Ecco il mio commento, sottostante riportatovi parola per parola, “a piè” del delirio dic(iam)o, aloniano…
Esiste la libertà di parola ed è giusta la Critica “personale”, ci mancherebbe. Ma qui andiamo oltre. Ognuno può avere dei registi prediletti, è umano, democratico e sano. Ma qui andiamo oltre, ripeto. Definire rivoluzionario questo “cinema” è palesemente di parte, per essere eufemistici. Scorsese massacrato da Alò, Guadagnino, regista lezioso e mediocrissimo, al contrario magnificato. Addirittura, ora Muccino… questo grande regista del Novecento! Siamo ai confini della follia o semplicemente si definisce tal atteggiamento come conclamata, inaccettabile ruffianeria smodata in maniera parossistica? Arrossisco! Allucinante, una cosa ridicola, cringe e agghiacciante, smisuratamente imbarazzante. Dopo l’acclamazione de Il maestro, più che altro di Di Stefano, per promuoverlo a scopi personali e di “amicizia” (sospetta, ma no, suvvia, ah ah), adesso assistiamo ad Alò che glorifica, giustappunto, Muccino. Intendiamoci, Muccino non è male come tanti suoi detrattori cattivi dissero e tuttora sostengono per invidia del suo successo, ma più chiaro di così: 6:28. Alò, peraltro, è sempre meno recensore cinematografico, bensì “sociologo-sessuologo” sui generis e in senso lato, ossessionato dal (suo stesso) maschio bianco eterosessuale schiacciato dalle “signore”. Alò è fissato con la sua (de)generazione. In circa mezz’ora di video, “disserta” di tutto e di niente, soprattutto non “parla” quasi mai del film. Il nulla. Loda la “coppia” Accorsi-Leone e “accoppia” frasi che decantano sol il suo esser sofista tremendo. Sicuramente, la “migliore” (non) recensione di Alò, inascoltabile, anzi, ascoltabilissima. Ah ah. Cmq, Alò facesse e dicesse quello che vuole. Sinceramente (fa anche rima), non abbiamo bisogno di Muccino, di Accorsi, di Leone, di questa roba qui, insomma. Basta, davvero! E per fortuna che Alò si professò, sebbene chiaramente e ovviamente, per ragioni comprensibili facilmente, non l’esplicitò, anfitrione e portavoce di un Cinema aperto al nuovo. 15:55, Muccino è sempre stato (un) regista horror. Alò orrifico! Orroroso! 16:49, la grande Monica Bellucci. Ah ah.





























