di dvd, di download, di streaming “illeciti”. Tutto legalizzato con tanto di ricevuta fiscale… anzi, come dice De Niro in Nonno scatenato, ficale…

Queste zoccolone mi piacciono da morire. Che vi devo dire?

Sode, anche plastificate ma ottimamente da ficcare, senza badare a spese.

Questa è la purezza. Il resto è un’enorme bugia, una melensa monnezza.

L’avete visto bene questo qui? È una delle più grandi facce di merda di sempre.

Io credo di essere suo figlio. Ah ah.

Apriamo le danze. Devo ancora smaltire dieci chili ma si farà. Eccome se si farà. Credo che tutta la vita sia un continuo prenderlo nel culo e darlo, insistentemente. Sperando che non sia solo io, stavolta, a venir inchiappettato. Stappiamo e brindiamo!

Visto che movimento di bacino? Che bassezza alla Al Pacino, che sex appeal della minchia? Sto assumendo la mobilità espressiva di Christopher dopo molti anni da Cristo e basta. E mi sta venendo il carisma alla MConaughey.

Sì, e ancora e ancora e ancora. Ripetete con me, ancora e ancora e ancora. E ora battetevi il petto come in The Wolf of Wall Street.

Non spargete la voce in giro. Voi dovete spargere solo il seme sano per altre generazioni, appunto a venire. A venire! Ma diffondete anche quello della follia alla Carpenter!
Sono una volpe che sfreccia nella notte e, alle volte, se non si ferma al rosso, rimane al verde perché mi fanno la multa. Ma spingo.

Anche voi dovreste spingere, invece non spingete perché avete beccato una tamponata.

Ma avete la vostra ragazza al vostro fianco. Ci pensa lei ad asciugare tutto e a succhiare ogni ferita. Ogni cosa con accurata pulizia salivare, perfino dentale e gengivale.

Possiamo dircela senza infingimenti?

I grandi attori di Hollywood mi fanno un baffo. Finitela coi vostri balletti. E voi, donne, non imbellettatevi. Dovete essere al naturale per qualcosa di rurale! Sì, evviva gli orgasmi rustici!

E io sono il RE!

Christopher+Walken+2018+Vanity+Fair+Oscar+4WHBmdt1Slpl

 

di Stefano Falotico

Non tutte le streghe sono cattive, alcune sono bone e ti stregano, cioè ti (s)fregano


18 Dec

Film Title: Changeling the-witch-TheWitch_R3_1-70-1_rgb

E, con tale sfregamento, arriva la fregatura.

Nel mio palazzo, vivono molte streghe. Sì, il mio palazzo è come la magione di Suspiria. Un covo di donne di malaffare che, alle riunioni condominiali, sbraitano e urlano, delle dannate che vogliono sempre riparare l’ascensore che non va giù perché i loro rispettivi mariti non le tirano su.

E fanno spendere un patrimonio alla mia famiglia. Mia madre soffre di cuore e sta assumendo il cortisone per fronteggiare una strana allergia di origine ancora sconosciuta. Ha girato tutti i medici di Bologna ma nessuno di questi è riuscito a capire di cosa soffra. I medici intascano i soldi, fan la bella vita e mia madre sta male.

Detto ciò, stamattina, stavo prendendo appunto l’ascensore. Ero convinto di averlo chiamato io. Cosicché, quando è arrivato al piano in cui abito, ovvero il quarto, mi son pigliato una capocciata tremenda perché, mentre stavo per aprirlo, la vicina di casa ha aperto a sua volta la sua porta con irruenza.

Sì, una situazione simile a Manuale d’am3re ove Carlo Verdone fa il suo primo incontro cinematografico, davvero particolare, con Bob De Niro. E Bob, in un italiano pessimo da storico Adrian, gli chiede scusa in modo impacciato.

La mia vicina di casa, invece, nonostante mi abbia frantumato mezzo cranio, se n’è sbattuta e ha solo sussurrato: – Stefano, sta’ attento! Sei sempre sbadato.

– Non mi assiste? Ho la zucca mezza spaccata.

– No, devo andare a tagliare le zucchine.

 

Questa mia vicina di casa, quand’ero piccolo, mi faceva da balia. I miei genitori erano spesso assenti per lavoro e così, dopo che rincasavo dalla scuola media, lei mi ospitava nel suo appartamento, mi preparava il pranzo e poi lasciava che mi accomiatassi.

Rompeva sempre il cazzo. Mia madre tornava dal lavoro verso le quattro del pomeriggio, mio padre verso le sette di sera.

Io iniziavo a studiare e far i compiti verso le tre. Ma, fra il pranzo della mia vicina e gli oneri scolastici, mi masturbavo sulle ragazze di Non è la Rai. Ambra Angiolini mi stava sui coglioni e non mi stimolava alcuna erezione. Anzi, mi ammosciava. Ma ero un patito di Cristina Quaranta.

Immaginate. Ero in pieno fermento post-puberale e questa topona, che ballava mezza discinta, mi turbava non poco. Poi, sarebbe diventata una delle vallette di Striscia la notizia.

Adesso è andata ma questa Quaranta, ve lo posso dire, me la volevo sbattere a novanta. Grande, suprema gnocca devastante.

L’ho rivista ieri su Instagram. Uhm, il tempo passa ma rimane un’ottima passera. Eppure la sua bellezza, prima o poi, passerà e anche Cristina diventerà una strega e mangerà uva passa.

Il primo mutamento è già avvenuto. Tanti anni fa, in quegli anni miei in cui la bramavo e lo elevavo, no, la elevavo a mio sogno erotico, era molto acqua e sapone. Adesso, si smalta le unghie di colore purpureo da Cappuccetto Rosso. Ah no, era Biancaneve. Comunque, ho detto tutto.

Fra dieci anni, diverrà un’educatrice come la Montessori, insegnerà alle scuole materne, chiamando i bambini oh, miei tesori, cucinerà le torte di mele e potremo dire addio alla sua patonza succulenta e fragrante, morbida e stuzzicante.

Quindi, una volta raggiunti i sessant’anni, dopo esser stata distrutta dalla menopausa, con la faccia rugosa e raggrinzita, si ritirerà a vita privata nel bosco, scrivendo le sue memorie in una fiaba nerissima…

 

«C’era una volta una donna invidiata a morte dalle altre perché una figa della madonna. Le altre si facevano il culo per migliorare la loro condizione sociale da secchione frustratissime e invece io donavo i miei frutti di bosco a tutti che mi mantenevano nel far un cazzo, anzi, facendomene in quantità industriale.

Ah, quanto miele…

Adesso, sto qui, fa freddo, l’inverno si fa rigido e duro. Davanti a questo caminetto, rimembro tutti quei dolci, sghiacciati membri che davvero mi scaldavano e mi rendevano la loro “principessa sul pisello”. Io non amavo la musica arrabbiata, non avevo di che dolermi, adoravo Cristina D’Avena.

La mia vita, sì, è stata una favola piena di fave.

Ah, ero proprio una frittella, ora mangio il pesce fritto».

 

Sì, non tutte le streghe sono delle racchie pazzesche. Coi porri sul naso. Alcune sono come la Quaranta e come Sarah Stephens di The Witch.

Sì, sono un maschio di sano testosterone e molte donne, non potendomi avere, mi hanno fatto… molte fatture.

Di mio, oggi devo andare dal fattorino e pagargli pure la fattura. Ah, la vita è una fattoria di animali!

Così è.

E che c’entra la mia vicina di casa?

Lei mi definì e definisce un cazzone.

Sì, aveva le chiavi di casa perché gliele aveva date mia madre. Mia madre voleva che la vicina mi controllasse.

E la mia vicina, non accorgendomi io che fosse entrata di soppiatto, mi beccò nel momento topico in cui venni sulla super topa della Quaranta.

E gridò: – Cazzo, che cazzo!

 

Ah ah.

Bene, ora finiamola di farci le seghe e facciamo i seri.

"Beowulf" (2007) Photo Credit: Warner Bros.

“Beowulf” (2007)
Photo Credit: Warner Bros.

Mal_vola-1 cristinaquaranta 1541681207932.jpg--cristina_quaranta__ve_la_ricordate__che_fine_ha_fatto_la_piu_sexy_della_storia_di_striscia_la_notizia___guarda Film Title: The Changeling

 

di Stefano Falotico

 

Gelato artigianale tutto da leccare, la neve cadde sui cretini e scalderei Lady Gaga col mio ghiacciolo duro come la grandine


17 Dec

48387184_10212682826728433_6280726639118647296_n 48394133_10212682372637081_4481870829474283520_n 48379979_10212682366916938_8462562028257542144_n twi02 MV5BOWNlNzc0NWYtOGFjMi00ZjBmLWE2NjQtMmUwZGE1YWFiZmNmXkEyXkFqcGdeQXVyNjUxMjc1OTM@._V1_SX1777_CR0,0,1777,737_AL_

CLICCA, FICCA!

Avete letto il famoso libro La neve cade sui cedri di David Guterson? Da cui, anni fa, fu tratta una trasposizione per la regia di Scott Hicks (Cuori in Atlantide, Shine) con un bravissimo Ethan Hawke?

Io l’ho letto. Io leggo molto. Sono come Dennis Hopper di Una vita al massimo…

Presto, uscirò con un mio nuovo libro. Spiazzante. So che infatti da me non ve lo sareste aspettato. È un thriller erotico, oserei dire satanico. A mio avviso, molto bello. Altrimenti non l’avrei scritto.

Una storia di stregoneria.

Attenzione, ho detto satanico, non satanista. Cioè un libro in cui il diavolo la farà da padrone assoluto.

In realtà, amici carissimi, in Kindle-Amazon è già in vendita da qualche giorno. Ma occorrerà un altro po’ di tempo prima che possa essere disponibile anche in cartaceo e normale eBook.

Per la copertina, mi sono avvalso della foto, concessami dietro legale liberatoria e contratto legittimissimo, di una ragazza stupenda che, ovviamente, io conosco e voi no…

Detto ciò, a Bologna ieri notte ha nevicato. Una coltre di neve da far invidia a La cosa di John Carpenter.

Molti mi definiscono iceman, cioè un uomo freddissimo. Questa è una grande stronzata! Nel mio cuore, invero, ribollono passioni sfrenate da stufa(to) in calore e, nonostante spesso il mio carattere indomabile si lasci assalire da ire spaventose e cada nei vizi dell’intemperanza più abominevole come lo Yeti, non sono certo Michael Shannon del film di Ariel Vromen. Che, secondo me, non è male, in fin dei conti.

La storia di un povero cristo, di un’anima buona che diventa un criminale spietato per amore della famiglia. È un film che mi ha perfino commosso.

Posso confidarvi, fratelli, che i miei ultimi anni di vita sono stati tremendi. Anni di una solitudine pazzesca da Gary Oldman del Dracula di Coppola.

In questi anni però, anziché addolcirmi e attenuare il mio spirito innatamente ribelle nei confronti di una società cinica e falsa, ho esperito una sempre maggiore presa di coscienza.

Il mondo in cui viviamo fa veramente schifo. Stamattina, dopo aver spalato la neve, ho preso la macchina e sono andato fuori città a cuccarmi un caffè. Sì, io faccio così, potrei prepararmi a casa il caffè e invece mi va d’inoltrarmi nel traffico cittadino, sviare per una via traversa, cari traviati, e trovare un bar ove posso/a gustarmi lo zucchero delle mie ansie.

Dopo aver semi-stroncato Roma, ieri sera ho visto, sempre su Netflix, un altro film adorato da tutti, ovvero The Witch. Secondo me, un’altra mezza bufala. Mi esprimerò a breve anche su questa pellicola.

Vi dico solo che, quando il bambino si perde nel bosco e dalla grotta esce la strega, ammaliante, giovane, pensavo fosse Angelina Jolie di Maleficent mista a Eva Green. Cioè, un bel puttanone. Invece, ho scoperto che l’attrice che l’interpreta non è un’attrice ma una modella di nome Sarah Stephens. Un gustoso pezzo di passerona, questa qui.

Eh sì, bando alle ciance. Questa Cappuccetto Rosso ti lascia entrare nella sua “spelonca”, ti fa inalberare nella sua “foresta” e diventi un lupo cattivo. Ululante nell’orgasmo stregonesco. A lume di candela come in un film di Dreyer.

Poi, scopriremo che costei è solo una vecchia maledetta, grinzosa, insomma… probabilmente è Emma Bonino. Sì, poteva essere bona e invece è la Bonino.

Ma son scherzi che si fanno ai bambini? Poi capisco perché, anziché amare la vita e il sesso, i giovani d’oggi vadano a zoccole.

di Stefano Falotico

Lady Gaga si fa i gagà ed è bona, Bradley Cooper fa caga’ ed è bono… a nulla


16 Dec

Lady+Gaga+ELLE+25th+Annual+Women+Hollywood+zYkK8YKtA_Dl Lady+Gaga+ELLE+25th+Annual+Women+Hollywood+kqbxVnrpfvel

Ecco. Dopo anni in cui ha ballonzolato fra la popolarità, il semi-anonimato, lo snobismo della Critica, nonostante le sue nomination all’Oscar, questo è stato indiscutibilmente l’anno di Bradley Cooper.

Assurto ora a mezzo imperatore di Hollywood. Il suo esordio da regista, A Star is Born, ha infiammato le platee mondiali e si prepara, in prima linea, a spadroneggiare agli Oscar.

Uno scandalo mai visto!

No, non ho ancora guardato questo film. Ah ah! E credo che nemmeno sotto tortura lo guarderò. Se invece, in cambio della visione di tal film, mi proponeste, con tanto di legale contratto, di leccare la passerona di Lady Gaga, sì, potrei leccargliela, no, volevo dire, potrei vederlo.

In questa società in cui son impazziti i valori, in cui tutto è andato a puttane, ecco che roba melensa, programmaticamente leccaculo come A Star is Born diventa un hit, perfino da Academy Award.

Ma non mi stupisco. Oggi, se ascolti musica rock, ti sbattono in manicomio. Invece, in radio va ancora forte Nek con la sua intramontabile Unici.

Sì, su Instagram, delle oche si fanno il selfie col fidanzato super tamarro tatuato anche nell’unghia del mignolo sinistro e si creano “storie” con sottofondi musicali smancerosi, con tanti cuoricini che galleggiano sculettanti al ritmo dell’orecchiabile, caramelloso troiaio generale.

Ora, chiariamoci molto bene. Io ho detto che non credo all’amore. No, non è vero. Non credo nell’amore svenevole che non ti fa venire… Credo in una donna col culo da svenimento come quello mastodontico di Lady Gaga ma con lei mi diletterei in amori alla Lars von Trier. Con tale Germanotta iper-mignotta che, mentre io sono a sudarmela… al lavoro per guadagnarmi la pagnotta, so benissimo che si fa ingroppare da un maniscalco. E soffro pene d’amore immenso/e.

Sublimando tutta l’inculata nel pensare all’attimo nel quale, di nuovo ignuda davanti a me, nonostante tanti altri l’abbiano lubrificata e sbullonata, fottuta e strapazzata, stravolta di giravolte e schiantata-ribaltata, possa io spalmarle il personalissimo olio al succo di cocco. E lei che sbuccia la mia banana, l’addenta e, mentre mi sta scoppiando, le urlo STA ATTENTA!

Sì, un amore putrido, lercio, sconcio. Ove io so che lei è una puttana inaudita ma, appunto, ne sono follemente innamorato e me ne fotto… che sia stata sbattuta da mezzo mondo.

Perché senza di lei mi riduco a guardare Don Matteo. Mentre, appena mi scrive su WhatsApp, si sprigionano forze arcane dai miei ormoni ribelli e scalcio furibondamente perché vorrei inocularmi nel cellulare e, come in un film di Cronenberg, scoparla in maniera elettronica, no, elettrizzante, immergendomi nelle sue nautiche come un nautico del Triangolo delle Bermude.

Oh, che cazzo volete farci? Lady Gaga ha, appunto, una faccia come il culo… ma, appena la vedo, non so perché, sragiono, mi diventa duro come il cemento e perdo la brocca. E così comincio a ubriacarmi, nel canto più sgraziato mi cimento, straziato nella carne martoriata di me che la desidera immondamente mi spappolo ma nel frattempo lei è con un guercio sulla collina di Hollwood che succhia tutte le sue ciliegine e il burino, con tanto burro, se la tromba come un tedesco con una pinta di birra. Da vero luppolo, no, lupo! Lei lo usa, lo consuma, quindi lo scaraventa giù dal burrone! Aspettando un altro bel montone!

Un dolore infinito! Per piacere, castratemi. Vi supplico!

Ma torniamo al Cooper. Sennò, scusate, se pen(s)o troppo riguardo a Lady Gaga, devo finire di scrivere questo pezzo e preparare il fazzoletto… Per versare lacrime amare e anche qualcos’altro…

Lasciatemi sfogare! Ah ah!

Cooper è una merda d’attore. E la dovrebbe finire Bob De Niro di lusingarlo. Sì, hanno girato assieme Limitless, Il lato positivo, Joy. E avrebbero dovuto recitare anche in Honeymoon with Harry. La cui regia inizialmente doveva essere del compianto Jonathan Demme e avrebbe segnato, appunto, il debutto dietro la macchina da presa di Cooper stesso. Che invece preferì ripiegare su A Star is Born.

Io non sono affatto invidioso degli uomini belli. Anzi, un sacco di attori bellissimi, pur non essendo omosessuale, mi piacciono un casino. Brad Pitt, sì, mi piace!

Ma Cooper non è manco bello a mio avviso. Ha una faccia soltanto da stronzetto. Anche Clint Eastwood, da giovane, aveva la faccia del bastardone. Ma un bastardo con una sua poetica, un’anima eccezionale, insomma uno con le palle!

Questo Cooper mi pare solo un raccomandato moscio. Anzi, una raccomandata con ricevuta di ritorno.

E la mia marca da bollo con la scritta: sì, ho pagato dieci Euro per rispedire tutto al mittente, non voglio in cambio a Febbraio il Blu-ray di A Star is Born.

Sì, mando a Lady Gaga la mia foto da disperato, afflitto, eiaculato, smembrato. Lei si scioglie e canta Shallow, mentre un altro balordo gliela rende lorda…

Comunque, amici, non si sparga la voce in giro.

L’altra sera ero a Beverly Hills a una festa. Mi hanno presentato Lady Gaga.

Le ho stretto la mano. Lei invece sì è bagnata…

Sì, come un incontinente, me la son fatta addosso. E le sue scarpe, nonostante il tacco quindici, si son inumidite.

A parte gli schizzi, le leccatine, le palpatine e pisciatine, no, gli scherzi e le patatine, io piaccio alle donne.

Ma non piaccio a me.

Lady Gaga mi piace tantissimo, Cooper mi fa cagare. Sotto e sopra.

È uno schifo quest’uomo. Mi fa venire… sì, il vomito!

Dovevo smerdarlo!Lady+Gaga+Academy+Motion+Picture+Arts+Sciences+nn4QkVQoyXUl Lady+Gaga+Academy+Motion+Picture+Arts+Sciences+6xTtIhK0YN7l Bradley+Cooper+Star+Born+Premiere+Japan+WkIX4jRFajdl

 

di Stefano Falotico

Patreon: “Lo Spaventapasseri” (1973) di Jerry Schatzberg – Minirece richiesta da Stefano Falotico, by Federico Frusciante


15 Dec

frusciante spaventapasseri

Che vita da cani!, Il Falotico, in un video epico-sensazionale, è diventato Mel Brooks, e non è che Roma di Cuarón sia un granché…


15 Dec

48169817_342551599858907_5441803596452593664_n roma18 02018913

Avete visto Che vita da cani!?

Di quel genio di Mel Brooks. Sì, Mel è un genio, io invece sono il Genius.

Mentre Goddard Bolt, il suo personaggio nel film, è l’uomo più ricco del mondo.

La trama di questa pellicola è molto semplice: Goddard fa una scommessa con un altro uomo i cui soldi escono dalle orecchie. Scommette che riuscirà a sopravvivere per un mese intero, senza una lira, come si suol dire, anzi, senza un misero dollaro per le strade di Los Angeles, in mezzo ai barboni.

Perché vuole dimostrare che non è un caso se è diventato un uomo così potente e dal fiuto infallibile. Ché si è meritato questo privilegiatissimo posto d’onore grazie alla sua scaltrezza, al suo talento per gli affari, grazie alla sua innata perspicacia, alla sua invidiabile destrezza inaudita.

Insomma, non ha avuto solo del culo nella vita. Tutto quello che ha ottenuto, sostiene Goddard, è stato dovuto al suo Genius…

Ecco, negli ultimi anni, mi son successi, anche se non avuto tanti successi, dei fatti demenziali ai limiti dello sfrenato grottesco più inconcepibile.

Dovete sapere che, per molto tempo, un tempo immemorabile, la gente attorno a me non capì un cazzo riguardo alla mia persona.

Io decisi, molto prematuramente (e non parliamo di super-cazzole con scappellamento…) di esiliarmi dal mondo di tutti i giorni. Perché già stufo a quattordici anni dei miei coetanei, esseri alquanto rivoltanti, attratti solo dal sesso più lercio, indaffarati a spom… arsi con qualche oca mentre ai loro genitori volevano attestare di esser dei bravi figlioli, ottemperando a studi noiosissimi per ricevere un giorno un diploma, una laurea e qualche altro insulso attestato che a livello istituzionale potesse acclarare, in maniera ciclostilata, burocraticamente certificata, di aver adempiuto ai loro compiti…

Io invece, con enorme coerenza, con puntiglio cristologico, prediligendo la mia indole dannatamente metafisica, come detto, da tal porcile mi estraniai anzitempo. Preferendo la compagnia di molti buoni libri e di grandissimi film. E, se proprio dovevo render vivida, estemporaneamente, la mia carne fresca per attimi di piacere, placidamente, in totale comodità e anche pomposità, libero da sguardi indiscreti, con estremo pudore mi davo a soavi masturbazioni da asceta ambiguo, ascendendo al paradiso della bellezza, non solo femminile, in virtù… del mio farmelo tutto nel far un dolce c… o da mattina a sera.

Per via di questo mio atteggiamento, giudicato vile e antipatico, in quegli anni mi affibbiarono le patenti più ingloriose. Così, da viziato capriccioso come Macaulay Culkin di Mamma, ho perso l’aereo, la gente, tanto invidiosa del mio principesco stile di vita esistenzialmente lussurioso, frutto di un onanismo perenne e impunito, anche impudico, volle ingannarmi. E mi lanciò addosso infamanti accuse, trattandomi da malato di mente, sostenendo che soffrissi di disgraziati, invalidanti disagi psichici alienanti e, con screanzata villania, m’indusse a credere che davvero di qualche patologia fossi inguaribilmente afflitto. Che esseri ammorbanti!

Colpendo a muso duro per ridere di me da dietro le (s)palle, beandosi della mia tenera ingenuità romantica così postmodernista da uomo, qual sono, dadaista, delle mie fantasie cubista, costruttivista e immane, unico, amabilissimo, elevato surrealista. Tanta fu l’invidia e la cattiveria che alla fine crollai, dilaniato nel mio amor proprio per colpa di ricatti così bastardi. Mi dissero che dovevo amare di più l’umanità. E dire che io andavo matto solo per il seno di Melanie Griffith in Lezioni di Anatomia. Sì, credo di esser sempre stato un gerontologo. Soprattutto gerontofilo.

Quelle della mia età le reputavo sciocchine e non adatte alla mia già portentosa virilità matura. Adoravo le quarantenni, quelle donne inguainate in calze lisce dalle cosce accarezzabili e godibilissime.

Soccombetti dinanzi a tanto odio pusillanime e ogni stramba peripezia accadutami negli ultimi anni è stata da me finemente narrata nel libro Dopo la morte. In vendita sulle maggiori catene librarie online.

Una sorta di Arancia meccanica condita con frecciatine indirizzate alla cattiva coscienza di massa.

Raddrizzati! No, ce l’ho sempre più rizzo!

Ma, come dice il proverbio, non tutto il male vien per nuocere.

In questi anni, ho conosciuto davvero gente folle. Gente che strilla da quando si sveglia alle prime ore dell’alba sin a notte inoltrata, che ha chiesto l’assistenza sociale ai centri di salute mentale perché non riesce a reggere allo stress delle loro patetiche esistenze quotidiane. E abbisogna di stampelle psicologiche, di alibi consolatori, di assegni di mantenimento. E, a proposito di s-commesse, spera che dalle piccolissime vincite, derivate dalle puntate (non soltanto quelle di Beautiful) alla SNAI, possa rimediare qualche spicciolo in più a fine mese.

Alleviando le loro giornaliere sfighe nell’inneggiare a un populismo tristissimo, utopistico e a mio avviso controproducente, deleterio e squallidissimo. Piangersi addosso non serve a nulla! Se non a commiserarsi!

Ora, sperano nei 5 Stelle, per rivalersi di tutta una vita di merda. Ah, dopo aver passato l’esistenza fra le nuvole, ammirando il cielo appunto stellato, mi par obbligatorio che andassero a parar su Di Maio. Di Maio, no, di mal in peggio! Che pioggia! Piaggeria!

E poter brindare, alla mezzanotte di San Silvestro, con lo zampone e un babbo natale sotto braccio con la zampogna, maledicendo tutte le scalogne al fine di dimenticare, per pochissime ore di festeggiamenti ridicoli, la loro umana condizione di uomini messi alla gogna. Dovreste smetterla di metter in piazza le vostre vergogne!

Io invece, dopo tanti patimenti ingiustamente inflittimi, ho finalmente scoperto i valori veri della vita?

NO!

E allora? Ah ah.

Eh sì, nelle prese per il culo sono molto più bravo di voi.

Un po’ in tutto, sinceramente, eccello. E che uccello.

Sostanzialmente, ci rido sopra, su una bella donna ci schizzo anche altrove.

Eh sì.

Comunque, ho visto Roma.

E dire che mi aspettavo chissà cosa.

Mah, sono rimasto perplesso. A parte i grandangoli e i piani-sequenza, la fotografia in bianco e nero molto arty, è abbastanza una palla questo film. Una sontuosa mezza cagata.

L’unica cosa bella è il poster di Mexico 70 che fa molto Italia-Germania 4-3.

Sì, mio padre mi narrò di questa semifinale storica, avvenuta appunto in Messico in quel mondiale dell’anno suddetto, definita la partita del secolo.

Peccato che poi L’italia, qualificatasi in extremis per la finalissima, ne prese quattro dal Brasile, col grande Pelé che volò in cielo e insaccò di testa.

Secondo me, è stata molto meglio la semifinale Germania-Italia 0-2 con telecronaca di Caressa e Bergomi. Andiamo a Berlino!

Tornando a quella del ’70, mio padre, che di anni ne ha ora 69, me ne parlò come di qualcosa da infarto, col suo amico Gigi che ospitò lui e un altro coglione casa di sua madre. E loro che non potevano urlare perché Concettina, la madre del Gigi, stava dormendo e non era in ottima salute. In realtà ha campato a lungo quella donna.

Sì, son piacevoli ricordi amarcord, paterni di quel paese da Pater Noster. Ove suona ancora la banda come in Roma, ove le donne rimangono incinte del primo campagnolo che le porta al cinema a vedere Louis de Funès. E dove i dottorini arricchiti vanno a farsi un giro in Cinquecento… per scappare dalle possibili rivolte di un paziente totoiano senza pazienza che vuole ficcar loro il bisturi per esser stato operato male.

Mah, non c’è quasi niente di appassionante in questo film di Alfonso. Se non la protagonista molto simpatica che sembra mia nonna a trent’anni. Io non ho mai visto mia nonna a trent’anni. E come potevo? Ma sono un fisionomista delle giovinezze mai avute, anche della mia. Comunque, manco mio nonno ha visto mia nonna a trent’anni. La trombò prima, mettendo al mondo mio padre e mio zio. Ma, da allora, preferì dar da mangiare alle sue galline.

Ah, io disprezzo profondamente Paradiso perduto. Molti hanno paragonato l’epica di Roma a quella di David Lean. Che ha tratto l’unica trasposizione degna di Grandi speranze del mitico Dickens.

Poche settimane fa, Cine Sony ha programmato Great Expectations di Alfonso. E qualcuno, pagato profumatamente da questo canale, ha scritto una recensione ove lo esalta, dicendo che surclassa quello di Mike Newell.

Ora, chiariamoci. Paradiso perduto è una delle più grosse, stomachevoli boiate di sempre. Un film patinato con un Bob De Niro che mangia come un bifolco, roba che, se mangio io così, mi cacciano una sberla e mi rispediscono all’asilo, si fa crescere il barbone e fa le smorfie con tanto di panzone.

Un Ethan Hawke che sembra il fratello gemello dello Hobbit, una Paltrow anoressica (e quando mai non lo è stata, d’altronde) che pare un’ebrea di Schindler’s List e un’Anne Bancroft che, visto ch’era già molto vecchia e Mel Brooks non se la inchiappettava più, incitava il virgineo Ethan a darci dentro. Insomma, non potendoselo fottere, lo stava corrompendo alla carne di Gwyneth. Per godere da matta. Che pedofila del cazzo. Per fortuna, anche Chris Martin l’ha mandata a farselo dare nel culo. Parlo adesso della Paltrow. La Bancroft è andata.

Il direttore della fotografia è Emmanuel Lubezki, tre volte premio Oscar. Ma all’epoca, nel 1998, era meglio Carmine Tricarico, un fotografo del mio quartiere basso. Specializzato a far le foto alle Escort per sbarcare il lunario. Sì, non si faceva pagare da codeste in contanti ma con cotanta gnocca sozza messa a novanta, anche a 360 gradi. E lui, di forti, goderecci scatti, premeva di gusto. Con molta sovraesposizione… Secondo la sua ottica, le zoccole non sono mai state poi tanto diverse dalla Paltrow. Un uomo obiettivo… adesso, infatti, la Paltrow gestisce un sito personale in cui vende sex toys.

E, fra una chiavata e l’altra, la vita di Carmine virava al negativo e veniva saturata di colori più rossi come una cartolina col tramonto. Un uomo di monta(ggio). Lui attaccava tutti i pezzi nella “camera oscura”.

Un uomo a luci rosse, da cinema Odeon, con tanto di “spada” laser fosforescente. Sì, la vita di Carmine è stata come Guerre stellari. Ogni mattina, dopo un buon caffettino, per non spararsi in testa, rimembrava la forza di Skywalker, per darsi coraggio. Non aveva però mai un soldo e adorava perciò la fantascienza sognante.

No, l’amore non fa per me. Molti pensavano che, una volta ingroppata una, sarei cambiato.

Sono peggiorato.

Sono diventato Frankenstein Junior. Purtroppo è così. E sapete la verità? Io sono un artista, il più grande, e non ho bisogno di benefattori come De Niro.  Io sono molto più carismatico di lui.

Per fortuna, mi hanno creato Netflix. Per essere ancora più eremitico. Prima, almeno mi scomodavo per andare in sala, quella cinematografica, adesso mi guardo i film in cucina. Anche nel salone, con qualche salatino.

Ho detto tutto. Sono veramente il più invincibile “demente” del mondo.

Un uomo alla Mel Brooks.

E onestamente mi avete stufato tutti.

È un mio diritto fottervi con cinismo entusiasmante.

Comunque, Ethan, dopo che Gwyneth gli fece quello scherzetto nella fontana della limonata a sorpresa, divenne un maniaco sessuale e lo sa Uma Thurman. Quindi, rottosi i coglioni, si fece prete in First Reformed. Ma, amando Amanda, ora è inattendibile. Un uomo, come si suol dire, né carne né pesce.

Io invece divento sempre più radicale.

Tanto radicale che detesto i musulmani radicalizzati e amo metter le mie radici nel Bonsai.

Farò la fine di Mishima?

Quella degli scemi l’avete fatta voi.

E, soprattutto, borghesi maledetti come quelli di Roma, la dovreste smettere di credervi grandi uomini perché fate i medici e poi andate a vedere Boldi e De Sica.

Siete uomini senza fantasia, sempre lì in farmacia.

Con le pantofole, la colf, le partire di Calcio.

Io sono un cane che latra contro la vostra visione grigia del mondo e vi smerda.

Mi direte che deliro e mi darete 500 milligrammi di Torazina.

Mel Brooks è immenso.

E ad Alfonso preferisco il regista di Birdman. C’è sempre il Lubezki. E un Michael Keaton alla Falotico.

Un colpo talmente “ignorante” e mai visto che ha ribaltato tutto.

 

di Stefano Falotico

IL GATTO NERO (The Black Cat) di Edgar Allan Poe, recitato da me, il Joker


13 Dec

2018-13-12-10-32-56007006140230393548380999_2255708637780685_8330862920619524096_n

Ieri, dopo un’accurata correzione di bozze col mio impeccabile editor, ho terminato il mio nuovo libro. Stavolta, ho cambiato totalmente genere, è un thriller erotico ambientato a Venezia con echi diabolici.

Posso sverlarvelo, ma solo questo. Il resto sarà una sorpresa, come sempre.

Un fine ed elegante lavoro maliardo, imbastito su una prosa raffinata, intelaiata nelle emozioni mie meandriche, sviscerate nelle notti buie della città galleggiante ove si smarriscono i sogni e ci si sveglia al plenilunio in compagnia di un uomo misterioso.

Quanto prima, sarà pubblicato. E la copertina sarà incandescente. Con l’immagine di una bellissima donna…

Intanto, Netflix ha annunciato che a Gennaio debutterà la seconda stagione di The Punisher.

È curioso sapere che per molto tempo son stato scambiato per Betty Love e la bambina dell’episodio di New York Stories diretto da Coppola.

Direi che assomiglio più a Nick Nolte di quello di Scorsese.

E, in concomitanza con la mia nuova recensione di Taxi Driver, ieri mattina mi andava di recitare per voi uno dei miei must.

Devo confidarvi che è stata dura. Alle nove, ha suonato quello dell’acqua per il consueto calcolo Ho dovuto interrompere la registrazione. L’ho lasciato accomodare. Poi, il tizio si è congedato. Al che ho ripreso da dove avevo interrotto. Dopo solo cinque minuti, il tipo ha suonato ancora. Si era dimenticato l’accendino che aveva appoggiato sul mio tavolo.

Quindi, è suonato il telefono. Al che, mi sono arrivati due messaggi WhatsApp, e via dicendo.

E gli aerei, a quell’ora, sopra il mio palazzo passano ininterrottamente.

Tutto si può dire di me, tranne che non sia un personaggio…

Come Edgar, non è che navighi nell’oro, ma che se ne fa il Bickle, anzi il Joker, dei soldi e delle mignotte?

Il Joker è il Principe!

 

 

di Stefano Falotico

Sarà un altro Natale di merda, per fortuna ci sono gli SAG Awards, ma radiate questi giornalai e Thegiornalisti, Steve è proprio un pezzo grosso…


12 Dec

 

Eastwood True Crime47688482_10212652078919757_5859672140185337856_n

Sì, son state annunciate le nomination ai premi cinematografici più importanti, subito dopo l’Oscar.

Di solito, l’attore che vince lo Screen Actor, quasi sempre vince anche l’Oscar

Dal 2005 va così. L’unica eccezione è stata Denzel Washington di Barriere. Vinse lo Screen Actor ma fu inculato da Casey Affleck di Manchester by the Sea.

Detto ciò, sono perennemente nauseato. L’altro giorno, l’ho sparata grossa. Leggete quanto segue e capirete che sono un uomo vero, anche quando sgarbato.

Ecco, trascurando questi falsi giornalisti, ora siamo ammorbati pure da Tommaso Paradiso.

Con la sua stupida canzone d’amore. E una ruffiana alla radio, ove la trasmettono, la quale sostiene che tale bischerata smuova delle corde.

A me rompe solo i coglioni. Non ne avevamo abbastanza della sciocchezza precedente ove il Paradiso vomitava di o chiusa, tipo barese, il must per ritardati: come la tua gonna, come la tua gomma?

Ma quale New York! Paradiso e il Cremonini con la nuova stella di Broadway, secondo me, andrebbero ficcati da Satana con tanto di Liza Minnelli che canta assieme a Bob De Niro di sassofono nello spronare la trombata!

Al solito, anche agli SAG hanno escluso Clint Eastwood per The Mule.

Mezz’ora fa, comunque, sono stato come di consueto al bar dei cinesi. Appena ho aperto la porta, un uomo distrutto dal lavoro quotidiano, mi ha guardato male perché io, con aria principesca, ho adocchiato la sua signora e la sua signora si è bagnata, rovesciandogli addosso il tè caldo.

Sì, ho lanciato uno sguardo ammiccante alla signora provocante di gambe slanciate, l’uomo geloso, sapendo che la sua donna si eccitò dinanzi al mio impudico averle tirato… un’occhiata ficcante, tutto stizzito s’incazzò.

Ma io ho continuato a bere il mio caffè, dopo aver mescolato lo zucchero col mio dolce occhiolino malandrino su argentato cucchiaino. E schiuma succosa ancor bollente della sua liquefatta v… na focosa.

Lo so, fratelli, siete angariati da una vita sfortunata e invece a me è concesso il dono dell’onnipotenza.

Adesso, vado a cucinare le bistecche. Perché io amo le fiorentine, giammai le cretine e mi stuzzico i denti coi grissini torinesi. Son un uomo alla cotoletta milanese con tanto di torta caprese, e spruzzo la maionese su patate condite salate e col dito scaldate.

Io sono il pepe, tu invece ti chiami Beppe e ora vai a preparare il presepe.

Comunque, la situazione giornalistica attuale io ho ottimamente inquadrato. Ora, se permettete, devo squadrare quel bel culo lì, per poter studiare da vicino, in maniera tangibile, come ottenere una posizione migliore… per elevarlo di grado. E tutto piacevolmente digrada…

Fino a prova contraria, oggi pigli un’inculata e domani ancor te ne fotti con tanto di ballata e soprattutto belata.

Un giorno sarò pelato, oggi sono soltanto denudato.

Ebbene, dopo questa mia altra sincera presa per il deretano alle ipocrisie di massa, vi auguro Buon Natale e in particolar modo spero nella vostra felicità da uomini castratisi per il volere di una racchia incredibile. Contenti voi, contente le palle dell’albero con la vostra “stellina”.

Luccicanti!

 

 

di Stefano Falotico

Annuario di FilmTV e il mio video promozionale su Clint Eastwood


12 Dec

unnamed_1_

SOW_07561.CR2

SOW_07561.CR2

rev-1-MUL-03511r_High_Res_JPEG

-

Genius-Pop

Just another WordPress site (il mio sito cinematograficamente geniale)