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Nel giorno della morte di Jonathan Demme, rimembro gli altrui silence of the lambs


26 Apr

Io sono il creatore del libro Il fascino e la seduzione della solitudine, in vendita su lulu.com, libro incensato di lodi da chi ha avuto l’ardire di “addentarlo”, addivenendo a quello che per me è un piacere inequivocabile, lo stare soli, ed essere nella solitudine più solido. Non però di culo parato. Ma non mi considero un Buffalo Bill, sebbene la malignità di certa gente abbia voluto in passato affibbiarmi questa oscena patente. Però conservo, nella mia integrità psichica inalienabile, ripeto, il piacere innocuo, quanto mai innocente, di preferire la compagnia del mio lupo alle false compagnie ove ci si giudica per le fighe che si collezionano e per altri “gingilli” carnali di dubbio g(i)usto. Nella solitudine rinsaldo me stesso, steso certo, forse anche a primavera cervo, scrivendo opere come Il cadavere di Dracula, libro in vendita sulle maggiori catene librarie online e non solo… lib(e)ro attorniato da altri, lo dico con orgoglio, miei capolavori letterari.

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Nelle mie “compressioni”, anche talvolta compresse, nella generale incomprensione, sempre più mi comprimo, no, volevo dire comprendo. Parlando con me stesso in onore della follia più brillante di venustà e libera, con molti lib(e)ri a me (af)fini, da schemi logoranti del pen(s)ar comune. La socialità l’ho sempre reputata imputante di puttanesimo, un costringersi, dunque costiparsi, in laidi compromessi per vendere la propria anima e barattarla al mercimonio collettivo ove il “valore” dominante è la “forza” dell’uccello e delle virilità più ripugnanti e schifose.

E se non lo sapete ve lo dico io. Nel 2010, Jonathan Demme era molto vicino a dirigere Honeymoon with Harry ma se ne farà qualcosa con Nick Cassavetes, figlio di John, specialista in elaborazioni del lutto e non.

Questo per dire che nonostante alcuni psichiatri della mutua, non alla Hannibal Lecter, abbian cercato di soffocare la mia natura bellissima e congiunta al cantico delle creature, rimango unicamente un Falotico… che avercene, dotato d’intelletto sensibile e fortunatamente non demente senile come molti giovani cazzoni e “cazzuti”.

In buona sostanza, comprate il mio Il cavaliere di Berlino. E vogliatene tutti.

 

Voglio concludere con una stronzata. Io sono un gelato all’italiana, nel senso che non lo “do” alle italiche, rimanendo in bianco e “al freddo”, ma non sono un caldo all’africana nonostante sia quasi estate. Nel senso, anche sen(n)o, che non vado con le negre. Ma, soprattutto e anche sopra di lei, d’estate ci sta? Ci sta tutto, anche essere e non essere come me. Mica come te. Tiè. Sì, il tè, beviamoci un Estathé.

di Stefano Falotico

PHILADELPHIA, Jonathan Demme directs Denzel Washington, 1993

PHILADELPHIA, Jonathan Demme directs Denzel Washington, 1993

Il silenzio degli innocenti ha anticipato quello che sta succedendo su Facebook


25 Aug

di Stefano Falotico

 

Facebook è allucinante. Ci son tizi bruttarelli e tizie, oltre che brutte, pure tozze, che si fotografano squallidamente da semi-nudisti, scrivendosi da soli il commento, nel quale si auto-glorificano. Della serie: oltre a esser cessi, hanno una notevole autostima di sé stes(s)i e una profonda cecità, aggiunta a una scemenza difficilmente curabile. Dinanzi a tanta idiozia, mi spoglio. Mi avete disarmato di ogni indumento intellettivo. Denudato, ballo da sciamano con la candela in mano e un selfie cannibalistico simil Buffalo Bill da Silenzio degli innocenti. Sì, in confronto a voi, Buffalo del film di Jonathan Demme è un signore.

 

Spiace per voi dirlo, ma sono imbattibile.

Ho detto tutto.

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